August 7, 2010

Giorno 6 - Tindari

Dopo una tranquilla navigazione da Salina, giungiamo a Tindari verso le 15:30 e ci ormeggiamo oltre la lingua di sabbia dorata in poco più di 5 metri di acqua. Non conoscevamo questo posto dal mare, è davvero molto bello: una lunga lingua di sabbia dorata delimita l'interno del golfo e protegge dal mare, il monte che delimita il capo Tindari ospita il Santuario della Madonna Nera del Tindari e i fondali del golfo interno che vanno giù a 30 metri... praticamente ci sembra di trovarci all'interno di una laguna, ridossati dal reef.

Il Santuario della Madonna Nera del Tindari
Il Capitano se la gode
Per questa gita dobbiamo ringraziare l'amico Roberto da Palermo di VeLista per il prezioso suggerimento !

Nota di servizio: per ormeggiare, mantenersi a sud della linea immaginaria che congiunge le due boe gialle di pericolo generico che delimitano i bassi fondali. Eviterete così l'esperienza di subire un "cazziatone" con relativo invito a spostarsi da parte della motovedetta della Guardia Costiera :-)

Tindari e la lingua di sabbia

Nel tardo pomeriggio partiamo con il tender per una prima esplorazione della lingua di sabbia e rimaniamo a "bagno maria" in spiaggia per un pò. Osserviamo due Canadair compiere picchiate impossibili per caricare acqua e compiere l'ennesima missione: spegnere un incendio divampato sulle montagne poco distanti.

Autoscatto della prima settimana
Torniamo in barca, completiamo la serata con tuffi e letture varie mentre osserviamo il sole tramontare dietro le colline. Dopo le 18 rimaniamo in pochissime barche, un paio di vele oltre a noi e un "suppostone" azzurro-cangiante metallizzato di 30 metri ormeggiato a centro baia.
Domani non ci muoviamo da qui. Vogliamo visitare i laghetti di Marinello e darci all'ozio assoluto in spiaggia.

Esplorazione in tender alla lingua di sabbia

Per la cronaca: abbiamo pescato un grosso sacchetto di plastica sfatto. Lo abbiamo messo nel frigo, domani lo prepareremo in guazzetto :-) Visto che non si tratta del primo e unico sacchetto recuperato in mare dalla nostra lenza, Max si sta ponendo domande esistenziali riguardo ai suoi antenati: che siano stati terribili inquinatori e che sia la giusta punizione da scontare in questa vita ? Per adesso non abbiamo una risposta...
Fair winds and calm seas a tutti.

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