February 9, 2019

Isole della Società - Raiatea e Taha’a

In cantiere a Raiatea

20 miglia a Ovest di Huahine si trovano Raiatea e Taha'a. Fanno parte delle Isole Sottovento e condividono un unico grande reef esterno che le circonda entrambe e che crea così una sola grande laguna.

Numerose sono le pass di accesso, tutte grandi, profonde e facili, ben segnalate. Molte di esse, se non tutte, vengono definite sui portolani come “all weather pass”, cioè navigabili in qualsiasi condizione meteo. Ed è assolutamente vero: in un’occasione abbiamo affrontato la pass Toahotu a Est di Taha'a con onde di tre metri e un vento sui 30 nodi, sotto un incessante martellamento di groppi e rafficoni.

Raiatea, Taha'a e la loro barriera corallina

A parte la nostra strizza nell’assistere agli enormi muri di acqua abbattersi sulla barriera, una volta allineati e vicini ai due motu che delimitano il passaggio, la pass era un lago.
Le altre pass che abbiamo attraversato sono Teavapiti a Nord Est di Raiatea, Iriru a est di Raiatea e Paipai a Sud Ovest di Taha’a Iriru a est di Raiatea, quest’ultima è l’ideale per intraprendere la navigazione verso Bora Bora.

NOTA: Davanti alla pass Iriru di Raiatea si trova la baia Faaroa che si spinge molto all’interno dell’isola, è una specie di fiordo molto profondo. In fondo alla baia sfocia un fiume navigabile con il dinghy per più di un miglio. Faaroa ha profondità notevoli e dare fondo è un’impresa, ma ci sono dei gavitelli – gratuiti al tempo della nostra visita – che è possibile utilizzare per lasciare la barca in tutta sicurezza e spostarsi con il tender.

E’ un’esperienza DA FARE se se ne ha la possibilità, una visita indimenticabile letteralmente circondati dalla foresta tropicale e da fiori dai colori e dalle dimensioni incredibili. Consigliamo di portare una ceratina, è assai facile prendersi scrosci d’acqua torrenziali.

Raiatea

Le due isole “sorelle” distano circa un paio di miglia una dall’altra, Raiatea è la più grande ed è il secondo centro nevralgico della zona dopo Tahiti. A Uturoa, la cittadina principale che si trova a Nord, si trova davvero un pò di tutto e il suo aeroporto collega entrambe le isole con Tahiti e il resto dell’arcipelago.

A Raiatea ci sono due cantieri sicuri per lasciare la barca in secca per lunghi periodi (consigliati anche dalla nostra assicurazione) e “abbastanza” organizzati. Entrambi si trovano a Nord Ovest e sono praticamente uno di fianco all’altro. Il primo è Raiatea Carenage, il secondo è Chantier Naval des Iles sous le Vent (o C.N.I.) ed è quello che abbiamo scelto per alare Y2K, trascorrere in secca il periodo dei cicloni ed effettuare lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria.

Raiatea Carenage dispone di un travel lift. C.N.I., invece, utilizza il sistema con il carrellone trainato da un trattore che già abbiamo avuto modo di provare a Curacao.

Ultimi ritocchi "manuali" e posizionamento finale sull'invaso - Raiatea

La differenza rispetto a Curacao è che qui il carrellone va in acqua con tutto l’invaso, la barca si dispone sopra l’invaso, mentre un paio di uomini controllano che tutto proceda liscio in apnea con tanto di maschera, quindi gli stessi uomini sistemano le zampe e le tacche sulla carena, bloccano il tutto e danno infine l’ok al trattore per iniziare la manovra.

Non essendoci pontili di servizio, durante le operazioni generalmente si rimane a bordo a calarsi un numero spropositato e pericoloso di ansiolitici .

Pronti per essere trainati fuori dall'acqua - Raiatea

Il trattore agisce su un robusto cavo di acciaio super demoltiplicato che molto, ma molto lentamente traina la barca fino a terra, quindi aggancia il carrellone e sposta l’imbarcazione nel posto definitivo.

