November 12, 2010

Manutenzione Ponte in teak

Sul nostro vecchio sito web, alla voce manutenzione, c’è una pagina che è fra le più cliccate e le più ricercate sui motori di ricerca e parla appunto della manutenzione del ponte in legno.
Come avrete visto dal precedente post, il ponte in legno è bello, ma sono gioie e dolori.
A noi piace molto, completa la barca, è elegante e caldo (in estate anche troppo!) e camminarci o sdraiarcisi sopra dopo il bagno è sempre molto bello.
Se curato e trattato bene, anche un ponte di qualità mediocre regala molte soddisfazioni.
Riportiamo di seguito quella pagina, che ha ancora le foto della nostra ‘vecchia’ barca, che descrive come noi gestiamo il nostro ponte.

Manutenzione 2004  - Il Teak

Il ponte in Teak marino è certamente uno degli optional più affascinante di una barca: esteticamente completa la coperta, dà una sensazione di "calore", è piacevole calpestarlo e sdraiarcisi sopra dopo un bel tuffo, MA...
Ci sono dei "ma" che tutti coloro che si apprestano a scegliere il ponte in teak devono sapere e valutare la loro scelta di conseguenza.
Il teak è bello quando è "tenuto bene". Un teak in abbandono rende la barca triste e miseranda.
Quando il teak non viene trattato periodicamente ed è lasciato a se stesso, si secca, i listelli si staccano, la gomma viene via. Tutto ciò comporta costi e spese molto forti in futuro, quando si decide di "sistemarlo".
Per essere "tenuto bene", il teak necessita di una attenta manutenzione almeno annuale (per i più pigri), mentre la sua pulizia deve essere periodica e costante. Spieghiamo più avanti la manutenzione "ottimale".
Il teak deve essere trattato con appositi prodotti per il legno marino: saponi, detersivi, olii. Sconsigliamo prodotti aggressivi, acidi, corrosivi, abrasivi, getti di acqua violenti. Ricordiamoci che stiamo sempre parlando di legno.
Scopo del trattamento è preservare il legno dall'usura dovuta all'acqua di mare e alla salsedine, cioè impermeabilizzarlo. Questo impedisce agli agenti atmosferici di intaccare il teak e di rovinarlo.
Tutto questo comporta tempo e qualche sacrificio da dedicare esclusivamente al vostro ponte. Se siete amanti del teak, ma titubanti sulla scelta - teak sì, teak no, ci permettiamo di darvi un consiglio. Non lasciatevi trascinare da coloro che vanno in giro a dire "Ponte in teak !? Siete matti !?! Fate come me, scegliete la vetroresina, non fatico mai e basta una sciacquatina. Altrimenti diventate schiavi della vostra barca !". Fatica ? Sì, vero, tre volte all'anno. Schiavi della barca ? No, falso. Seguite il vostro cuore, poi godetevi i risultati.
Cosa usare
Noi utilizziamo i prodotti della linea Teak Wonder, abbiamo scelto di mantenere il colore "naturale" del nostro legno, senza schiarirlo, nè colorarlo. Per questo i prodotti che scegliamo abitualmente sono:
  • Teak Wonder - Teak Cleaner (il detergente specifico per teak NON schiarente)
  • Teak Wonder - Teak Brightner (schiarente)
  • Teak Wonder - Teak Sealer (l'olio trattante NON colorante, a base di olio di teak e silicone)
Ci troviamo molto bene con Teak Wonder e siamo estremamente soddisfatti dei risultati, ma a seconda del tipo di teak ci sono innumerevoli prodotti sul mercato.
Quando trattare il legno e con quale frequenza Possiamo parlare di due tipi di trattamento del teak. Quello "ordinario" e quello "straordinario". Il primo vi permette di mantenere a lungo gli effetti del secondo.
Per trattamento "ordinario", noi intendiamo una costante pulizia del legno. Sciacquarlo, bene con acqua dolce e normale detersivo marino neutro ogni volta che si rientra in porto dopo una veleggiata, una sosta in rada, uno spostamento estivo, anche se non è stato bagnato dal mare.
Per trattamento "straordinario", noi intendiamo la vera e propria manutenzione. E' consigliabile iniziarla in Ottobre, al termine della vera e propria stagione estiva, affinché durante l'inverno il legno non soffra.
  • Il ponte va lavato molto bene, le parti in legno devono essere sciacquate e pulite con il detergente apposito, nel nostro caso il Teak Cleaner, e con uno spazzolone morbido, molto morbido. Si strofina preferibilmente seguendo il senso del legno. Non consigliamo l'utilizzo del detergente sulla vetroresina.
  • Se una parte del legno risulta particolarmente sporca o unta, si utilizza il prodotto puro direttamente sulla zona in questione e si strofina con una spugnetta morbida specifica, sempre seguendo il senso del listello di legno.
  • Si deve sciacquare molto bene, con molta acqua. Ancora con il ponte bagnato si stende con la spugna o con lo spazzolene morbido lo sbiancante (Brightner), si lascia lavorare e appena il colore piace (senza mai fare asciugare) si procede ad un altro risciacquo abbondante.
  • Si lascia asciugare molto bene e si attende il tardo pomeriggio, quando il sole non è più alto nel cielo. Il calore dei raggi solari, infatti, provoca l'evaporazione di parte dell'olio che andremo a mettere e non permette, quindi, al legno di assorbirlo interamente.
  • Si stende una prima volta l'olio Teak Sealer con pennelli a setole morbide su tutte le parti in legno della barca: ponte, tientibene, asta della bandiera, porta fuoribordo etc. Si segue sempre il senso dei listelli.
  • Si attende che la prima mano sia perfettamente asciutta e si dà una seconda mano. Se l'olio non è ancora assorbito, rimandare questo passaggio al giorno dopo.
  • Se la stagione estiva è stata particolarmente "dura" per il nostro teak (ve ne accorgete da come il legno assorbe il prodotto, più assorbe e più è secco), consigliamo una terza mano.
Lasciamo trascorrere i mesi invernali più freddi, quelli in cui solitamente la barca si utilizza di meno, quindi a Marzo ricominciamo il trattamento del ponte: lavaggio accurato con il detergente specifico, prima e seconda mano di olio.
Da Marzo a Maggio/Giugno applichiamo il trattamento "ordinario": costante lavaggio con il normale detergente marino, spazzolone morbido, abbondante acqua dolce. Se la barca è rimasta "vittima" di acquazzoni africani, come quest'anno è accaduto a Y2K, e ve la ritrovate completamente ricoperta di sabbia, consigliamo un trattamento "straordinario". Assicuratevi che la gomma nera presente fra un listello e l'altro sia perfettamente pulita dalla sabbia... sappiate comunque che è quasi impossibile... lo diciamo per esperienza. Fate del vostro meglio !
Verso la fine di Maggio o nelle prime settimane di Giugno, eseguiamo la manutenzione finale, quella che porterà Y2K e il suo teak ad affrontare le "fatiche" estive della nostra solita crociera. Puliamo le parti del ponte in vetroresina con detergente marino, spazzolone e abbondante acqua dolce. Puliamo benissimo il teak con il Cleaner specifico, spazzolone morbido (passiamo più e più volte) e acqua dolce. Quindi due o tre mani di olio a seconda dello stato del teak.
Il teak di Y2K è ora in perfetta forma ! E come noi, acciaccati, pieni di dolori e doloretti, ematomi vari, mal di schiena, vescichette sulle dita, pestoni ai piedi ("mannaggia a quel carrello del genoa e a chi l'ha messo lì !") e quant'altro, rimarrete dai 20 ai 30 minuti abbondanti a rimirare la vostra amata da tutte le angolazioni possibili, con un sorriso un pò scemo stampato sulla faccia che tutti quanti i vostri amici di banchina sapranno riconoscere subito: è il sorriso da teak :-)
Buon lavoro !


