May 16, 2017

Fatu Hiva - Baia delle Vergini - Hanavave

Fatu Hiva, Isole Marchesi. 15 Maggio 2017 ora locale 20:00

E' una settimana che siamo atterrati a Fatu Hiva, ci siamo presi un pò di tempo per riposare e risistemare alla meno peggio la barca.
Mentre vi scriviamo, fuori, nel villaggio di Hanavave, gli uomini battono sui tamburi. Si stanno preparando per un grande evento, una specie di festival. Ogni sera si riuniscono e provano il loro pezzo. E' surreale addormentarsi al suono di questi strumenti polinesiani.

Abbiamo ricevuto un paio di cazziatoni via email per "mancato aggiornamento blog" sappiate che qui siamo davvero fuori dal mondo. E per fuori dal mondo intendo proprio fuori dal mondo moderno come lo intendiamo noi. Non c'è internet, beh ci sarebbe, ma non funziona. Bisogna andare nel villaggio principale di Omoa. E lì funziona solamente vicino all'ufficio postale. Quindi ci si deve piazzare su una delle panche messe a disposizione dei clienti per accedere al Wi-fi e leggere la posta. E non parliamo di internet come lo intendiamo noi, nelle nostre città. E' lentissimo. Postare una foto su Facebook è un delirio.

Quindi cari ragazzi miei, dovete pazientare ancora un pochino, almeno fino a quando non ci trasferiamo a Hiva Oa, l'isola principale, presso la capitale delle Marchesi, la cittadina di Atuona.
Qui, dove siamo adesso, non c'è NULLA - ripeto, siamo qui a scrivere su un computer mentre fuori suonano i tamburi - a parte un mini-market (che più basico non si può), una chiesetta da cui provengono canti da pelle d'oca durante le funzioni domenicali, una scuola.

La tua spazzatura da traversata Pacifica te la tieni perchè qui non esiste discarica. Le famiglie vivono di pesca e di quel poco di turismo.
Le donne fanno le Tapa, spettacolari disegni tribali Marchesani dipinti sulla corteccia di piante particolari. Tagliata a mano, lisciata a mano, battuta su pietra per allargarla il più possibile con uno strumento speciale, inamidata a mano, essiccata al sole. L'inchiostro viene ricavano da un seme.
Gli uomini intagliano il legno, creano tiki, piatti, vassoi, animali come le manta, ricreano antiche armi tribali. Oggetti totalmente artigianali, fatti a mano, bellissimi.

Preparano il cibo locale e lo offrono a noi, turisti barcaioli, si paga contrattando. Scambi magliette con pompelmi locali giganteschi, banane - intendo caschi di banane interi come non ho mai visto! Ne abbiamo uno gigantesco che dondola a poppa - mango. Porti loro penne e quaderni, ti ritrovi con mezza tonnellata di tonno che non sai cosa fartene!!!
La nave dei rifornimenti arriva ogni DUE settimane. Non ci sono banche.

Le barche non si chiudono più, i dinghy non si lucchettano. Ecco vi siete più o meno fatti un'idea eh ?

Piove spesso, ma solitamente, quando il tempo è bello, dura poco.
Insomma... non aggiorneremo il blog ancora per un pò, fatevene una ragione :)

Domani ci trasferiamo a Tahuata, isoletta a 35 miglia a nord da Fatu Hiva. Qui resteremo un paio di giorni prima di recarci a Hiva Oa.

Un saluto a tutti !
Ale & Max

May 10, 2017

Considerazione sulla traversata del pacifico

Dopo un paio di giorni di relax, più che meritato, un po' di pulizia della barca e qualche lettura, torniamo a voi con qualche considerazione tecnica sulla traversata appena fatta.

Rumb line (rotta ortodromica): 3.790mg
Miglia percorse: 3.945mg
Tempo impiegato: 29gg, 1 ora e 34 minuti
Velocità media: 5,66kt
Velocità massima a vela registrata: 10,8kt
Velocità minima a vela registrata: 3,2kt
Velocità Massima del vento incontrato: 22kt da SE
Velocità minima del vento incontrato: 3kt da E
Altezza massiama onda (stimata) incontrata: 3,5 da SE
24h più veloci: 175mg
24h più lenti: 90mg
Ore motore: 212h
Ore Generatore: 21h
Consumo gasolio: 480lt - 2,2lt/h
Acqua dolce consumata: 1.150 lt
Barche incontrate (a vista): 3 (1 vela, 2 motopesca)
Barche segnalate da AIS (compreso quelle sopra): 6 (3 vele, 3 motopesca)
Animali incontrati: Delfini, Balene Pilota, Foche, molti uccelli di specie diverse

Da quanto si può vedere sopra, non è stata una traversata veloce, complice sicuramente il vento, scarso in molte zone percorse.
Sicuramente non siamo un equipaggio da regata e non ci piace nemmeno spingere molto la barca. Preferiamo il confort e la stabilità rispetto alla velocità e il movimento della barca. Inoltre vogliamo preservare le attrezzature, quando si spinge le rotture sono più facili a venire.
Ogni sera prima del tramonto se stavamo usando il Parasailor, questo veniva ammainato e sostituito con il genoa, la randa veniva comunque ridotta di superficie, anche se le condizioni del vento e del mare erano calme.

