May 27, 2016

BVI-Saint Martin Vs Imperia–Calvi

BVI-St-Martin

Aregai-calvi

Siamo sicuri che i nostri lettori non stiano strabuzzando gli occhi ?

Ma che legame c’è fra le due rotte ? Sono talmente tanto lontane che non hanno modo di essere correlate. Forse la direzione ? Le miglia percorse ?

La prima immagine riporta la rotta fra l’isola di Virgin Gorda e l’Isola di St Martin, ci troviamo nel mar dei Caraibi, in una delle zone delle Antille più suggestive e nelle quali abbiamo, recentemente, passato molto tempo.

La seconda immagine riporta la rotta fra un porto in Liguria, Marina degli Aregai, e Calvi in Corsica, una rotta che abbiamo percorso moltissime volte, così come molti amici che hanno la barca ormeggiata in Liguria o Costa Azzurra.

La seconda rotta è stata un pochino il nostro primo Everest da scalare. Nel 2000, con la nostra prima barca ci accingemmo a percorrere queste 90 miglia con grande timore, deferenza ed attenzione. Scegliemmo un giorno di calma piatta, partenza alla mattina alle 5.00 arrivo poco prima del tramonto a Calvi, dopo oltre 12 ore di smotorata. Quella volta arrivammo contenti e ricordiamo che stappammo una bottiglia di spumante per aver scalato il nostro Everest. Dopo quella volta per molti anni, quella tratta coincideva con la nostra vacanza estiva, era diventata una abitudine ed un tratto di mare conosciuto, soprattutto per la distanza ed il tempo necessario a coprirla.

Per molte persone, ne parlammo con Roberto e Tita del Blog della Vela durante la nostra traversata atlantica, la rotta Liguria-Corsica oppure Costa Azzurra-Corsica è un po’ il termine di paragone per identificare un tratto di mare di circa 80/90 mg da farsi con una certa attenzione in un certo lasso di tempo, è come diventato un termine di paragone, una distanza ben conosciuta e compresa dalle tante volte che si è percorsa. Per chi ha la barca in Liguria è questo il tratto che distingue una certa misura, forse per chi ha la barca in Adriatico è l’attraversamento verso la Croazia, sta di fatto che tutti noi abbiamo una unità di misura che identifica una certa distanza da coprire in mare.

Per noi sono queste 90 miglia tra la Liguria e la Corsica.

Qualche giorno fa, quando è venuto il momento di attraversare l’Anegada Passage, il tratto di mare fra Virgin Gorda e St. Martin, ci è venuto spontaneo dirci: “sono circa 80 miglia come andare in Corsica”. Ecco, questa affermazione ci ha automaticamente raccontato tutto. Sapevamo che se partivamo al mattino presto saremmo arrivati per il tramonto, se partivamo la sera saremmo arrivati di primo mattino. Non serviva altro da aggiungere.

E così è stato, siamo partiti al mattino molto presto e siamo arrivati la sera verso le 21, solo che alle Antille, non c’è luce come in Europa d’estate.

Peccato però che la navigazione è stata decisamente diversa.

In Liguria mai ci saremmo sognati di partire con una previsione di vento da E-ESE di 13/15kt e mare di 1,5/1,8 mt. Significa una bolina stretta oppure una smotorata con vento in faccia. Avremmo atteso un classico NW o un più raro NE oppure una piatta mediterranea. Invece qui era un prezzo da pagare. In questo periodo, al nord delle Antille è abbastanza normale avere vento da SE, fra 15 e 20kt. Così quando abbiamo visto la previsione di un vento leggermente più a EST e più debole del normale, non ci siamo fatti scappare la possibilità, noi come tanti altri equipaggi che hanno deciso di partire quel giorno e con cui abbiamo scambiato due chiacchiere alla dogana delle BVI di Gun Creek.

Purtroppo la traversata è stata un pochino diversa, il vento inizialmente era si di 13/14kt, ma da SE, dalla direzione dove dovevamo andare, poi si è intensificato sino a 15/17kt. Pertanto senza aver voglia di bolinare, non ce l’ha ordinato il medico, con una mano alla randa ed il santo Yanmar, ci siamo messi a fare un bordo molto stretto verso SSE in modo tale da avere un aiuto dalla randa e prendere le onde al mascone.

