October 27, 2015

Gibilterra–Isole Canarie. Arrivo a Lanzarote

Lanzarote all'alba

Come previsto ci tocca andare di bolina per buona parte della notte, però almeno riusciamo ad andare a vela. La ventilazione, quando c’è, prevista in rotazione da N si mantiene purtroppo a W-SW. Le ultime ore di buio sono un apri genoa, chiudi genoa finché ci stufiamo e decidiamo di procedere a motore fino all’arrivo. Tanto la previsione è W forza ZERO.

Tiriamo indietro di un’ora il fuso orario della barca per rimanere in sincronia con l’ora Italiana.

All’alba siamo in vista della nostra meta, Lanzarote. L’impatto è forte, l’isola vulcanica è di un selvaggio quasi inquietante e, colpita dai primi raggi di sole, mostra sfumature nero-rossastre che ci ricordano vagamente Linosa.

Ci rimettiamo un pò in sesto, dopo 5 giorni e mezzo di navigazione siamo un pochino “rustici” Sorriso  sistemiamo Y2K riordinandola per benino in coperta e in pozzetto, riponiamo le cime in eccesso e ci prepariamo all’atterraggio.

Ci facciamo "belli"

Decidiamo di fermarci al Marina Rubicon che fra l’altro accoglie i partecipanti alla ARC in quanto convenzionato con il World Cruising Club e offre uno sconto del 15% sul prezzo del posto barca. Li chiamiamo e con estrema cortesia ci spiegano come effettuare l’ingresso in porto.

Entriamo nel marina alle 12:30 ora locale (qui siamo esattamente GMT), facciamo rifornimento di gasolio subito e poi ce ne andiamo al posto a noi assegnato. Siamo alle Canarie, il primo passo della nostra Avventura è completo.

Y2K ormeggiata a Marina Rubicon - Lanzarote

RIASSUNTO DELLA NAVIGAZIONE – ALCUNI DATI:

- Miglia totali navigate da Gibilterra: 603mg
- Tempo totale navigazione: 122 ore
- Navigazione a motore: 71 ore
- Navigazione a vela: 51 ore
- Velocità media: 4,94kt
- Gasolio consumato: 152 lt
- Prezzo gasolio a Gibilterra: 0,48€ / lt
- Prezzo gasolio a Lanzarote: 0,899€ /lt
- Prezzo gasolio in Italia: oltre 1,400€ /lt

L'Oceano Atlantico liscio come l'olio.

L’Oceano Atlantico ci ha accolto con gentilezza e benevolenza. Ci ha cullato dolcemente con i suoi ondoni gonfi e lunghi, ci ha mostrato una superficie talmente calma da riflettere le nuvolette, ci ha fatto provare 24 ore di ebbrezza con andatura portante sotto un cielo stellato da brividi. Ci ha anche ammonito a non dimenticare le sfide quotidiane del nostro recente passato con il vento sempre sul naso, le boline, gli smadonnamenti. Ecco l’Oceano ci ha preso “per mano” e ha sussurrato sommessamente alle vele: “Benvenuta Y2K, guarda cosa ti aspetta durante il viaggio che farai insieme a me. Ti spingerò veloce e ti dondolerò. Navigherai  così tante miglia senza fatica. Certo non posso prometterti che sarà sempre così, ma se tu mi ascolterai farò del mio meglio.”

P.S. NOTA:  Quelli come sopra sono i pensieri un pò psichedelici che nascono durante le bolinate notturne o le smotorate galattiche in oceano e non sono frutto di uso di sostanze illegali… al massimo un pò di rum Sorriso

