January 26, 2016

Post… ARC, amici, matrimoni, Santa Lucia & Martinica (Parte seconda) - by Alex

E' arrivata Matilde a bordo !
Ed eccoci qui con la seconda parte del post “POST” un pò di cose. Siamo rimasti all’aeroporto di Fort de France – Martinica.
Quando si aprono le porte degli Arrivi e finalmente vediamo i volti sorridenti dei nostri amici, per poco non ci prende un colpo: ma chi è quella biondina insieme a Elena e Mik ? Può essere Matilde che non vediamo da circa 10 mesi ? Ci sentiamo improvvisamente molto vecchi e decrepiti perchè è proprio Matilde… impressionante quanto sia cresciuta ! Ci abbracciamo forte e recuperati armi e bagagli ci rimettiamo in auto per tornare al Marine du Marin.
Gli amici si sistemano a bordo e ovviamente, per dare loro un degno benvenuto, parte il primo (dei tanti) colorati cocktail cosiddetti “di benvenuto” che ci sgargarozzeremo durante i prossimi 10 giorni. Elena !!!??? Ci leggi ???? Open-mouthed smile
Uno dei molteplici "cocktail di benvenuto"
Il giorno dopo riforniamo la cambusa, andiamo al mercato locale per frutta e verdura fresche e al supermarket per il resto. Il mercato locale di Marin è un tripudio di colori e di profumi. Dalle forme familiari di ananas e banane, a frutti e ortaggi “oscuri” dai nomi esotici che piano piano stiamo incominciando a conoscere e anche a saper cucinare come starfruit, christophene, taro etc. Il profumo delle spezie locali è inebriante, quello delle barre ci cioccolato puro colpisce le nostre narici e ci fa letteralmente morire di acquolina Smile
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Stipiamo tutto. Approfittiamo di essere in marina e della presenza di Mik per issarlo in testa d’albero ed effettuare un check accurato di tutto il rigging, doveroso dopo l’Atlantico. Scopriamo purtroppo che l’attacco della sartia alta di destra sembra abbia mandato in compressione il profilo dell’albero. Facciamo foto e ci rechiamo da Caribe Marine, cantiere qui a Marin molto rinomato per professionalità e preparazione, specializzato in tutto quello che è rigging. Guardano la foto, ci dicono di stare tranquilli, che il problema non è grave per niente e che possiamo continuare a navigare. Nonostante le rassicurazioni, ci rimane un tarlo nel cervello e ne discuteremo per tutta la permanenza degli amici in Martinica. Tornerò su questo punto più avanti in questo post.
Check dell'albero e dell'attrezzatura
Molliamo gli ormeggi e ce ne andiamo a St. Anne per un paio di giorni. Il tempo è in miglioramento, la meteo è abbastanza buona, avremo meno vento e più sole. Almeno questa volta i ragazzi sono fortunati. Ci prepariamo anche per il Capodanno, discutiamo il menù del cenone e decidiamo per antipasti vari e pasta con i gamberoni. Per l’occasione indulgiamo nell’acquisto di due bottiglie di Champagne. Il 21016 dobbiamo pur festeggiarlo alla grande no ? Smile
Ci si prepara per il 2016
Arriva il 2016, allo scoccare della mezzanotte a terra fanno i fuochi di artificio. Noi brindiamo e poi ce ne andiamo in branda… forse troppi cocktail Smile
Il 1° Gennaio 2016 iniziamo il nostro girovagare per le baie della costa Caraibica della Martinica, facciamo una bellissima sosta a Grand Anse d’Arlet, dove le tartarughe nuotano intorno a Y2K, i lionfish fluttuano fra le rocce e i coralli mostrando le loro meravigliose, quanto letali, pinne-piume e il fondo del mare è cosparso letteralmente di stelle marine.