Y2K sul suo bel carrellone appena fuori dall'acqua - Raiatea

Eccoci fuori - Raiatea

Anche se molte delle operazioni sono manuali e c’è un momento in cui l’angolo di pendenza è davvero “tanta roba”, non c’è un solo attimo in cui qualcosa è lasciato al caso. Tutti gli uomini sono super professionali, attenti e sanno esattamente come fare il loro lavoro.

Y2K al suo posto definitivo - Raiatea

Y2K rimane in cantiere da sola per 5 mesi mentre noi ce ne andiamo al freddo e al gelo Europeo. Al nostro ritorno, alla fine di Febbraio, Raiatea ci accoglie con giornate terse, soleggiate e calde tipo fornace.

Come dicevamo, dobbiamo eseguire alcuni lavori importanti e altri più di ordinaria amministrazione. Per quanto riguarda questi ultimi, a parte lucidare le fiancate, ravvivare l’antivegetativa Coppercoat con una bella spazzolata e sistemare alcune zone in cui vediamo una leggera delaminazione, facciamo saldare una prolunga al musone dell’ancora per alloggiare meglio la nuova Mantus in modo che rimanga bella ferma e solidale con il musone stesso. Il saldatore del cantiere è un polinesiano gigantesco che se ne va in giro con la sua tuta da lavoro conciatissima, ma sempre con un bocciolo di fiore di Tiare sull’orecchio sinistro .

Il saldatore all'opera - Raiatea

Controlliamo ancora una volta il timone e la boccola visto che avvertiamo di nuovo un leggero gioco. Siamo abbastanza sicuri che il sigillante utilizzato a Curacao l’ultima volta non ha preso bene per cui vogliamo estrarre la pala del timone e risistemare il tutto.

Qui il carrellone che ala le barche non è idraulico e, contrariamente a quello di Curacao, non c’è la possibilità di sollevare  la barca sul proprio invaso una volta a terra. Dobbiamo scavare una buca nel terreno per rimuovere il timone. Ci aiutano due operai del cantiere, in particolare il Signor Taputu, Marchesano DOC dalla forza incredibile, responsabile del cantiere e anche del servizio ufficiale di revisione Plastimo. Dopo svariati tentativi di fare un buco, tutti nulli, da parte di Max, con un paio di picconate (il terreno è corallino) nel giro di 5 minuti Taputu invece fa una buca impressionante! Naturalmente Taputu si preoccupa anche di aiutarci a sfilare il timone reggendolo quasi interamente da solo!

Taputu e Max al lavoro sul timone di Y2K - Raiatea

Ma il lavoro straordinario che più ci costa fatica e tempo consiste nell’installazione del nuovo potente dissalatore. Per completare tutto il sistema dobbiamo smontare mezza barca rendendola praticamente inagibile.

Con Y2K totalmente “smontata” da prua a poppa, i bagni del cantiere che non sono esattamente un esempio di igiene e il caldo atroce, ci rendiamo conto di non poter vivere a bordo e ci prenotiamo un bungalow sul mare presso il Sunset Beach Motel.

Sunset Beach Motel - Raiatea

Un posto incantevole, a costi accettabilissimi: veranda sulla spiaggia, una grande camera da letto, un grande soggiorno attrezzato, una buona cucina con grande frigo e un enorme bagno con una bellissima doccia. Grazie alla bassa stagione, allo sconto “barcaioli” (sì perché qui fanno lo sconto a chi ha la barca in cantiere) e un ulteriore sconto alla fine, andiamo a pagare poco meno di €50 al giorno.

Max lavora alla membrana del nuovo dissalatore - Raiatea

Al lavoro in nei gavoni con ventilatore - Raiatea

I gestori sono persone fantastiche, il servizio impeccabile. La spiaggia è appena fuori dalla veranda e alla sera assistiamo a tramonti dai colori assurdamente incredibili che ci rimettono in pace con il mondo dopo giornate di duro lavoro, smadonnamenti, parolacce da scomunica immediata, sudate epiche, graffi, contusioni e ferite di svariato genere.