Abbiamo usato moltissimo il motore, soprattutto in zone dove non ce lo saremmo mai aspettato. Avevamo previsto di usarlo la prima settimana, quella di avvicinamento alle Galapagos e anche per l'attraversamento della zona di convergenza a sud dell'equatore. In realtà l'abbiamo usato anche moltissimo a 10/11 gradi Sud dove normalmente l'aliseo la fa da padrone.
Così facendo abbiamo dovuto razionare l'uso del motore, per mancanza di gasolio, trovandoci spesso a navigare a vela anche a 3,5kt.

L'andatura a vela più utilizzata è stata quella a farfalla con il genoa tangonato sopravvento, seguita dal Parasailor (senza randa).
Quest'ultimo era per noi una novità, quindi abbiamo dovuto imparare anche ad usarlo, abbiamo capito che è la vela di profondità che cercavamo; è incredibile come sia in grado di stare a riva anche con pochissimo vento. Grazie al Parasailor spesso abbiamo navigato a vela dove diversamente avremmo acceso il motore. Nella prima parte della navigazione, prima delle Galapagos, l'andatura più frequente è stata al traverso ed abbiamo sofferto la mancanza di un Genoa vero e proprio. Il nostro nuovo genoa ha più l'aspetto di uno Yankee, tagliato molto alto e più piccolo del solito, 120% della J al posto del 140% dell'originale. Forse è stato un errore farlo così.

I turni di guardia per noi sono stati molto flessibili e spesso anche assenti. Essendo in due abbiamo dovuto fare delle scelte.
Durante il giorno nessun turno di guardia previsto. Chi ha sonno lo dichiara e va a dormire, a l'altro l'onere di gestire la barca.
La notte, che per noi iniziava alle 20.00, gestivamo i turni in base al tipo di condimeteo in cui ci trovavamo. Abbiamo optato per le classiche 3 ore di turno, oppure andavamo a dormire entrambi. Abbiamo organizzato la dinette della barca come un grande letto dove potevamo dormire sia longitudinalmente che trasversalmente alla barca. Di fronte avevamo il monitor con gli strumenti, l'AIS ed i radar riportato. Impostavamo allarmi di prossimità e di cambio vento, in più di una occasione abbiamo dormito 'quasi' sereni. Questa configurazione ci ha permesso davvero di gestire al meglio la navigazione notturna ed il riposo permettendoci di non stancarci inutilmente.

I consumi elettrici sono stati la vera sorpresa di questa traversata. E' ovvio che se andavamo a motore non era un problema, tanto che abbiamo anche dissalato e consumato molta acqua visto il motore spesso acceso. Quando invece la navigazione era solo a vela, i pannelli, l'idrogeneratore e il generatore eolico non riuscivano a sopperire ai consumi di bordo che per la nostra barca in navigazione sono di circa 250Amp nelle 24 ore. Il motivo non era la mancanza di potenza. I 600 Watt di potenza di pannelli non riuscivano a lavorare bene perchè la navigazione EST-OVEST impediva al sole di colpire i pannelli. Questi lavoravano bene dalle 9 del mattino (sole alle spalle) sino alle 14 circa, quando il sole si trovava ormai coperto dalle vele (verso ovest) lasciando i pannelli in ombra. L'idrogeneratore ha lavorato sempre 24 ore su 24, ma la nostra velocità è sempre stata molto bassa impendendogli di rendere al massimo, l'elica montata ha bisogno di avere almeno 7kt di velocità per far rendere i 300watt di cui è capace. E che dire del generatore eolico, questo funziona solo se c'è vento, noi ne abbiamo avuto poco e quel poco di poppa, pertanto con un vento apparente sempre molto scarso. Ecco perchè la sera dovevamo accendere il generatore a gasolio per un paio di ore.

Le rotture sono state poche e di poco rilievo.
Abbiamo rotto un cima del Lazy Jack, che purtroppo non siamo riusciti a riparare in navigazione per l'impossibilità di salire sino alla seconda crocetta, il moto ondoso era sempre abbastanza presente e solo in caso di reale emergenza saremmo saliti sull'albero.
Abbiamo rotto uno stroppo di dyneema del circuito del vang, sicuramente per usura. Lo abbiamo prontamente sostituito.
Abbiamo rotto un carrello rudgerson collegato ad una stecca, quella più in basso. Si è rotto perchè lavorava male quando la prima mano di terzaroli era armata, la vela veniva tirata troppo verso poppa e lo sforzo sul carrello è stato fatale. Non abbiamo potuto ripararlo e non ne abbiamo di rispetto.