Max e Matilde a Grand Anse d'Arlet
Fra una nuotata e l’altra, un tuffo e l’altro c’è una cosa che è ormai diventata prioritaria: la chioma di Max ha raggiunto livelli mai visti da eoni ! Vive di vita propria, cammina da sola, la sera apre il frigo e si serve il gin tonic, saluta tutti ogni mattina. I capelli sono talmente lunghi da far impallidire Napo Orso Capo (ormai un dilettante allo sbaraglio Open-mouthed smile). Siamo indecisi, possiamo fargli le trecce rasta – i famosi dreadlock – per poi mandare una foto ai genitori, ma desistiamo più che altro per il timore di far prendere un colpo ai genitori Smile Si passa quindi alle maniere forti: Elena e Mik, vedendo le foto di Max in Atlantico e impietositi dal suo stato “rustico”, ci hanno portato dall’europa un fantastico tagliacapelli elettrico. Si passa quindi all’azione ed Elena, con non poca fatica iniziale, riesce finalmente a domare i capelli di Max. Il Capitano cambia faccia !! Menomale !!! Open-mouthed smile
Si doma la chioma di Max
Trascorriamo delle favolose giornate qui a Grand Anse d’Arlet, giornate soleggiate, rinfrescate da un aliseo finalmente gentile. Scendiamo a terra con il dinghy, ci mangiamo i soliti buonissimi polli alla griglia, facciamo passeggiate lungo la bellissima spiaggia e inseguiamo le tartarughe.
Nuotiamo con le tartarughe e i lionfish
E si mangiano polli alla griglia
Da terra vediamo Y2K che si dondola placidamente in baia e guardando la NOSTRA Y2K, qui, nel Mar dei Caraibi, proviamo sentimenti fortissimi e impossibili da descrivere, bisogna proprio viverli direttamente.
Noi e Y2K
Grand Anse d’Arlet ci regala anche uno dei più bei tramonti Caraibici fino ad adesso, un cielo e un mare infuocati dal sole.
Splendido tramonto a Grand Anse d'Arlet
Ci trasferiamo ad Anse Mitan dove, fra un cocktail “di benvenuto” e un altro (Elena ?? Ci sei sempre ?? Open-mouthed smile), Elena prepara crostate e strudel e forse tutti mettiamo su un paio di chili… bhe noi almeno recuperiamo quelli persi a causa delle “vomitate” atlantiche Smile. Visitiamo il villaggio a terra, le varie spiaggette. Facciamo una lunghissima nuotata con maschera e pinne, vediamo di tutto, compreso un simpatico barracuda che ci osserva con circospezione da lontano.
Da Mitan, visto che la meteo continua ad essere clemente, ce ne andiamo ad Anse Noire, una bellissima e suggestiva baia dalla sabbia nera, circondata da una folta vegetazione tanto che il sole la illumina solo per poche ore durante la giornata. Anse Noire appunto Smile La baia non è grandissima e la brezza all’interno fa giri strani e improvvisi, facendo talvolta compiere alla barca all’ancora un bel 360°. Non è infatti consigliabile dare fondo con aliseo forte ed è meglio ritornare se troppo affollata. Il fondo marino è stupendo, popolato da tantissimi pesci e ideale per lo snorkeling. Le pareti rocciose nascondono numerose sorprese: polpi, murene, stelle marine a 6 punte, pesci angelo, pesci chirurgo.
Anse Noire e Y2K dalla costa
Da terra una stradina porta sulla collina da cui si ha una splendida vista della baia sottostante e delle barche all’ancora.
Il giorno successivo il tempo peggiora leggermente e l’aliseo rinforza. Decidiamo di lasciare Anse Noire e ritorniamo a Grand Anse d’Arlet. Troviamo un posticino vicini alla costa e trascorriamo qui altri fantastici giorni.
Il 10 Gennaio dobbiamo rientrare a Marin perchè Elena, Mik e Matilde rientrano in Europa. Prenotiamo al Marine du Marin un posto barca per qualche giorno. Ed eccoci di nuovo qui, all’aeroporto di Fort de France, ad accompagnare amici che partono e non per partire noi… Ci salutiamo dandoci appuntamento per il prossimo anno in un altro luogo, in un altro oceano.
Ale e Mati
L’aereo AirFrance diretto ad Orly decolla e noi dopo 2 mesi siamo soli. Cerchiamo di non farci prendere troppo dalla malinconia, abbiamo un tot di cose da fare ancora a Marin. Approfittiamo della sosta in marina per fare grandi pulizie, lavatrici, cambusa e dato che non riusciamo a toglierci quel maledetto tarlo della sartia, ad approfonire con i rigger.