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October 26, 2015

Gibilterra - Isole Canarie. Giorno 5

26 Ottobre 2015
Posizione: 29°54.12N, 12°42.10W
Rotta: 217, Velocità 5.2kt

Bolinona cosmica notturna con brezza da W, qualche calo di vento, ma tutto sommato andiamo abbastanza. Un pò prima dell'alba però la brezza muore e ci tocca riaccendere il motore. Il sole sorge finalmente in un cielo azzurro, costellato di nuvolette simili a batuffoli di cotone. Sembrerebbero proprio le classiche nuvolette dell'aliseo, ma senza aliseo :)
Per sicurezza, rabbocchiamo il serbatoio del gasolio con il contenuto di due delle sei taniche di riserva che ci portiamo dietro.
Riceviamo anche una visita inaspettata mentre Max fila la lenza in acqua dando le spalle alla prua: una turbolenza sulla superficie del mare a pochi metri da Y2K risulta poi essere una balena che placidamente si allontana da noi. Probabilmente l'abbiamo svegliata con il rumore del nostro motore. Le sensazioni sono due: paura pura e semplice per gli eventuali danni creati da una collisione, ammirazione per questa enorme creatura che in silenzio e senza dare fastidio a nessuno, scivola sotto Y2K per, ci piace pensare, non crearci problemi.
Peschiamo un tonnetto davvero piccolino, lo liberiamo e lo restituiamo al mare.
Pochi minuti dopo incontriamo un numerosissimo gruppo di delfini. Sono tantissimi quelli che vengono a giocare con Y2K, si avvicinano compiendo balzi di oltre un metro sopra gli ondoni gonfi e lunghi dell'oceano, sbucano dalle pareti dell'ondona e velocissimi ci affiancano. Restano con noi per una buona mezz'ora, noi li osserviamo da prua senza mai stancarci.
Mancano 80 miglia alla Isla Graciosa, cominciamo a consultare il portolano Imray per identificare un luogo di atterraggio. Dopo aver sentito anche gli amici del NET dei naviganti che hanno già visitato l'isola, decidiamo di andare oltre e fare rotta su Lanzarote. Isla Graciosa pur essendo a quanto pare bellissima, è un parco naturale, si può dare ancora in una sola baia previo permesso (che però non controllano sempre) e il porto è piccolo con scarsità di ormeggio. Dopo 5 giorni e mezzo e questa navigazione complicata siamo stanchi e desideriamo riposare senza ulteriori casini. Quindi si va a Lanzarote, Marina Rubicon.
Sentiamo in nostri amici spagnoli di Suret nel pomeriggio.
Le ultime previsioni danno W-NW debole, si prospetta un'altra bolina notturna.

Eventi del giorno:

1) La balena
2) Il micro-tonnetto
3) I tantissimi delfini e i loro splendidi balzi
4) Alle 13 UTC sentiamo Claudio della barca My Dream, del blog Le avventure di Maeva. E' arrivato ieri a La Graciosa, ha risolto i problemi alla radio SSB e ci sente benissimo. Siamo contenti di sentirlo, rivedremo lui, Augusta e la piccola Maeva a Lanzarote.
5) Bolina, bolina, bolina, bolina. Ah scusate, abbiamo già detto "Bolina" ?
6) Finalmente una giornata di sole ! Ci sono 27° :-)
7) On barca, sotto coperta, fa di nuovo caldo e apriamo cosi dopo molti giorni gli oblo pe ventilare l'ambiente

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Navigation Report
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At 26/10/2015 20:37 (utc) our position was 29°53.50'N 012°42.44'W
SOG:4.3Kt COG:204T
WIND:5Kt from WT
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October 25, 2015

Gibilterra - Isole Canarie. Giorno 4

25 Ottobre 2015
Posizione: 31°26.39N, 11°13.40W
Rotta: 210, Velocità 5.5kt

Smotorata galattica per tutta la notte, apriamo e chiudiamo le vele una cosa come 4576,1 volte. Groppo Atlantico di prima mattina. Ci siamo presi una lavata di quelle pazzesche. All'alba ci accorgiamo di questo fronte temporalesco in avvicinamento da Ovest e in spostamento verso NE. Cominciamo a tenerlo d'occhio anche avvalendoci del radar, non ci piace per nulla. Alteriamo la rotta per cercare di passare il più possibile al margine Est, ma ci becchiamo comunque il groppone con tanto di visibilità zero, ventazzo e diluvio universale. L'acqua scende così copiosa che la randa ne raccoglie ettolitri che poi riempiono il lazy bag e scendono a cascata sulla coperta. Meno male che abbiamo solo randa terzarolata. Il tutto dura una trentina di minuti poi piano piano torna il sole e il vento si normalizza.
Si normalizza per modo di dire, perchè ruota a SW e ce lo ritroviamo sul naso stile Mediterraneo. Scendono giù i santi dal paradiso. Proviamo a bolinare, ma andiamo talmente fuori rotta da desistere. Continuiamo a motore col vento di 8,9kt in faccia per tutto il pomeriggio.
Scarichiamo gli ultimi grib che indicano una rotazione a W a partire dalla serata. Andrebbe meglio. L'Ovest arriva puntuale, apriamo le vele e boliniamo.
Ci sentiamo con Suret per il consueto appuntamento radio.

Eventi del giorno:

1) Il Groppone Atlantico.
2) Siamo entrati nel NET Italiano su radio SSB, un appuntamento fisso dei navigatori italiani con i radioamatori per scambiarsi informazioni e comunicare posizioni ed eventuali problemi. Per esempio, questo post lo stiamo mandando con la radio SSB. Max è euforico e finalmente ci hanno sentito grazie ad un consiglio di Ale: uno o più LED del quadrato che generano un terribile disturbo. Si parla al buio :)
3) Bolina con SW in Atlantico (in un'area dove tutte le statistiche dei Pilot Chart danno ventilazione da Nord per almeno il 65% di tutto il mese di Ottobre).
4) Primo vero tramonto Atlantico.
5) 183 miglia a La Graciosa, prima Isola delle Canarie che avvisteremo.

