April 29, 2017

Panama - Isole Marchesi - Traversata Pacifico - Giorno 21

Data: 29/4/2017 Ora locale 12.33 (-10 ore dall'Italia) - Posizione 09 14.747S 124 00.796W
Vento 5kt da SE - velocità 4,2kt – Mare poco mosso, onda lunga da ESE 2,5mt. Cielo parzialmente nuvoloso. Navigazione motore + aiutino genoa.

Diario di bordo del 28/4/2017
Siamo abbonacciati dalla notte dell'altro ieri. Abbiamo dai 4 ai 5 nodi direzione variabile S E ESE SE ENE aggiungeteci pure qualche altra lettera a caso che fa lo stesso. Le raffiche raggiungono la mirabolante intensità di 6 nodi, wow. Manco Perry ci può.
Siamo anche in regime risparmio gasolio, le nostre scorte si sono assottigliate parecchio, la convergenza ci ha dato una notevole mazzata.

Già mi ci vedo, come ai vecchi tempi di Moitessier e i mercantili, chiamare l'Oyster "Let it be" che da qualche giorno vediamo sull'AIS, partecipante alla Oyster Rally e sta facendo la nostra stessa rotta – questi vanno a 7 nodi a motore - e chiedere "Hello, excuse me c'hai mica 40 litri di gasolio che ti crescono ?". E loro: "Edgavd, please fai aveve quavanta litvi di diesel a questi cavi vagazzi del Benetau qui".

Il CPT si lancia in complicatissimi calcoli sul consumo orario di gasolio cercando di far quadrare il cerchio e mettendosi sotto anche con il computer Arduino. Praticamente escogita un sistema a led colorati che si accendono a seconda di quanto Y2K consuma all'ora in base ai giri motore e alla posizione di Saturno rispetto ai Gemelli. Molto cool.

Quindi motore a regimi bassi e il genoa che sì pende un po' ma qualcosina fa e si prosegue lentamente verso la meta.

Secondo gli ultimi GRIB ed evoluzione meteo studiata da RobyBernacca, il vento si manterrà leggero fino a Domenica 00 UTC (Sabato sera per noi), poi ritorna l'aliseo sui 14/15 kt e possiamo rimetterci in marcia a macinare miglia. Mha, speriamo… Coinvolgo Wilson in discorsi di meteorologia, chiedo la sua interpretazione dell'ultima carta e commentare quanto riportato da Roby-Bernacca.

Senza vento c'è un gran caldo sia fuori che sotto coperta. D'altronde siamo pur sempre vicino all'equatore. Ne approfittiamo per tirarci secchiate d'acqua e guardare fra il disgustato e l'incacchiato i cirripedi che ci trasciniamo a poppa. Uno spettacolo orribile. Questi crescono a velocità infernale e ci aspetta un lavoraccio della madonna una volta arrivati.

Il nostro amico Diego di "Meccetroy" è ormai a circa di 100 miglia da Fatu Hiva. Durante il nostro ultimo collegamento radio l'entusiasmo è percepibile e noi lo capiamo. Dopo più di tre settimane in oceano, si comincia a sentire il bisogno di avvistare terra. Gli chiediamo di "tenerci" un posticino 😊

Mentre Y2K va su e giù lentamente superando un ondone dopo l'altro, noi ci sentiamo un po' di musica. Attacchiamo gli ABBA – grande gruppo e c'è poco da fare le faccia strana voi che ci leggete, gli ABBA sono gli ABBA, roba di livellissimo. Cantare a squarciagola Dancing Queen in mezzo al Pacifico ha il suo maledetto perché 😊

Distanza da Fatu Hiva: 860mg.

April 28, 2017

//WL2K Panama - Isole Marchesi - Traversata Pacifico - Giorno 20

Data: 28/4/2017 Ora locale 11.30 (-9 ore dall'Italia) - Posizione 09 06.860S 121 47.568W
Vento 4kt da E - velocità 5kt - Mare mosso, onda lunga da ESE 3mt. Cielo quasi sereno. Navigazione motore + aiutino genoa.


Diario di bordo del 27/4/2017
Roby ci manda le ultime previsioni meteo, vento in calo, ma ondona lunga di 3 metri da sud persistente. L'ondona è generata da una brutta perturbazione giù a sud, un po' come in Atlantico, quando i fronti che si abbattono sul nord America creano maretta e le così dette North Swells ai Caraibi. Il fatto è che qui, nell'emisfero australe è tutto rovesciato e fa strano pensare che il "bello" si trova a nord, mentre il freddo a sud. Ci vuole un pochino a realizzare che i venti qui soffiano dall'altra parte, non da ENE o NE, ma da ESE o SE. Insomma, siamo a testa in giù, ci manca ancora da verificare da che parte girà l'acqua nello scarico del lavandino. sapremo dirvi ??

Il vento ci assiste, 17-19kt, solita andatura randa+genoa tangonato. La giornata è variabile, nuvole e cielo azzurro. Le ondone da sud ci sono eccome e fanno una certa impressione.

Il nostro amico Diego di "Meccetroy" si trova sotto le 500mg da Fatu Hiva. Grande felicità a bordo, non si vede l'ora di arrivare. Siamo contenti per lui. Ci dirà in seguito se, come ci ha scritto il nostro caro Michele di Milano, abbiamo fatto miliardi di chilometri per poi non trovare un buco per "buttare la fottuta ancora" (Cit.) ??

Nel togliere la prima mano di terzaroli che solitamente prendiamo per la notte, ci accorgiamo che il primo carrello porta stecca della randa è rotto. Il CPT si adombra subito e passa tutta la giornata ad elucubrare le possibili cause di tale inconveniente. Dopo smadonnamenti, parolacce, santi scomodati, analisi del boma/albero alla fine giunge ad una conclusione, come quando si accende la classica lampadina: c'è un errore di fondo su come è stato modificato il circuito dei terzaroli rapidi dell'armo sparcraft lo scorso Gennaio. Altri venti minuti a sacramentare e poi il CPT se ne esce: "c@@#o, dopo quasi vent'anni e quasi due oceani ho imparato ad utilizzare i terzaroli rapidi" Per la serie, non è mai troppo tardi ??

Correggiamo il circuito, ma il carrello resta rotto. Eseguiamo una riparazione di fortuna, poi ordineremo il pezzo di ricambio in Italia e ce lo faremo portare dagli amici che verranno a trovarci in Polinesia.

La serata prosegue con una bella brezza tesa che ci fa proseguire a 7kt. Purtroppo nelle prime ore del mattino, tutto muore e ci ritroviamo con le vele penzoloni. Ci tocca accendere il motore dopo bho. un sacco di miglia. Speriamo ancora nelle previsioni che danno un leggero incremento fino a 10kt per il pomeriggio del giorno dopo. Sufficiente per issare Perry (il Parasailor).

Rispondiamo a Fabio che ci chiede se le "danze" che ci riserva il Pacifico - samba e rumba - ci creano gli stessi disagi subiti in Atlantico. Per niente caro Fabio, le due cose non sono paragonabili. L'Atlantico - pronti via - ci ha mostrato subito di che pasta è fatto. Il Pacifico. beh del Pacifico ne parliamo all'arrivo, d'altronde siamo o non siamo marinai, campioni di superstizione e scongiuri ? ??
E per quanto riguarda Wilson, gli sto insegnando i segreti di Angry Birds. E' piuttosto bravo ??

Distanza da Fatu Hiva: 997mg. MUTE LE FOTTUTE MILLE MIGLIA ! ??

April 27, 2017

//WL2K Panama - Isole Marchesi - Traversata Pacifico - Giorno 19

Data: 27/4/2017 Ora locale 12.11 (-9 ore dall'Italia) - Posizione 09 01.488S 119 29.914W
Vento 18-20kt da ESE - velocità 8kt - Mare molto mosso, onda lunga da ESE 3mt. Cielo quasi sereno. Navigazione vela.

Diario di bordo del 26/4/2017
Digressione oceanica ispirata dalle condizioni marine attuali.
IL NAVIGATORE D'ALTURA
Noi frequentatori dei mari prima o poi ci siamo imbattuti nella figura del "navigatore d'altura". Lo abbiamo incontrato ad un evento, magari solamente intravisto, oppure ne abbiamo letto le gesta o semplicemente immaginato dai racconti di altri. Il "navigatore d'altura" è mediamente over 55, mediamente è una coppia. Quando si incontrano nei porti, i "navigatori d'altura" li noti: abbronzati ma mai troppo, fisico asciutto, ventre piatto, niente cellulite, nessun doppio mento. Lui mediamente con barba leggermente incolta e capigliatura arruffata, lei certamente col taglio e il colore "da rivedere", ma mediamente in ordine. E tu li osservi e pensi: "tevist ? Altro che pizza e fichi ! Guardali ! Movimento, manovre, cazza, lasca, tangona, vita all'aria aperta, sole, mare, salsedine, cibi sani, niente divanatura da TV, pesce tutti i giorni".
Beh. vi dirò. spiace infrangere un mito, ma credetemi. TUTTE BALLE! Certo il luogo e il mezzo di sicuro influiscono ma. Prendi una coppia, mettila su una barca, imposta una rotta >2000mg, assicurati una settimana (o più) circa di meteo con previsioni moto ondoso >mt3, venti >20kt, barca rollante, vomitino dilagante, cucina lucchettata, aspettali all'arrivo e vedrai il risultato. Et voilà, fisicati daddio !??
Fine digressione oceanica.

Grande giornata di vela. Meteo fantastica, l'onda si placa quel che basta per rollare meno, il vento è costante sul 15-17 nodi, sole, caldo, cielo totalmente terso, nessuna nuvola per miglia e miglia. Ci godiamo il momento facendoci bagni rinfrescanti con secchiate di acqua marina, e asciugandoci al tepore del sole tropicale.

Y2K fila con la tipica andatura "wing-on-wing" )a farfalla in Italiano), randa tutta lasca e genoa tangonato sull'altro lato della barca, sotto coperta rumba e samba hanno momentaneamente lasciato il posto ad un dondolio che concilia ronfate epiche.

E poi scopri che Moitessier aveva ragione quando aspettava le calme per buttarsi in acqua e ripulire la linea di galleggiamento della sua barca dai "barnacles" - denti di cane o cirripedi che dir si voglia. Ci accorgiamo che nei punti della carena e della poppa in cui arriva lo sciabordio del mare, in genere linea di galleggiamento o poco più, siamo pieni di simpatici piccoli nuovi compagni di viaggio. Cirripedi a manetta. Dapprima abbiamo notato un "coso" che spunta su uno dei bulloni a pelo d'acqua di "HydroPino" - il nostro idrogeneratore che ormai è lì che frulla in acqua dalle Las Perlas - non ci abbiamo fatto molto caso finché il "coso" è diventato "due cosi" e questi "cosi" hanno cominciato a crescere e ad allungarsi piuttosto velocemente. Da un esame più approfondito dei "cosi", alla scoperta della crescita aliena a poppa. Il CPT osserva i cirripedi con sguardo assatanato, pensando ai vari modi per farli fuori una volta atterrati alle Marchesi. Ahimè, ci sarà da grattare.

Riceviamo il messaggio di Luca IK2SYK, amico radioamatore. Grazie a lui, finalmente abbiamo identificato Suletta Bedda e abbiamo pure il suo nome scientifico. Trattasi di Sula Piedirossi (Sula sula), zampe rosse e becco azzurro. A quanto pare ne esistono di due specie alle Galapagos, quella bruna (crediamo di aver visto anche lei) e quella bianca più rara. Quindi Suletta Bedda è un raro esemplare bianco di Sula Piedirossi ! Grazie Luca !

Distanza da Fatu Hiva: 1129mg

April 26, 2017

//WL2K Panama - Isole Marchesi - Traversata Pacifico - Giorno 18

Data: 26/4/2017 Ora locale 11.18 (-9 ore dall'Italia) - Posizione 08 59.248S 116 44.372W
Vento 16-18kt da ESE - velocità 7.5kt - Mare molto mosso, onda lunga da ESE 2,5mt. Cielo sereno. Navigazione vela.


Diario di bordo del 25/4/2017
Finally the Pacific (come dicono i nostri amici anglofoni), finalmente il Pacifico, infatti. Ci scrolliamo di dosso il torpore dovuto al dormiveglia "danzante" della notte e troviamo un bellissimo cielo terso, le classiche nuvolette a batuffolo e l'aliseo costante sui 17kt.

L'onda si placa un po', ma non ci facciamo troppe illusioni: le previsioni meteo di RobyBernacca lasciano pochi dubbi, avremo ancora onda formata di circa 3 metri nei prossimi giorni a causa dei venti forti che soffiano a latitudini più meridionali. Almeno si tratta di onda lunga e di direzione costante, si balla, ma con "leggiadria" ??