Tramonto N. 1 - Raiatea

Tramonto N. 2 - Raiatea

Tramonto N. 3 - Raiatea

Per pranzo ce ne andiamo solitamente allo Snack Bar “Mimosa”, 5 minuti a piedi dal cantiere, in direzione Uturoa. Il piccolo ristorantino a conduzione familiare ha come clienti prevalentemente, se non quasi esclusivamente, i proprietari o gli equipaggi delle barche in cantiere. Offre specialità polinesiane, pesce fresco alla griglia o a spiedini (tonno o mahi-mahi a seconda di cosa ha preso il pescatore la notte precedente ), pollo, poisson cru, qualche piatto cinese – verdura saltata con pesce o pollo – gelato (ma non sempre), patatine fritte a manetta, birra e bibite. Le porzioni sono davvero, ma davvero notevoli, i prezzi molto buoni, esempio: un piatto di tonno alla griglia+patatine+birra circa 1200 Franchi Polinesiani (più o meno €12). La famiglia che gestisce il ristorante è fantastica, sempre tutti sorridenti, felici, accoglienti. Quando siamo partiti per le Tuamotu sono scattate le lacrime.

Snack bar "Mimosa" - Raiatea

Sia i due cantieri che il nostro hotel hanno tuttavia una piccola pecca: sono distanti dal paese di Uturoa di circa 7 chilometri e nelle vicinanze non ci sono né supermercati, né altro. Con un po' di buona volontà si potrebbero anche fare quei 7 chilometri a piedi, ma in tutta onestà, siamo già abbastanza distrutti per i fatti nostri, così quando dobbiamo fare un pochino di spesa o prelevare contanti, chiamiamo un taxi, l’amico Giovanni, Polinesiano DOC, mooolto più economico che noleggiare un auto il cui costo, anche per un solo giorno, è esorbitante. Cosi per 1.500 franchi (meno di 15 euro) andiamo avanti ed indietro per il paese, compresa la spesa che carichiamo in macchina.

La chiesa di Uturoa - Raiatea

Uturoa è una cittadina piccola, ma offre una buona ricettività turistica. Ci sono tre supermercati che si possano definire tali, poi una serie di altri negozi gestiti da cinesi. Ristoranti, bar, caffetterie, banche, pensioni, hotel etc.

Quando ci spostiamo ad Uturoa per la spesa o per acquistare qualche ricambio, ci concediamo anche il lusso di un buon “cafè au lait” con “pain au chocolat” alla patisserie Bon Apetahi, situata sulla darsena principale del paese con una notevole vista sulla laguna e sull’isola di Tahaa.

Cafè au lait e pain au chocolat a Uturoa - Raiatea

A poca distanza dal paese c’è un primo marina “Marina de Uturoa” che però sembra essere ad uso quasi esclusivo di Dream Yacht Charter, una delle tre famose società di charter mondiali con sede a Raiatea.
A qualche chilometro da Uturoa e vicino all’aeroporto c’è il Marina di Apooiti, non molto grande, ma ben organizzato e molto ben riparato. Qui fanno base gli altri due giganti del charter, The Moorings e Sunsail, ma un posto all’interno si trova senza troppi problemi. In alternativa, è possibile sostare alla boa poco fuori al marina stesso. I costi sono accettabili. Noi ci siamo fermati per qualche giorno ad un gavitello e abbiamo pagato circa € 28 a notte.

Marina di Apooiti - Raiatea

Eccoci al Marina di Apooiti. Y2K alla boa sullo sfondo - Raiatea

Una volta terminati i lavori straordinari e pesanti, arriva il momento di ritornare finalmente in acqua. E’ un momento che attendiamo con trepidazione. Il cantiere C.N.I. ha anche una piccola darsena, un mini-marina, nel quale i clienti possono sostare durante le fasi precedenti e successive all'alaggio della barca. Una volta ritornati a galleggiare, dedichiamo due giorni a pulire Y2K e a renderla nuovamente vivibile così da poter lasciare il bungalow dell’hotel e trasferirci definitivamente a bordo.

Ritornati in acqua, iniziano le grandi pulizie - Raiatea

Poi ci dedichiamo a completare la “TO DO LIST” dei piccoli lavoretti ancora pendenti come, ad esempio, l’installazione sull’albero della nuova rotaia Antal per i nuovi carrelli – sempre Antal -  per la nostra randa steccata. Un controllo guarnizioni e olio al gruppo elettrogeno, installazione del nuovo bimini e sue varie prolunghe, la revisione della zattera Plastimo.