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Navigation Report
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At 25/10/2015 21:04 (utc) our position was 31°23.97'N 011°15.05'W
SOG:5.5Kt COG:205T
WIND:9Kt from WSWT
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October 24, 2015

Gibilterra - Isole Canarie. Giorno 3

24 Ottobre 2015
Posizione: 32°56.94N, 9°42.44W
Rotta: 225, Velocità 5.8kt

La notte trascorre fra un acquazzone e l'altro. Riusciamo ad andare a vela per un pò con una brezza da W sui 7kt che però scompare all'alba. La mattina si presenta grigia, dopo colazione alle 9:00 ora di bordo si presenta come da previsioni il SE, circa 9/10 kt, piuttosto rafficato. Spegnamo il motore e proseguiamo a vela, una mano alla randa e tutto genoa.
Max decide di cambiare esca e di armare l'octopus rosso in silicone, arma segretissima con la quale abbiamo pescato tanto alle Baleari e che soltanto ZoomaX e il suo equipaggio hanno visto.
Bhe... abboccano tre tonnetti nel giro di un'ora. Foto di rito e poi li restituiamo al mare. Non abbiamo molta voglia di tonno.
Proseguiamo a vela fino alle 17:30 circa, poi ahinoi dobbiamo riaccendere il motore perchè il vento molla.
Ci sentiamo con Suret VI per il solito appuntamento radio. Siamo vicini a distanza di 3 miglia dopo averne fatto più di 300. Finalmente sentiamo anche Giancarlo di Youth al satellitare. Sono partiti un giorno dopo di noi.

Eventi del giorno:
1) i tre tonnetti.
2) avvistiamo un paio di balenottere.
3) un uccellino decide di riposarsi a bordo di Y2K. Sta con noi per un'ora abbondante e ce lo ritroviamo pure sottocoperta. Poi va a trovare Suret.
4) terza notte di navigazione consecutiva, per noi è una novità.
5) Nella notte il GPS è impazzito, perdeva sempre il fix e abbiamo dovuto resettarlo. Per un attimo abbiamo pensato che gli USA avessero oscurato l'area del Marocco.
6) Mentre navighiamo a vela incrociamo un catamarano che procede a motore. Con tutto l'Oceano Atlantico a disposizione quel birbante che fa ? Ci passa davanti tipo a 5 metri accelerando pure ! Bha...

Le previsioni per la notte danno vento debole variabile tendente da S. Per domani ci aspetta una leggera brezza in rotazione da W. Non sappiamo quanta vela riusciremo a fare, tuttavia si intravede un NW in arrivo vicino al 11° di longitudine Ovest. Speriamo ci raggiunga presto.
Navigation Report
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At 24/10/2015 18:05 (utc) our position was 32°59.71'N 009°39.61'W
SOG:5.5Kt COG:222T
WIND:9Kt from SET
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October 23, 2015

Gibilterra - Isole Canarie. Giorno 2

23 Ottobre 2015
Posizione: 34°18.20N, 7°50.87W
Rotta: 110, Velocità: 5,6Kt

Dopo una splendida notte di vela con randa e genoa tangonato, l'alba ci porta zero vento e nuvole. Ci tocca nostro malgrado accendere il motore e proseguire a velocità ridotta per non consumare troppo carburante. Le ultime previsioni per la nostra posizione danno venti variabili, tendenti a NE, ma molto deboli.
Da ieri navighiamo insieme Suret VI, una bella barca a vela di costruzione americana, quelle con la poppa tonda per intenderci, di Vicente e Jolanda, una coppia di Spagnoli che abbiamo conosciuto ad Alcaidesa e che fanno la nostra stessa rotta. Ci sentiamo per radio un paio di volte al giorno per scambiarci le posizioni, la meteo e qualche chiacchiera.

La giornata trascorre lentamente e noiosamente, totalmente priva di eventi. Tempo nuvoloso, ma ci sono 25°. Pranziamo con un ottimo spezzatino di vitello e patate - cotto rigorosamente nella pentola a pressione - preparato dallo Chef Max :)
Gli ultimi grib scaricati alle 20:00 ora di bordo di Y2K (cioè ora Italiana :) ) ci danno per domani in mattinata venti contrari (te pareva...) da SE massimo 15kt. Decidiamo così di avvicinarci lentamente alla costa Africana dove la brezza sarà più debole e l'angolo della eventuale bolina sulle Canarie migliore. Vogliamo mantenerci a circa 15 miglia dalla costa, vedremo come andrà.