Quando la tua casa galleggiante ondeggia in questo modo c'è poco da fare. Risulta complicato fare tutto - come descrissi in un mio post durante la nostra traversata atlantica, certo NON siamo a quei livelli lì - Ci si "divana" in quadrato oppure ci si sdraia in pozzetto. Si legge, si chiacchera, si contempla l'orizzonte, oppure - come me in casi come questi - ci si lascia travolgere dal magico mondo di Angry Birds. Rinomato giochino multipiattaforma in cui si sparano uccelletti (in senso di volatili.) per colpire dei maiali verdi che hanno rubato le uova dei suddetti uccelletti motivo per cui sono inca@@@##i come delle iene... ehhh bhe roba seria ragazzi, mica pizza e fichi eh ? ??

Abboccano due lampughe di taglia decisamente "mediterranea". Qui le lampughe raggiungono dimensioni ragguardevoli, si parla di metri ragazzi, quindi ste due minkiette qui devono ancora crescere. Le rilasciamo al mare. Cominciamo a pensare di avere un'esca troppo piccola per questo mare, strano perchè in Atlantico andava bene. Episodio curioso: mentre recuperiamo la seconda lampughina, troviamo un piccolo affare lattiginoso spiaccicato sulla lenza. Che diavolo ! Osserviamo meglio l'oggetto alieno e capiamo dai lunghi filamenti, dalla forma e dal colore di aver preso una Caravella Portoghese. La Caravella Portoghese è una cavolo di medusa molto urticante. Ma con tutto un oceano a disposizione, questa qui ha deciso di farsi un giro stile luna park sulla nostra lenza per vedere l'effetto che fa ! Roba da pazzi. Eliminiamo la medusa facendo molta attenzione a non toccare dove si è attaccata.

Incontriamo un paio di quelle che pensiamo siano balene pilota - pilot whales - lunghe una decina di metri, scure, pinna dorsale piccola e molto ritorta all'indietro, testone globoso. Surfano fra le onde, ogni tanto vengono in superficie per respirare. Si tengono ad una discreta distanza di sicurezza da noi, nonostante ci seguano per un tratto.

La sera il mare si placa e il vento si attenua un po'. Ceniamo e. bho, il vento scompare totalmente, nel senso di ZERO. Usciamo in pozzetto e ci troviamo in una specie di situazione surreale: mare totalmente calmo, elichetta del log che segna velocità 0.00 mentre la nostra velocità rispetto alla terra è di quasi 4 nodi, nuvolette simili a foschia. Praticamente è come fossimo entrati in uno di quei portali che collegano universi paralleli e fossimo stati teletrasportati chissà dove ! Dobbiamo accendere il motore. Il tutto dura 10 minuti, poi, improvvisamente, vento sui 15 nodi, onde e quant'altro. Come se nulla fosse accaduto. Inquietante !

Quella pensavamo fosse notte tranquilla, in realtà non lo è. Il moto ondoso aumenta parecchio e sonnecchiamo più che altro perché Obi-wan ci sveglia continuamente con i suoi acuti "beep" a segnalare groppi e groppetti. Eeeevabè.

Ci scrivono Anna e Paolo della "ZoomaX" precisando - e facendoci un leggero cazziatone, ma con ammmore ?? - che "macchè Magellano ! Quello è per le navi, noi facciamo Beagle !". We are sorry guys (miii che figuuuuura ??).

Distanza da Fatu Hiva: 1290mg

April 25, 2017

//WL2K Panama - Isole Marchesi - Traversata Pacifico - Giorno 16

Data: 25/4/2017 Ora locale 10.10 (-9 ore dall'Italia) - Posizione 08 51.038S 114 01.328W
Vento 18-20kt da ESE - velocità 7.5kt - Mare molto mosso, onda lunga da ESE 2,5mt. Cielo sereno. Navigazione vela.


Diario di bordo del 24/4/2017
Notte rollante numero 2. Se ieri abbiamo ballato la samba, oggi attacchiamo con la rumba. L'aliseo sostenuto ci fa fare medie altissime e guadagniamo molto in longitudine. Le previsioni meteo davano un vento sui 17 nodi di media, durante le ore notturne, invece, abbiamo avuto raffiche fino ai 25.

Solitamente le carte GRIB ci azzeccano praticamente sempre, quindi siamo un po' perplessi. Cerchiamo di capire il motivo di questo rinforzo, anche perché siamo in mezzo al vuoto cosmico e ci piacerebbe molto evitare marette e situazioni pesanti.

Ci scrive il nostro caro Roby, il nostro uomo-meteo per questa transoceanica ??. Ha studiato tutti i principali modelli e analizzato la situazione. C'è una forte zona di alta pressione in espansione localizzata a SSE rispetto alla nostra posizione. L'alta pressione crea quindi un bel rinforzo di aliseo che sentiremo fino alla giornata di Martedì in serata. Poi, a partire da mercoledì, l'aliseo tornerà ai livelli medi 15/16kt. Tutto ok, quindi, niente cose strane in arrivo. Bene.

Al mattino, dopo il consueto appuntamento radio con il network della Pacific PaddleJump, mettiamo il naso fuori in pozzetto e ci ritroviamo in mezzo al grigiore totale. Cielo plumbeo, nuvoloni, mare grigio. Si susseguono piovaschi e groppi. Ma scusate un attimo. ma il blu Pacifico 'ndò cavolo sen'è annato? Le carte meteo ci spiattellano in faccia che ci tocca sta situazione London-Style per tutta la giornata di oggi. Pazienza, ci toccherà attaccarci ai pacchetti di praline al cioccolato per dimenticare.

Il CPT studia gli ancoraggi delle Marchesi. Sono un po' difficilotti perché si ancora in acqua profonda e non sempre le baie offrono ripari affidabili. In pratica i fondali al di sotto dei 12 metri sono costituiti da rocce. Nelle zone più profonde c'è la sabbia. Una volta arrivati, ci toccherà prima capire se troviamo posto - ci dicono che la Baia delle Vergini a Fatu Hiva sia super affollata - poi riversare in mare praticamente tutti e 90 i metri di catena di cui disponiamo. Domanderete: e se non c'è posto? Se non c'è posto CIPPALIPPA, ce ne andiamo a Hiva Oa a fare direttamente le pratiche di ingresso in Polinesia. Abbiamo la sensazione che staremo poco alle Marchesi, sono isole bellissime ma difficili. Vedremo, manca ancora un po'.

Passiamo il resto della giornata facendo un tubo, in quadrato (tanto fuori c'è la Padania e fa pure freddo). Ogni tanto Obi-wan - il radar - ci fa sobbalzare con un allarme target in zona di guardia. Il solito groppo. Partono le consuete maledizioni e tutta la trafila per studiarne la traccia, evitarlo oppure pigliarselo. E' così fino a notte, quando il forte aliseo si porta su 23kt. Stiamo tenendo la consueta andatura da venti portanti Randa + Genoa tangonato. Prendiamo una mando alla randa e riduciamo un po' il genoa. Ce ne andiamo a nanna mentre Y2K fila dritta come un missile. Obi-wan ci sveglia praticamente ogni ora: groppo di qui e groppo di là. Ad un certo punto ne arrivano tre di fila che ci piglieremmo senza alcun dubbio fatto salvo che poi svampano per i fatti loro a poche decine di metri da noi.

Ci scrive papà Virginio, quando ha visto che la nostra distanza dalla meta si attesta intorno alle 1500mg. Ci dice, volendo riportare il percorso a distanze più identificabili, in pratica è come un Genova-Palermo andata e ritorno. Nella stessa mail ricordava a Max, allora solo apprendista CPT di soli 16 anni, di una traversata ben più breve ma vissuta intensamente, Piombino - Baia Caddinas in Sardegna, con qualche stop per diverse avarie ed un tratto in mare aperto dall'Elba alla Corsica eseguito solo con bussola, allora non esistevano altri strumenti di posizionamento come oggi.

Distanza da Fatu Hiva: 1450mg

April 24, 2017

//WL2K Panama - Isole Marchesi - Traversata Pacifico - Giorno 16

Data: 24/4/2017 Ora locale 08.36 (-9 ore dall'Italia) - Posizione 08 51.060S 111 04.938W
Vento 15-18kt da ESE - velocità 7.0kt - Mare molto mosso, confuso, onda lunga da ESE 2,5mt. Cielo parzialmente nuvoloso. Navigazione vela.

Diario di bordo del 23/4/2017
La notte fra il 22 e il 23 Aprile si rolla parecchio. L'aliseo rinforza leggermente e si porta sui 22kt con raffiche fino a 25. Di per sé è un'ottima cosa perché con questo vento siamo velocissimi. L'effetto collaterale è che il mare monta e si balla la samba. Al mattino siamo letargici e anche un po' rincoglioniti. Basta dare un'occhiata fuori per capire le conseguenze di questo rinforzo di vento: quello che io definisco mare in stato "confusionale". C'è lei, la classica onda lunga, sorniona e "pacifica" che arriva bella tranquilla da SE e che non si avverte neanche. Poi c'è l'altra, la piccola fetente ondina malefica creata dal vento, ripida e fastidiosa che va a scontrarsi con la sorniona. Infine c'è l'onda "di sbieco" - cioè, non è uno scherzo eh ? Questa qui è proprio in diagonale - che si spiattella con le prime due e in alcuni casi crea quella che noi abbiamo ribattezzato "onda piramidale". Quest'ultima è quella che ci colpisce malamente sulle fiancate, al giardinetto o di poppa e ci fa scodare come pazzi. Insomma, una confusione assurda.

Ci diciamo che un bel pesce al forno sarebbe gradito nonostante tutto il movimento. Filiamo la lenza in acqua: manco a dirlo oggi non c'è trippa per gatti. Esca ignorata bellamente.

Abbiamo qualche piccolo problema con la bilancina di bordo per pesare pasta, farina, ingredienti vari insomma, a causa del rollio. Per esempio, pesiamo e ripesiamo la pasta per la cena, un giorno ne tiriamo fuori mezzo chilo, l'altro 80 grammi ?? Il CPT decide che qualcuno dovrebbe inventare una piccola bilancia basculante, come la cucina di bordo. Magari esiste già. Se avete notizie, pregasi comunicare, grazie ??

Creature marine avvistate, zero. Creature volanti avvistate, i soliti uccelletti neri dalla coda bianca che catturano in modo alquanto singolare quegli sfigati dei pesci volanti. Praticamente i pesci volanti hanno la caratteristica di essere pappati via acquea e via aerea. E poi si spiaccicano sui ponti della barche. Una vera felicità ??

Riceviamo notizie da Raffa e Giovanni: Obiwan ha passato il Canale di Panama e adesso si trova al Balboa Yacht Club di Panamà. Ultimi lavoretti, spesa e poi un paio di giorni alle Las Perlas prima del grande salto. Ragazzi ci sentiamo per radio.
Messaggio dai carissimi Anna e Paolo della "ZoomaX", oltre che nostro punto di riferimento per quel che concerne la navigazione di altura, grandissimi amici. Fervono gli ultimi preparativi per completare i grandi lavori di rimessa a punto della barca, prima di mollare gli ormeggi verso Brasile, Argentina, Cile e quindi stretto di Magellano e poi Pacifico. Raga vi aspettiamo alle Tuamotu, lo sapete eh ? E comunque vi amiamo lo stesso anche dopo l'incoraggiante descrizione degli ancoraggi di Fatu Hiva di Paolo ??

Distanza da Fatu Hiva: 1629mg

April 23, 2017

//WL2K Panama - Isole Marchesi - Traversata Pacifico - Giorno 15

Data: 23/4/2017 Ora locale 12.20 (-9 ore dall'Italia) - Posizione 08 46S 108 54W
Vento 18/22kt da ESE - velocità 7,4kt ? Mare molto mosso, onda incrociata 3mt. Cielo poco nuvoloso. Navigazione vela.

Diario di bordo del 22/4/2017
La giornata inizia pigramente, un po' come noi, ci alziamo alle 6.15 ancora un poco assonnati, alle 6.30 abbiamo il contatto radio con quelli della Pacific Paddlejump. Adesso andando verso ovest comincia a diventare scomodo... e chi si alzerà alle 5.30 per parlare con questi e dare loro la posizione? Boh vedremo.

Anche il vento è pigro, non ha ancora iniziato a soffiare, al momento è ancora a 12/13kt, sempre ESE. Secondo il nostro meteorologo detto "RobyBernacca" il vento per i prossimi 10gg sarà sempre uguale 15kt da ESE, e ci tiene anche a dirci che si è quasi stufato di ripeterlo, sarà così per un bel po'! Ringraziamo RobyBernacca e la meteo per esserci così favorevoli.