Il vero eroe della traversata, così come per l'atlantico, è il nostro fidato ed instancabile pilota automatico.
E' lui che è stato sempre inserito ed in funzione 24 ore su 24 salvo qualche disinserimento di 5 minuti per verificare che il timone fosse sempre morbido e senza 'giochi' paricolari.

Infine che dire di Y2K, la nostra bella ed affidabile barca. Qualche volta vorremmo avere un barca diversa, di qualche cantiere più prestigioso, ma poi dopo una traversata del genere ci chiediamo il perchè di questo desiderio. Lei naviga bene, veloce quando ha vento, tanto che dobbiamo rallentarla noi, vorrebbe sempre correre, noi meno. In più di una occasione, sdraiati a dormire in dinette, sentivamo la barca che godeva, che gioiva, vedevamo la velocità SOG (Speed over groud, velocità indicata dal GPS) segnare costantemente 8/9 nodi, mentre la barca viaggiava dritta, qualche colpetto a destra e qualche colpetto a sinistra, come piccole correzioni, non abbiamo mai capito se del timone o dello scafo, ma la sensazione di sicurezza erano uniche, assomigliava molto alla senzazione che ti può dare un treno quando lo senti sui binari.

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May 7, 2017

Panama - Isole Marchesi - Traversata Pacifico- Giorno 29 - Arrivo a Fatu Hiva

Data 07/5/2017 Ora locale 10.15 (-11,30 ore dall'Italia) - Posizione 10 27.917S 138 40.135W
Vento 10kt da ENE - velocità 0kt - Mare calmo. Cielo poco nuvoloso. All'ancora, Baia delle Vergini - Fatu Hiva.


Diario di bordo del 06/5/2017 e 07/5/2017

L'ultimo giorno di navigazione è esattamente come tutti gli altri da quattro giorni a questa parte, poco vento, tanti nuvoloni carichi di pioggia, groppi che creano un terribile mare incrociato, ma ormai, ormai ci siamo.
E' l'alba del 7 Maggio quando all'orizzonte si staglia l'incredibile contorno di Fatu Hiva. Nuovolone grigio sulle cime delle montagne, pareti a picco verdissime, un mare blu cobalto profondissimo.
Percorriamo le ultime 10 miglia come ipnotizzati da questa terra dopo un mese di mare e cielo.
Sono le 9 del mattino quando diamo fondo in una Baia delle Vergini affollata di Oyster (limortacciloro...), pareti verde smeraldo, roccia nera, pinnacoli alti e appuntiti. Pazzesco, da non credere !

Incredibile, ma Y2K ha percorso più di 3800 miglia, un'immensità di oceano, così grande da far fatica a realizzare davvero quanto sia grande. 8000 chilometri circa, dall'altra parte del mondo. Ci ha portato in Polinesia (e a scriverlo questo nome di luogo ci viene la pelle d'oca) sani e salvi, nessun problema, niente. Ha navigato alla perfezione, alla grande.

Che dire dell'Oceano Pacifico? Con noi è stato gentile, "pacifico" appunto. Certo, lo abbiamo rispettato e lui in cambio ci ha fatto sentire per la prima volta, quello che tanti navigatori definiscono "il respiro dell'oceano", le sue ondone luuuunghe che ci sollevavano e ci riadagiavano all'infinito, quasi con delicatezza. Al confronto con l'imbizzarrito Atlantico questa qui è stata 'napasseggiata :)

E poi, a Fatu Hiva, ci accolgono gli amici di "Meccetroy" Diego e Marina. Pane appena sfornato caldo, banane dolci, pompelmo, tonno fresco, mango e banane rosse da bollire. Grazie ragazzi! Che benvenuto!

Siamo arrivati e siamo felici. Adesso un pochino di riposo prima di cominciare a riassettare la barca e noi stessi :-) Questa sera, dopo 29 giorni di guardie in quadrato trasformato in cuccette, dormiamo nel letto della nostra cabina. Son dettagli :-)

Per la cronaca, qui Internet è un miraggio. Per questi primi giorni non aspettatevi aggiornamenti e foto. Cercheremo di capire come funziona l'ambaradan :-)

Grazie:
- ai nostri familiari, fratelli e nipoti per averci sostenuto
- in particolare ai nostri papà e mamma che davvero fino a qualche anno fa pensavano serenamente di aver generato dei figli "normali" e invece si son ritrovati dei matti vagabondi oceanici :-)
- a Roby-Bernacca e alla Tita. Ragazzi vi abbiamo immaginato con noi, grazie per il supporto.
- A tutti i nostri amici, con i loro email e messaggi ci hanno fatto ridere, sorridere, sghignazzare.
- A Y2K perchè sei la nostra sicura e affidabile casa.