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Navigation Report
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At 23/10/2015 19:20 (utc) our position was 34°16.88'N 007°52.02'W
SOG:5.5Kt COG:214T
WIND:15Kt from 95T
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October 22, 2015

Gibilterra - Isole Canarie - Giorno 1

Giovedì 22 Ottobre 2015
In navigazione - Posizione 35°42.59N 6°10.89W - Rotta 220°

Finalmente abbiamo una finestra favorevole e possiamo salpare. Lasciamo Marina Alcaidesa e La Linea alle ore 10:00.
Dirigiamo verso Gibilterra per effettuare il pieno di gasolio, incluse le 5 taniche aggiuntive. Contrariamente che in Spagna, il prezzo è decisamente allettante. Alle 11:30 abbiamo finito il rifornimento: 200 litri a 0,35 penny (i centesimi di sterlina) al litro per un totale di 69,75 Sterline = ? 95 !!!!
Finito il rifornimento usciamo dal porto e cominciamo a navigare verso Ovest. Prima proseguiamo a motore, poi, visto che si alza una brezza di 13kt da Est, issiamo tutta randa per darci una mano con la corrente. Seguiamo le istruzioni indicate sul libro di Jimmy Cornell, ci siamo anche preparati i waypoint sul plotter, ma a quanto pare oggi lo Stretto ha altre idee. Ci troviamo un nodo di corrente contraria in aumento, alla fine arriviamo a 2 nodi e mezzo e una simpatica ondina di marea. Osserviamo le altre barche che navigano con noi, quelle più vicine alla costa Spagnola camminano come siluri, quelle che seguono la nostra rotta arrancano. Decidiamo di orzare e di seguire la costa pure noi. In effetti in pochi minuti, appena percorsi pochi metri, la corrente diminuisce come pure l'onda di marea e anche noi filiamo veloci.
Superiamo Tarifa, entriamo ufficialmente in Oceano Atlantico alle 12:45. Non festeggiamo, ma ci affacciamo verso questa Immensità Blu in punta di piedi, piano piano e anche un pochino con il fiato sospeso. Y2K scivola silenziosa e, ci piace pensare, felice sulla superficie del mare. Alle nostre spalle il caro Mar Mediterraneo ci saluta.
Mano a mano che ci allontaniamo dallo Stretto di Gibilterra il vento ruota sempre di più verso Nord, laschiamo la Randa e apriamo un pochino il Genoa. Strambiamo e facciamo rotta verso l'Africa, dobbiamo prestare molta attenzione alle molte navi cisterna e agli enormi mostri portacontainer che affollano questo tratto di mare. Uno di questi mostri sopraggiunge da poppa incrociando la nostra rotta ci chiama sul VHF per avvisarci e chiederci cortesemente le nostre intenzioni. Manovriamo noi lasciando libera la sua corsia di uscita.
Verso il tardo pomeriggio dobbiamo poggiare ancora. Cogliamo l'occasione per prepararci per tempo per la notte, prendiamo una mano alla randa e per la prima volta tangoniamo il Genoa. Incredibilmente non facciamo cavolate e la manovra ci riesce bene :)
In questo momento abbiamo 8kt di poppa e stiamo navigando a 4kt. Un tempo non troppo lontano, forse, avremmo acceso il motore.


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Navigation Report
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At 22/10/2015 18:54 (utc) our position was 35°43.14'N 006°09.96'W
SOG:3.8Kt COG:230T
WIND:<tws>Kt from <twd>T
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October 19, 2015

Cartagena

Il palazzo del Municipio - Cartagena

Talmente eravamo concentrati sul voler visitare Alicante, che la decisione forzata di passare oltre e atterrare a Cartagena inizialmente ci prende proprio male. Non conoscevamo molto di questa città, a parte il nome vagamente “esotico”. Tuttavia, una volta arrivati e una volta effettuata la prima passeggiata di ricognizione, Cartagena, è stata una vera sorpresa. Accogliente, pulita, ben tenuta, ci siamo subito dati da fare per recuperare il tempo perduto e abbiamo cominciato a studiare la sua storia.

Paseo de Alfonso XII dalla Muralla del Mar - Cartagena

Cartagena è in realtà una città antichissima, fondata da Asdrubale nel 227 a.C. (rinominata Nuova Cartagine dopo la conquista Romana) e fu la principale città Cartaginese in Spagna, da qui Annibale partì per iniziare la seconda Guerra Punica e poi la discesa in Italia. La città offre davvero interessanti spunti per un bel giro turistico, soprattutto dal punto di vista archeologico/marittimo. Nel tempo a nostra disposizione noi abbiamo visitato:

  • Il Teatro Romano della fine del Primo Secolo con la Chiesa di Santa Maria la Vieja (la Cattedrale vecchia).
  • Il museo Archeologico del Teatro Romano.
  • Il museo di Archeologia Marittima.
  • Il Barrio del Foro Romano con i bagni termali.