Verso le 12.00 ore locali, Max avvista una barca a circa 3 miglia al nostro giardinetto di destra (angolo posteriore della barca, così chiamato per via della posizione favorevole a piantare pianticelle nei grandi glaeoni del passato). Sul radar la si vede chiaramente, è a 2,8mg, ma niente AIS. Con il binocolo sembra essere una nave da pesca, cavolo qui in mezzo al nulla. Dopo la brutta esperienza davanti al Venezuela la scorsa estate, ogni incontro un poco strano ci fa rizzare le antenne. La barca dopo un paio di zig zag punta su di noi. Ecco! Appunto! Accendiamo il motore ed acceleriamo leggermente, quindi poggiamo per tagliarle la strada, se da questa parte vuole venire, non ci dovrebbe seguire. Passano i minuti, la rotta della barca è sempre la stessa, ma ad un certo punto ecco comparire sul nostro srtumento cartografico un segnale AIS, trattasi del motopesca "Chung Kuo No95". Pfiuu, beh pirati che si annunciano non ne abbiamo mai visti, ma ad ogni modo continuiamo per la nostra strada. Nel frattempo elucubriamo il nome, sembra un nome orientale, Ale parte con la tiritera dei Cinesi che per accaparrarsi il tonno rosso vengono addirittura qui, dal nome sembra essere di una grande flotta, questa barca è la novantacinquesima! Poi dal numero dell'MMSI verifichiamo trattarsi di barca con bandiera delle Fijii. E ancora Ale: ecco adesso i Cinesi nascondono i loro traffici con le bandiere estere, per non far vedere che cercano fin qua il tonno rosso. Ad ogni modo la discussione si protrae per un bel po' e nel frattempo ritorniamo in rotta per le Marchesi, anche il peschereggio è un ricordo lontano.

Dopo pranzo, il vento comincia a rinforzare, e dai, e dai, e dai, arriva a ben oltre i 21kt. Strano davvero, RobyBernacca preannunciava 15kt, mentre qui sono 21 con raffiche a 25kt. Sarà un fenomeno passeggero.
Il fenomeno è stato cosi passeggero che ce lo siamo tirati sino alla mattina successiva, con piovaschi, groppi e rinforzi.

Dopo cena un momento di cielo sereno ci fa ricordare che non abbiamo ancora ammirato la Croce del Sud, la costellazione visibile solo nell'emisfero australe che indica con la sua stella più bassa il Sud Geografico, come la stella Polare indica il Nord nell'emisfero Boreale. E' incredibile come questa costellazione sia esattamente opposta, 180 gradi rispetto alla costellazione Orsa Maggiore completamente rovesciata rispetto alle nostre abituali latitudini.

Un caro saluto a Patty e Stefano, chiediamo loro di tenere giù le mani dalle cose altrui, non ne approfittate ora che non siamo da quelle parti.:-)
Caro Renato, grazie dei tuoi saluti, siamo contenti che ci leggi ogni mattina appena sveglio per colazione, significa che non siamo così indigesti.:-)
Un salutone alla nostra amichetta Maty, che ha voluto sapere se ci annoiavamo senza fare il bagno per tanto tempo e spesso sotto la pioggia; tranquilla Maty, ci rifaremo dei bagni appena arriveremo a destinazione!

Distanza da Fatu Hiva: 1.758mg

April 22, 2017

//WL2K Panama - Isole Marchesi - Traversata Pacifico - Giorno 14

Data: 22/4/2017 Ora locale 09.08 (-9 ore dall'Italia) - Posizione 08 29.065S 105 50.147W
Vento 14kt da ESE - velocità 7kt - Mare mosso, onda lunga da ESE 1,5mt. Cielo parzialmente nuvoloso. Navigazione vela.

Diario di bordo del 21/4/2017
Oggi, finalmente, eccolo lì. L'aliseo di Sud Est è arrivato e con lui sono spariti i nuvoloni grigi carichi di umidità. Il sole splende e i batuffolotti bianchi tipici corrono nel cielo azzurro. Y2K solca le onde al lasco spaventando - o rompendo i maroni a voi la scelta ?? - miriadi di pesci volanti che schizzano a ventaglio fuori dal'acqua a dritta e a sinistra. Tocchiamo punte di 8 nodi. Il mare si è calmato un pochino, nei prossimi giorni, più scendiamo lentamente verso Sud e più ci muoviamo verso Ovest, dovrebbe essere sempre meglio. L'aliseo teso stende tutte le ondacce maledette create dai temporali della ITCZ.
Condizioni come queste ci fanno in breve tempo dimenticare tutto lo sbattimento e le difficoltà della zona di convergenza.

Abbiamo dormito come ghiri e ci sentiamo belli e riposati. Mettiamo la lenza in acqua, abbocca un doradino minuscolo (in Italia lo avremmo tenuto eccome!) - da queste parti i dorado o lampughe si chiamanao Mahi-mahi - che rilasciamo per rescere ancora un po', poi qualcosa di davvero più grosso abbocca, perché ci strappa via tutto e noi rimaniamo come due fessi a rimirare la lenza strappata. OK, riproviamoci.

Messi da parte i calzettoni muflonati, oggi ci dedichiamo a controlli accurati dell'attrezzatura, anche perché, per motivi a noi oscuri ci esplode uno stroppino in dynema della manovra del vang. Letteralmente spezzato a metà e questo qui non era una carriola, ma proprio dynema, anche se vecchio di 9 anni. Lo sostituiamo con un'altra cima in dynema, ma più grossa dell'originale. Accadimento interessante.

I giorni scorsi grigi e cupi non si sono dimostrati di aiuto per i pannelli solari che non hanno ricaricato le batterie di bordo come di consueto. Dobbiamo accendere il generatore per la prima volta da quando abbiamo lasciato Panamà. OK si accende, parte e. non fa un bel rumore per niente. Suono cupo, niente sbuffo dell'acqua. Il CPT, dopo aver tirato giù un paio di santi, si arma di santa pazienza e scende in "taverna", così noi chiamiamo il gavone poppiero dove sono installati i nostri indispensabili amici Dissy (il dissalatore) e appunto il generatore (che non ha un nome perché ci ha sempre creato delle rogne inenarrabili da quando ha messo "piede" a bordo). Il CPT scopre che il generatore non pesca l'acqua di raffreddamento. Le cause possono essere molteplici, dalla presa a mare intasata, alla girante rotta, al filtro a rete sporco. Un centinaio di parolacce dopo il CPT ripulisce il filtro a retina che non è poi così sporco da non far passare acqua, senza filtro apre la valvola della presa a mare e verifica che l'acqua defluisce correttamente, quindi non è intasata, sostituisce la girante pensandola rotta o difettosa (ma era ancora buona). Il nostro generatore ha un separatore acqua-fumi di scarico per rendere più silenzioso il motore. Il CPT quindi ha un'idea geniale e chiude la valvola di uscita dell'acqua di raffreddamento a valle del separatore. L'acqua comincia a passare regolarmente. Possiamo quindi continuare ad utilizzare il generatore, tuttavia indagheremo in seguito e in maniera approfondita le possibili ulteriori cause di questa anomalia.

Abbiamo voglia di mangiare qualcosa di diverso, anche per festeggiare l'imminente passaggio delle 2.000mg, ci prepariamo un ragù a base di proteine di soia essiccate a la "Giovanni" di "Obiwan". Sicuramente una valida alternativa alla carne congelata a bordo, tuttavia il sapore non è esattamente lo stesso ??
Innaffiamo il tutto con un Malbec Riserva del Chile, davvero buonino.

Dato che il sistema adottato la notte passata ci è piaciuto tantissimo, nonostante le condizioni non siano le stesse, bissiamo anche oggi. Velatura ridotta e nanna per un equipaggio riposato e felice ??
Alle 5 del mattino ci sentiamo chiamare al VHF. Ma chiminkia è? Già ci immaginiamo uno scenario tipo super portacontainer saltata fuori dal nulla in rotta di avvicinamento. Scopriamo trattasi di tale "Miss Tiggy", un Oyster partecipante alla Oyster Rally con armatori Australiani, anche loro diretti a Fatu Hiva. E' parecchio lontano da noi e fuori dalle zone di allarme impostate sul radar. Hanno visto la nostra traccia AIS e hanno pensato bene di contattarci per curiosità e per salutarci. Cari ragazzi, lo apprezziamo molto e ci ha fatto anche piacere scambiare due chiacchere, ma tessssori alle 5 del mattino ci avete fatto prendere un coccolone mondiale eh?

E' il momento di cambiare ancora una volta l'ora di bordo. Spostiamo le lancette un'ora indietro. Eccoci a -9 ore dall'Italia.

Distanza da Fatu Hiva: 1935mg MUTE LE DUEMILA!!!! e Papà Pietro ci ha visto giusto! Siamo a metà percorso ??

April 21, 2017

//WL2K Panama - Isole Marchesi - Traversata Pacifico - Giorno 13

Data: 21/4/2017 Ora locale 10.28 (-8 ore dall'Italia) - Posizione 07 54.112S 103 30.520W
Vento 15kt da SE - velocità 7.5kt - Mare mosso, onda lunga da SE 2mt. Cielo sereno con batuffolotti bianchi dell'aliseo. Navigazione vela.

Diario di bordo del 20/4/2017
Avete presente una di quelle domeniche di Febbraio, solitamente tipiche del Nord Italia? Sì, quelle domeniche che ci si sveglia, si aprono le finestre e ti prende subito una sensazione di serena depressione mentre osservi la coltre grigia e uniforme che avvolge tutto, mentre una pioggerellina scende da quello tu immagini essere il cielo e rende tutto un po' viscido. Una di quelle domeniche che si passa divanati con copertina e calzettoni muflonati - acquistati per pura sopravvivenza anni prima in quel Monaco di Baviera, durante una nevicata epocale - mentre alla TV scorrono le immagini di tutti i film della saga di Guerre Stellari, uno via l'altro, e anche tutti gli episodi di Star Trek, ad iniziare dalla serie originale fino all'ultimissimo film recente.

Ecco, oggi ci pare di vivere una di quelle domeniche lì. La differenza la fa la casa dondolante e la temperatura esterna. Una roba proprio brutta, ma brutta, brutta, brutta. Cielo, mare, orizzonte un tutt'uno grigio, più o meno ogni venti minuti un ammasso di nuvoloni più scuri della coltre sopra di noi si presenta a poppa, ci raggiunge con il suo muro lattiginoso che porta il rinforzino di vento anche sopra 25 nodi e la catervata di acqua a corredo. E ogni venti minuti dobbiamo correre a ridurre le vele e correggere la rotta per accompagnare il groppo. DUPALLE cosmiche.

Il mare è molto mosso, con onde fino a 3 metri alle quali si aggiungono piccole ondine bastarde di circa un metro create da questi groppi e temporali. Balliamo tantissimo perché le prendiamo tutte al traverso con sto vento da Sud. Ci passa la fame, la sete, tutto, e restiamo divanati sulle cuccette di guardia sperando in tempi migliori.

In tarda serata non ne possiamo più delle continue manovre alle vele, siamo stanchi e il vento rinforza: ergo anche i temporali notturni porteranno più vento. Le dupalle cosmiche ormai sono quattro, decidiamo così di stabilizzare la barca per la notte perdendo un po' di velocità - personalmente ecchissenefrega - ma guadagnando in comfort e sanità mentale. Due mani di terzaroli alla randa, genoa un po' rollato, ci mettiamo 120 gradi al vento per prendere meglio il mare e attacchiamo tutti gli allarmi ai sistemi di navigazione rinviati sottocoperta. In realtà, anche in queste condizioni di velatura ridotta, facciamo in nostri sporchi 6 nodi. Ci facciamo una ronfata galattica, solo intervallata qua e là dai soliti check. Non so quanti groppi possiamo contare durante le ore notturne, li avvertiamo perché Y2K accelera e le catervate di acqua creano una cascata sulla randa che poi rovescia sui passi d'uomo posti sopra le nostre teste.

E vai di copertina e calzettoni muflonati, abbiamo anche Guerre Stellari e Star Trek volendo, ma piombiamo in coma. ??

Oggi gli amici Raffa e Giovanni di "Obiwan" passano il Canale di Panama. Auguriamo loro di provare la stessa immensa gioia e le stesse forti emozioni che provammo noi, lo scorso 4 Marzo. Forza ragazzi che ci si vede "da questa parte" ??

Distanza da Fatu Hiva: 2080mg

April 20, 2017

//WL2K Panama - Isole Marchesi - Traversata Pacifico - Giorno 12

Data: 20/4/2017 Ora locale 01.44 (-8 ore dall'Italia) - Posizione 07 32S 101 29W
Vento 17kt da SSE - velocità 7.6kt - Mare mosso, onda lunga da SE 3mt + onda ripida da S 1mt, coperto e pioggia. Navigazione vela.