Fatu Hiva, Isole Marchesi. 7 Maggio 2017

May 6, 2017

Panama - Isole Marchesi - Traversata Pacifico- Giorno 28

Data 06/5/2017 Ora locale 12.30 (-11 ore dall'Italia) - Posizione 10 21.331S 137 06.751W
Vento 5kt da SE - velocità 5kt - Mare mosso incrociato, onda lunga da SE 2 mt. Cielo nuvoloso con piovaschi. Navigazione a vela e motore.


Diario di bordo del 05/5/2017
Groppi e groppetti fino al mattino, poi azzurro e vento defunto. Facciamo i conti bene per quanto riguarda le nostre scorte di gasolio, abbiamo un'autonomia di circa 36 ore, non possiamo permetterci di usare il motore per tutto il tragitto rimanente.

Procediamo piano fino a quando, finalmente, non arriva una brezza da ENE che ci permette di aprire le vele e spegnere il motore.
Nel pomeriggio abbiamo il primo contatto radio con "Paddy Boy" e "Obiwan". I nostri amici hanno iniziato la loro avventura con qualche difficoltà: vendo da SW bello fresco sui 15 nodi. Addirittura "Paddy Boy" ha condizioni di burrasca con 25 nodi e mare molto formato. "Obiwan" poggia e fa retromarcia per un po' fino a quando le condizioni diventano più gestibili. Ragazzi, iniziare con una bolinazza dura, non li invidio. Speriamo le cose migliorino a breve. Dalle previsioni, devono gestire questa brezza da Sud fino a quando si lasciano il golfo di Panamà alle spalle.

Noi qui invece si conta le ore. La nostra ETA su Fatu Hiva è prevista per il mattino presto di Domenica 8 Maggio. Se così fosse è esattamente un mese che siamo per mare, siamo partiti, infatti da Las Perlas l'8 Aprile scorso. :-)

Ci scrivono Anna e Paolo di "ZoomaX", Paola e Massimo, Roby e la Tita. Tutti messaggi di incoraggiamento in previsione del nostro arrivo. Ragazzi davvero non vediamo l'ora di buttare la "fottuta ancora" (cit. Michele di Milano) e di dormire 48 ore filate.

Ci telefona sul satellitare anche Roberto, fratello del CPT e cognatino mio ??, "Siete arrivati eh?", ci dice. Bhe, quasi :-)

La notte trascorre piuttosto tranquilla con una leggera brezza da NE che comunque ci fa fare 4-5 nodi a vela.

Distanza da Fatu Hiva: 90mg. MUTE LE 100 MIGLIA!

Panama - Isole Marchesi - Traversata Pacifico- Giorno 27

Data 05/5/2017 Ora locale 17.00 (-11 ore dall'Italia) - Posizione 10 24.402S 135 35.300W
Vento 4kt da ENE - velocità 3,5kt - Mare poco mosso, onda lunga da SE 1 mt. Cielo parzialmente nuvoloso. Navigazione a motore.


Diario di bordo del 04/5/2017
Durante il giorno il vento è leggerissimo e, come al solito, armiamo Perry e lo facciamo volare. Ci fa tenere una velocità media sui 4,5kt e va più che bene.
A quanto pare attraversiamo un branco di Caravelle Portoghesi. Ci troviamo queste creature lattiginose della dimensione di qualche fagiolo, con tentacoli lunghissimi e appiccicosi spiaccicati sulla lenza e su "HydroPino" il nostro idro-generatore. Ripuliamo con molta cautela. Inizialmente non siamo certi che siano proprio Caravelle Portoghesi, chiediamo lumi a casa. Ci risponde papà Pietro e dalla descrizione fornita, ecco, sono proprio loro. Fra l'altro è erroneo definirle meduse, sono un altro tipo di animale. Vivono in branchi e i loro tentacoli filamentosi sono da temere perché iniettano nella preda una neurotossina piuttosto potente. Inutile dire che sono pericolose, la loro puntura può creare parecchi problemi all'uomo. Fantastico, speriamo sia solo un gruppo di passaggio e di non incontrarle mai più.

Ci arrivano notizie dagli amici Giuliana e Roberto del "Paddy Boy". Sono partiti dalle Las Perlas e hanno fatto le prima 100 miglia a motore. Anche Raffaella e Giovanni di "Obiwan" sono partiti. Poco vento per loro almeno fino alle Galapagos.

Al tramonto come al solito, rimettiamo le vele a farfalla in attesa del vento da ENE. Che arriva, portandosi dietro un codazzo di temporali. La notte è pesante. Un continuo fra scrosci di pioggia e groppi non-stop. Dormiamo molto poco. Il fatto positivo è che questa specie di fronte nuvoloso porta con sé vento dai 15 ai 18 nodi e ci permette di fare parecchia strada. Quel numerello sul cartografico che si assottiglia comincia a fare i suoi effetti: siamo impazienti e siamo stufi. Vogliamo arrivare.