Parliamo delle onde, tutti, noi compresi, ci aspettavamo in Atlantico un’onda lunga, dolce da cavalcare… AHAH, sembra un scherzo, ma non l’abbiamo ancora vista, se non con 35 kt durante la traversata atlantica. Qui invece abbiamo trovato un’onda corta, ripida ed incrociata che faceva sbattere la barca e non le consentiva di accelerare.

IMG_20160521_154748

Alle 17.00 ora locale, al classico appuntamento radio in SSB con la ruota Italiana, raccontavamo della nostra noia ed irritazione per questa navigazione, Vincenzo, che stava navigando verso le Azzorre ci dice scherzando: “qui ci sono 50kt, onde di 5 mt e qualcuna birichina più alta, vuoi fare cambio ?”.
No Grazie !

Siamo arrivati a St Martin stanchi e annoiati da una navigazione stupida e poco confortevole, ma sapevamo che era IL prezzo da pagare per andare a Sud e tutti coloro ai quali l’abbiamo raccontato ce l’hanno confermato.

Durante la navigazione pensavamo al fatto che mai e poi mai saremmo partiti per la Corsica con questa meteo, ma oggi lo facciamo, anche annoiandoci e imprecando contro le onde ed il vento che arrivano dal verso sbagliato. Forse un giorno riusciremo anche a navigare con 50 kt, scherzando e con il sorriso sulle labbra come Vincenzo.

Ci siamo resi conto che quello che ci faceva paura anni fa, oggi è solo sicurezza e determinazione ad andare avanti in ciò che facciamo e perseverare nel nostro sogno. Andiamo avanti con l’umiltà di chi sta imparando e sta percorrendo una strada che molti hanno fatto prima di noi e dai quali possiamo solo imparare e ringraziare di averci insegnato qualcosa.

E voi ? Il vostro Everest qual’é ?

Max

Le carte sono state ‘catturate’ dal sito Navionics.
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May 18, 2016

Stagione degli Uragani

Mappa-Antille

Nell’Atlantico Settentrionale, la stagione degli uragani inizia ufficialmente il 1 Giugno di ogni anno per terminare il 30 Novembre. E’ ovvio che gli uragani non arriveranno esattamente il primo del mese di giugno, così come non termineranno esattamente a Novembre.

La zona che normalmente viene colpita è una vasta area che spazia dalle Antille meridionali fino a Capo Hatteras nel Nord America. Gli uragani sono fenomeni molto violenti,  che è bene evitare, ma che non si formano in poche ore, per questo motivo esistono moltissimi siti meteo da consultare per essere aggiornati in anticipo, spesso con molto anticipo. Purtroppo l’uragano ha una sua anima, e non si può prevedere il suo percorso, per cui è bene starsene molto alla larga.

E’ la nostra prima stagione ai tropici e non vogliamo certo rimanere intrappolati in una tempesta tropicale o peggio in un uragano, pertanto la scelta è quella di lasciare la zona ‘calda’, quindi andare a nord, negli Stati Uniti, oppure andare a sud, idealmente (almeno per la nostra assicurazione) al di sotto della latitudine 12°40’N, nella mappa sopra indicata con una linea rossa.

Partendo dall’Europa e sino a circa un mese fa eravamo convintissimi di andare a Nord negli Stati Uniti, navigare lungo la costa est dell'America sino a New York. Un bel progetto che anche altri nostri amici hanno già realizzato con grande successo. Arrivati alle British Virgin Island – BVI, da dove stiamo scrivendo questo post, avremmo dovuto lasciare i tropici e cominciare a dirigerci verso nord, costeggiando le Bahamas sino alla Florida e quindi continuando verso Nord, oppure navigando direttamente sino a Capo Hatteras con un tratto unico. Entrambe le rotte sono molto interessanti e colme di luoghi da visitare, ma giusto 20 giorni fa abbiamo abbandonato l’idea. Non per motivi “marini” ma solo per motivi pratici, lasciare il caldo dei tropici per andare verso il Nord America avrebbe significato navigare in posti decisamente più freddi. Sicuramente una vacanza in barca diversa, molto bella ed entusiasmante, ma fredda.

La scelta ‘obbligata’ è quindi stata quella di andare a sud della Antille, oltre la latitudine considerata pericolosa. Navigare dalle Isole Grenadine verso sud e ovest fino alla Colombia, lasciando il pericoloso Venezuela ben lontano dalla nostra barca.