Quando finiamo tutto, Y2K è a posto e lasciamo Raiatea, dobbiamo rilassarci prima di iniziare seriamente la stagione. Ce ne andiamo quindi a Taha’a per trascorrere qualche giorno sereni, immersi nel silenzio delle sue baie e nel profumo dei suoi fiori.

L'isola di Taha'a

Pass Toahotu a est di Taha'a

Taha’a – chiamata anche l’Isola della Vaniglia per le sue grandi e rinomate piantagioni - è più bella e più tranquilla rispetto alla sorella maggiore. Ci sono numerosi ancoraggi lungo la sua barriera corallina esterna, in modo particolare, appena entrati dalla pass Toahotu sulla destra, protetti dal motu Mahaea. Sconsigliamo questo ancoraggio in caso di mare molto formato in Oceano. La vicinanza con la pass crea una discreta risacca e si balla parecchio.

Verso Taha'a

La pass Toahotu a Est di Taha'a

Nella zona Nord e Nord Ovest di Taha’a ci sono altri splendidi ancoraggi a ridosso della barriera corallina e nelle vicinanze dei Motu Tautau e Tehotu. Il reef e i coral garden di questa zona sono fra i più belli dell’isola.

In caso di aliseo dominante debole o brezze da Ovest-Nord Ovest, è possibile dare fondo nella zona Est di Taha’a, protetti solamente dalla barriera e da qualche piccolo motu. Tutti questi ancoraggi sono molto belli, fondo di sabbia senza alcun pericolo. Le profondità sono molto buone, un monoscafo può ancorare in 6-8 metri, mentre un catamarano ha la possibilità di raggiungere la zona meno profonda, più vicina al reef.

Gli ancoraggi più all’interno dell’isola sono bellissimi dal punto di vista paesaggistico e le baie si spingono molto all’interno di Taha’a. I fondali sono tutti molto profondi, ma ci sono dei gavitelli che è possibile utilizzare gratuitamente.

La baia Toerauroa - Taha'a

Il primo ancoraggio che consigliamo è nella Baia Toerauroa, a sud di Taha’a. Oltre ad essere un luogo di pace assoluta e di incredibile bellezza, è uno degli ancoraggi più ridossati e protetti dai venti predominanti in cui siamo mai stati. Punta Toamaro, il suo reef e le sue colline bloccano completamente vento e fetch a livelli difficili da immaginare. Per quanto riguarda la nostra esperienza, siamo arrivati nella baia con un ventone sui 35 Kt e rafficoni anche sulla quarantina. Una volta doppiata la punta e raggiunto il campo boe è sparito tutto, davvero tutto. Qualche refolo sui 12-15kt, poi la pace.

La Baia di Toerauroa  - Tahaa

Le boe si trovano appena subito doppiato il capo e sono gestite dalla Ferme Perliere Champon (il nome è chiaramente visibile sui galleggianti gialli appesi ai penzoli delle boe). In caso di brutto tempo, è possibile rimanere ad una boa per il tempo necessario senza fare nulla. In tutti gli altri casi, in modo particolare in alta stagione, la permanenza gratuita è subordinata ad una visita all'azienda perlifera che vi consigliamo di fare perché è una bella esperienza, e non si paga assolutamente nulla (a meno che non vogliate acquistare le perle ovviamente ).

La qualità delle perle di quest’azienda è certamente molto elevata, colore e forma sono specifici di Taha’a e introvabili in altri esemplari creati da ostriche allevate in altre zone della Polinesia. I prezzi di queste perle sono generalmente superiori alla media.

Il campo boe della ferme perliere Champon - Taha'a

Ancoraggio nella baia di Toerauroa - Taha'a

Le profondità in tutta la baia sono notevoli e dare fondo senza approfittare dei gavitelli va dal difficile all'impossibile. Tuttavia se si arriva alla mattina dopo le 11, è davvero raro non trovare una boa libera, anche in alta stagione.