Distanza da Fatu Hiva: 180mg. VACCALAMISERIA DAI !!!!

May 4, 2017

Panama - Isole Marchesi - Traversata Pacifico- Giorno 26

Data 04/5/2017 Ora locale 10.00 (-11 ore dall'Italia) - Posizione 10 16.373S 133 13.785W
Vento 7kt da ENE - velocità 4,5kt - Mare poco mosso, onda lunga da SE 1,5 mt. Cielo quasi sereno. Navigazione a vela con Parasailor


Diario di bordo del 03/5/2017
Ed ecco che spostiamo ancora le lancette dell'orologio di bordo, adesso siamo a -11 dall'Italia. Ci mancano solo i 30 minuti per essere sul fuso delle Isole Marchesi. Per toglierci di dosso il torpore e il rincoglionimento notturno - e comunque, con l'oceano calmo e il poco vento, ci siamo fatti una ronfata epica - dopo più di 20 giorni di astinenza da caffè, non sappiamo perché, ma noi in navigazione smettiamo di bere caffè. Ne abbiamo quasi un rifiuto. Decidiamo di prepararcene uno di quelli buoni. Al diavolo il caffè panamense, facciamo colazione con il mitico caffè italiano, gentile regalo di Manuele e Francesca di Bologna. Ragazzi, ancora grazie !

Perry Day numero 2. Venticello da ENE sui 7 nodi, rare raffiche a 9. Perry, non sappiamo come, con questa arietta ci fa andare a 4 o 5 nodi, l'apparente non ve lo diciamo perché fa ridere.

Le previsioni non sono cambiate per nulla: venti leggeri fino a destinazione. E vabbè, ce la godiamo quanto possibile viste le condizioni tranquille. Il CPT smanetta con Perry per trovare la messa a punto ideale: cazza-lasca-cazza-lasca fino allo sfinimento, di Ale :-). "Ahhhh ecco adesso siamo più veloci!" - tipo 3/4 di nodo, ma tutto fa brodo d'altronde. :-)

Come anticipato ieri, oggi ispezioniamo il serbatoio del gasolio. Dopo aver smontato mezza cabina di poppa, eccoci con l'astina in mano pronti a verificare la quantità di carburante rimasto. Dopo un po' di controlli e ricontrolli, siamo entrambi d'accordo di avere ancora metà serbatoio. Ottima notizia ! Dato che siamo andati più piano del solito e a bassisimi giri-motore, evidentemente il consumo è stato inferiore alla media. Bene, questo ci consentirà di accendere il motore in prossimità di Fatu Hiva dove probabilmente il vento sarà prossimo al nulla cosmico.

Mentre controllo lo stato del trasto della randa, trovo un calamaro mummificato di discrete dimensioni incastrato fra questo e una piega dello sprayhood. E'rimasto lì dalle Galapagos. Come diavolo ha fatto ad arrivare fin quassù rimane un mistero irrisolto.

Frutta fresca agli sgoccioli. Ci rimangono due arance e due mele. Si sono conservate perfettamente dopo quasi un mese. In fondo al frigo, in un angoletto remoto (ogni frigo ha il famigerato angoletto remoto dove solitamente si ritrovano cibi dimenticati da eoni e che hanno subito molteplici mutazioni genetiche fino ad assumere aspetti non terrestri) scopriamo una noce di cocco raccolta alle San Blas. E' integra, con il suo latte. Il CPT la aprirà con il machete senza affettare Y2K o distruggere la cucina :-)

La notte è tranquillissima, un pesce volante enorme atterra in pozzetto, esattamente sul cuscino della panca di destra, con una botta da arresto cardiaco. E' un pesce volante fortunato perché contrariamente a tanti suoi simili, viene rilasciato al mare integro e vivo. Lascia il cuscino pieno di simpatiche squame. L'esperienza dell'Atlantico ci dice che ce le ritroveremo in giro per mesi.

Distanza da Fatu Hiva: 319mg.

Panama - Isole Marchesi - Traversata Pacifico- Giorno 25

Data 03/5/2017 Ora locale 14.28 (-10 ore dall'Italia) - Posizione 10 02.319S 131 55.887W
Vento 6kt da ENE - velocità 4,2kt - Mare poco mosso, onda lunga da SE 1,5 mt. Cielo poco nuvoloso. Navigazione a vela con Parasailor

Diario di bordo del 02/5/2017
Triboliamo ancora con il vento, ne abbiamo poco e quel poco che c'è varia parecchio di direzione da E-ESE SE e ancora ENE. E' decisamente il Parasailor day, issiamo Perry subito dopo colazione. Incredibile, ma vero, viene su al primo colpo senza accartocciamenti, grovigli, casini e quant'altro. Io e il CPT rimaniamo esterrefatti :-) Nonostante le ariette leggere ci fa fare i nostri sporchi 5 nodi. Lo teniamo su il più possibile, fino alle ultime luci del tramonto.