Il Foro Romano e le terme - Cartagena

Abbiamo trascorso un’intera giornata ammirando le antiche vestigia fenicie e romane, siamo anche meravigliati di come questa città sia riuscita a valorizzare questi suoi tesori. Musei sempre aperti, costi bassissimi, ambienti fruibili e attrezzati, educazione e cortesia degli addetti, cura e pulizia.  E questi siti rappresentano una percentuale bassissima rispetto a quanto abbiamo noi, a casa nostra, in Italia. E monta la rabbia e l’amarezza nel constatare quanto il nostro Paese potrebbe offrire, ma per incuria, menefreghismo o semplicemente per totale miopia e mancanza di lungimiranza NON fa o fa nel peggiore dei modi Triste

Cartagena, inoltre, pare sia baciata da un clima particolare: oltre 300 giorni di sole all’anno. Ecco, in pratica l’unico giorno orrendo, grigio, invernale, piovoso e freddo lo abbiamo beccato noi, esattamente al nostro arrivo Sorriso

Il tunnel fra il Teatro Romano e la Cattedrale - Cartagena Il Teatro Romano - Cartagena
Il Teatro Romano - Cartagena Il museo del Teatro Romano - Cartagena
Il Museo del Teatro Romano - Cartagena Museo del Teatro Romano - Cartagena
Museo del Teatro Romano - Cartagena Antiche ancore fenicie Museo Archeologia Marittima - Cartagena

Proviamo anche le prelibatezze locali. La prima sera giriamo per i locali alla ricerca di qualcosa di “ispiroso”. La responsabile dello Yacht Port Cartagena ci fornisce un elenco di ristoranti da provare, ma data la stagione, alcuni sono chiusi per consentire al personale di fare qualche giorno di vacanza. Riapriranno il lunedì successivo. Così finiamo quasi per sbaglio al tavolo di un ristorantino che sicuramente non è fra i più eleganti del mondo, ma ci ispirava parecchio, il “Puerta 14” in Calle Major. Molto “rustico”, ma le loro tapas, assolutamente rustiche pure loro, sono davvero buonissime! La seconda volta pranziamo vicinissimo al Barrio del Foro Romano, in un buon ristorante “Las Termas del Pincho”, ottimo per le Tapas di pesce.

Il Museo del Teatro Romano - Cartagena

Restiamo fermi a Cartagena per qualche giorno, in attesa di una finestra meteo favorevole per proseguire verso Ovest. Oltre che fare i turisti e magnare di tutto e di più ne approfittiamo per fare qualche lavoretto a bordo, fra cui rimuovere le incrostazioni di calcare dallo scaldabagno (argomento già trattato in questo post), scaldabagno che a bordo di Y2K  è situato in un posto atroce, che necessita di contorsioni disumane. Meno male che la temperatura non è più quella di Trapani Sorriso.

Un altro problemino che dobbiamo affrontare è dato dallo strumento del vento. Da qualche tempo ha smesso di funzionare correttamente, ogni tanto parte per la tangente e segna un’intensità che solo lui sa da dove la prende, altre volte la direzione del vento è totalmente sballata. In navigazione proviamo e riproviamo più volte la calibrazione, ma dopo qualche ora siamo punto e a capo: sballa completamente. Dobbiamo quindi capire se l’origine del problema è proprio lo strumento oppure il sensore in testa d’albero.

Prima di fare una passeggiatina in alta quota, vorremmo il parere di un tecnico. A Cartagena c’è un centro assistenza Raymarine, i responsabili del marina sono gentilissimi e prendono un appuntamento per noi.

Il tecnico si presenta puntuale a bordo di Y2K ma, come nei migliori film, lo strumento del vento riprende a funzionare perfettamente. Il tecnico smanetta con i cavi, fa alcuni test, smonta, rimonta, calibra. Non ne viene a capo di nulla. Non sa, non capisce e con un “I am sorry” se ne va addebitandoci 40 Euro per l’intervento lasciandoci vagamente irritati.

La sera buttiamo un occhio ai dati del vento forse sperando che gli smanettamenti del tecnico abbiano sortito un qualche effetto miracoloso. Invece è tutto morto, kaput.
L’indomani lasceremo Cartagena tenendoci il defunto e rimandando intervento tecnico e soluzione a “più avanti”.

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October 17, 2015

Heading to Gibraltar–Formentera (Balearics) to Cartagena (mainland Spain)

 

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September is coming to an end and the weather starts to get influenced by the incoming Fall. After more than a month spent in the amazing Balearics together with our dear friends from ZoomaX, we study the gribs and the forecasts to identify the right conditions to set sails and head to Spain mainland. We decide to sail to Alicante, not only it’s quite close to our current position, but it is also a nice place to visit according to our Spanish book guides and to our friends who have been already there.

WP_20150926_10_13_57_Pro__highres_ri[1]

We join Anna and Paolo few times to discuss and share ideas about the latest weather forecast and potential route and finally decide to leave on September 28th. According to the gribs we should have nice northeasterly winds that would help us reaching Alicante sailing easily downwinds. We set sails at 10am, say goodbye to Balearics, to ZoomaX and to our friends. Anna and Paolo will be with us, in our hearts during all our journey.

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We leave Formentera behind, the sea is so calm and some harmless cloud run above us. We proceed motoring for a couple of hours, waiting for the NE breeze. 10 miles away from Formentera we notice some ripples on the surface of the sea while nasty, black clouds in the distance are hovering above the Spanish coasts.