Quindi cari amici e lettori, dalla prossima settimana comincerà la nostra navigazione verso sud. Lasceremo le BVI per St Martin, quindi St.Kitts, Nevis, Monserrat, Guadalupa, Arcipelago di Les Saintes, Dominica e Martinica. Qui dovremo fermarci almeno una settimana per sistemare il nostro Generatore VTE Paguro 4000, quasi sicuramente dovremo sbarcarlo e affidarlo nella mani dell’assistenza. Dalla Martinica riprenderemo il mare per St. Lucia, San Vincent e le Grenadine dove passeremo un poco di tempo, trovandoci ormai come detto al di sotto della latitudine ‘pericolosa’.

Dopo le Grenadine andremo a Grenada, Los Roques, Bonaire e Curacao dove aleremo la barca nel locale cantiere, Curacao Marine,  per dei lavoretti.

Mentre la barca sarà in cantiere voleremo negli Stati Uniti per visitarli ed andare a trovare alcuni cari amci che non vediamo da molto tempo. Quindi voleremo a casa per stare in famiglia qualche settimana, per fare ritorno nuovamente a Curacao verso la fine di Ottobre.

E da Ottobre ?

Si continuerà verso ovest.

Ma c’è tempo per raccontarlo in un altro post.

Le carte sono state ‘catturate’ dal sito Navionics.

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May 3, 2016

Antigua


Jolly Harbour - Antigua

Se c’è un’isola delle Antille che più rappresenta “i Caraibi” dell’immaginario collettivo, quella è Antigua, l’isola delle 365 spiagge, una spiaggia diversa per ogni giorno dell’anno. Antigua non è bella, è di più. Mare turchese, sabbia bianca, baie incantevoli e protette, reef in cui perdersi per delle ore, English Harbour e la sua storia. Insomma, Antigua ci è rimasta nel cuore, a nostro parere, è splendida, una delle isole più belle che abbiamo visitato, seconda (forse) con la sua vicina Barbuda e alle British Virgin Islands.

Ma facciamo un passo indietro. Il 6 Febbraio lasciamo Les Saintes e navighiamo con il solo Genoa con un vento gentile da Est sui quindici nodi. Ci dirigiamo verso Nord-Ovest costeggiando la Guadalupa. Non appena ci avviciniamo alla costa della grande isola, forse per effetto Venturi, la brezza gentile si trasforma in vento fresco sui 27kt, molto, molto rafficato. Avvolgiamo leggermente la vela di prua e proseguiamo. Desideriamo fare una breve sosta a Pigeon Island, dove c’è il Cousteau Underwater Reserve Park, una delle più belle location della Guadalupa. Mano a mano che ci avviciniamo alla destinazione, però, il vento aumenta. Raggiungiamo Pigeon Island beccandoci rafficoni sui 30-35kt e manco a dirlo ci passa la voglia di immergerci. Andiamo avanti, peccato.

Carta-Traccia-Rotta-Guadalupe-Antigua

Decidiamo di passare la notte nella baia di Deshaie, l’ultimo ridosso a Nord-Ovest della Guadalupa, prima di fare prua su Antigua. Raggiungiamo la nostra destinazione alle 16:00, tutte le boe gratuite disponibili sono occupate, ci sono tantissime altre barche all’ancora. Riusciamo a trovare un buco – ma veramente un buco – proprio appena al di fuori del campo boe, a centro baia. Diamo ancora con 35kt fissi e raffiche fino a 40. Mettiamo giù 40 metri di catena in 4 metri di fondo in una rada affollata e ci prepariamo a trascorrere una notte non proprio tranquilla.

Dormiamo male con un occhio aperto e uno chiuso, all’alba, poco prima di issare l’ancora e proseguire, il vento beffardo muore del tutto… mortaccisua Open-mouthed smile

Alle 7 del mattino siamo già fuori dal ridosso della Guadalupa, troviamo un bell’Est sui 15-17kt. Navighiamo al traverso con una mano alla randa e  tutto Genoa. Y2K fila veloce e noi ci godiamo una piacevole e tranquilla traversata di 45 miglia fino ad avvistare le coste di Antigua.
Alle 13:00 ormeggiamo all’interno della baia di Falmouth, issiamo la bandiera di cortesia di Antigua e quella gialla, pronti per dogana e immigrazione.