Fa un gran caldo, le giornate sono belle, il cielo pieno di nuvolette a batuffolo e il mare è tranquillo. Ormai avvertiamo un pochino di stanchezza, ma più che altro comincia a farsi sentire prepotente la voglia di arrivare.
Dopo i bagordi di ieri, pranzo a base di riso in bianco :-)

Da ieri pomeriggio siamo sotto le 500 miglia! Stappata bottiglia di prosecco per festeggiare.

Notizie fresche da Panamà: Raffa e Giovanni di "Obiwan" sono alle Las Perlas e stanno aspettando il momento giusto per partire prua a Ovest. Probabilmente già domani o giovedì. Giuliana e Roberto del "Paddy Boy" hanno attraversato il Canale di Panamà il 30 aprile e anche loro stanno dirigendosi alle Las Perlas per un breve rendez-vous con "Obiwan" e poi via verso il Pacifico entro un paio di giorni. Ce li immaginiamo a consultare le carte meteo, scegliere la rotta, in fermento per queste 3800 e passa miglia. Ragazzi buon vento a voi e fatevi scortissime di gasolio!!! :-)

Ne approfittiamo del mare tranquillo per sistemare un pochino gli interni della barca e fare un po' di ordine. Notiamo che sul tavolo da carteggio giace dimenticata lì da ormai oltre 3000 miglia la bandiera di Panamà. E' un po' consumata, logora, scolorita, un po' stracciata dove picchiava sulle sartie durante le sventolate prese alle San Blas. La riponiamo al suo posto, nel cassetto "delle bandiere", insieme a tutte le altre. Ne tiriamo fuori un'altra, ancora tutta bella infiocchettata nella sua confezione, nuova nuova, dai colori intonsi, trovata per miracolo online. Sfondo bianco, due bande orizzontali rosse, una in alto e una in basso, un simbolo centrale rotondo che riporta oceano azzurro, sole giallo, dei simboli rossi che sembrano prue di piroghe, cinque simboli neri a forma di stella, ma sono sicura che non sono stelle, sembrano più esseri umani. Ci informeremo meglio. Questa è la bandiera che rappresenta IL SOGNO assoluto per quei matti come noi, in giro per il mondo in barca a vela. E' la bandiera che fra qualche giorno isseremo sotto la crocetta di destra di Y2K ad indicare il nostro arrivo dall'altra parte del mondo, in quella terra formata da tanti arcipelaghi, miriadi di isole, isolotti, atolli, letteralmente in mezzo ad un oceano infinito e niente altro. La Polinesia. Roba che ancora stentiamo a credere noi stessi possa essere reale.

Dopo il tramonto il vento ruota a SE e si intensifica un po' con raffiche fino a 13Kt. Riusciamo ad andare molto bene con randa e genoa tangonato. Il tutto dura fino alle 2 del mattino quando tutto muore miseramente e noi ricominciamo a ciondolare. Il CPT è nervosetto e spara un po' di "ca##o" di là e di qua, dormiamo male e dobbiamo continuamente manovrare. Porca paletta aliseo, 'ndoteneseiannato???!!

Le ultime carte meteo lasciano poca speranza, il vento si mantiene debole per i prossimi giorni e mano a mano che ci avviciniamo alle isole è pure peggio. Domattina è d'obbligo un controllo visivo del livello di carburante rimasto. Non ci siamo mai fidati del super tecnologico strumento installato da Beneteau (che fra l'altro riporta informazioni ad-minkiam) e che adesso segna tre quarti di serbatoio. Noi calcoliamo da sempre il consumo a secondo delle ore motore. Utilizzeremo la valvola di ispezione e l'astina per capire esattamente cosa è rimasto nella tanica. Vedremo.

Distanza da Fatu Hiva: 396mg.

May 2, 2017

Panama - Isole Marchesi - Traversata Pacifico- Giorno 24

Data 02/5/2017 Ora locale 10.24 (-10 ore dall'Italia) - Posizione 09 59.204S 129 49.790W
Vento 11kt da ESE - velocità 5kt - Mare mosso, onda lunga da SE 2,5 mt. Cielo poco nuvoloso. Navigazione a vela.

Diario di bordo del 01/5/2017
Il vento pazzariello ci fa impazzire. Praticamente ruota di pochi gradi - fra i 10 e i 15 - ogni ora, E poi ESE, poi SE, poi E, poi ENE. E' debole e dobbiamo continuamente correggere orzando o poggiando per tenere la prua quanto meno vicina alla rotta ideale. Siamo sempre con tutta randa e genoa tangonato.