We hope this is the NE coming but in less than a minute we fight against 25kt blowing from NW and on our nose. It is not exactly what we were hoping for. We keep motoring for awhile thinking that maybe this is some sort of temporary and local condition but the northwesterly wind keeps blowing strongly and shortly the sea turns to moderate with 2mt swells. We hoist the staysail and start sailing upwinds always hoping for a change in the wind conditions. Two hours later it is clear, even to the seagulls that are flying above us, that the wind won’t change in a short time and that this is not at all temporary. As we have no intention to sail 90 miles against wind and sea, we check the maps and decide to alter our route to sail to Cartagena instead, 135 miles from our current position. We will sail overnight but our angle with the wind is definitely better  and more comfortable.

After few hours the wind starts weakening a bit to 22kt and finally shifting easterly. We close the staysail and keep sailing super fast with the reefed Genoa. While 2 meters high swells follow us on our stern, at some point we notice many dark shapes following us as well and surfing fast among the seafoam.

A large pod of dolphins surround us. They start playing with the waves, with our wake and with our bow. They swim at light speed between waves, jump up the crests, come alongside Y2K and start over again and again. The dolphins stay with us for about half an hour we are delighted by their presence and we start videotaping their acrobatic performances despite Y2K is rolling.

At night the wind shifts further to the east so we remove the reef and sail fast with the full Genoa. It’s 9:45pm when Y2K crosses Greenwich line and leaves the eastern hemisphere.

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We celebrate as our chart plotter shows longitude 000°00’.000E on the screen, for the first time in her history Y2K is so far to the West !

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We sail all night long, at dawn we are in sight of the coastal waters of Cartagena and at 7am we call Yacht Port Cartagena on the VHF. Shortly we are moored in the marina. The day is grey, cold and rainy but we are quite happy. The forecast says tomorrow will be sunny and warm, we are ready to do tourists Sorriso

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Verso Gibilterra: da Formentera a Cartagena

Ormeggiati a Punta Espalmador - Formentera

Punta Espalmador - Formentera

Settembre volge al termine, le condizioni meteo risentono ormai dell’imminente arrivo dell’Autunno. Dopo più di un mese trascorso nelle splendide acque delle Baleari in compagnia dei nostri cari amici della ZoomaX, cominciamo a studiare le carte, i grib e le tendenze per identificare una finestra utile che ci consenta di salpare l’ancora da Formentera e volgere la prua verso la Spagna continentale. Decidiamo di atterrare ad Alicante, non solo è relativamente vicina, ma offre anche spunti interessanti per un giro turistico.

Con ZoomaX un pò più a nord di Cala Sabina - Formentera

Dopo un paio di “briefing” con Anna e Paolo in cui ci scambiamo idee e punti di vista sugli aggiornamenti meteorologici, decidiamo di partire il 28 di Settembre, è previsto un bel NE che ci spingerebbe verso Alicante senza fatica. Salpiamo verso le 10 del mattino, ci accomiatiamo dalle isole e dal loro mare trasparente, un ultimo saluto alla ZoomaX e ai nostri amici, li porteremo con noi, nel nostro cuore per tutta la durata della nostra Avventura.

Il fantastico mare di Formentera e delle Baleari

Punta Espalmador - Formentera

Ci allontaniamo da Formentera con un mare liscio come l’olio e qualche nuvoletta innocua, navighiamo a motore per un paio di ore in attesa del NE . A meno di 10 miglia da Formentera, notiamo che la superficie del mare comincia ad incresparsi leggermente, mentre nuvoloni minacciosi sfrecciano lontani sulle coste spagnole. Speriamo nel NE, ma nel giro di un minuto ci ritroviamo un NW teso di 25kt sulla faccia. Non è esattamente quello che ci aspettavamo. Continuiamo per un po' a motore dicendoci che forse si tratta di una cosa momentanea e locale. Invece il NW continua a soffiare imperterrito e in poco tempo anche il mare comincia ad ingrossarsi. C’è poco da fare, svolgiamo la trinchetta e iniziamo a bolinare sempre sperando in un salto di vento temporaneo. Dopo due ore di trinchetta è ovvio ad entrambi e anche ai gabbiani che ci svolazzano attorno che non si tratta di un fenomeno temporaneo… così,  dato che non abbiamo nessuna voglia di spararci mare grosso e vento forte sul naso per 90 miglia, consultiamo le carte e ripieghiamo per una rotta diretta su Cartagena, a 135 miglia. Faremo una rotta leggermente più poggiati e una notturna non pianificata, ma meglio una bolina larga con un angolo migliore rispetto al vento che soffrire in questo modo.

Dopo qualche ora il vento diminuisce un pò, fermandosi sui 22 kt, e comincia a ruotare leggermente verso Est (Yuppieee !!!). Chiudiamo la trinchetta, apriamo il Genoa tenendolo parzialmente rollato e filiamo come siluri al traverso. Onde di un paio di metri si susseguono da poppa, ad un certo punto notiamo delle sagome scure che surfano velocemente fra la schiuma.