Il problema alla sartia alta DX
Torniamo al cantiere Caribe Marine, questa volta parliamo anche con Philippe, esperto Sparcraft (il nostro albero). Philippe ci spiega che questo tipo di problemi non sono rari con questo albero e che, anche se non si tratta di niente di serio, si sente di consigliarci di sistemarlo. OK, forse è anche psicologica la cosa, ma di affrontare un tratto di oceano, magari anche di bolina visto che dobbiamo risalire verso nord, sapendo di questa cosa qui alla sartia non ci fa stare tranquilli. Decidiamo di risolvere la cosa. Ci danno appuntamento per il 20 di Gennaio, praticamente fra 8 giorni… Cavoli ! Noi volevamo già essere su almeno alla Guadalupa se non ad Antigua fra 10 giorni, questa non ci voleva propro. Poi la meteo sarebbe perfetta per risalire. Pazienza, dobbiamo aspettare, c’è poco da fare.
Ce ne usciamo dal porto e diamo ancora a St. Anne dove ci apprestiamo a trascorrere qualche giorno in attesa di entrare di nuovo a Marin per i lavori alla sartia. Facciamo qualche piccola manutenzione.
Togliamo i rivetti dalla base del vang
Decidiamo anche di smontare il vang, sì il famoso vang che si è messo a cigolare in pieno Atlantico. Dopo qualche smadonnamento per capire come minkiazza aprirlo – fra l’altro eravamo convinti di avere un vang a molla, scopriamo invece che il nostro vang è a gas – riusciamo a sfilare il contenuto dal tubo in alluminio. Dentro è pieno di tutto: sabbia, fango, sporcizia, sostanze aliene. E te credo che cigolava ! Lo puliamo per benino, lubrifichiamo le molle a gas, una è in brutte condizioni e va sostituita, e rimontiamo il tutto. Va decisamente meglio.
Puliamo l'interno del tubo in alluminio del vang
La mattina dopo Max fa un’incursione a Marin con il dinghy per comprare qualche rivetto presso uno dei fornitissimi chandler del posto. Dovete sapere che queste incursioni tipo “prendo solo quatto rivetti” sono pericolosissime. Difatti Max ritorna a bordo con uno strumento piuttosto utilizzato da chi naviga tanto e si sposta molto con il tender. Uno strumento che “e noooo no no NO ! IO quellla roba lì nonlacompreròMAI !!! ”: la prolunga per la barra della manetta del fuoribordo… NO COMMENT ! Però poi la provi ed è una figata cosmica ! Vuoi mettere timonare il dinghy in piedi anche per una bassetta come me ???? Bhe insomma, alla fine eccola qua sta prolunga Open-mouthed smile Sento già la voce di Paolo della ZoomaX, lo sento già commentare, vero Paolo ? Smile E mi par di sentire anche Stefano di Cautha, mi par di capire che anche lui avrebbe da dire. Vero Stefano ? Smile
La prolunga !!!
Il 20 Gennaio entriamo nella baia di Marin molto presto al mattino. Ancoriamo a sinistra del canale di entrata al marina e Max va col dinghy in cantiere a sentire se tutto è pronto. Naturalmente no che non è pronto. Sparcraft ha mandato il pezzo sbagliato, ce lo devono costruire loro direttamente in cantiere. L’appuntamento è per l’indomani alle 8 del mattino. Smadonnamenti vari da parte nostra. Passiamo la notte ancorati a Marin e la mattina dopo andiamo direttamente al cantiere con Y2K. Non hanno posto per noi. Questa volta Max si altera davvero, ci fanno ormeggiare al pontile di una grossa società di charter e ci dicono che inizieranno a lavorare tra un’oretta. Passano tre di orette e ancora siamo in attesa. Per farla breve: sono in ritardo. Alle 4 del pomeriggio ci fanno finalmente spostare presso il cantiere e il responsabile della parte rigging Gaetan capendo forse la situazione si scusa e fa iniziare i lavori immediatamente.
Y2K ormeggiata presso Caribe Marine
In un paio di ore è tutto fatto. Alla fine Gaetan ci spiega bene e ci mostra effettivamente come è fatta la piastra a conchiglia in cui è inserita la sartia. Capiamo allora come il rinforzo che abbiamo deciso di far fare è più per una nostra sicurezza psicologica che altro: l’albero non avrebbe mai potuto venire giù. Purtroppo agli alberi sparcraft succede, la conchiglia è in acciaio, l’albero è in alluminio e la corrosione avanza, forse un po’ di sforzo ha portato alla luce la corrosione e anche la piccola compressione. Alla fine molto meglio così. Passiamo la notte ormeggiati in cantiere, il giorno dopo ce ne torniamo finalmente in baia, liberi da questo peso.
