19 giugno 2019

Nuova Zelanda – Vanuatu: Parte 2

Ancorati ad Anatom - Vanuatu

Posizione attuale: 20°14,391 S; 169°46,689 E
Cielo parzialmente nuvoloso, temperatura 23,5°
All’ancora nella baia di Anelghowhat, Isola di Anatom – Vanuatu.

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Giorno 5 – 14 Giugno

Posizione: 24°34,650 S; 172°02,970 E
Vento: S 8kt
SOG: 6kt
Navigazione vela e motore
Mare poco mosso, parzialmente nuvoloso
288nm to go to Vanuatu

Abbiamo percorso 190 miglia nelle ultime 24 ore! Non male per quello che molti puristi definiscono un “plasticone francese”

La notte fra il 13 e il 14 Giugno la possiamo dividere in due parti: la prima parte contraddistinta da ventone, mare mosso e confuso e tanti, tanti squall, piovaschi violenti e raffiche di vento molto forti. Praticamente non sappiamo mai come sistemare le vele quindi stiamo sul sicuro e ci teniamo la randa con due mani di terzaroli e genoa da rollare alla bisogna. Poi, verso le 2 del mattino, tutto si calma, il cielo si apre e appare la luna che è quasi piena. Finalmente il mare si tranquillizza un po’ e riusciamo a dormire un pochino.

In mattinata il vento si stabilizza sui 14kt e riusciamo a mantenere l’andatura a vela sulla rotta corretta. Poi, come da previsioni, muore tutto visto che ormai siamo proprio al centro della bolla di alta pressione. Riaccendiamo il motore. Facciamo anche un rabbocco al serbatoio principale di gasolio aggiungendone 60 litri.

Dismettiamo felpe, pantaloni pesanti, calzettoni e berretti. La temperatura esterna sale lentamente, ma inesorabilmente e ormai durante la notte non scende mai al di sotto dei 20°C.
La sera il cielo si riannuvola e siamo circondati di nuovo da piovaschi. Questa volta, fortunatamente, non provocano intensificazioni significative del vento, rappresentano solamente una gran rottura di palle a causa della pioggerellina.

Ceniamo con l’ultima porzione di pollo alla griglia, poi partiamo con i turni di guardia e con gli allarmi.

Giorno 6 – 15 Giugno

Posizione: 22°12,810 S; 170°48,980 E
Vento: SE 9kt
SOG: 5,5kt
Navigazione vela e motore
Mare poco mosso, cielo poco nuvoloso
140nm to go to Vanuatu

E rieccoci ai tropici! Oggi abbiamo attraversato la latitudine di 23°,27 che identifica il Tropico del Capricorno. Alle 10 del mattino la temperatura esterna è già di 23°… siamo commossi!
Dopo mezzogiorno la temperatura si attesta sui 25°, c’è il sole, poco mare, insomma giornata tranquilla.
Indossiamo maglietta a maniche corte, pantaloncini. Siamo pietosamente bianchicci, stile turisti nordici in vacanza a Rimini. Abbiamo bisogno di stratificazioni geologiche di protezione solare onde evitare scottature epiche dopo tutto questo tempo trascorso lontano dal sole.
Oltre ad essere bianchicci, dopo 5 mesi di permanenza in un paese civilizzato, specializzato in costolette di maiale, bistecche, cosciotti di agnello e amenità simili siamo anche un pochino cicciottosi patatosi. Insomma, effettuiamo la prova costume per la prima volta oggi cercando disperatamente di evitare gli specchi. Quando poi ci capita di beccare il nostro riflesso “per caso”, ci viene restituita un’immagine desolante: abbiamo bisogno di sole e di tante, tante, tante nuotate per smaltire i ciccioli che si sono accumulati sui soliti punti strategici.
Trascorriamo la giornata all’insegna del relax e della musica. Se ieri è stato il giorno delle playlist del CPT, oggi è quello delle playlist di Ale. Ovviamente ciascuno è convinto che le proprie scelte musicali siano il top, ma siamo entrambi concordi sul fatto che la musica anni 70 e 80 sia la migliore in assoluto. Vabbè, l’unica cosa certa in assoluto qui è che siamo diventati vecchi (e ciccioni)!
Se manteniamo questa velocità rimane confermato il nostro arrivo ad Anatom per Lunedì mattina. Probabilmente dovremo pure rallentare un po’ per evitare di arrivare col buio. Staremo a vedere.