Davanti al campo boe una volta sorgeva lo Yacht Club Taravanà, adesso purtroppo abbandonato. In qualche modo è stato sostituito con un barettino/ristorante con alcuni tavoli sulla spiaggia dove è anche possibile cenare e assistere a serate a tema con danze e canti polinesiani. I costi sono piuttosto elevati, chiedono circa 75 Euro a testa. Una birra o una coca sulla spiaggia però sono d’obbligo e la vista è impagabile.

Barettino sulla spiaggia - Taha'a

Il barettino ha anche un dinghy dock dove è possibile legare il tender e lasciarlo non solo per bere qualcosa a terra, ma anche per fare una passeggiata lungo la strada poco più avanti, fare immersioni o snorkeling lì accanto e per recarsi alla Ferme Perliere Champon che si affaccia sul lato sopravvento di Punta Toamaro, a 10 minuti a piedi dall’ancoraggio.

Anemone e Pesce Clown - Taha'a

Il reef proprio di fronte alla costa, dove c’è il bar, è un buon punto per fare una bella notata e un po’ di snorkeling. La parete di corallo scende rapidamente ed è piena di anemoni, ciascuno con i propri timidi “inquilini”, uno o più pesci clown.

Il dinghy dock - Taha'a

A passeggio lungo la strada principale - Taha'a

Parecchie case si affacciano sulla strada principale che costeggia tutta l’isola. Sono costruzioni ad un piano, alcune proprio piccoline, con ampi giardini ben curati ed in ordine delimitati da palme, fiori e piante dai colori sgargianti e con cespugli di Tiare o alberi di Frangipani a farla da padroni. Ci sono galli e galline che razzolano di qua e di là, ogni famiglia possiede uno o più cani. Passiamo davanti a molte abitazioni, tutti ci sorridono, tutti ci salutano.

Proseguiamo verso Est, poi verso Nord. Un anziano polinesiano sistema la sua rete accanto ad una spiaggetta, poco più avanti da una casa sentiamo l’inconfondibile melodia di un ukulele e dei canti. Qui è cosi, nonostante i charter, nonostante il turismo più diffuso, nonostante i resort e gli hotel.

A passeggio per Taha'a, sullo sfondo Raiatea

Due cani ci prendono in “simpatia” e ci accompagnano per un lungo tratto di strada fino a quando all’unisono decidono di essere ormai troppo lontani dalla loro zona e tornano indietro dai rispettivi umani, non prima di aver fatto un tuffetto nelle acque della laguna.

Una delle tante abitazioni lungo la strada - Taha'a

Di tanto in tanto ci imbattiamo in costruzioni di pietra scura squadrate, sormontate da altre lunghe pietre scure. Sembrano altari votivi, scopriamo poi che si tratta di tombe. Scopriamo anche che i defunti generalmente vengono seppelliti non lontano dalle case in cui sono vissuti con la propria famiglia, rivolti verso il mare. Questa pratica la ritroveremo un po’ in tutta la Polinesia, incluse le isole del Regno di Tonga.

Le tombe dei polinesiani - Taha'a

Un altro ancoraggio da visitare si trova verso il lato di Sud Ovest di Taha’a, di fronte alla pass Paipai e si tratta della Baia di Hurepiti. Hurepiti è una baia molto profonda, anche questa più simile ad un fiordo e dato che pure in questo caso le profondità sono notevoli, è possibile usufruire di gavitelli.
Da Hurepiti si puo’ visitare la famosa piantagione di vaniglia di Taha’a. A quanto pare quasi l’80% della vaniglia di tutta la Polinesia Francese proviene da Taha’a. La piantagione è gestita da una famiglia che organizza una visita guidata molto speciale che dura quasi una giornata: il numero di visitatori per tour è limitato, le guide non sono altro che i membri della famiglia, ci si muove con la jeep all’interno della vegetazione lussureggiante dell’isola e la famiglia prepara anche il pranzo per i propri ospiti. Un’esperienza da fare.