Arrivati a Falmouth, pronti per la custom - Antigua

La nostra gioia è incontenibile. Eravamo già stati ad Antigua, ma il solo fatto di essere di nuovo qui, con Y2K è pazzesco !

Ci prepariamo un pranzo veloce e fresco, poi è il momento delle pratiche di ingresso. Dopo esserci informati e aver letto gli ultimi aggiornamenti su Noonsite, siamo un po’ preoccupati per le apparenti lungaggini burocratiche del processo. Si parla di 2 o 3 ore in alcuni casi ! Facciamo bene i compiti a casa stampando 4 copie della Crew List e compilando il form  presente sul sistema eSeaClear per agevolare il lavoro dell’ufficio immigrazione. Quindi Max si arma di santa pazienza, prende il Vhf portatile– per comunicare a bordo eventuali ritardi – i documenti, il tender e va a terra. Da qui in 5 minuti di passeggiata raggiunge English Harbour dove sono tutti gli uffici che deve visitare.

Ufficio Immigrazione e Dogana ad English Harbour - Antigua

English Harbour - Antigua

Dogana, Immigrazione e Autorità Portuale si trovano tutte appunto ad English Harbour. Il processo corretto è: Dogana, Immigrazione, quindi ancora Dogana e infine Autorità Portuale per l’autorizzazione all’ancoraggio e all’uso delle boe (TUTTE gratuite) presenti nell’area del parco di Antigua. Quest’ultima autorizzazione è valida per un mese, ma rinnovabile.

English Harbour - Antigua

English Harbour - Antigua

Alcuni cenni storici su English Harbour e la vicina baia di Falmouth. Già nel 1745 l’ammiraglio Nelson riconobbe l’importanza strategica di questi bacini, che offrono una protezione quasi assoluta per la loro collocazione (specialmente Falmouth), facili da difendere da potenziali attacchi dal mare e con accesso immediato agli alisei una volta fuori. Sotto Nelson iniziarono i lavori di costruzione dello English Harbour Dockyard e furono completati nel 1789. English Harbour divenne la base navale principale della marina Inglese in tutte le Piccole Antille e Nelson impedì l’accesso a tutte le navi ad eccezione di quelle Britanniche.

English Harbour - Antigua

English Harbour - Antigua

Nel 1947 il porto era in rovina, i lavori di ristrutturazione che ne fecero un bellissimo monumento storico come si può ammirare oggi, iniziarono nel 1949. Adesso English Harbour è una delle principali attrazioni di Antigua ed è gestito dal Nelson’s Dockyard National Park, parte del National Park Authority.

English Harbour - Antigua

English Harbour - Antigua

Ma torniamo a bomba. Max parte con il tender, lo lascia al dinghy dock di Falmouth e si reca a piedi ad English Harbour. Grazie al sistema eSeaClear, i nostri dati sono già registrati e in 10 minuti (DIECI) tutto il processo e i passaggi necessari fra un ufficio e l’altro sono completati. Niente lungaggini, nessuna scortesia (lamentata da alcuni , specialmente americani, su Noonsite) da parte degli ufficiali, nessuna difficoltà. Troviamo soltanto gentilezza e cortesia.

NOTE:
  • il sistema  eSeaClear è obbligatorio e nel caso non sia posibile compilare con anticipo i dati, presso la dogana sono disponibili dei computer per gli equipaggi;
  • NON sono necessarie le 4 copie della crew list;
  • E’ possibile pagare le varie autorizzazioni di ingresso, ormeggio e boe presso il Port Authority con la carta di credito. Ma attenzione, visto che tutti i conti vengono fatti in USD -  nonostante l’EC, Eastern Caribbean, sia la moneta ufficiale – e poi convertiti, il tasso di cambio applicato non è proprio favorevole.
Max torna a bordo di Y2K con i passaporti timbrati. Siamo ufficialmente entrati ad Antigua, possiamo ammainare la bandiera gialla e iniziare a godere di questa magnifica isola.