Un gruppo di delfini ci circondano e cominciano a giocare con le onde, con la nostra scia e con la nostra prua. Si lanciano a velocità folle fra un’onda e l’altra, saltano fuori dalla cresta, si affiancano a Y2K e ricominciano. Ci accompagnano per una trentina di minuti, il tempo per riprenderli con la nostra videocamera.

La sera il vento ruota ulteriormente e si posiziona finalmente da NE, svolgiamo tutto il Genoa e navighiamo velocissimi al lasco. Ci prepariamo una minestra calda e iniziamo a prepararci per la notte. Alle 21:45 Y2K attraversa il meridiano di Greenwich e lascia l’emisfero Est.

 Y2K attraversa il meridiano di Greenwich

Quando il nostro plotter di bordo riporta la longitudine 000°00’.000E, partono i festeggiamenti. Per la prima volta dal suo varo, Y2K si trova a navigare così a Ovest.

Y2K ormeggiata allo Yacht Port Cartagena - Cartagena

Continuiamo a navigare a vela per tutta la notte e alle prime luci dell’alba siamo in vista della zona costiera vicino a Cartagena. Alle 7 chiamiamo Yacht Port Cartagena ed in breve siamo ormeggiati all’inglese nel marina. La giornata è grigia, freddina e piovosa. Ma noi siamo felici. Le previsioni danno sole e caldo per domani, siamo pronti a fare i turisti .

Y2K ormeggiata allo Yacht Port Cartagena - Cartagena

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October 11, 2015

Le Isole Baleari – Parte prima

Y2K e ZoomaX - Cala Galdana - Minorca

Le Baleari sono sempre state un nostro cruccio, una specie di chiodo fisso fin dai tempi di Y2K “The Original” quando la nostra “casa” era Marina degli Aregai (IM). Ne abbiamo sempre parlato fra di noi, abbiamo sempre voluto andarci “quest’anno si va eh ? Freganiente, si va !” – erano i nostri discorsi milanesi mentre fuori imperversava l’inverno e noi trascorrevamo i fine settimana “divanati” con copertina felpata. Poi per un motivo o per l’altro – in modo particolare a causa della meteo e del nostro imprevedibile amico Golfo del Leone - abbiamo sempre desistito.

Bhè, ci sono voluti più o meno 15 anni e la ARC per raggiungere finalmente questo arcipelago con l’attuale Y2K e con un bagaglio di esperienza decisamente diverso.

Un commento generale sulle isole: sono bellissime, affascinanti, dai profumi molto Mediterranei, tutte diverse. Un pò care (specialmente Ibiza) nei mesi estivi. Il mare dai colori caraibici è spettacolare. L’ormeggio, tuttavia, non è sempre dei più facili: le Baleari sono in mezzo al Mediterraneo e sono soggette, ovviamente, ai venti predominanti del Mediterraneo anche di forte intensità, ma – cosa importante da tenere a mente – sono soprattutto soggette ad un grande fetch a causa della loro distanza dalle coste. Questo rende baie e cale più o meno “rolly” (rollanti) a seconda delle condizioni meteo. Se è previsto un forte vendo da Sud ci si ridossa, ovviamente, nelle baie a Nord dell’arcipelago, tuttavia un paio di giorni prima un bel Nord Ovest ha imperversato sul Golfo del Leone creando un bel mare di fondo da Nord. Traete voi le debite conclusioni.

La Cattedrale (La Seu) di Palma di Maiorca

Noi ci siamo fatti le più grandi rollate della nostra storia di “barcaioli” alle Baleari, alcune sostenibili, altre da scappare. Ma ci torneremmo subito, immediatamente. Abbiamo passato uno splendido mese e mezzo gironzolando per Minorca, Maiorca, Cabrera, Ibiza, Formentera e nonostante tutto non siamo riusciti a vistarle tutte, tutte.

Impossibile raccontarle in un unico post, lo faremo “a puntate”, cercando di condividere quanto più possibile la nostra esperienza in base al nostro effettivo itinerario. Intanto vi proponiamo un piccolo “assaggio” di queste splendide isole che ci hanno regalato emozioni a 360° e nuovi amici, fonte inesauribile di ispirazione per la nostra imminente Avventura, loro che questa Avventura l’hanno appena conclusa: Anna e Paolo a bordo della Zoomax.

Anna, Paolo della ZoomaX  e Ale - Mahon - Minorca

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October 10, 2015

Da Almerimar a Gibilterra

Mentre scrivo sono in pozzetto a guardare le stelle e questo mare così calmo da divenire quasi inquietante.
Siamo partiti questa mattina dal porto di Almerimar, in realtà lo si potrebbe definire pomeriggio in quanto erano ormai le 13.