Ed eccoci al presente. Avrete capito che Siamo ancora qui in Martinica. Come nei migliori film la meteo si è guastata ed è arrivata una piccola perturbazione che sta portando con sè Atlantico e aliseo incacchiati, piogge, squalls e quant’altro. Fino a Giovedì prossimo nei canali fra le isole sono previste ondazze e vento forza 7 da Est. Ci tocca aspettare qualche giorno in più prima di traversare verso la Dominica, nostra prossima tappa. Evvvabè, aspetteremo… è una vita difficile a volte Smile
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January 24, 2016

Post… ARC, amici, matrimoni, Santa Lucia & Martinica (Parte prima) - by Alex

La rotta di Y2K dalla traccia ufficiale ARC del Yellow Brick.
Questo è un post “POST” un pò di cose. E’ vero, dopo il nostro arrivo a Santa Lucia siamo stati vagamente latitanti sul blog e siamo stati “rimproverati” amorevolmente un pò da tutti (una roba tipo “Oh ma allora !!??? Sto blog ??!!! Ma che fine avete fatto ??!! La finite di cazzeggiare ??!!! Volete scrivere qualcosa ??!! – che simpaticoni che siete…) Sorriso E’ che di scrivere non ne avevamo tanta voglia, inebriati dalla traversata, dai Caraibi e presi dagli amici, da chi si sposa, da chi arriva, da chi parte, da lavori e manutenzione.
Y2K ormeggiata al Marina di Rodney Bay - Santa Lucia
Ed eccoci qui allora a riassumere in due parti quanto accaduto dall’11 Dicembre 2015 ad oggi. Passata la sbornia dell’arrivo, effettuata l’entrata a Santa Lucia, carte e scartoffie, passaporti etc, cominciamo a vivere al ritmo Caribe, ce ne andiamo in spiaggia a Reduit Beach, e partecipiamo ad alcune delle feste organizzate dalla ARC. Ci divertiamo in compagnia dell’equipaggio di My Dream (blog Le Avventure di Maeva) o semplicemente tra noi quattro (Tita e Roby sono ancora con noi). A proposito, la ARC: da alcuni considerata una specie di carrozzone, “gente che se la tira”, troppe persone, inutile, etc.. A nostro avviso la ARC è stata – almeno per noi alla nostra prima traversata – una esperienza molto positiva. Tutto estremamente organizzato, facilitato, siamo stati aiutati e seguiti in maniera meticolosa e professionale. I seminari proposti a Gran Canaria ci sono piaciuti molto. Se poi le “feste” o gli eventi “social” non piacciono, basta semplicemente non andare. Insomma, noi la consigliamo senza alcun dubbio.
Tita e Roby si sposano
Tita e Roby si sposano
Tornando a noi, fra una birra Pitons e l’altra, c’è il matrimonio dei nostri amici, l’arrivo di Alessandro figlio di Roby (un’odissea il suo trasferimento dalla Martinica a Santa Lucia), la festa di premiazione e di chiusura della ARC, la visita dal medico e gli esami del sangue di Max dopo il febbrone atlantico, il trasferimento a bordo di Y2K in Martinica, Natale,  cambio di amici con Tita, Roby e Ale che tornano a casa il 26 Dicembre, mentre Miki, Elena e Matilde arrivano con il medesimo aereo, il medesimo giorno, Capodanno, una riparazione alla sartia alta destra che ci ha fatto perdere in pratica 10 giorni. Insomma, siamo stati impegnatissimi Sorriso
Ma procediamo con ordine. Il matrimonio di Tita e Roby è bellissimo ! Celebrato il 18 Dicembre, organizzato in maniera impeccabile. Sposarsi senza scarpe (tutti quanti eh ? Sposi e invitati ) su una suggestiva spiaggia di Santa Lucia è una libidine mondiale. Che poi alla fine io le avevo pure trovate le scarpe dopo aver ribaltato mezza barca: sandali dimenticati dentro ad un gavoncino, un reperto archeologico del 1897, ma perfetto per il mio outfit. La sera, per festeggiare i novelli sposi, ce ne siamo andati a Gros-Ilet, un villaggio poco distante da Rodney Bay, dove ogni venerdì i locali organizzano grigliate sulla strada principale (cucinano proprio loro), preparano cocktails, vendono oggetti artigianali (e non). Dopo le 22 la musica Caribe (ma anche disco A bocca aperta) accompagna i balli dei turisti, ormai un pò brilli, per la strada. Mangiamo uno dei polli alla griglia più buoni in assoluto.
L'equipaggio di Y2K al completo alla cerimonia di premiazione ARC.