Giorno 7 – 16 Giugno

Posizione: 21°29,000 S; 170°26,000 E
Vento: 8kt variabile SW-SE
SOG: 5,8kt
Navigazione vela e motore
Mare mosso e confuso, cielo nuvoloso.
90nm to go to Vanuatu

Giornata pigra e tranquilla. E’ nuvolo, ogni tanto qualche innocuo piovasco che però rompe sempre le balle. Ci diamo alle letture e alla musica.

In tarda mattinata il cielo si apre e arriva un rinforzino di vento da SE che pare perdurare e tale da farci ben sperare in una pausa dalla nostra smotorata. La brezza dura e ci piacerebbe proprio sfruttarla. Soffia in poppa piena quindi ci prepariamo per armare il tangone e metterci a farfalla. Dopo 5 mesi di totale inattività, siamo certi di combinare pasticci inenarrabili con le varie manovre per mettere a segno il tangone, invece, molto stranamente, facciamo tutto senza commettere mezzo errore e senza creare grovigli inestricabili. Siamo fieri di noi stessi.

Wing-on-wing verso le Vanuatu

Laschiamo la randa con la sua bella ritenuta, apriamo il genoa sul suo bel tangone e, tanto per fare i fighi, svolgiamo pure la trinchetta opposta al genoa. Vai, spegni motore che si va a 5,5kt in scioltezza. Siamo contenti.

Il tutto dura un paio di ore, poi il vento comincia ad attenuarsi, dobbiamo riavvolgere la trinchetta che ormai non porta più e continua a sbattere. Quando la nostra velocità si riduce troppo e si attesta sui 4kt, chiudiamo tutto e riaccendiamo il motore.

La sera il cielo si copre completamente, lo sapevamo dalle previsioni. Il mare è sempre mosso e parecchio confuso e incrociato nonostante il vento non abbia mai soffiato oltre il 13 nodi di punta massima negli ultimi tre giorni. Probabilmente il ventone da SW prima – che più a sud ha soffiato anche oltre i 30kt – e la brezza da SE poi, hanno creato un mix micidiale che ci fa ballare davvero tanto. Comunque ormai manca poco, ci apprestiamo a trascorrere l’ultima notte di navigazione. La nostra ETA (estimated time of arrival) definitiva è per l’indomani mattina intorno alle 9.

Sinceramente non vediamo l’ora.

Giorno 8 – 17 Giugno

Ormai ci siamo.

Dalle prime ore dell’alba ci accompagna una bella brezza da Est che ci permette di andare a vela al traverso fino a destinazione.

Alle 7 del mattino scorgiamo all’orizzonte il profilo di Anatom, mancano circa 12 miglia alla pass dalla quale si accede alla baia dal nome complicato di Anelghowhat. La brezza da Est regge e si rinforza pure un pochino con l’avvicinarsi di uno squall che – manco a dirlo – ci becchiamo in pieno esattamente nel momento in cui entriamo nella baia.

Diamo fondo in 10 metri di sabbia indossando le cerate !

Ritroviamo Marina e Diego del “Meccetroy”. Non appena siamo sistemati e tranquilli all’ancora saltano sul gommone e vengono immediatamente a bordo per darci il benvenuto e donarci un piccolo kit di prima sopravvivenza alle Vanuatu. Banane e cedro locali, pane appena sfornato da Marina e – elemento essenziale per due informatici come noi – una SIM card telefonica locale! Diego ci comunica che qui l’antenna telefonica funziona solamente con l’energia prodotta da pannelli solari. Le batterie a supporto sono praticamente morte, quindi in questo ancoraggio internet e telefono funzionano solo durante il giorno: dalle 9 alle 16:00 circa

Nel frattempo il piovasco passa e ci lascia con uno spettacolo incredibile: un arcobaleno completo così basso sulla superficie del mare all’interno della baia che sembra finto.

Ci accoglie un incredibile arcobaleno - Anatom - Vanuatu

L’ancoraggio è bellissimo, molto protetto. L’Isolotto di Mystery Island ci ridossa da Sud, la barriera corallina circonda la baia da SE, S, SW, l’isola di Anatom protegge da N, NE, ENE, E, ESE. Siamo fermi immobili.

