Post… ARC, amici, matrimoni, Santa Lucia & Martinica (Parte prima)

Questo è un post “POST” un pò di cose.

E’ vero, dopo il nostro arrivo a Santa Lucia siamo stati vagamente latitanti sul blog e siamo stati “rimproverati” amorevolmente un pò da tutti (una roba tipo “Oh ma allora !!??? Sto blog ??!!! Ma che fine avete fatto ??!! La finite di cazzeggiare ??!!! Volete scrivere qualcosa ??!! – che simpaticoni che siete…) Sorriso

E’ che di scrivere non ne avevamo tanta voglia, inebriati dalla traversata, dai Caraibi e presi dagli amici, da chi si sposa, da chi arriva, da chi parte, da lavori e manutenzione.

Y2K a Rodney Bay

Ed eccoci qui allora a riassumere in due parti quanto accaduto dall’11 Dicembre 2015 ad oggi. Passata la sbornia dell’arrivo, effettuata l’entrata a Santa Lucia, carte e scartoffie, passaporti etc, cominciamo a vivere al ritmo Caribe, ce ne andiamo in spiaggia a Reduit Beach, e partecipiamo ad alcune delle feste organizzate dalla ARC.

Ci divertiamo in compagnia dell’equipaggio di My Dream (blog Le Avventure di Maeva) o semplicemente tra noi quattro (Tita e Roby sono ancora con noi). A proposito, la ARC: da alcuni considerata una specie di carrozzone, “gente che se la tira”, troppe persone, inutile, etc.. A nostro avviso la ARC è stata – almeno per noi alla nostra prima traversata – una esperienza molto positiva.

Tutto estremamente organizzato, facilitato, siamo stati aiutati e seguiti in maniera meticolosa e professionale. I seminari proposti a Gran Canaria ci sono piaciuti molto. Se poi le “feste” o gli eventi “social” non piacciono, basta semplicemente non andare. Insomma, noi la consigliamo senza alcun dubbio.

Tita e Roby Sposi

Tita e Roby Sposi

Tornando a noi, fra una birra Pitons e l’altra, c’è il matrimonio dei nostri amici, l’arrivo di Alessandro figlio di Roby (un’odissea il suo trasferimento dalla Martinica a Santa Lucia), la festa di premiazione e di chiusura della ARC, la visita dal medico e gli esami del sangue di Max dopo il febbrone atlantico, il trasferimento a bordo di Y2K in Martinica, Natale,  cambio di amici con Tita, Roby e Ale che tornano a casa il 26 Dicembre, mentre Miki, Elena e Matilde arrivano con il medesimo aereo, il medesimo giorno, Capodanno, una riparazione alla sartia alta destra che ci ha fatto perdere in pratica 10 giorni. Insomma, siamo stati impegnatissimi Sorriso

Ma procediamo con ordine. Il matrimonio di Tita e Roby è bellissimo ! Celebrato il 18 Dicembre, organizzato in maniera impeccabile. Sposarsi senza scarpe (tutti quanti eh ? Sposi e invitati ) su una suggestiva spiaggia di Santa Lucia è una libidine mondiale. Che poi alla fine io le avevo pure trovate le scarpe dopo aver ribaltato mezza barca: sandali dimenticati dentro ad un gavoncino, un reperto archeologico del 1897, ma perfetto per il mio outfit.
 
La sera, per festeggiare i novelli sposi, ce ne siamo andati a Gros-Ilet, un villaggio poco distante da Rodney Bay, dove ogni venerdì i locali organizzano grigliate sulla strada principale (cucinano proprio loro), preparano cocktails, vendono oggetti artigianali (e non). Dopo le 22 la musica Caribe (ma anche disco A bocca aperta) accompagna i balli dei turisti, ormai un pò brilli, per la strada. Mangiamo uno dei polli alla griglia più buoni in assoluto.
 
Festa fine ARC
 
Il giorno successivo c’è la cerimonia di premiazione e chiusura della 30° ARC, ci sono anche premi speciali un pò per tutti – Y2K riceve una bottiglia di Rum. Siamo stati uno dei radioNet controller durante il Rally. Poi c’è il cibo locale, i drink a base di Rum, la musica – un misto di Calypso, ritmi caraibici che ci entrano nel sangue – suonata dalla band ufficiale di Santa Lucia, ragazzi e ragazze giovanissimi che percuotono i tipici tamburi d’acciaio – gli steel drums – generando note irresistibili.
 