La baia di Hurepiti e la pass Paipai - Taha'a

Infine vi raccontiamo della pass Paipai. E’ una pass solitamente tranquilla, ampia, profonda che si estende disassata rispetto alla barriera, con una direzione Nord-Sud. Come tutte le altre pass e canali delle Isole della Società è molto ben segnalata. Paipai è la pass ideale per le rotte da/verso Ovest, Nord Nord Ovest, in particolare per navigare in direzione di Bora Bora.

Dicevamo che solitamente Paipai non presenta pericoli, lo specchio di oceano davanti ad essa è ben protetto dai venti predominanti sia da Taha’a che da tutta l’isola di Raiatea con relativo reef. In casi come questi è difficile accorgersi di aver lasciato una laguna ed essere in oceano aperto.
Tuttavia è importante prestare attenzione in caso di forti venti da Sud e da Sud Ovest perché le onde dell’oceano, non trovando nulla che le fermi, montano parecchio mano a mano che si avvicinano alle coste e possono creare marosi e frangenti pericolosi.

Verso la pass di Paipai - Taha'a

NOTA IMPORTANTE: se si proviene DA NORD, ad esempio, si ritorna a Taha’a da Bora Bora, e si desidera entrare nella laguna dalla pass di Paipai, è fondamentale individuare precisamente la posizione del fanale ROSSO che deve essere lasciato a sinistra abbondantemente. I due fanali verdi guidano poi verso l’allineamento corretto. Ricordiamo che la pass è disassata rispetto alla costa ed è facile farsi trarre in inganno, specialmente in caso di brutto tempo e mare grosso da S-SW.

MAI sfiorare i fanali in quanto non sempre sono posizionati proprio sui punti estremi del reef, ma in taluni casi sono all'interno.

February 2, 2019

Le Isole della Società - Huahine

Ancoraggio a Sud Est del Motu Vaiorea - Huahine

Torniamo ancora un po’ indietro nel tempo, di nuovo in Polinesia, ma questa volta vi raccontiamo di quella che per quanto ci riguarda – fra tutte le Isole della Società – è “la più bella del reame”: Huahine.

Huahine fa parte del gruppo delle Isole Sottovento (insieme a Raiatea, Tahaa e Bora Bora), dista circa 100 Mn da Tahiti (partendo da Papeete) verso Nord Ovest. Normalmente la navigazione verso Huahine si effettua in notturna, di solito partendo il tardo pomeriggio, in modo da arrivare alla passe la mattina successiva con la luce. L’isola è circondata da un reef esterno molto ampio – ben segnalato dalle carte – tuttavia è importante non sottovalutarlo e mai navigare troppo vicino ad esso specialmente con vento forte e mare formato. Nel canale fra Raiatea–Tahaa e Huahine è possibile incontrare onde decisamente più grosse di quelle che ci si aspetterebbe in base alla forza del vento del momento.

Huahine dal satellite

Huahine - Mappa

Non si tratta di una nostra “fisima”, il reef di Huahine miete almeno una vittima a stagione e non è affatto raro vedere ciò che ne rimane tristemente abbandonato sulla barriera corallina. Purtroppo un catamarano nostro “amico” con il quale abbiamo attraversato le chiuse del canale di Panama ha fatto naufragio, schiantandosi sul reef a sud, proprio per esserci passato troppo a ridosso. Il suo relitto era ancora lì quando siamo arrivati noi. Quindi occhio.

Pass a Ovest di Huahine

Huahine ha 5 passe, tutte navigabili. Le due principali si trovano a Ovest, Nord Ovest (Avamoa e Avapehi), la terza si trova a Sud (Araara) ed è piuttosto stretta, ma profonda. La quarta è situata a Est (Farerea) e la quinta a Nord Est (Tiare). Avamoa e Avapehi sono larghe e molto profonde e danno accesso alla laguna interna e ad un canale navigabile da Nord a Sud, anch'esso molto profondo e ben segnalato. La pass di Sud Araara porta ad una mini laguna splendida, circondata da motu e barriera, ma lo spazio per dare fondo è limitato. Non siamo andati nella parte Est di Huahine che normalmente è esposta ai venti predominanti.