Adesso è il momento di riposare e di riconciliarci con la vita in barca ai tropici. Non appena attiviamo la SIM, capiamo come funziona e ci passa il rincoglionimento, andremo in avanscoperta.
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15 giugno 2019

Nuova Zelanda - Vanuatu: Parte 1

Navigazione verso Vanuatu


Data:15 Giugno 2019

Posizione attuale: 24°14,138 S; 171°52,455 E
Vento S 5kt
Velocità 6,0 Kt
Navigazione vela e motore
Cielo parzialmente nuvoloso, temperatura dell'aria 23°, temperatura del mare 21,8°
265nm to go, destinazione isola di Anatom - Vanuatu.

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Dopo tanta attesa abbiamo finalmente una finestra meteo favorevole per il 10 di Giugno. Il giorno prima lasciamo il Marina di Town Basin di Whangarei, dove abbiamo passato l'estate australe, e ce ne andiamo a Marsden Cove, Port of Entry ufficiale, per effettuare le pratiche di uscita di immigrazione e dogana dalla Nuova Zelanda. Nonostante abbiamo tanta voglia di partire e di tornare ai tropici, non nascondiamo di provare una certa malinconia nel lasciare la terra dei Kiwi. Abbiamo trovato un gran paese, ospitalità top, cantieri e professionalità di livello, vita tranquilla e costi abbastanza contenuti rispetto all'Europa. Ma soprattutto educazione civica, rispetto delle cose comuni, pulizia, efficienza della pubblica amministrazione e sua vera digitalizzazione. Insomma, ci siamo trovati davvero bene e capiamo chi desidera venire a vivere in un posto così.

Torneremo la prossima estate australe, al momento però, bisogna sfruttare le condizioni meteo favorevoli, pena aspettare magari altri 15 giorni o beccare una partenza di quelle che da queste parti definiscono "sporty", cioè tipo dopo 5 mesi fermi immobili nel fiume Hatea di Whangarei vieni scaraventato in mezzo a venti da burrasca.

Tutti i modelli previsionali ci dicono che ci aspettano un paio di giorni di venti deboli variabili, quindi attraverseremo un piccolo e debole fronte una "trough" che delimita una zona di alta pressione in espansione dall'Australia con venti freschi da SW.

Il 9 Giugno ci ormeggiamo al marina di Marsden Cove, luogo super tranquillo e lussuoso, anche se immerso nel nulla a confronto con Town Basin. Diciamolo sotto voce, 30 dollari neozelandesi al giorno (17 euro). Prepariamo le ultime cose prima della traversata. Ci cuciniamo una serie di piatti in modo da averli pronti durante la traversata, specialmente per quei giorni più movimentati che sappiamo ci attendono. Abbiamo acquistato una zucca dalle dimensioni inquietanti e da quella ricaviamo vellutata e zuppa per un esercito. Prepariamo del riso basmati e diversi petti di pollo saltati in padella.

Giorno 1 - 10 Giugno

E' lunedì mattina, eccoci di nuovo davanti a Bruce, lo stesso ufficiale della dogana che ci ha accolto lo scorso Dicembre. Si ricorda di noi e della conversazione avuta al nostro arrivo e con la stessa gentilezza in 10 minuti facciamo le pratiche di uscita e ci diamo appuntamento per il prossimo Novembre.

Molliamo gli ormeggi e ci dirigiamo lentamente fuori dal marina, verso l'Oceano. La costa Neozelandese scorre alla nostra sinistra, salutiamo i Kiwi con un qualche luccicone negli occhi.

La mattinata è di quelle che proprio non invogliano non solo ad andare in giro in barca, ma anche ad alzarsi da sotto le coperte: cielo grigio e nuvoloso, freddo, pioggerellina. E vabbè, d'altronde qui fra pochi giorni sarà ufficialmente inverno.

Il vento, come da previsioni, è debolissimo ci apprestiamo a smotorare per almeno 200 miglia.