Diario di bordo del 19/4/2017
Siamo ufficialmente usciti dalla zona di convergenza, ma le condizioni meteo rimangono instabili e piuttosto perturbate. Al mattino, dopo 3 giorni di buio, vediamo un po' di cielo azzurro, speriamo duri, tuttavia non è cosi'. Si susseguono una serie di piovaschi e groppi che ci fanno continuamente manovrare e rendono poco confortevole la navigazione.
I groppi si muovono lentamente e quando ci raggiungono, rovesciano catervate di acqua, da non credere che possano contenere tutta quell'acqua.

Rolliamo molto, cè poco vento e tanta, tanta onda. In questi casi a bordo di fa poco, si legge, si gioca sul telefonino, si sta sdraiati contemplando l'immensità del cielino vicino alla luce a LED sopra di te o meditando che la guarnizione di quel passo d'uomo è da cambiare.

Sotto coperta fa un caldo infernale, non possiamo tenere aperto nulla e i ventilatori vanno a manetta. Purtroppo in giornate come questa, c'è ben poco da essere attivi, siamo quindi in stato letargico, spalmati sui divanetti appositamente modificati per la traversata in cuccette di guardia.

Dopo cena, finalmente, arriva il tanto atteso SE, si piazza sui 14kt e finalmente possiamo spegnere il motore.

Purtroppo la notte non passa tranquilla, navighiamo sì a vela, ma groppi e temporali ci danno parecchio da fare. Dalle ultime previsioni meteo e dai GRIB aggiornati, ci aspetta ancora qualche giorno fra nuvoloni e pioggia.
Scarichiamo la nostra frustrazione su Wilson che tace e osserva comprensivo.

Si attiva anche una traccia AIS sul plotter: poffarbacco chi è sto pirla nel mezzo dell'Oceano Pacifico? ??
Indaghiamo controllando i dati AIS. E' una barca a vela di nome "Let it Be", abbiamo un vago ricordo di un Oyster con quel nome che crediamo di aver incontrato a La Playta a Panamà appena dopo il loro passaggio del canale.

Paola e Marco IZ2LSP - che non è una parolaccia né un codice della CIA, ma il suo call sign da radioamatore - ci invano un messaggio che ci fa un immenso piacere. Ragazzi grazie per seguirci e inviarci i vostri incoraggiamenti. Però s

Distanza da Fatu Hiva: 2199mg

April 19, 2017

//WL2K Panama - Isole Marchesi - Traversata Pacifico - Giorno 11

Data: 19/4/2017 Ora locale 13.23 (-8 ore dall'Italia) - Posizione 06 29S 099 24W
Vento 11.5kt da E - velocità 6.5kt (1kt corrente a favore) ? Mare quasi calmo, onda lunga da SE, parzialmente nuvoloso. Navigazione vela.

Diario di bordo del 18/4/2017
Che dire ? Prendete il post di ieri e fate copia-incolla. Aggiungeteci tanta pioggia, mare molto confuso e il regalino delle 17:30 per completare l?'opera.
In cosa consiste il regalino delle 17:30 ? Ecco, trattasi di groppo/formazione nuvolosa/fronte decidete voi, che, presentatosi al solito subdolamente, si è poi rivelato una massa enorme, un muro nerissimo che si espande alla nostra poppa e che monitoriamo sul radar, ma non capiamo che direzione abbia. Pare vada ad Ovest, ma continuando ad espandersi non riusciamo a lasciarcelo dietro.
Riduciamo le vele, smotoriamo con rotta 180°, Sud pieno e forse, forse la distanza fra noi e quel robo aumenta. Obi-wan continua a mostrarcelo in espansione. Poi ad un certo punto la poca brezza che c?e? muore e ruota da Nord. Probabilmente è il robo a provocare tale cambiamento, sta di fatto che anche lui cambia direzione e ci viene addosso.
C?è poco da fare, ci rimettiamo in rotta Sud Sud-Ovest e vediamo che succede. Intanto controlliamo sul radar e ci rendiamo conto delle sue effettive dimensioni: lungo 18 miglia, largo 10!
E'? buio e non si vede più nulla. In genere le notti in mare non sono proprio buissime. Può sembrare poca cosa, ma il chiarore delle stelle e la luce della luna sono sufficienti per orientarsi. In mezzo al robo è buio pesto, ma così pesto che più pesto non si può. Zero orizzonte, zero orientamento. Se non fosse per gli strumenti di bordo e la bussola, potremmo trovarci da qualsiasi parte del mondo, in un buco nero o in tangenziale a Milano.
Potete anche non crederci, ma il robo resta con noi fino a mezzanotte passata! Ci prendiamo tanta di quell'?acqua, ma tanta di quel'l?acqua?
Poi finalmente, accenna ad una sterzata decisa verso Ovest e la traccia su Obi-wan comincia a mostrare il robo su una lentissima rotta di allontanamento. MAVADAVIAICIAP VA? !!!!

Come per la traversata Atlantica, sul calendario di bordo segno con un circoletto ogni giorno che trascorriamo in mare, annotando gli avvenimenti importanti. Questa volta però, il calendario non di carta bella lucida e non riporta ogni mese una foto dei più bei luoghi delle Isole Egadi. Si tratta di un calendario di carta simil-oleata ? quella che ci incarti i pesci per intenderci ?? ? tre mesi per ogni pagina, tricolore nel senso mese 1 rosino, mese 2 bianco, mese 3 rosino. Gentilmente regalatoci da uno dei più grandi ferramenta di Curacao. A caval donato, non si guarda in bocca, ma fa proprio schifo ??

Si rompe una delle cimette che tengono il lazy bag ? il sacco che contiene la randa ? e ci ritroviamo con il lato destro a penzoloni. Pensavamo fosse Dynema, invece era una carriola ??
La riparazione in sé è cosa da 10 minuti neanche, ma a meno di calma piatta (e speriamo proprio di NO), non è cosa da fare con ste onde, bisogna salire sull?albero, fino alla seconda crocetta. Attenderà il nostro arrivo.
Nel frattempo ancoriamo il sacco penzoloni con delle cime in modo da non farlo danneggiare dal vento.

Il caro amico SeTorc ci scrive di prendere lui come mascotte e mollare Wilson. Sergio, guarda, se trovi un modo, QUALUNQUE modo, per farci avere in pieno Oceano Pacifico quelle paste con le quali ti presentavi la mattina a bordo di Y2K in quel di Crotone, stai sereno che Wilson lo svampiamo con l'?accendigas ??

Distanza da Fatu Hiva: 2337mg

April 18, 2017

//WL2K Sogni a Panamà

Siamo in una sconosciuta località Italiana della riviera di Nord Est.
E? una bella giornata con Ale mi trovo a fare spese in centro, prima al centro commerciale Multi Plaza, quello vicino al grattacielo Tower Bros, poi al mercato della frutta.

Abbiamo come sempre preso Uber per recarci dallo Yacht Club dove teniamo la nostra barca, ma questa volta l?autista era scortese, è la prima volta che ci capita, musica troppo alta e fastidiosa, aria condizionata esagerata e quando l?abbiamo fatto notare ha sì acconsentito ad abbassare sia la musica che l?aria condizionata, ma ha sbuffato, sicuramente gli lasceremo un feedback negativo.

Non mi piace molto venire al Multi Plaza, lo trovo troppo grande e dispersivo, ma Ale ha bisogno di comprarsi delle nuove canottiere, dei Top come dice lei, ed un paio di sandali che qui aveva già visto.

Mentre è all?interno di uno degli ennemila negozi di questo grande impianto commerciale, rimugino sulle ultime cose da farsi prima di prendere il largo, sono tante miglia da fare e rischio sicuramente di dimenticare qualcosa.

Ale dall?interno mi fa segno che ha quasi finito e che sta trovando ciò che cercava. Bene mi dico, almeno lei è a posto, devo ricordarmi ciò che sono sicuro di essermi dimenticato.
Sono certo che la parte delle vele, gli impianti, e tutto il resto è a posto. Sono un poco preoccupato per la riserva di gasolio, ma dovremmo farcela? c?è qualcosa che mi sfugge, ma non lo ricordo.

Mannaggia a me che non mi segno sempre tutto, ormai anche la mia testa comincia a fare cilecca, me lo diceva mio papà, vedrai alla mia età, devi sempre scriverti tutto, ho la sua immagine vivida impressa nella mente mentre scrive con una delle sue belle stilografiche sulla sua agenda ?presidente?.

Ad ogni modo, mi verrà in mente, oppure non è così grave.

Entro in negozio per pagare, usiamo una carta di credito ricaricabile per evitare sorprese o clonazioni, le nostre della banca le teniamo nascoste per altre evenienze.

Andiamo quindi al mercato ortofrutticolo, prendiamo un po? di frutta e verdura per la traversata, dobbiamo essere attenti a cosa prendere, alcune cose maturano più in fretta di altre oppure si conservano peggio, con il caldo di questi giorni poi sarà un?impresa mantenere per lungo tempo la frutta fuori dal frigorifero. Nonostante a bordo abbiamo due frigoriferi, non possiamo pensare di mettere all?interno 10kg di frutta e verdura. Così scegliamo accuratamente le arance e le mele da tenere nelle retine in quadrato, i pomodori e le zucchine in frigorifero, qualche melanzana, un po? di banane?. Insomma senza tediarvi sulla lista completa della spesa, riusciamo a riempire tre sacchi belli pesanti.
Sono un attimo distratto, Ale si arrabbia un pochino, perché non l?ho aiutata nella scelta della frutta, mi chiede a cosa sto pensando. Le confesso che sono in difficoltà, ho un pensiero fisso, sono sicuro di essermi dimenticato qualcosa di importante ma non so cosa. Giustamente lei mi fa notare che, se me lo sono dimenticato forse non era così urgente e che comunque mi verrà in mente prima di sera, altrimenti domani sarà troppo tardi e ci penseremo a destinazione.

Infatti domani dobbiamo partire continuo ad essere sicuro di aver dimenticato qualcosa di importante.
Accendo lo smartphone e apro la app di Uber, digito la destinazione, Yacht Club e un lampo, una scossa, un tremito mi percorre tutta la spina dorsale fino alla mano e torna indietro facendo salire una sensazione di calore prima al collo, poi alle guance ed infine alla fronte che immediatamente di imperla di sudore.

Tutto mi è venuto in mente, un fulmine a ciel sereno. Ma come ho fatto a non ricordarmene! Altro che appunto preso sull?agenda Presidente, altro che poco importante.

Oggi era il giorno della grande marea, 6mt sotto il normale livello, avrei dovuto spostare la barca all?esterno dello yacht club, oppure mettere i picchetti allo scafo per mantenerlo dritto.

Non ho fatto né l?uno né l?altro.

Nel frattempo arriva l?auto di Uber, chiedo ad Armando, l?austista, di fare il più velocemente possibile, ho una emergenza. Armando, tra una imprecazione e l?altra in veneto antico, tra un santo ed un martire, parte sgommando accontentandomi. Non sa che un po? di idioma lo capisco e quindi comincia nella sua lingua ad insultare tutti i milanesi, comprendendo la nostra origine, dicendo che siamo sempre di fretta, che vogliamo sempre fare come vogliamo noi, che siamo arroganti? insomma oltre ai soliti luoghi comuni ne aggiunge altre che non avevo mai sentito.

Faccio finta di nulla, basta che si muova.

Accenna un sorriso, forse imbarazzato, con lo sguardo da punto di domanda? forse ha capito che io intendo ciò che dice. Mi chiede se voglio un po? di musica. Gli rispondo che se serve per arrivare prima può fare ciò che vuole.
Schiaccia un pulsante e dal centro del cruscotto esce in orizzontale uno schermo, che dopo pochi secondi, con un rapido ma sicuro movimento, si dispone verticalmente per acconsentire la visione.
E? enorme, occupa parte della visuale del parabrezza, ma Armando non ci fa caso. Con il suo ditino veloce clicca sul monitor per scegliere il ritmo desiderato.
Mi guarda dal retrovisore, accenna un sorriso malizioso, allora io guardo il monitor e vedo che sta scegliendo brani di musica latina: clicca su Bachata. Ok, me gusta.
Con un rapido movimento dell?indice verso l?alto seleziona il volume al 80%.
Quando il brano parte, le orecchie si tappano all?istante, un rumore assordante prende corpo dalle 20 casse acustiche rosse, blue e verdi che ho dietro di me, sul pianale dell?auto, non le avevo viste prima, forse erano nascoste ed un pannello stile James Bond le ha portate in fuori.

Come Armando sente il ritmo, preme sull?acceleratore, è pronto a scatenarsi, un po? come se avesse attirato a sé la dama per il ballo. La macchina comincia a zizzagare per le 5 corsie del Cinta Costiera, batte il tempo a ritmo con il palmo della mano sul volante, suona il clacson e lampeggia con gli abbaglianti, sembra un tastierista.
Arriviamo allo Yacht Club in una nuvola di fumo e puzza di gomme e frizione.