Arrivando da Tahiti, è più conveniente utilizzare la pass Avapehi. Noi entriamo appunto da lì. Già dall’arrivo, Huahine offre uno spettacolo memorabile, di rara bellezza. E’ un’isola lussureggiante, di un verde intenso. Il profumo della sua terra è percepibile immediatamente. Le montagne sono picchi verdeggianti e sorgono da un mare blu cobalto.

Entrata nella laguna interna di Huahine

Approcciando la pass Avapehi non è affatto cosa rara non solo imbattersi in gruppi di delfini amichevoli, ma anche nelle meravigliose megattere come succede a noi, proprio mentre siamo in procinto di allinearci per entrare. Durante la stagione della riproduzione questi enormi mammiferi si spostano dalle fredde acque dell’antartico fino ai tropici, percorrendo migliaia di miglia, per partorire e allevare i loro piccoli nelle acque calde e ridossati sottovento alle grandi isole.

Motu Hiumoo - Huahine

Innumerevoli baie e baiette si aprono all'interno della laguna e offrono tantissime possibilità di ancoraggi riparati. In alcuni casi, le insenature sono talmente ridossate e protette che l’acqua del mare è così immobile da risultare torbida. Sono davvero ottimi ripari in caso di forte maltempo e venti di burrasca. Attenzione, però, alle profondità di questi ancoraggi che sono piuttosto elevate un po' dappertutto.

Se la meteo è “normale” e non ci sono eventi particolari, i luoghi più belli ove dare fondo si trovano tutti fra l’isola e la barriera corallina.

Il villaggio principale è Fare ed è situato a Nord Ovest, davanti alla pass Avamoa. Noi non ci siamo stati, ma barche amiche ci hanno raccontato che è possibile dare fondo senza troppi problemi di profondità oppure prendere un gavitello. Considerato che la zona di ancoraggio si trova quasi in mezzo alle due pass, è importante tenere conto delle correnti entrante e uscente per evitare di trovarsi in situazioni antipatiche con ancora e calumo a favore di vento e barca al traverso.

Nota: affinché non rimaniate delusi nelle vostre aspettative, le Isole della Società, Huahine inclusa, non sono esenti dal turismo e “deserte” come le Tuamotu. A Raiatea ci sono le basi delle più grosse società di charter mondiali che attirano numerosi clienti. Tuttavia, è importante precisare che qui è impossibile ritrovare il vero e proprio affollamento, stress o maleducazione diffusa “stile Mediterraneo”. Per molti motivi fra i quali i principali sono i costi (fra viaggio aereo e noleggio barca) e la lontananza dal resto del mondo, la Polinesia rimane una destinazione di vacanza per pochi.
Se però si è particolarmente schizzinosi , allora i mesi da Settembre a Novembre sono i migliori: pochissimi charter poiché si entra in bassa stagione e meteo ancora molto buona.

Il primo ancoraggio di cui vogliamo parlarvi e dove abbiamo trascorso una sosta molto piacevole si trova a Ovest dell’Isola e a Sud Est del Motu Vaiorea.

Spiaggetta a Sud Est del Motu Vaiorea - Huahine

Le coordinate sono: 16°46,823 S; 151°01,739 W.

Ci sono 5 gavitelli (gratuiti) in ottime condizioni, posti davanti ad una spiaggetta meravigliosa di sabbia bianca. Se avete una barca che pesca poco o un catamarano, è possibile dare fondo più vicino alla spiaggia su sabbia. A Ovest si trovano il Motu Vaiorea e la lunga barriera corallina di Huahine. Entrambi questi ultimi sono ottimi luoghi dove immergersi per fare snorkeling e nuotare con le aquile di mare.

Alla boa a Sud Est del Motu Vaiorea. Y2K è la prima a sinistra - Huahine

I colori sono splendidi e il paesaggio è reso ancora più affascinante dalle isole di Raiatea e Tahaa che fungono da sfondo al turchese accecante del reef. L’ancoraggio è ben riparato dagli alisei dominanti, il ridosso è ottimo anche con Est o ESE/SE molto forti.

