December 12, 2015

ARC - Last Day - 10/12

La giornata scorre tranquilla.

C’è anche più vento di quanto previsto, ne siamo felici perché arriveremo prima, ma purtroppo atterreremo di notte. Pazienza.

 

Quando sul radar cominciamo a vedere i primi segni di terra, esplode un hurrà generale.

In lontananza solo un bagliore nel cielo sopra la Martinica, ancora nessuna luce da St Lucia.

 

I turni saltano, sono le 22.00, abbiamo da poco finito di cenare, ci regaliamo un piccolo sonnellino con turni di mezz’ora ciascuno, in modo da dormire un’ora e mezza ciascuno.

All’una siamo tutti in piedi.

Siamo a meno di 10 mg dal canale tra St Lucia e la Martinica. Ormai le luci da terra sono visibili. Ancora nessun profumo, ma siamo sopravvento è normale.

In mare intorno a noi, vediamo altre luci verdi o rosse, altre barche che stanno convergendo verso St Lucia.

 

All’una e mezza manovriamo per stringere al vento verso St.Lucia, spostiamo il genoa da sinistra dov’era tangonato, a destra.

La barca accelera e ci porta velocemente verso terra.

Anche un piccolo groppo con acqua ci viene a dare il benvenuto… non ci facciamo mancare nulla.

 

A due miglia da Pigeon Island (un’isoletta a nord est di St.Lucia) chiamiamo sul VHF “ARC FINISH LINE, ARC FINISH LINE THIS IS Y2K Y2K”.

Prontamente in pochi secondi risponde una voce femminile che ci dà il benvenuto e ci chiede di chiamarla di nuovo non appena gireremo intorno all’isola per assicurarsi della nostra possibilità di vedere un lampeggiante arancione, presente sulla barca comitato ancorata sulla linea di traguardo.

 

Appena giriamo l’isola è lei che ci chiama, perché forse ci aveva visto.

Gli confermiamo che vediamo la barca comitato.

Ci avviciniamo di bolina verso la linea del traguardo ed alle 2:55 e 31 secondi del 11 Dicembre una voce al VHF ci dice: “Y2K Y2K, you have crossed the finish line. You have done the Atlantic Crossing. Welcome to St Lucia” (Y2K Y2K, hai tagliato la linea del traguardo. Hai concluso la traversata dell’Oceano Atlantico. Benvenuti a St.Lucia)

 

A bordo siamo felici, contenti, emozionati. Ridiamo, piangiamo.

Non sappiamo davvero più cosa pensare.

Noi ce l’abbiamo fatta.

Chi l’avrebbe mai detto ? Dal sogno alla realtà.

 

Dopo pochi minuti si avvicina un tender. E’ il fotografo ufficiale della ARC che ci scatta qualche foto, che sicuramente venderanno a caro prezzo… e che sicuramente noi compreremo… ma quando ci ricapiterà ?

Ci eravamo promessi di arrivare con la nostra divisa ufficiale, ma siamo vestiti tutti in modo diverso… ma chi se ne frega, l’importante è essere arrivati, essere qui.

 

Chiudiamo il genoa, ammainiamo la randa che era a riva da oltre 15 giorni.

Sistemiamo tutte le cime e quindi accendiamo il motore, anche lui muto da tantissimo, ma che parte al primo colpo.

 

Entriamo nel porto, non senza qualche difficoltà, l’entrata è strettissima e poco visibile dall’esterno, ci fidiamo delle boe rosse e verdi e della cartografia (precisissima).

La ARC ci assegna un posto barca, B16, ci vengono ad accogliere in banchina aiutandoci all’ormeggio.

Arriva anche un addetto dell’ufficio del turismo di St Lucia con un cesto di frutta ed un Rum Punch ghiacciato, che gradiamo tantissimo nonostante l’ora.

Ci ballano un pochino le gambe, non sappiamo se è il mal di terra o il Rum Punch, ma ancora una volta chi se ne frega.

 

Un po’ storditi rientriamo in barca.

Siamo fermi. E’ incredibile, silenzio, nessun rumore. Siamo fermi.

Ci colleghiamo a internet e tutti scarichiamo le centinaia di mail e le centinaia di notifiche di facebook, twitter ecc.

Leggiamo qualcosa, scriviamo del nostro arrivo e poi a nanna.

Max si dovrà alzare tra 4/5 ore per fare il check in all’ufficio ARC, poi dovrà visitare l’ufficio sanitario, la dogana, l’immigrazione e la direzione porto.

 

Siamo fermi.

A letto siamo dritti.

Siamo fermi.

 

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1 comment:

Patrizio Rosi - Jasper Sailing Team said...

Emozione pura; complimenti per l'impresa :)

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