Sono preoccupato, scendo al volo, prendo le borse della spesa e chiudo la porta in fretta.
Accidenti, l?ho chiusa in faccia ad Ale, che già era incazzata, adesso sarà una iena.
Torno indietro con un balzo felino, apro la portiera, mi prendo le ultime note musicali nelle orecchie, faccio scendere Ale, richiudo e ci precipitiamo verso la banchina.

La scena è da apocalisse.

Per 400 metri non c?è più mare. Centinaia di uccelli intenti a zampettare sulla battigia stanno facendo un banchetto a suon di piccoli molluschi che normalmente sono a loro inarrivabili.
Vicino alla riva, qualche gommone, due barche di pescatori ed un paio di derive, appoggiate sul fondo? e poi la vedo? Y2K sdraiata, l?albero orizzontale, una scena che non avrei mai voluto vedere.
Purtroppo l?albero non lo vedo tutto, finisce verso il bagnasciuga dove ci sono dei negozi di artigiani che lavorano per i clienti dello Yacht Club.

Quando mi avvicino con orrore scopro che la testa del nostro albero è finita all?interno del negozio di Rino Jack B. noto ex-pirata, oggi riconvertito in rigger di fama mondiale.

Normalmente Rino Jack B. è di buon umore, ma mi hanno detto di non parlarci assolutamente quando è di cattivo umore, potrebbe addirittura dare di matto e chissà cosa diavolo potrebbe fare. Non posso scegliere il momento e quindi devo per forza entrare non conoscendo il suo umore di oggi.

Ho la fronte sudata.
Ma che dico!
Sono fradicio di sudore, anche la maglietta ne è intrisa, sarà la differenza dei -18 gradi dell?auto del ballerino di Bachata e la temperatura esterna di 32 gradi oppure il timore di essere squartato da un ex-pirata.

Mi asciugo la fronte, per la maglietta non posso fare nulla.

Giro l?angolo e vedo l?albero di Y2K che entra dentro al negozio.
O mio Dio!

Speriamo non si sia rotto nulla, domani dobbiamo partire.

Non busso, la porta è spalancata e parzialmente occupata dal mio albero. Mentre entro vedo con la coda dell?occhio che devo verificare l?attacco della trinchetta, ha due rivetti da sostituire?
Chiedo permesso, Rino Jack B. mi si avvicina, prima con circospezione, poi mi riconosce e mi grida ?Vieni avanti Brò, gran bell?albero il tuo! Occhio che devi cambiare due rivetti sull?attacco della trinchetta!?

WOW è in buona, meno male.
Mi prodigo in mille scuse, accenno alla mia distrazione per via della partenza.

Ma Rino Jack B. non fa una piega, mi dice: "Non ci sono problemi, meglio l?albero in negozio che in c?."

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Mi sveglio, sono le 2.30 del mattino, siamo allo Yacht Club di Panama.
Fa caldo, sono sudato, il sogno mi ha fatto venire un terribile dubbio, oggi c?è la Super bassa marea.
Controllo il profondimetro, 2,30mt, ok stiamo ancora galleggiando e ormai la bassa marea è passata.

By Max

Panama - Isole Marchesi - Traversata Pacifico - Giorno 10

Data: 18/4/2017 Ora locale 10.00 (-8 ore dall'Italia) - Posizione 04 46.237S 097 33.000W
Vento 12kt da E - velocità 6kt - Mare mosso, onda 1,5mt+onda lunga da SE, coperto. Navigazione vela genoa+randa.

Diario di bordo del 17/4/2017
Bella giornatina del cavolo dal punto di vista navigazione e comfort a bordo. Procediamo con pochissimo vento e quindi a motore, con mare formato odioso che ci prende al traverso e ci fa rollare molto, un piovasco dietro l'altro, cielo coperto e grigio London Style. Non riusciamo a prepararci i soliti manicaretti per pranzo e cena e riposiamo poco. La sera siamo stanchi, parecchio, e si sa, quando si è stanchi e assonnati si fanno li peggio ERORI ("erori" con una erre è voluto eh? Omaggio alla nostra amica Raffa di "Obiwan" 😊 ). Quindi la decisione per la notte è: velatura ridotta, allarmi impostati un po' per tutto (inclusa invasione aliena, che prima o poi arrivano e voglio essere aggiornata), dati di bordo, di navigazione e radar riportati al computer interno e nanna per entrambi con sveglie ogni 30/40 minuti per un rapido check.
La ITCZ è un pegno da pagare per raggiungere più miti latitudini, ma è uno spaccamento di maroni cosmico. Quando cominci a raggiungere la latitudine "giusta", lei comincia ad annunciarsi, come dire, "guarda che stai entrando bello". Il cielo comincia lentamente a velarsi e arrivano i primi cumuletti che sembrano innocui. Ben presto l'azzurro tropico lascia il posto al piombo padano, il mare si trasforma in una confusa massa liquida color mercurio, il vento muore e l'orizzonte diventa indistinto. Poi arrivano LORO, i fantastici groppi e gli altrettanti fantastici piovaschi… si… che chiamarli piovaschi fa ridere viste le quantità di acqua che ti si rovesciano addosso.
Durante il giorno è facile distinguere un groppo: nuvolona o cumulo grigio scura con margine inferiore scurissimo e piatto, orizzonte non pervenuto e lati ben distinti neri che arrivano fino al mare e che sono praticamente la pioggia.
Durante la notte, monitoriamo i groppi con Obi-Wan, se ci seguite da un po' sapete che si tratta del radar di bordo. Obi-wan li individua molto bene ed è quindi facile tracciare il loro percorso e cercare di evitarli per quanto è possibile. Quelli che noi teniamo sotto controllo sono i groppi provenienti da sopravvento. Il fatto è che questi groppi sono dei piccoli subdoli bastardi. Si presentano sullo schermo radar al margine della zona di guardia come puntini azzurrognoli indistinti molto piccoli, tanto che noi si pensa: sto qui è un niente. Poi improvvisamente mutano e diventano macchie gialle dai contorni ben distinti e si allargano. E per motivi cosmici ti si piazzano sopra, nonostante tutte le tue manovre diversive, e ti prendi litrate di pioggia continua mentre la nuvolazza rimane lì e pare muoversi con te quando dovrebbe essere differente vista la rotta che teniamo. I subdoli groppi si muovono da Est verso Ovest, noi navighiamo con rotta Sud-Sud Ovest. Logicamente prima o poi il groppo s'ha da schiodà verso Ovest. Ne abbiamo beccato uno che ci ha lavati per 50 minuti, che si è sviluppato in larghezza sopra di noi e che sembrava attaccato al nostro albero con una catena da 12mm! Quando non riusciamo ad evitare il groppo, riduciamo le vele e andiamo alla poggia, in pratica lo accompagniamo facendoci trasportare dal vento, per poi tornare in rotta una volta passato.
Come detto in precedenza, esistono previsioni piuttosto dettagliate riguardo all'estensione della ITCZ, cambiano ogni giorno più o meno e sono corredate da foto satellitari che mostrano la copertura nuvolosa dell'area. Le ultime previsioni ITCZ inviate dal nostro mitico Roby, riconfermate poi da Luigi durante l'appuntamento radio della sera, punto di riferimento per tutti i naviganti del Pacifico, danno una contrazione dell'area di convergenza. Ne dovremmo essere fuori per la sera del 18 Aprile. Vavavuma, cerchiamo di tenere Y2K su una rotta secante la ITCZ alla maggior velocità possibile. Vogliamo cielo turchese, batuffoletti bianchi e mare blu cobalto.
Riceviamo una email dagli amici Dagmar e Matt di "Matylda" non sono tanto distanti da noi, ma si trovano molto più a Sud.
Il nostro amico "dottore ufficiale di traversata" Massimo ci chiede gli appuntamenti e le frequenze radio SSB. Normalmente noi ci sentiamo con l'Italia sulla frequenza 14.422 Mhz alle ore 20:00 UTC (anche se è qualche giorno che la propagazione non ci aiuta).
Cara Tita, ieri è stata come leggi una giornatina del piffero. Abbiamo letto il tuo messaggio solo la sera tardi, per te era già notte fondissima. Scusa se non ti abbiamo risposto subito, la risposta al tuo messaggio è in questo post: condizioni meteo marine del menga 😊
Nota di colore: gli amici Olandesi di "Acappella", partiti un mesetto prima di noi e arrivati circa una settimana fa ci scrivono che le Isole Marchesi sono bellissime, ma che l'ancoraggio a Fatu Hiva è affollato e c'è gente che ha dato ancora in 40 metri…. (!!!) Cioè, ti spari 8mila chilometri di Oceano, arrivi a destinazione e non c'è posto??!!! BHO!?
Distanza da Fatu Hiva: 2460mg

Panama - Isole Marchesi - Traversata Pacifico - Giorno 9

Data: 17/4/2017 Ora locale 15.42 (-8 ore dall'Italia) - Posizione 03 47.789S 096 12.840W
Vento 13kt da ESE - velocità 6kt - Mare mosso, onda lunga da SE, pioggia. Navigazione vela+motore.

Diario di bordo del 16/4/2017
Questa mattina alle 4 siamo entrati in pieno nella famigerata ITCZ. Domanda: Cheminkiaè ? Risposta: una gran rottura di balle.
L'aggiornamento arriva in ritardo a causa della ITCZ, abbiamo avuto un pò da fare.
ITCZ sta per Inter Tropical Convergence Zone, o Zona di Convergenza Intertropicale. e non è un luogo cool dove passare le vacanze e taggarsi su facebook :) Si tratta dell'area un tempo nota come Doldrums, una regione in cui si trova bassa pressione e alte temperature e che staziona lungo l'equatore. Le dimensioni della ITCZ variano ed è impossibile prevederne le svariate mutazioni se non per un giorno o due. La sua larghezza varia da poche decine a centinaia di miglia. Le condizioni di questa zona consistono in venti deboli, calme, clima umido e caldo. E' un'are altamente covettiva, groppi (o squall), temporali e nuvoloni carichi di umidità sono una consuetudine. L'aliseo di sudest infatti, nel sui percorso verso l'equatore raccoglie una elevata percentale di umidità che appunto porta alla formazione di temporali e groppi.
Mentre vi scrivo sono circa 45 minuti che ci troviamo sotto uno squall largo una decina di miglia, una pioggia torrenziale, un diluvio pazzesco in cui è sparito l'orizzonte e si vede solamente una muraglia di acqua. Fortunatamente il vento non è forte. Bhe, un lato positivo in questa faccenda c'è: la barca si è lavata per benino, dopo un mese a Panama era zozzissima e piena di scagazzate varie, dai Pellicani panamensi a Suletta.

Considerato che i passggi nuvolosi si muovono da Est a Ovest, la nostra tattica per toglierci dalle scatole il più velocemente possibile la ITCZ è quella di fare rotta il più possibile verso Sud, Sud Ovest, piuttosto che Ovest. In questo modo l'attraversiamo invece di navigare in sua "compagnia" prendendoci secchiate d'acqua e mare confuso.

A bordo il morale è comunque alto nonostante i numerosi cambi di rotta, accendi-spegni motore, lasca la randa, cazza la randa, chiudi il genoa, apri il genoa, prendi una mano, no aspe' prendine due, molla tutto e vari smadonnamenti iniziati alle 4 del mattino.
La mancanza di Suletta Bedda si fa sentire, forse i Doldrums fanno la loro parte, mettiamoci pure un pò di pazzia del navigatore dei Mari del Sud, ma abbiamo una nuova mascotte: Il Wilson-Y2K. Fabio resta preoccupato :-)

Oggi salutiamo in particolare i nostri amici Patti e Stefano. Grazie per l'apprezzamento sul CPT, BUONGUSTAI :-)
Tita e Roby per i messaggi di incoraggiamento sulla ITCZ e le mitiche previsioni meteo.
Papà Pietro chiede come sta Wilson. Sta benissimo, in questo momento è in dinette al riparo dalla pioggia.

Distanza da Fatu Hiva: 2549mg

April 16, 2017

Panama - Isole Marchesi - Traversata Pacifico - Giorno 8

Data: 16/4/2017 Ora locale 10.39 (-8 ore dall'Italia) - Posizione 01 49.386S 094 08.113W
Vento 7kt da ESE - velocità 5,7kt - Mare poco mosso, onda lunga da SE. Navigazione vela+motore.

BUONA PASQUA A TUTTI !