La prima tappa è Jolly Harbour. Una baia deliziosa con fondali sui 3 metri, mare turchese che si apre davanti all’omonimo marina. Oltre al marina c’è un piccolo villaggio, ville con posto  barca privato davanti all’ingresso, ristoranti con bellissime terrazze sul mare, un bel supermercato, molto fornito (con prodotti tipicamente anglosassoni però) ma un pochino caro, lavanderia, una bella atmosfera.

Arriviamo a Jolly Harbour - Antigua

Diamo fondo in poco meno di 3 metri di acqua alla destra del canale di ingresso al marina. Nonostante il fondo sabbioso, rifacciamo l’ancoraggio due volte. Forse la sabbia è molto morbida e finissima. Andiamo subito su una spiaggetta bianchissima con il tender e ne approfittiamo per un lungo bagno.

Bagnetti sulla spiaggetta di Jolly Harbour - Antigua

Bagnetti sulla spiaggetta di Jolly Harbour - Antigua

Purtroppo nel pomeriggio entra un treno di onde lunghe da Nord, le famigerate North Swells, che per qualche giorno renderà l’acqua del mare molto torbida.

Passiamo qualche giorno a Jolly Harbour, facciamo la spesa, approfittiamo della lavanderia, piuttosto caruccia però, decidiamo di pranzare al The Crows Nest, un ristorante che già conoscevamo dalla nostra prima visita ad Antigua nel 2012. Scopriamo che il locale è stato totalmente rinnovato e adesso è gestito da una simpatica coppia di Italiani trasferitisi sull’Isola da qualche anno !!!

Un pomeriggio, dopo un tipico acquazzone tropicale, Jolly Harbour ci regala anche un fantastico arcobaleno.

Dopo la pioggia, l'arcobaleno - Jolly Harbour - Antigua

Da Jolly Harbour ci spostiamo a Deep Bay, una baia molto profonda, da cui anche il nome, deep = profondo, e circolare. La caratteristica principale di questa cala è un relitto che giace sul fondo in 7- 8 metri proprio all’ingresso, è pericolo per la navigazione in quanto il castello della nave è poco sotto il pelo dell’acqua, è comunque indicato sulle carte nautiche in nostro possesso. Solitamente è esplorabile con maschera, pinne e boccaglio, ma le north swells rendono il mare troppo lattiginoso e non si vede assolutamente nulla. Peccato. La spiaggia è bianchissima, a terra qualche negozietto, un bar ristorante chiuso per rinnovo locali.

Deep Bay - Antigua

Deep Bay - Antigua

Deep Bay - Antigua

Ci fermiamo a Deep Bay un paio di giorni, ci facciamo lunghe passeggiate in spiaggia e ci divertiamo ad osservare e commentare i diversi turisti che sbarcano da mega-catamarani coloratissimi dai quali esce musica a manetta.

Esploriamo Deep Bay - Antigua

Issiamo l’ancora e lasciamo Deep Bay, navighiamo verso Nord di Antigua e ce ne andiamo in un’altra incredibile location: Jumby Bay. La baia si trova sul lato Ovest dell’isolotto privato di Long Island, all’interno di un reef a Nord-Nord Est di Antigua. A Sud è protetto da una serie di barriere coralline, bassi fondali e dalla piccola isola di Maiden Island. E’ un posto surreale, bellissimo. Unica nota negativa: si trova davanti ad un esclusivissimo resort, avvicinabile solamente per passeggiare in spiaggia e recarsi al ristorante (caro da paura, come riferisce anche la guida Doyle ! Ma d’altronde, parliamo di un resort a 6 stelle). Gli ospiti del resort forse amano in modo particolare lo sci nautico, tanto da usare le imbarcazioni all’ancora come boe con frequenza e insistenza al punto da risultare fastidiosi e irritanti. La bellezza del posto fa comunque soprassedere e poi c’è Wi-Fi gratuito, veloce al punto da consentirci di vedere le preime puntate della decima stagione di X-Files ! Open-mouthed smile

Jumby Bay - Long Island - Antigua

Jumby Bay - Long Island - Antigua

Diamo ancora in 3 metri, fondo sabbioso, ottimo tenitore. Mare cristallino turchese, reef colorato, stelle marine e tartarughe dappertutto. Ci dedichiamo ad esplorare le barriere coralline, passeggiare sui bassi fondali, fare servizi fotografici a pescetti multicolore, inseguire le tartarughe.