Il giorno successivo c’è la cerimonia di premiazione e chiusura della 30^ ARC, ci sono anche premi speciali un pò per tutti – Y2K riceve una bottiglia di Rum. Siamo stati uno dei radioNet controller durante il Rally. Poi c’è il cibo locale, i drink a base di Rum, la musica – un misto di Calypso, ritmi caraibici che ci entrano nel sangue – suonata dalla band ufficiale di Santa Lucia, ragazzi e ragazze giovanissimi che percuotono i tipici tamburi d’acciaio – gli steel drums – generando note irresistibili. La ARC termina qui. A partire dal 20 Dicembre gli equipaggi e le barche si disperdono, ciascuno segue la propria rotta. C’è chi rientra in Europa a fine stagione, chi lascia la barca, chi va a Nord, chi a Sud. Ci si saluta, ci si scambiano numeri di satellitare, blog, email. Noi e Y2K iniziamo la nostra Avventura, la nostra nuova vita.
Lo stesso giorno, completiamo la cambusa, compriamo frutta e verdura dai “vendor” locali che ti si affiancano a bordo delle loro imbarcazioni pittoresche (“imbarcazioni” è una parola forte…), facciamo l’uscita da Santa Lucia e dirigiamo sulla Martinica dove trascorreremo una settimana insieme ai novelli sposi e ad Alessandro girovagando per l’Isola. Il canale fra Santa Lucia e la Martinica non è affatto da sottovalutare anche quando l’aliseo è relativamente tranquillo, infatti troviamo un bel mare gonfio e un venticello piuttosto fresco sui 25 nodi. Rodney Bay dista poco più di 20 miglia dalla costa sud della Martinica, navighiamo di bolina larga e raggiungiamo la baia di St. Anne in circa 3 ore.
Aspettando il pollo alla griglia - Grand Anse d'Arlet
L’aliseo rinfresca parecchio e le previsioni non sono spettacolari: numerosi passaggi nuvolosi, acquazzoni e vento forza 5-6 nel Mar dei Caraibi, mentre in Atlantico imperversa un “Grand Frais” – Forza 7 - che durerà qualche giorno. Ci importa relativamente, più che altro ci dispiace per i nostri amici che non riescono a godere appieno del Caribe. Ci spostiamo da St. Anne a Baie Mitan e a Grand Anse d’Arlet, ci prepariamo (numerosi) gin tonic, facciamo tuffi, andiamo a terra con il dinghy a spararci deliziosi polli alla griglia (bisogna ammetterlo, qui i polli hanno una vita difficile…) o pesce alla creola e addobbiamo Y2K per il Natale.
E' Natale a bordo di Y2K !
Festeggiamo un Natale strano, lontano dal nostro paese, ma secondo tradizione: 24 Dicembre cena di pesce (dorado pescato in atlantico alla griglia, regolarmente messo sottovuoto. La macchina sottovuoto è un ASSOLUTO MUST !!), 25 Dicembre niente pranzo perché siamo in acqua a fare bagni e tuffi, ma mega cenone con tagliatelle al ragù Sorriso Poi le telefonate a casa, le videochiamate con Skype per gli auguri.
Il 26 Dicembre, giorno di Santo Stefano, è altrettanto strano. Ormeggiamo Y2K al Marine du Marin, noleggiamo un’auto e accompagniamo Tita, Roby e Alessandro all’aeroporto. Tornano a casa. Ci beviamo un’ultima birra insieme al bar dell’aeroporto e facciamo fatica a nascondere i sentimenti di tutti.
Dopo tanto tempo insieme, dopo un’avventura come la “traversata Atlantica” vissuta, “sofferta”, gioita insieme abbiamo tutti un groppo in gola e gli occhi lucidi. Li salutiamo ancora una volta mentre passano i varchi di sicurezza, mentre noi – per la prima volta – non abbiamo nessuna carta d’imbarco, nessun biglietto. Siamo in un aeroporto di un’isola caraibica e non partiamo. Restiamo, anzi, aspettiamo altri cari amici che atterrano con lo stesso aereo che riporta Tita, Roby e Ale in Europa. E’ una sensazione stranissima, una specie di euforia data dal realizzare piano piano quanto siano davvero cambiate le nostre prospettive.
Aspettiamo quindi che le porte scorrevoli degli “Arrivals” – anzi – “Arrivees” si aprano per lasciare uscire Elena, Miki e Matilde.
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