Diario di bordo del 15/4/2017
Poco dopo aver lasciato alla nostra sinistra Isola Isabela, è come se fossimo stati teletrasportati in un universo parallelo. Una cosa da non credere: un secondo prima si va a vela, un secondo dopo è come se qualcuno avesse attivato un interruttore, modalità vento = OFF. Vento sparito ! Modalità mare = OFF, mare trasformato in lago immobile. E' circa l'una del mattino, fuori il clima cambia improvvisamente. La temperatura esterna precipita a 22°C - un freddo cane! E chi li ha più visti ventitue gradi a queste latitudini da un paio di anni a questa parte!!?? - quella del mare segue a ruota. C'è un'umidità fortissima, foschia, bruma. Rispolveriamo felpe pesanti. E dire che siamo in piena zona equatoriale, che diavolo succede? Poi affiorano sbiaditi ricordi di duemila anni fa, quando a scuola studiavamo geografia e i nostri insegnanti ci raccontavano degli oceani e di correnti dai nomi esotici in luoghi altrettanto esotici. Siamo in piena corrente di Humbolt, il flusso freddo che arriva dal nord e che bagna le acque delle Galapagos mitigando il clima tropicale. Svelato l'arcano, ma stare fuori rimane comunque inquietante.

Dimentichiamo presto la location degna di un film di Spielberg perchè si avvicina un altro traguardo. Dopo Greenwich e aver lasciato l'emisfero Est, dopo le Colonne d'Ercole, dopo l'Oceano Atlantico, il giorno Sabato 15 Aprile 2017, alle ore 10:53 GMT (04:53 ora locale - rigorosamente di notte eh ? :-) ) - Y2K taglia la linea dell'Equatore. Stiamo lì come due pirloni ad osservare i numeri che scorrono sul plotter fino al fatidico 00°00,00 S! Siamo nell'emisfero australe, siamo nei mari del sud! Inutile dire l'emozione a bordo, inutile raccontarvi che non dormiamo una mazza e che ci ritroviamo alle prime luci del mattino totalmente rimbambiti. Ma ragazzi, è l'equatore echissenefrega! Rimandiamo i festeggiamenti ufficiali a quando fa luce.

La mattina lo scenario è surreale, mare fermo, per la prima volta leggiamo sullo strumento VENTO FORZA 0 (ZERO !!!!). Suletta Bedda non si fa vedere, ci ha lasciati, pensiamo sia arrivata a casa. In compenso, durante il consueto giro di ispezione in coperta, notiamo un paio di calamaretti stecchiti sul teak. Sapevamo dei pesci volanti, ma questa dei calamari volanti ci è nuova. Chiedendo agli amici durante il consueto appuntamento radio, scopriamo sia normale. Però! Non sarebbe male na bella fritturina :-)

Il CPT mi chiama fuori mentre è il mio turno di recuperare qualche ora di sonno: c'è qualcosa che galleggia in superficie. Si muove, non capiamo bene subito di cosa si tratta, ci avviciniamo lentamente e... FOCHE ! Sono due foche che si godono il mattino, nuotano, o meglio, fluttuano a pancia all'aria e si lavano il musetto con le zampine. Si spaventano quando sentono il rumore dell'elica, prendiamo un pò di abbrivio, poi mettiamo in folle e riusciamo piano, piano ad avvicinarci. Ci osservano con quei musetti baffuti, ma sempre sul chi vive. Quando decidono che non siamo più a distanza di sicurezza, si girano e con un paio di balzi tornano a guadagnare terreno. Sono buffissime! Siamo contenti di averle viste.

Festeggiamo degnamente il passaggio dell'Equatore e prepariamo il nostro omaggio al dio Nettuno. Acchiappo il CPT e gli piazzo una corona in testa - costruita sapientemente dalla sottoscritta con fogli di carta e ricoperta di stagnola - un tridente in mano - un vero capolavoro sempre della sottoscritta creato dal mezzo marinaio con filo di ferro, stagnola e cartone - e un lenzuolo drappeggiato leggiadramente intorno alla vita e alle spalle. Et voilà! Y2K (io) chiede a Nettuno (il leggiadrissimo CPT) il permesso di attraversare l'equatore. Nettuno lo concede a patto di pagare pegno. Si tratta di prove durissime... un paio di giravolte e un bicchiere di prosecco italiano che la divinità del mare pare gradire più di ogni altra cosa. Permesso accordato, Y2K è libera di andare mentre Nettuno la osserva con benevolenza. Filmiamo il tutto e lo riguardiamo. Una scena TERIBBBILE !!!! :-) Per ora siete risparmiati, ma appena abbiamo connessione ve la cuccate tutta pure voi UHA UHA UHA (risata malefica).

Ne approfittiamo del mare calmo e dell'assenza di vento per un paio di controlli: isso Max in testa d'albero per verificare lo stato della drizza del genoa che ultimamente ci dà dei grattacapi perchè sfrega contro qualcosa all'interno del''albero, probabilmente l'attacco della trinchetta. Anche se il mare è piatto lassù Max è impegnato nel tenersi con tutte le forze ad un albero che non vuole saperne di stare fermo. Drizza OK. Poi il CPT si fa un bagno nel blu dipinto di blu dell'Oceano Pacifico, circa tremila metri di profondità, per un controllo all'elica e una ravanatina con scovolino alla presa a mare del dissalatore che era un pochino otturata dalla vegetazione formatasi a Panama. Il bagnetto dura in tutto meno di due minuti. Le parole del CPT dopo essere rientrato a bordo con un velocissimo gesto atletico: "tutto sto blu fa una certa impressione".

Riempiamo anche il serbatoio del gasolio travasando alcune delle ennemila taniche di scort, per l'esattezza 190lt, abbiamo consumato 2,6lt/h

Il resto della giornata lo passiamo ronficchiando e recuperando i bagordi equatoriali. Zero vento e zero mare. E meno male che sta corrente di Humbolt è ormai dietro di noi, la temperatura del mare e dell'aria rientrano nella norma.

Oggi salutiamo in particolare i nostri amici che ci hanno scritto:
- Renato, mitico, hai visto dove siamo finiti? Grazie per gli auguri Pasquali ricambiamo di cuore.
- Tita e Roberto, auguroni ragazzi anche a voi, godetevela ad Antibes, spero sia bello.
- Setorc, il nostro amicone Calabrese, un abbraccione ed auguroni di una serena Pasqua a te e tutta la tua bella famiglia.

Distanza da Fatu Hiva: 2694mg

April 15, 2017

Panama - Isole Marchesi - Traversata Pacifico - Giorno 7

Data: 15/4/2017 Ora locale 11.23 (-8 ore dall'Italia) - Posizione 00 27.135S 092 36.536W
Vento 6kt da SE - velocità 5,2kt - Mare calmo, onda lunga da SE. Navigazione vela+motore.


Diario di bordo del 14/4/2017
Il giorno X è arrivato. Il CPT mi sveglia alle prime luci del mattino, per motivi imprecisati, ieri ci siamo scambiati i turni di guardia, con la frase: "Suletta Bedda è atterrata !" Schizzo fuori dalla cuccia ed entrambi ci precipitiamo in pozzetto pronti ad immortalare l'evento. Ed eccola lì, bella precisa, in perfetto equilibrio sul rollbar della nostra ancora. Suletta Bedda ci osserva forse senza capire tutto questo interesse, ma noi abbiamo altro da pensare che guardarla nelle palle degli occhi ! Ci interessano altre parti anatomiche. Ma... ma... ma... COLPO DI MILLE BOMBARDE !!! Questa sula di blu non ha le zampette, che sono rosse tendende quasi al fucsia, bensì il BECCO ! Qundi si può dire che Suletta Bedda non è esemplare di sula dalle zampe blu, ma di sula dal becco blu. Che poi chissà che diavolo di specie è, magari le zampe poi diventano blu per osmosi... :-) Ci informeremo, oppure se avete voglia e vi fa piacere, scriveteci per farci sapere la razza di Suletta Bedda.
Sta di fatto che la tipa qui resta appollaiata sull'ancora per tutta la mattina e gran parte del pomeriggio, ogni tanto si alza in volo per cacciare e magnare, poi ritorna, due svolazzi e atterra leggiadramente a prua. Un'altra sula vorrebbe atterrare sul rollbar dell'ancora e ci prova. Suletta Bedda si incacchia come una iena e la scaccia malamente con versi inquietanti da bestia preistorica ! Te capì qui l'amica eh ? Mica molla il passaggio comodo ! Quando infine decide di andarsene siamo ormai in vista delle Galapagos, forse sono davvero casa sua. Oltre alle foto, Suletta Bedda ci lascia, come ricordo della sua compagnia, uno strato geologico di scagazzamenti... simpatico volatile !

Si va a vela che è un piacere, brezza da ESE sui 14 nodi, randa e genoa pieni, Y2K corre a 7,5 kt. Una volta spento il motore al mattino presto, non lo tocchiamo più fino alla sera tardi, quando veniamo coperti da Isla Isabela, la più grande delle Galapagos. Troviamo una corrente sui 2 nodi che spinge verso Ovest, noi stiamo facendo rotta Sud-Ovest e possiamo sfruttarla solo parzialmente. Ma va bene così.

Riceviamo il messaggio di Stefano L. ci pensa augurandoci buon vento. Ecco esattamente nel momento in cui leggiamo il suo testo, il vento rinforza da 10 a 14 nodi e rimane così fino alle Galapagos. Stefano per favore pensaci più spesso, in modo particolare pensaci tanto, ma tantotantotanto quando superiamo le Galapagos che lì c'è piatta eh? Grazie! :-)

Ci scrive anche Marco di Kismet, grazie per i saluti e per seguirci Marco, sappiamo che anche voi state organizzando la vostra barca per un progetto simile al nostro, vi auguriamo di farlo quanto prima!

Nel pomeriggio, eccoci alle Galapagos! Roba da pazzo !!! Siamo a una ventina di miglia da Isla Isabela, da non credere! Intorno a noi decine di uccelletti neri con una macchia bianca sulla coda, piccoli schizzetti che volano freneticamente a pelo d'acqua, poi si librano sulla superficie per qualche secondo e pare afferrino qualcosa con le minuscole zampettine. Mai visto niente del genere, dobbiamo scoprire cosa sono.
Incontriamo ancora delfini, questa volta nuotano a prua per qualche minuto, ma non troppo. Secondo me son gli stessi dell'altra volta, quelli affaccendati in altro, che alla fine pensano: "Cià accontentiamo sti umani qui, facciamo che ci avviciniamo per un pò così son tutti contentI".

Facciamo due calcoli per capire il momento in cui Y2K taglierà la linea dell'equatore. Scopriamo che con ogni probabilità la attraverseremo di notte, o nelle prime ore del mattino di Sabato 15 Aprile. Estikazzi!!! Noi sempre di notte eh??

Abbiamo preparato l'omaggio a Nettuno, ci sarà da ridere o da mettersi le mani nei capelli, due pazzi furiosi :-) ahahaha!

Distanza da Fatu Hiva: 2.810mg - praticamente un Oceano Atlantico :-)

April 14, 2017

//WL2K Panama - Isole Marchesi - Traversata Pacifico - Giorno 6

Data: 14/4/2017 Ora locale 11.20 (-8 ore dall'Italia) - Posizione 01 02.546N 090 88.532W
Vento 11kt da ESE - velocità 7,2kt - Mare poco mosso: 0,5 mt


Diario di bordo del 13/4/2017
Passiamo la notte belli shakerati con poco vento e tanto mare, un'onda ripida e fastidiosa di più di due metri che ci prende al traverso ci fa rollare parecchio. Abbiamo solo il Genoa e aspettiamo la luce del giorno per issare la randa con la speranza che non sbatacchi troppo come la sera precedente, motivo per il quale stiamo navigando senza.
Dopo colazione aspettiamo che ci passi il rincoglionimento da rollate e manovriamo per mettere su randa. Una delizia mettersi prua al vento con sto mare, una delizia pura. Ci sarebbe da scrivere un post di 2752 pagine riguardo la nostra decisione - non felice - di installare una randa performance full batten salamadonna con scappellamento a destra di millemila metri quadri. Prima o poi lo faremo.
Meno male che poco dopo torna la brezza e si stabilizza sui 14/15 nodi, il mare si calma e Y2K comincia a galoppare. Andiamo a vela per tutto il resto della giornata, ci prendiamo anche una corrente favorevole di circa 2 nodi che ci aiuta a macinare miglia.

Suletta Bedda, sempre puntuale agli appuntamenti mattinieri e serali, sta prendendo confidenza e a nostro avviso sta pure prendendo le misure per un futuro atterraggio a bordo. Siamo certi, in un paio di giorni ce la ritroviamo in coperta.

Riceviamo un'email via satellite dai nostri amici neozelandesi di "Matylda". Si trovano più a sud di noi, hanno meno vento e meno mare, hanno deciso di pasare le Galapagos a Sud Est. Uno squalo martello gironzola un paio di volte intorno alla loro barca. Per dire, ognuno ha il suo, noi la sula, questi qui un pesce martello. C'è da dire che almeno il soggetto acquatico, a meno di mutazioni genetiche a noi sconosciute, non ha possibilità di atterrare in coperta. Sarebbe un problema.