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3 comments:

cicciopettola said...

porcaccia. siete degli eroi....! :)
sul serio Max.. ho in programma un post sullo stesso argomento, già scritto dovrebbe uscire verso fine mese... ma non solo non ho scritto niente di ciò, ma nemmeno MI SOGNO di immaginare una serie di interventi come quelli da te descritti!!!
l'olio poi.. MAI. una delle poche certezze che ho è quella che l'olio non lo userò mai.. da un lato preferisco il teak a colorazione più possibilmente bianca, e naturale.. ma poi l'olio mi da timore di entrare in quel famoso circolo vizioso che tu descrivi (una specie di tunnel della droga! eheh), nel senso che catturando lo sporco e la terra specialmente ed imprigionandola a formare una specie di pastone fangoso bloccato dentro le fibre del legno, di fatto rende necessari tutti i frenquenti (ma che dico frequenti? CONTINUI!) interventi che tu correttamente descrivi..

piuttosto stacco tutto e vado di colata di resina............ (ma anche no! eheh)

ciao
d

Roberto said...

Ma siete sicuri che il teak si debba spazzolare nel senso dei listeli?
Io ho notato che in questo modo si asporta del legno e a lungo aandare si consumano le liste.
Infatti poi ho scoperto che in genere consigliano di passare la spazzola perpendicolarmente alle venature.
Per quanto riguarda l'olio io dopo averne provati parecchi (tra cui anche il teak wonder) quest'anno mi sono trovato benissimo con quello di Osculati.
E' meno oleoso e protegge dallo sporco per molte settimane, mantenendo il legno pulito più a lungo.
@Davide, l'effetto è proprio il contrario di quello che dici tu

MaxT said...

@Davide, no nessun pastone, tutt'altro. Con il sigillante si nota addirittura che il legno fatica a bagnarsi, appunto diventa 'quasi' impermeabile.
@Roberto, l'ho letto più volte anche io, ma dopo tanti anni ormai che facciamo in questo modo, non abbiamo mai avuto problemi. Tieni presente che usiamo una spazzola morbidissima (quella per lucidare le scarpe) oppure una spugna con il manico che non lascia segni nemmeno sul gelcoat o ancora lo spazzolone azzurro della Shurehold. Nulla di più rigido altrimenti di danni se ne fanno e molti anche ! Ho visto gente pulire il teak con l'idropulitrice, veniva benissimo, ma cambiava barca ogni due anni !! :-))

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