La sera iniziamo i collegamenti radio SSB di rito, ne abbiamo da seguire tre al mattino e due la sera. Così stasera ci ripresentiamo al SOPAC Net (South Pacific Network) che non sentivamo dallo scorso Dicembre, una rete di navigatori di diverse nazionalità che si autogestisce e crea di fatto un rete larga quanto il sud pacifico dalla Polinesia Francese all?Australia. Subito dopo abbiamo il collegamento con la rete Italiana, una rete molto più piccola di navigatori Italiani nel sud pacifico, sentiamo così Marina e Diego su Meccetroy che ci stanno aspettando alle Vanuatu, Raffaella e Giovanni su Obiwan sperduti per le Fiji, Anna e Paolo di Zoomax in navigazione fra gli atolli delle Tuamotu in Polinesia Francese e Aldo in navigazione verso la Papua Nuova Guinea. Le reti radio sono uno strumento importante e potente. Consentono di tenere traccia di tutte le barche in navigazione in una delle zone più remote del pianeta, di gestire eventuali soccorsi o problemi spesso attivando la macchina dei soccorsi in un tempo più veloce.

Issiamo la randa per farci aiutare un pochino. La giornata trascorre tranquilla senza eventi di rilievo. Usciamo in pozzetto di rado per il freddo e teniamo tutto sotto controllo da sottocoperta. Ci scaldiamo la prima porzione di zuppa di zucca, bella calda, va giù che è un piacere. Durante la notte ce ne stiamo rintanati nelle cuccette e controlliamo all'esterno ogni ora circa.
Ogni tanto un colpetto di riscaldamento ci sta bene.

Giorno 2 - 11 Giugno

L'11 Giugno è uguale al 10. Cielo grigio, nuvole, piovaschi e venti deboli. Temperatura esterna al mattino presto 10 gradi. Lasciamo indietro Capo Reinga, il capo più a nord della Nuova Zelanda, tenendoci ad una buona distanza onde evitare la maretta di correnti imprevedibili che solitamente stazionano in quell'area.

Dopo i collegamenti SSB già fatti la sera, che si ripetono anche la mattina, sentiamo anche Gulf Harbour Radio, una stazione di terra gestita da una coppia di navigatori e radioamatori Neo Zelandesi, Patricia e David, che ogni mattina, con grande pazienza e dedizione alle 7.15 ora locale, raccontano le news del mondo in breve seguite da una precisa analisi meteorologica per la zona tra la Nuova Zelanda e gli arcipelaghi di Tonga, Fiji, Vanuatu e Nuova Caledonia. David con la sua profonda e decennale conoscenza della meteo aiuta chiunque durante le traversate sempre difficili tra la Nuova Zelanda e gli arcipelaghi. GRAZIE siete dei grandi!

Dopo 5 mesi fermi, ci vuole un po' di tempo per riprendere il ritmo a bordo e specialmente per riprendere tutti quegli automatismi e quelle azioni che si effettuano inconsapevolmente durante una lunga navigazione.

Dimentichiamo di fissare bene alcune cose che puntualmente poi fluttuano nell'aere delle cabine e del salone, dimentichiamo di aprire una valvolina del circuito di Dissy (il dissalatore) che non mettiamo in funzione sempre da circa 5 mesi, fatta eccezione per i periodici risciacqui (che però non sfruttano quella valvolina). Dopo 5 minuti di funzionamento, esplode una fascetta per la troppa pressione e meno male che ce ne accorgiamo subito prima di riversare ettolitri di acqua in sentina... eevaaabee è acqua dolce!

Avvistiamo un volatile che inizialmente scambiamo per un gabbiano reale. Ben presto ci rendiamo conto che è troppo gigantesco per essere un gabbiano (a meno che non si sia sottoposto a strani e oscuri regimi dietetici), la sua apertura alare è impressionante. Sfrutta il vento planando fra gli ondoni e sfiorandoli, ci gira intorno da poppa e quando è sufficientemente vicino scopriamo l'arcano. Si tratta di un Albatro. Bellissimo, maestoso. Amici navigatori ci avevano parlato di questi incontri durante gli inverni australi, noi non pensavamo di riuscire a vederne uno. E invece eccolo lì, a girarci intorno e probabilmente a pensare quanto siamo fessi noi umani ad andare per l'oceano appollaiati su una roba galleggiante senza manco avere le ali per sfuggire alle onde.