Mentre riassetto la cucina e sistemo piatti e bicchieri, sento il CPT che impreca contro qualcosa o qualcuno. Mi affaccio dal tambucio e vedo che fissa con aria di disappunto lo strumento del vento. Ecco ce l'ha con il vento sicuro. Chiedo lumi. "Non gira, sempre a ENE, ci tocca strambare se continua così, stiamo andando troppo a sud". In effetti siamo sotto la latitudine di Fatu Hiva e anche se le previsioni davano una più decisa rotazione del vento a sud, questo non ne vuole sapere.

Ritorno alle mie faccende, ma dopo una decina di minuti dobbiamo manovrare per forza. Le cose sono due: siamo pigrissimi, voglia di effettuare la manovra dopo 20 giorni sulle stesse mura = ZERO; strambare di per sé è rapido e facile, ma cambiare le mura al tangone è un altro paio di maniche. Ci viene più facile armarlo da zero, altrimenti vinciamo sicuro il campionato di groviglio inestricabile. Evvabbè. Chiudi genoa, metti a riposo il tangone, molla ritenuta randa, randa al centro, cambio mura, lasca randa, cazza nuova ritenuta randa. E fin qui. mò ci tocca spostare le manovre del tangone, il CPT all'albero e io che lo seguo con drizze e scotte. 10 minuti in contemplazione della testa del tangone a ripassare 'ndominkia passa la nuova scotta, sotto lì (lì = caricabasso), il carica-basso ululì, la ritenuta ululà (noi montiamo una ritenuta per evitare che il tangone si abbatta in avanti quando lo togliamo), carica-alto ok, vecchia scotta genoa su per di là. No, aspè, va tutto fuori. OK siamo pronti. "Tira su !" - ordina il CPT. Io eseguo, vado al verricello e cazzo il carica-alto. Il tangone va su insieme al groviglione scotta-ritenuta, intrecciati che manco un cestino di vimini. :-)
"Ma come <BEEP> è possibile ! " Il CPT è incattivito. A me vien da ridere. OK si rifà. Giù il tangone, sfila scotta, gira lì, tira su di nuovo. Groviglione carica-basso / scotta. Varie parolacce ed espressioni irripetibili. Ritira giù il tangone, rifai, tira su. Sospiro di sollievo, tutto è a segno. Finalmente si apre il genoa e si va. Siamo sudati marci.
Ho l'infelice idea di venirmene fuori con un: "mmhhh vento debole, se continua così dobbiamo armare Perry" (= chiudere il genoa e tirare giù il tangone). "NO, piuttosto spingo io con le pinne" dice il CPT.

Abbiamo appetito e voglia di qualcosa di saporito. Pensando di avere ancora 30 anni, ci prepariamo un succulento piatto a base di uova strapazzate e bacon cotto in padella nel suo grassino, bello croccante. Ce lo spariamo avidamente dicendoci "grande, grandissima idea !". Un'ora dopo ci ritroviamo un malloppone cementato sullo stomaco, bolla al naso, topi morti in bocca e lingua felpata.

In questi casi, non c'è indugio, si ricorre al digestivo più efficace del globo terracqueo: la coca-cola. :-)
"Per cena brodino !" dico al CPT che acconsente senza batter ciglio. :-)

Il vento si mantiene debole, ma non molla, il mare è poco mosso e viaggiamo abbastanza bene, non velocissimi, ma si va. Incontriamo un gruppo di delfini che compiono balzi spettacolari, si fermano poco con noi, ma è sempre un piacere osservarli. Continuiamo a non pescare un tubazzo.
La notte ci becchiamo un groppo che, senza troppo incremento del vento, ci scarica addosso una valanga di pioggia.... ed ecco finalmente il vento da SE, sono le 4.30: VAI SI STRAMBA! :-) NOOOOOOO! :-)

Distanza da Fatu Hiva: 515mg.

Panama - Isole Marchesi - Traversata Pacifico- Giorno 23

Data 01/5/2017 Ora locale 12.50 (-10 ore dall'Italia) - Posizione 10 09.911S 128 10.071W
Vento 11kt da E - velocità 5,7kt - Mare poco mosso, onda lunga da ESE 2 mt. Cielo poco nuvoloso. Navigazione a vela.


Diario di bordo del 30/4/2017
Sarebbe il 1° Maggio mentre scrivo questa pagina del diario di bordo, teoricamente dovrei fare una mazza e godermi la festa dei lavoratori. Ma coloro che cazzeggiano per il Sud Pacifico su una barca a vela possono essere definiti lavoratori? Mmmmhhhh. Forse offenderei la categoria tutta, quindi mi accingo a scrivere il diario di bordo che è meglio va??