La ARC termina qui. A partire dal 20 Dicembre gli equipaggi e le barche si disperdono, ciascuno segue la propria rotta. C’è chi rientra in Europa a fine stagione, chi lascia la barca, chi va a Nord, chi a Sud. Ci si saluta, ci si scambiano numeri di satellitare, blog, email. Noi e Y2K iniziamo la nostra Avventura, la nostra nuova vita.
 
Lo stesso giorno, completiamo la cambusa, compriamo frutta e verdura dai “vendor” locali che ti si affiancano a bordo delle loro imbarcazioni pittoresche (“imbarcazioni” è una parola forte…), facciamo l’uscita da Santa Lucia e dirigiamo sulla Martinica dove trascorreremo una settimana insieme ai novelli sposi e ad Alessandro girovagando per l’Isola.
 
Il canale fra Santa Lucia e la Martinica non è affatto da sottovalutare anche quando l’aliseo è relativamente tranquillo, infatti troviamo un bel mare gonfio e un venticello piuttosto fresco sui 25 nodi. Rodney Bay dista poco più di 20 miglia dalla costa sud della Martinica, navighiamo di bolina larga e raggiungiamo la baia di St. Anne in circa 3 ore.
 
L'equipaggio di Y2K al completo alla cerimonia di premiazione ARC
 
L’aliseo rinfresca parecchio e le previsioni non sono spettacolari: numerosi passaggi nuvolosi, acquazzoni e vento forza 5-6 nel Mar dei Caraibi, mentre in Atlantico imperversa un “Grand Frais” – Forza 7 – che durerà qualche giorno.
 
Ci importa relativamente, più che altro ci dispiace per i nostri amici che non riescono a godere appieno del Caribe. Ci spostiamo da St. Anne a Baie Mitan e a Grand Anse d’Arlet, ci prepariamo (numerosi) gin tonic, facciamo tuffi, andiamo a terra con il dinghy a spararci deliziosi polli alla griglia (bisogna ammetterlo, qui i polli hanno una vita difficile…) o pesce alla creola e addobbiamo Y2K per il Natale.
 
Babbo Natale
 
Festeggiamo un Natale strano, lontano dal nostro paese, ma secondo tradizione: 24 Dicembre cena di pesce (dorado pescato in atlantico alla griglia, regolarmente messo sottovuoto. La macchina sottovuoto è un ASSOLUTO MUST !!), 25 Dicembre niente pranzo perché siamo in acqua a fare bagni e tuffi, ma mega cenone con tagliatelle al ragù Sorriso Poi le telefonate a casa, le videochiamate con Skype per gli auguri.
 
Il 26 Dicembre, giorno di Santo Stefano, è altrettanto strano. Ormeggiamo Y2K al Marine du Marin, noleggiamo un’auto e accompagniamo Tita, Roby e Alessandro all’aeroporto. Tornano a casa. Ci beviamo un’ultima birra insieme al bar dell’aeroporto e facciamo fatica a nascondere i sentimenti di tutti.
 
Dopo tanto tempo insieme, dopo un’avventura come la “traversata Atlantica” vissuta, “sofferta”, gioita insieme abbiamo tutti un groppo in gola e gli occhi lucidi. Li salutiamo ancora una volta mentre passano i varchi di sicurezza, mentre noi – per la prima volta – non abbiamo nessuna carta d’imbarco, nessun biglietto.
 
Siamo in un aeroporto di un’isola caraibica e non partiamo. Restiamo, anzi, aspettiamo altri cari amici che atterrano con lo stesso aereo che riporta Tita, Roby e Ale in Europa. E’ una sensazione stranissima, una specie di euforia data dal realizzare piano piano quanto siano davvero cambiate le nostre prospettive.
 
Aspettiamo quindi che le porte scorrevoli degli “Arrivals” – anzi – “Arrivees” si aprano per lasciare uscire Elena, Miki e Matilde.

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Geir Ove Bø
8 anni fa

time flyes fast when you are haveing fun 🙂