La notte lasciamo a poppa la punta più settentrionale della Nuova Zelanda: arrivederci cari Kiwi, a presto.

Giorno 3 - 12 Giugno

Posizione: 32°36,708 S; 173°04,395 E
Vento S-SW 12kt
SOG 7,6 kt
Navigazione a vela

Cielo sereno, temperatura dell'aria 18,4°, temperatura dell'acqua 18°

La brezza da NW muore e arriva il vento da W-SW come previsto. Spegniamo il motore e riusciamo ad andare a vela facendo una buona velocità sui 7 nodi. Poi, così all'improvviso, ci arriva una botta inspiegabile di SW a 35kt che ci dà un potente calcio nel sedere, ma che ci lascia un tantino basiti. Il tutto dura 2 ore, poi sto ventazzo scompare e si attesta sui 12kt lasciandosi dietro mare grosso e confuso. Nel pomeriggio il SW fresco e teso arriva e rimane stabile sui 18-20kt. Viaggiamo davvero bene, 8kt di COG (velocità misurata al GPS) quasi fissi. Poggiamo un po' per la notte e, giusto per evitare sorprese, manteniamo la seconda mano alla randa presa in occasione della sberla da 35kt.

E facciamo bene visto che in tarda serata il SW si intensifica attestandosi sui 22-25kt. Ma non è tanto quello, piuttosto i numerosi e violenti squall - groppi, temporali, chiamateli come volete - che cominciano a presentarsi sempre più frequentemente: passiamo da 22kt a 33kt in scioltezza. Si prevede una nottata movimentata. Vai di zuppa alla zucca, sperando di non spalmarla sui cuscini del salone.



Giorno 4 - 13 Giugno

Posizione: 28°39,637 S; 173°05,630 E
Vento SW 22kt - raffiche 30kt
SOG 8kt
Navigazione a vela
Mare agitato, cielo parzialmente nuvoloso, passaggio di numerosi e violenti groppi.
511nm to go to Vanuatu.

Notte agitata, poggiamo e ci portiamo un poco fuori rotta per rendere la navigazione più confortevole. Stufi delle variazioni di vento così assurde, piazziamo sempre le due mani alla randa, avvolgiamo il genoa per metà circa e ci rintaniamo sottocoperta.

Durante l'aggiornamento del Diario di Bordo notiamo che Y2K ha brindato sul suo log 25.000 miglia percorse. Il log è come il contachilometri sulle auto. Quasi 50.000 chilometri, tantissimi.

Ale si droga con la famosissima Biodramina (pasticca spagnola per il mal di mare con caffeina) salita agli onori delle cronache durante i prime tre giorni di traversata atlantica. Cercata a lungo e disperatamente durante il nostro periodo di permanenza in Italia a Marzo, trovata per miracolo in vendita presso una farmacia online spagnola (unico paese al mondo in cui queste pastiglie sono disponibili in questa forma) disposta a spedizioni all'interno dell'area UE. Prese 5 scatole.

Ad un certo punto il mare è davvero assurdo: vabbè che c'è vento forte, ma qui siamo su altri livelli. Le onde sono troppo alte, frangono, sono corte, piene di crestoni spumeggianti, arrivano da tutte le parti. In barca è come essere in una lavatrice. Gatta ci cova: un campanellino ci trilla nel cervello, recuperiamo le carte nautiche di carta... edeccallà. Enorme catena montuosa sottomarina "Three Kings Ridge" che si estende in questa zona da Nord a Sud con picchi che si innalzano dal fondo del Pacifico, a 2mila metri circa, fino a 350 metri al di sotto della superficie dell'oceano! ESTIKAZZI DIREMMO!!! Il moto ondoso dell'oceano si scontra con queste enormità e fa un casino inaudito. Con il fatto che siamo poggiati rispetto alla rotta ideale, ci stiamo facendo belli precisi tutta la catena montuosa, tutta quanta! Prendiamo un paio di waypoint come punti di riferimento per il ritorno. E ci mancavano le montagne!

La giornata termina come è iniziata: ventone, ondoni grossi e corti, groppi e piovaschi che si susseguono uno dopo l'altro. Rimaniamo sempre poggiati e sempre fuori rotta, francamente chissene. Si cena con il pollo e il riso basmati.

CONTINUA

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