Infine giunse !!! L'aliseo ritorna finalmente, 12 nodi da E. Alle 11 del mattino si spegne il motore, si lasca la randa, si tangona il genoa e sfumano tutti gli incubi relativi al gasolio e ad Edgavd dell'Oyster "Let it be". Viaggiamo a 6 nodi, un lusso se comparato alle ultime 36 ore. Beh, almeno, durante questa smotorata attiviamo "Dissy" - il dissalatore - e riempiamo le taniche di acqua.

Siamo soddisfatti, tuttavia con l'aliseo torna il rollio. Io e il CPT ci guardiamo, un giorno e mezzo con barca dritta ha il suo perché ??
Proviamo a pescare, siamo ottimisti e montiamo un'esca più grossa. Speriamo di attirare un Mahi-mahi di "pacifiche" dimensioni. Invece un tubazzo cosmico. Diamo la colpa alla nostra scarsa velocità. ah ah ah ! Cetto, bella scusa. Comunque non demordiamo e ci riproviamo domattina.

L'aliseo tiene, 13kt con raffiche a 15 per tutta la sera. Dovrebbe mantenersi così nella giornata di Lunedì ed intensificarsi un po' per Martedì. Bene.

Come potete notare, giornata priva di avvenimenti questa.

Distanza da Fatu Hiva: 610mg.

May 1, 2017

Panama - Isole Marchesi - Traversata Pacifico- Giorno 22

Data:30/4/2017 Ora locale 13.15 (-10 ore dall'Italia) - Posizione 09 38.176S 126 00.000W
Vento 11kt da E - velocità 5,8kt - Mare poco mosso, onda lunga da ESE 2 mt. Cielo poco nuvoloso. Navigazione a vela.


Diario di bordo del 29/4/2017
Voi non lo sapete, ma qui ieri "aumma aumma" abbiamo portato l'orologio di bordo indietro di un'altra ora. Ci manca una ulteriore ora e mezza per aggiustare le lancette sul fuso delle Marchesi. Sì perché mentre tutto il resto della Polinesia si trova sul fuso -12 dall'Italia in estate (-10 GMT), le Marchesi sono simpaticamente a -11,5 dall'Italia (-9,5 GMT). Voi sapete il perché? Manco noi, loro sono "differenti"??

24 ore senza vento, Oceano Pacifico tranquillo, blu cobalto. Qualche volta il cielo si rannuvola un po' di più, si crea qualche isolato groppo che svampa da solo nel giro di una decina di minuti. Null'altro che una immensa, infinita distesa di acqua che si muove lentamente su e giù. La superficie leggermente increspata dai soliti nugoli di sfigati pesci volanti. Facciamo poche miglia, comunque le facciamo.

Noi smotoriamo a 1000 giri, risparmio assoluto. Scarichiamo le ultime carte meteo, i GRIB, le divinazioni del Mago Otelma. Niente, tutti concordi che il vento nuncesta' fino a Domenica in tarda mattinata.

Mentre Il CPT si rinfresca con un paio di secchiate di acqua di mare, nota un'altra strana forma scura e allungata attaccata a "HydroPino", il nostro idro-generatore. Sento imprecazioni varie prima di un'esclamazione di sorpresa, quindi: "Ale vieni qui con la videocamera". Mi appresto a raggiungere Max accanto allo specchio di poppa ed eccola lì. La nuova forma aliena che tenta di colonizzare il nostro idrogeneratore altro non è che un pesce pilota. Chissà per cosa ha scambiato il lungo piede bianco di "HydroPino", ma si dà un gran daffare per stare "in scia" e, allo stesso tempo, non farsi frullare dall'elichetta. Il pescetto rimarrà attaccato a "HydroPino" fino al tramonto, sempre lì, nella stessa posizione.

Diego e Marina di "Meccetroy" hanno raggiunto Fatu Hiva in tarda serata. Adesso se la ronferanno alla grande. Siamo contenti per loro.

Ci scrivono Paola e Marco IZ2LSP. Ragazzi ci avete fatto sbragare dalle risate! Abbiamo letto il vostro messaggio un tot di volte, non smettevamo di ridere. Grandi e grazie mille.

Alle 6 ora locale squilla il telefono satellitare. Ohibò kikazzè?!!! Il CPT è sveglio da una mezz'oretta, alle 5:30 si è collegato al network SSB Pacific Paddle Jump così risponde. E' papà Virginio. La sua telefonata ci fa un immenso piacere anche se ha "leggermente" cannato fuso orario??. Ragazzi, se volete chiamarci, fatelo pure, sentirvi ci fa felici. Se lo fate, però, please tenete conto che siamo a -10 dall'Italia (adesso) e che ci troveremo a -12 una volta raggiunte le Tuamotu. Altrimenti al telefono vi cuccate il nostro incacchiatissimo assistente Wilson??

Distanza da Fatu Hiva: 746mg.