Il reef di Huahine. Sullo sfondo Raiatea e Tahaa

A terra c’è una capanna dove è possibile trovare Philippe, un polinesiano che accoglie con la solita simpatia tutti i navigatori che decidono di sostare qui. Non chiede soldi o altro, offre consigli su come seguire un sentiero fin sulla collina per ammirare la vista dall'alto, racconta la storia della “sua” spiaggia e, per chi vuole, vende piccoli monili creati da lui stesso con le conchiglie. Noi gli regaliamo una bandiera italiana con i nostri nomi e il nome della barca.

Motu Vaiorea - Huahine

Al di là della spiaggetta e fuori dai sentieri la vegetazione è quasi impenetrabile e le mangrovie arrivano fittissime fino al mare creando una specie di tunnel nel quale è possibile passare chinandosi.

Il tunnel di mangrovie - Huahine

Il secondo splendido ancoraggio si trova a Sud di Huahine, esattamente alla fine del canale navigabile. In questo punto, infatti, il canale si apre in un grande specchio di acqua con profondità accettabili dagli 8 ai 12 metri e fondali sabbiosi e liberi da pericoli. Si tratta della Baia d’Avea.

Le coordinate sono: 16°48,630 S; 150°59,644 W.

Ancorati nella splendida Baia d'Avea - Huahine

Sono presenti almeno 5 gavitelli – anche in questo caso in ottimo stato – assolutamente gratuiti, ma c’è tanto posto per dare fondo alla propria ancora in tutta tranquillità.

Nonostante la posizione possa trarre in inganno, Baia d’Avea offre un notevole riparo anche dai forti venti di Sud-Est – anche SSE – grazie all'estesa barriera corallina e al promontorio che delimita la pass Araara. Durante la nostra permanenza in questo ancoraggio, ci siamo presi una bella sventolata provocata da una perturbazione di passaggio. Abbiamo avuto sui 25-30 kt per 24 ore e siamo stati molto bene.

Baia D'Avea - Huahine

Dalla parte della montagna, la baia è circondata da spiagge e abitazioni nascoste nel verde. Ci poi sono bar e ristoranti, in particolare, l’hotel Le Mahana accoglie i “barcaioli” per un drink al bar, per il pranzo o per la cena. L’hotel è tranquillo, senza fronzoli, ma pittoresco e con una vista unica al mondo. Noi abbiamo pranzato sulla loro terrazza affacciata sulla bellissima spiaggia e ci siamo stupiti di quanto il prezzo fosse onesto tenuto conto del luogo.

Hotel Le Mahana - Huahine

Poi c’è la barriera corallina di Huahine tutta da esplorare a bordo del dinghy con il quale ci si può spingere fino a raggiungere la pass di Sud Araara e la lagunetta che costituisce la Baia Parea. Un posto bellissimo, con un’acqua trasparentissima a tal punto da non essere necessaria alcuna maschera per vedere il fondo. I coralli sono vivi e coloratissimi e naturalmente abitati da innumerevoli creature viventi.

Il Motu Araara - Huahine

In giro con il dinghy intorno al Motu Araara - Huahine

Le creature della barriera - Huahine

Sempre con il dinghy, è possibile gironzolare attorno al  Motu Araara che si trova a Est dell’omonima pass. Qui ci sono polle di acqua turchesi in cui stare a bagnomaria per ore, teste di corallo da esplorare con maschera e pinne e spiaggette bianche dove piazzarsi a bagnomaria osservando sule e fregate contendersi le prede.

Le acque trasparenti di Motu Araara - Huahine

Snorkeling dal dinghy - Huahine

Huahine è splendida anche da terra. Noi non abbiamo modo di visitarla interamente, ma, lasciando il dinghy presso il pontiletto dell’hotel Le Mahana, ci facciamo una bella passeggiata sulla strada principale fino a raggiungere uno fra i siti archeologici più interessanti di Huahine (ce ne sono molti, alcuni molto antichi), dove è possibile ammirare un antichissimo marae (luogo sacro o tempio), il Marae Anini.

A passeggio a sud di Huahine

Il Marae Anini - Huahine

Come accennavamo all’inizio di questo post, Huahine meriterebbe da sola settimane e settimane di permanenza in modo da esplorarla da cima a fondo, da mare e da terra. A nostro parere, rimane la più bella delle Isole della Società, la più genuina e la più affascinante.

Insomma, da NON perdere assolutamente.