Riceviamo i messaggi da casa, Michele e Kerry e Elena di Trieste. Grande smentita da parte di Michele: adesso lo smartphone lo sa usare e anche bene e non cerca più la tastiera, però quando sente parlare del suo vecchio Motorola StarTAC gli vengono i lucciconi (NDR) :-) Confermiamo, inoltre, che qui, in questo immenso oceano non c'è NULLA DI NIENTE E NESSUNO per migliaia di miglia.
Elena ci racconta i progressi della nostra cara amicissima Maty nei suoi passatempi e sport preferiti, pianoforte e pattinaggio. Non vediamo l'ora di assistere ad una sua esibizione quando andremo a trovarla il prossimo inverno.

Nel collegamento radio della sera, sentiamo finalmente in radio anche Paddy Boy ed Obiwan ancora fermi sul lato Atlantico di Panama, sono entrambi in attesa di passare il canale, previsto non prima della fine del mese. E' stato bello sentirli dopo molto tempo.

Stranamente non stiamo bevendo caffè da quando abbiamo lasciato Panama. Andiamo avanti a the' e biscotti. Il motivo ci è oscuro, ma alla fine forse è meglio così.

Sabato in giornata Y2K attraverserà l'equatore. A bordo fervono i preparativi per onorare Nettuno. Ci sarà da sbellicarsi dal ridere per come abbiamo deciso di conciarci (bhe, per come HO deciso di conciare il CPT :-) ).

Per cena il CPT prepara un pastasciuttone saporito con alcuni dei pomodori freschi che non hanno una bella faccia e non è il caso di mangiarli in insalata. Così la loro morte è in questo piatto di penne saltate in padella con aglio e peperoncino. Il soffrittino diffonde un profumino delizioso a bordo.

Mare calmo, brezza, qualche nuvola. La notte si preannuncia tranquilla.

Distanza dall'Isla Pinta - Galapagos: 30mg alla nostra sinistra
Distanza dall'Isla Wolf - Galabagos: 60mg alla nostra destra
Distanza da Fatu Hiva: 2.935mg - MUTE LE 3MILA !!!!

April 13, 2017

//WL2K Panama - Isole Marchesi - Navigazione - Giorno 5

Ora locale 09.15 (-8 ore dall'Italia)- Posizione 02 15.303N 088 23.163W
Vento 15.5kt da SE - velocità 7,4kt - Mare mosso :2,5 mt

La frase del giorno continua ad essere: il Parasailor è una figata pazzesca!
Appena finiti i turni di guardia e fatta colazione, issiamo immediatamente Perry non senza qualche bestemmione per come le cimette continuano ad aggrovigliarsi senza apparente logica e solo per farci girare le balle. Questa volta lo tiriamo su e giù solo due volte, miglioriamo!
Una volta a segno, è una goduria allo stato puro. Y2K si trasforma in un razzomissile con circuiti di mille valvole e fra le onde sprizza e va! Teniamo armato Perry per 6 ore - poi lo tiriamo giù causa appropinquarsi di nuvoloni sospetti, non siamo spavaldi da stare sotto spi in caso di groppo, non ancora almeno :) - in questo tempo percorriamo 53 miglia ad una velocità media di 8,8 nodi ! Il tutto senza mai toccare il timone, siamo sotto autopilota, e senza mai toccare alcuna manovra di Perry. E' lui che pensa praticamente a tutto, si sposta, assorbe le raffiche che ad un certo punto arrivano a toccare anche i 20 nodi di reale, mentre Y2K fila dritta come una lippa. Siamo soddisfattissimi.

Come anticipato ieri, stamattina si cambia l'ora di bordo. Spostiamo le lancette un'ora indietro ed eccoci in un nuovo fuso orario che ci porta a -8 ore dall'Italia. I fusi orari cambiano ogni 15° di longitudine, -1 ora se si va verso Ovest, +1 ora se si va verso Est. Fino a qua è semplice, la complicazione nasce dall'origine del calcolo del fuso: lo ZERO, cioè il meridiano di Greenwich, la cui posizione sta esattamente nel mezzo dei 15° di cui sopra. Il fuso orario GMT (Greenwich Mean Time) comprende quindi 7,5° a Ovest e 7,5° a Est rispetto a Greenwich stessa. Facciamo un esempio: dove inizia il fuso orario -3 ore rispetto all'Italia ? Il calcolo è il seguente 7,5+15+15 = 37,5° Ovest. Per capire dove termina e si passa a -4 ore basta aggiungere ulteriori 15°, cioè 52,5°. Per questo motivo, navigando noi verso Ovest, ogni 15° sposteremo l'orologio indietro di un'ora. Chiaro? No? Fanulla, cercate su Google che noi in questo momento non ce l'abbiamo :-)

Suletta Bedda si ripresenta puntuale all'appuntamento mattiniero, ma oggi il mistero si infittisce perchè si rifà viva al tramonto, si mette "in scia" dietro al nostro Genoa e fluttua osservandoci dall'alto con i suoi occhietti curiosi. Interessante, se si avvicina ancora di più possiamo scattarle qualche foto "dal di sotto" per svelare il mistero delle zampette. A tale proposito desideriamo rassicurare il nostro caro Fabio, fratello nonchè cognato, che ci ha scritto riguardo il nostro stato mentale: Wilson l'amico immaginario di Tom Hanks nel film Cast Away, trattavasi di pallone con impronta insangunata della mano del naufrago e qualche ciuffo di vegetazione semi-rinsecchita cresciusta fra le cuciture a cui Hanks faceva domande e si dava risposte. La nostra Suletta Bedda è un essere vivente esistente, c'abbiamo le prove fotografiche. E non ci parliamo... ancora :-)

Incrociamo un gruppo di delfini che però ci ignorano bellamente e continuano nelle loro faccende.

In serata il vento diminuisce e ruota a ESE, ma il mare aumenta. Dobbiamo orzare (spostare la prua in direzione del vento) e metterci al traverso per mantenere la rotta a nord delle Galapagos. Manteniamo la sola vela di prua, la randa sbatte troppo e preferiamo non sollecitarla troppo. Prendiamo le onde di fianco, vento pochissimo. Ci trasformiamo ben presto in una lavatrice. Ci aspetta un notte agitata.

Distanza dall'Isla Pinta - Galapagos: 167mg
Distanza da Fatu Hiva: 3.090mg

April 12, 2017

//WL2K Panama - Isole Marchesi - Navigazione - Giorno 4

Ora locale 08.53 (-8 ore dall'Italia) - Posizione 03 17.619N 086 15.100W
Vento 15kt da E - velocità 8.2 kt (1 nodo di corrente a favore) - Mare mosso:1,5 mt

La frase del giorno è: il Parasailor è una figata pazzesca !

Ecco appunto il Parasailor. Ma cosa diavolo è un Parasailor ? Come accennato ieri, si tratta di una grande vela a palloncione, tipo spinnaker. La grande differenza con lo spinnaker è la sua rivoluzionaria apertura a "palpebra" o ad "acquilone" posizionata sulla parte centrale alta del velone. Questa palpebra in pratica serve ad "assorbire" le sollecitazioni di carico eccessivo, aprendosi e facendo passare l'aria in eccesso, ad esempio: raffiche di vento o repentini e improvvisi colpi dovuti al moto ondoso. Solitamente uno spinnaker troppo sollecitato e non particolarmente pesante in casi come questi esplode.
Un ulteriore plus del Parasailor, soprannominato anche "vela col buco", è quello di mantenere sempre la barca in assetto stabile. E' la vela che si muove a destra o a sinistra, scarica le raffinche e i colpi, mentre l'imbarcazione rimane dritta come sui binari.
Inizialmente eravamo piuttosto scettici se dotarci di Parasailor o meno, poi, dopo aver visto le arie leggere che avremmo incontrato sulla rotta e vista la nostra scarza dotazione riguardo a vele di profondità (il nostro Gennaker è sì leggero, ma per questi mari, esploderebbe in un millisecondo), abbiamo seguito il consiglio di amici navigatori e la scelta si è dimostrata azzeccata, nonostante la spesa.

Andiamo forte con 12 nodi di vento reale, siamo esaltati. Nonostante qualche smadonnamento al momento di issarlo - aperto e chiuso 5 volte, ci siamo incasinati con cime, cimette e legacci, arrotolamenti di scotte, sudate galattiche che manco nella fornace di Curacao, il CPT perplesso sul perchè quel maledetto caricabasso si intreccia sempre con quella stramaledetta cimetta :-) - siamo abbastanza sicuri di aver capito come issarlo velocemente, vediamo domani quante risate aggiuntive ci riserverà la manovra. Perry (così abbiamo deciso di chiamare il Parasailor) sarà un nostro grande alleato.

La sula bianca è tornata a volteggiare intorno a Y2K, ormai abbiamo capito trattarsi di una presenza costante nelle prime ore della mattina. Anche stavolta non abbiamo decifrato il colore delle sue dannate zampette, ma è diventata più spavalda, si avvicina di più. Siamo certi di risolvere l'enigma molto presto. Nel frattempo, stiamo decidendo quale nome affibbiarle. "Suletta bedda" - in onore degli amici Siculi - va per la maggiore.
Una seconda presenza a bordo ci lascia sbalorditi: un uccelletto svolazza qua e là prima di appollaiarsi sul pulpito di poppa. La sua livrea ha dell'incredibile! Testa, dorso e parte superiore della coda sono di un nero lucidissimo che con il sole assume sfumature blu cobalto fosforescente. La gola, il petto, pancino e coda inferiore sfumano dal pesca-arancione fino al rosso. Una meraviglia! Lo immortaliamo facendogli un bel servizio fotografico. Resta con noi a riposarsi per un pò, poi riprende la sua strada. Chissà dove è diretto, forse anche lui è un "figlio" delle lontane, ma ormai non più di tanto, Galapagos.

Nel pomeriggio per un paio di ore subiamo un black-out satellitare. Il nostro telefno satellitare Inmarsat non becca più un satellite. Che sarà? Esclusa la rottura dell'apparecchio, le ipotesi più accreditate sono: sovrapposizione di satelliti - stiamo passando da un satellite all'altro - visto che siamo vicini all'equatore - guasto nella rete satellitare, invasione aliena tipo Independence Day con le grandi astronavi che spiaccicano uno dopo l'altro tutti i satelliti intorno al nostro pianeta. Sono pronta a rinfacciare la cosa al Minoia (è un discorso lungo :-) ), poi tutto torna normale e il telefono satellitare ritorna "ready for service". OK niente alieni stavolta.

Il CPT avvista sbuffi di balena. La balena però non si vede.

La sera mega pastasciutta al pomodoro con pancetta cotta in pentola a pressione. Max è ormai esperto in questo genere di cottura e nonostante farà storcere il naso ai "puristi", il sistema è praticissimo durante navigazioni impegnative e la differenza con cotture tradizionali non si nota per niente.

NOTA - abbiamo passato da un pò la longitudine 82,5° Ovest, punto di cambio dell'ora. Domani mattina aggiorneremo l'orologio di bordo spostandolo un'ora indietro e spiegheremo come calcolare i fusi orari.

MESSAGGI: Un salutone agli amici:
- Francesca e Manuele di Bologna, che non abbiamo ancora ringraziato (che figura) della fantastica confezione di caffè intenso Esse Caffè, prodotta in Italia, grazie ragazzi;
- Michele, Kerry, Clara e Sofia per il breve saluto (MIchele per messaggi non è molto prolisso, pensate che ha scoperto lo smartphone lo scorso anno e qualche volta cerca ancora la tastiera), ma tanto apprezzato. Potete fare meglio!
- Michele, Elena e la piccola (non più quasi) Matilde, grazie per i saluti e le mail, vi aspettiamo in Polinesia;
- Raffaella e Giovanni, di Obiwan, in attesa di passare il canale di Panama e di seguire la nostra scia, vi aspettiamo alle Tuamotu!
- Ai nostri Papà, per gli aggiornamenti sportivi e lavorativi, grazie.
- Infine, ma non perchè ultimo nei nostri pensieri, a Roberto del Blog della Vela, per i suoi aggiornamenti giornalieri per meteo e correnti, grazie stai facendo un ottimo lavoro.


Distanza da Fatu Hiva: 3.235 mg


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April 11, 2017

//WL2K Panama - Isole Marchesi - Navigazione - Giorno 3

Ora locale 13.10 (-7 ore dall'Italia)- Posizione 04 16.345N 084 31.970W
Vento 13kt da E - velocità 6,1kt - Mare poco mosso:1 mt

Questo è un post serio, tratterà esclusivamente di tecnica velistica e navigazione d'altura.