Jumby Bay - Long Island - Antigua

Nel frattempo arriva un piccolo fronte da nord, l’aliseo ruota a NE e rinforza fino a raggiungere una trentina di nodi al largo, il mare aumenta e le onde raggiungono i 3 metri e mezzo. Noi ce ne stiamo tranquilli, ormeggiati in baia aspettando che passi. Qui il vento non supera i 25kt, siamo assolutamente al sicuro e protetti dalle onde dell’oceano.

A passeggio sulla barriera di Jumby Bay - Long Island - Antigua

Jumby Bay - Long Island - Antigua

Il 15 Febbraio il vento cala un pochino, la perturbazione sta passando lentamente. Le previsioni danno un NE a 20kt e l’onda oceanica in diminuzione. Noi vorremmo andare a Non-Such Bay una baia incredibile che si trova esattamente a Est di Antigua, a 6 miglia dalla nostra posizione, di conseguenza ci prenderemmo vento e mare praticamente in faccia. Si va, non si va, alla fine decidiamo di andare. Issiamo l’ancora e ci muoviamo lentamente dirigendoci verso il passaggio che ci consente lasciarci la barriera corallina alle spalle e navigare in acque libere.

Appena fuori dal ridosso, ci rendiamo conto che il mare è ancora piuttosto grosso, facciamo due considerazioni se navigare a vela e fare bordi scomodissimi, impiegando il triplo del tempo e prenderci delle lavate epiche o percorrere queste poche miglia diretti e a motore. Optiamo per il motore.

Prendiamo ugualmente lavate epiche perché l’Oceano è ancora sull’irritato andante e le ondine lunghe e gonfie sono abbondantemente sopra i due metri e mezzo. Raggiungiamo Green Island e ci prepariamo a virare per metterci prua verso la passe. Il fondale decresce e le onde si fanno più ripide. Durante l’accostata le pigliamo al traverso, per un attimo tratteniamo il respiro. Poi eccole di poppa a spingerci come fulmini dentro la barriera.

La barriera esterna di Non-Such Bay e i Kite Surf - Antigua

Non appena ridossati, tutto si calma come per magia, anche il vento si ingentilisce. Antigua ci da il benvenuto a Non-Such Bay, paradiso dello snorkel e del Kitesurf.

Nonostante il venticello fresco sui 17 Kt. andiamo a prenderci una boa (ricordiamo, sono gratuite qui) vicino al reef così da essere più comodi nel raggiungerlo con il dinghy. Ci sistemiamo, ci prepariamo un pranzo veloce e fresco, anche perché è piuttosto tardi, poi andiamo in esplorazione della barriera a Nord di Green Island.

Il reef a Nord di Green Island - Non Such Bay - Antigua

Il reef a Nord di Green Island - Non Such Bay - Antigua

Il giorno seguente lo trascorriamo nuotando in lungo e in largo per la barriera corallina che separa la laguna dall’Oceano. Go-Pro alla mano facciamo un bel giro anche intorno all’isolotto di Bird Island per poi tornare a bordo. Ammiriamo le incredibili evoluzioni dei surfisti  che con il Kite volano sulla superficie del mare. I più esperti fanno piroette e salti altissimi, i neofiti iniziano, seguiti passo passo dai loro istruttori. Le loro vele colorate mettono allegria.

Il vento comincia a girare da E, non molla, comincia ad essere un poco troppo rafficato per i nostri gusti, il mattino successivo si libera una boa proprio davanti alla deliziosa spiaggetta di Green Island, andiamo a prenderci quella, super ridossata.

La spiaggetta di Green Island - Non Such Bay - Antigua

Da qui in due secondi siamo in spiaggia, possiamo raggiungerla anche a nuoto. Trascorriamo l’intera mattina a crogiolarci al sole, poi ce ne andiamo a fare snorkeling lungo la barriera corallina interna di Green Island.

Vita da spiaggia a Green Island - Non Such Bay - Antigua

Rimaniamo a Non-Such Bay per 4 giorni, poi la meteo mostra una diminuzione dell’aliseo sui 10 Kt. e un salto a ESE. E’ il momento di volgere la prua su Barbuda.

Un grazie particolare allo YCCS (Yacht Club Costa Smeralda) di Virgin Gorda (BVI British Virgin Island) per averci dato la possibilità di effettuare l’upload di questo post.


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