Ahahahah ! Ci avete creduto per un attimo eh? Questo post è talmente tecnico che vi arriva in ritardo di qualche ora perchè abbiamo smadonnato e scomodato qualche santo per issare e mettere a punto per la prima volta il nuovissimo fantasmagorico Parasailor, una specie di spinnaker. Ma ne parleremo in dettaglio domani :-)

Ieri mattina grande veleggiata con 17/18 kt da ENE con randa e genoa tangonato. Il vento è arrivato leggermente in ritardo rispetto alle previsioni, tanto che il CPT aveva già l'occhio da killer e malediceva tutti in previsione di una ulteriore smotorata.

La fantomatica sula bianca è riapparsa. Compie numerose evoluzioni intorno a noi, grazie ad un passaggio più ravvicinato possiamo verificare che si tratta decisamente di una sula. Che abbia o meno le zampe blu è da provare, ma la simpatica bestiolina non si avvicina più di tanto, come se sapesse e ci stesse pigliando per i fondelli, e in volo, ovviamente, tiene le sue zampette belle nascoste sotto le piume del pancino. Maledetta, ti beccheremo vedrai !

Si susseguono gli appuntamenti sulla radio SSB con il network del Pacific PaddleJump, un rally totalmente gratuito creato da un catamarano di nome Latitude 38, di simpatici neozelandesi. Il rally ha lo scopo di mettere in contatto gli equipaggi che si accingono ad attraversare il Pacifico verso la Polinesia Francese e quindi Fiji e Nuova Zelanda da qualunque punto essi decidano di partire (Panama, Messico o USA). In pratica ha creato un punto di aggregazione attraverso la radio e attraverso alcuni eventi specifici tenuti a Panama - a cui abbiamo partecipato. In questi eventi sono intervenute alcune autorità dei paesi di "destinazione" (Polinesia, Fiji, Nuova Zelanda appunto) condividendo con tutti gli equipaggi notizie importanti come pratiche di immigrazione, marina, cantieri, ancoraggi, supermercati etc. Il tutto, ribadiamo, totalmente gratuito. Essendo in navigazione non possiamo includere il link al sito internet, ma se si cerca sul browser "Pacific PaddleJump" si trova facilmente.

Noi siamo in contatto diretto con la barca italiana "Meccetroy", Oceanis 411 con Diego e Marina, partita 3 giorni prima di noi, che ci precede di circa 300 miglia e con "Matylda", Oceanis 40 di Dagmar e Matt, nuovi simpatici amici neozelandesi conosciuti vis-a-vis alle San Blas, che sono dietro di noi di circa 100 miglia. Altre imbarcazioni seguono più o meno la nostra rotta, insomma siamo un discreto convoglio di simpatici matti :-)

In barca fa un caldo atroce, il CPT sta meditando di installare un ulteriore ventilatore su lato sinistro della dinette, a destra c'è già. Non sto a specificare in quale parte del corpo poi il CPT desidera puntarsi tutti i ventilatori, sarebbe inappropriato.

Constatiamo che la colla del nastro telato grigio che funge da serratura per lo sportello del mobiletto del bagno di prua con l'andar del tempo farà disastri e non verrà via nemmeno con l'acido muriatico. Sostituiamo il nastro telato grigio con il nastro carta blu. Peccato, il blu stona con tutto il resto della barca.

La sera il vento diminuisce molto, non riusciamo ad andare più a vela e siamo costretti ad accendere il motore. Ma intanto si prosegue e si macinano miglia.

Un appunto a tutti voi: stiamo ricevendo pochi messaggi ! Trovate tutte le informazioni su come contattarci sul nostro blog, menù "Contatti". Scriveteci che ci fa tanto piacere leggervi.

Distanza da Fatu Hiva: 3.350mg

April 10, 2017

Panama - Isole Marchesi - Navigazione - Giorno 2

Ora locale 11.00 (-7 ore dall'Italia)- Posizione 05 30.894N 082 26.848W
Vento 17kt da ENE - veocità 6,8kt - Mare mosso:1,7 mt

Post semiserio che racconta la seconda giornata di navigazione a bordo di Y2K diretta alle Isole Marchesi.

Il vento rimane leggero per tutta la notte e noi procediamo al lasco con randa e genoa. Soltanto al mattino tangoniamo e riusciamo a poggiare decisamente.
Il mare è calmo ed è possibile distinguere facilmente tutti i vortici e le turbolenze create dalle correnti che in questa zona sono parecchie e parecchio forti. Noi, ad esempio, becchiamo una corrente favorevole di circa 3 nodi che ci spara un potente calcio nel didietro: mentre la velocità misurata dall'elichetta di prua si mantiene sui 5/6 nodi, il SOG (Speed Over Ground, si insomma, quanto forte andiamo rispetto alla terra ecco) mostra un roboante 10 nodi. In pratica corriamo come matti non facendo un bel niente. Figo !

A metà mattinata la brezza defunge e noi accendiamo il motore, lasciando comunque aperte le vele che ci danno sempre un aiutino.

Pensiamo di aver incrociato una sula dalle zampe blu. Si tratta di una specie particolare di sula (uccello marino) che vive esclusivamente alle Galapagos. Non ne siamo certi, vola lontana da noi. Sicuramente non è un gabbiano, il corpo e la forma delle ali è tipico delle sule, il colore invece, non è cioccolato, ma bianco con ali più scure appunto. Il fatto è, che le Galapagos sono ancora lontanissime, che ci fa una sula dalle zampe blu così lontana da casa ? Dobbiamo approfondire. Partono le elucubrazioni per escogitare un piano - che comprende pesci volanti e improbabili esche appese a prua - che attiri il volatile a bordo. Noi pronti con tutti gli strumenti tecnologici così da porter effettivamente constatare il colore blu delle zampe della sula dalle zampe blu :-)
Fortunatamente per lei, la fantomatica sula non si fa più vedere.

Dobbiamo far fuori frutta e verdura fresche il più velocemente possibile. Contrariamente all'Atlantico dove il clima, almeno all'inizio della traversata, è più freschetto, qui siamo ai tropici e la vita dei prodotti freschi è brevissima. Ci spariamo quantità industriali di mango, banane e ananas, i frutti che deperiscono più in fretta. Lasciamo per dopo mele e arance. Ci prepariamo insalatone buttando dentro tutta la verdura che già comincia a raggrinzire ed intristirsi miseramente (i cetrioli rugosi e mollicci con accenno di muffetta sono uno spettacolo improponibile) Cibo sano insomma, almeno per ora... Fra un paio di settimane ne riparliamo :)

Alle San Blas si è rotta la serratura del mobiletto del bagno di prua, quello sotto al lavello per intenderci. Non abbiamo trovato il pezzo di ricambio nemmeno supplicando così adesso ad ogni rollata si apre e si chiude da solo. Molto comodo quando si è seduti sulla tazza: rollata, sportello aperto, prendi carta igienica TAAAC. Rollata, sportello chiuso TAAAC.
Questo metodo di apertura-chiusura automatica dello sportello ha lo svantaggio di favorire la disintegrazione dello sportello stesso, ovviamo quindi piazzando un bel pezzo di nastro telato grigio che fa pan-dan (o come cavolo si scrive) con i colori dello scafo di Y2K: molto fashion.
La sera è tiepida, sorge una bellissima luna quasi piena, con leggera gobba a levante, quindi calante (e qui partono i discorsi filosofici sulle gobbe della luna, ma ci vorrebbe un post solo per dettagliare questo argomento). Ci illumina la rotta, il mare è tranquillo e ammiriamo una stellata fantastica. Ricordiamo dalle nostre precedenti letture dei diari di bordo di navigatori più blasonati di noi che in nottate come questa gli uomini si interrogano sulla propria esistenza e fanno considerazioni profonde sul proprio IO.
In effetti anche noi non siamo da meno, facciamo un sacco di discorsi che riguardano l'IO: IO ho fame, IO mi faccio una birra, IO vado al bagno, IO butto la pasta. Cose che lasciano il segno.

Distanza da Fatu Hiva: 3.505mg

By Alex

April 9, 2017

Panama - Isole Marchesi - Navigazione - Giorno 1

Ora locale 06.35 - Posizione 06 58,372N 080 24,156W
Vento 10kt da N - veocità 5,6kt - Mare calmo

E finalmente il giorno 8 Aprile è arrivato.
Come da previsioni meteo di inizio settimana, il vento, almeno per la partenza e per i primi 2/3 giorni ci sarà.
Siamo ancorati alle isole Las Perlas, sembra un piccolo paradiso incontaminato di isolotti, molti disabitati, abbiamo passato le ultime due notti a ridosso di un isola chiamata Isola Malaga, un posto dove anche i pescatori, con le loro lance, vengono a ripararsi dal mare e dal vento dopo la notte di pesca.
Il mare è verde non invoglia al bagno, la visibilità in acqua è di un metro circa, ma è un mare ricchissimo di vita, pesci, razze (che ci venivano sotto bordo a curiosare), krill (Max dopo la pulizia della carena è tornato fuori dall'acqua coperto di piccoli granchietti e gamberetti), uccelli che si tuffano in mare ovunque.

Questa mattina alle 7.30, Max stava già armeggiando con pinza e chiave inglese, per smontare il generatore eolico per sostituire i silent block (degli antivibranti in gomma) con dei normali bulloni + dadi, uno di questi antivibranti si era già rotto alle isole San Blas, e vista la lunga navigazione, non vogliamo che possa accadere nuovamente, cambiamo metodo di fissaggio; vibrerà un po'... pazienza.
Mentre Max era intento a rimuovere qualche santo dal paradiso, arrampicato al rollbar, si avvicina una lancia di pescatori, e dopo il classico "Holà" chiedono qualcosa da bere e mangiare. Sono due giovani ragazzi, di 25 anni al massimo.
Max fa segno loro di avvicinarsi alla fiancata di sinistra, direttamente dall'oblo della cucina passa loro del pane ed una birra. Quando prendono in mano la birra i ragazzi sorridono, non per la birra in sè, qui a Panama costa talmente poco che sicuramente la bevono più che regolarmente, ma perchè era ghiacciata! Un lusso forse troppo costoso per loro. Si allontanano con sorrisi e saluti, mentre Max torna a rimuovere sia i silent block che i rimanenti santi dal paradiso.

Dopo una buona colazione, provvediamo ad alare il nostro gommoncino sotto il rollbar, sistemiamo anche una nuova manovra all'albero: montiamo una cima dalla penna della randa all'anello della terza mano, ci aiuterà ad ammainare la randa con i venti portanti.

E' ora, si parte.
Manca da fare solo una cosetta, verificare che i due piloti automatici siano funzionanti e perfetti e già che li testiamo entrambi li regoleremo di nuovo con la procedura automatica.
Perdiamo così un'altra mezzoretta, ma alle 11.30 la randa è issata, il genoa è aperto e con 15kt da Nord facciamo rotta verso SW.
Passiamo all'interno dell'Isola Pedro Gonzales, prima di uscire allo scoperto del riparo delle isole.
Il vento è abbastanza incostante, sia in direzione che in intensità, non ci scoraggiamo, il motore lo dobbiamo usare i meno possibile e cosi procediamo anche a 4/5kt verso Punta Mala, il capo a ovest del grande golfo di Panama, lontano 70mg.

Dopo un paio di ore il vento che ci aspettavamo arriva, finalmente si fila veloci con andatura al lasco, mare calmo e la barca leggermente piegata. Un sospiro da Ale: "Si potessero fare tutte le 3.800mg così!"

La giornata prosegue tranquilla, riusciamo a sentire anche per radio VHF i nostri amici Neozelandesi, che con il loro Oceanis 40 di nome Matylda, lasceranno Panama oggi, sono a Las Perlas per pulire la carena prima di partire.

Durante la cena, il mare comincia quasi di colpo ad aumentare, le onde cominciano ad essere visibili anche al buio, almeno un metro. Non sono alte, ma fastidiose, ci arrivano esattamente sulla fiancata e ci fanno rollare molto. Il capo è ormai a 30mg, stringiamo i denti ed andiamo avanti, vicino al capo la situazione dovrebbe cambiare.

E così effetivamente avviene, il mare comincia a 'girare' verso poppa, l'onda sempre uguale, ma la direzione ci colpisce in modo diverso, la barca rolla di meno e noi sorridiamo di nuovo.
Appena passato il capo, il mare quasi di colpo diventa calmo, il vento, 18/20kt sempre al lasco ci fanno navigare a oltre 8kt, ma sugli strumenti GPS leggiamo 11kt, anche 12kt qualche volta. La forte corrente ci sta spingendo.

La notte passa tranquilla, il vento pian piano diminuisce, anche se le previsioni lo davano ancora gagliardo per tutta la giornata.
Da qui basta promontori, capi o punti cospiqui. Forse vedremo le Galapagos, ma dipenderà molto dalla visibilità e dalla rotta.
Da qui solo Fatu Hiva 3630mg da fare.

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Navigation Report
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At 09/04/2017 11:27 (utc) our position was 06°58.79'N 080°23.54'W
SOG:5.9Kt COG:231T
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