Rotta diretta su Gibilterra, dove ci saranno ad attenderci anche gli amici di Tarabaralla e Youth arrivati questo pomeriggio da Malaga, tutti pronti a partire verso le Canarie appena sarà possibile 

La sosta di cinque giorni ad Almerimar è stata proficua, oltre ad aver conosciuto uno dei porti di maggiore passaggio dei futuri navigatore atlantici, è sicuramente un buon ormeggio dove trovare tutto ciò che può servire ed a prezzi vantaggiosi.
Inutile dire che uno dei motivi di maggiore successo del porto deriva dal costo di ormeggio davvero basso, per noi circa 12€ al giorno.

Abbiamo trovato anche dei veri professionisti, come il gruppo di persone britanniche che gestiscono uno dei più grandi ship Chandler del porto, che ci hanno sistemato il sensore di testa d'albero del vento che si era parzialmente rotto.
Per ora sta funzionando ancora!

Questa piccola navigazione di 130mg ci sta regalando emozioni incredibili.
La prima deriva dal fatto di essere in navigazione durante il nostro anniversario di nozze, ben 22 anni, mai avremmo  potuto sognare o anche solo pensare di poter celebrare un anniversario in mare verso Gibilterra.
E poi la natura, oggi siamo stati visitati da diversi gruppi di delfini, fino a tarda sera, tanti come mai ne abbiamo visti.
E poi il plancton di questa zona di mare, particolarmente luminescente, tanto da illuminare e disegnare sul mare la piccola ondina che la barca crea lateralmente, mai visto prima, ci ha davvero lasciati a bocca aperta.

Arriveremo a Gibilterra domani mattina per l'alba che a questa longitudine in questo periodo dell'anno è verso le 8 del mattino.
Entreremo in porto ancora una volta, visiteremo la famosa Rocca, effettueremo gli ultimi preparativi in vista della prima vera navigazione in oceano, circa 500mg fino verso le isole Canarie.

Inutile nascondere le emozioni che ci sono e che sono forti, affronteremo anche questa sfida che sicuramente ci insegnerà tanto sia umanamente che come marinai.

Arrivederci caro Mediterraneo.

Max
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October 3, 2015

Scaldabagno (boiler) intasato, ostruito o otturato

Pompa estrazione acqua scaldabagno

Ad agosto, ancora a Trapani, prima di partire, una sera troviamo il differenziale della colonnina di banchina saltato.
Proviamo a riarmarlo, ma niente, continua a saltare.
Pensando ad un guasto della colonnina ne proviamo un'altra poco lontana, stesso difetto, significa che i difettosi siamo noi!

È tardi, abbiamo anche bevuto un po' troppo, dopo una delle belle feste al Marina di Levante, siamo stanchi e non abbiamo voglia di approfondire troppo quindi stacchiamo tutte le utenze a 220 Volt, lasciando solo il carica batteria, e riproviamo.
Ok funziona. Ce ne andiamo in branda.

L'indomani controllando meglio e dopo qualche veloce test, scopriamo che è colpa dello scaldabagno elettrico, salta appena viene acceso.

Quasi sicuramente è la serpentina in corto, ma in un momento di sconforto pensiamo di dover spendere soldi per cambiarlo; non abbiamo molto tempo prima della partenza per provare prima a cambiare la serpentina ed eventualmente in caso negativo ordinare lo scaldabagno nuovo.

Parlando con Christian, il bravo e gentile marinaio della banchina, ci dice che quasi sicuramente è la serpentina, accade quando lo zinco si consuma interamente, era già successo ad un'altra barca qualche mese prima.

Effettivamente dopo aver sostituito la serpentina (accidenti quanto se la fanno pagare quelli della Quick!) il boiler è tornato a funzionare bene, con l'occasione abbiamo anche sostituito il rubinetto di miscelazione collegato allo scaldabagno che consente di non far uscire acqua bollente nei tubi, ma già pre-miscelata ad una temperatura che si imposta direttamente sul mixer.

Partiamo e cominciamo la nostra avventura navigando verso Ovest.

Siamo alla fine di settembre, l'acqua calda comincia a tornare utile per la doccia, la temperatura qui alle Baleari è decisamente scesa, ma purtroppo il nostro boiler sembra intasato, dal rubinetto esce solo un rivoletto di acqua.
Non abbiamo completato il lavoro fatto a Trapani e siamo stati puniti.
Avremmo dovuto pulire il boiler dal calcare, ma per mille motivi, fra cui la mancanza di tempo ed il caldo atroce,  abbiamo desistito e rimandato.

A Cartagena decidiamo di "sturare" il nostro boiler.
Andiamo quindi a comprare 2 confezioni di viakal e cominciamo le danze.

Le operazioni da fare sono:
- svuotare il boiler
- inserire nel boiler acqua e viakal miscelati
- lasciare 'riposare' per almeno mezz'ora
- far girare l'acqua con il viakal per scrostare anche le parti a monte e a valle
- svuotare nuovamente lo scaldabagno
- riempirlo di acqua pulita e sciacquare per eliminare il viakal.

Per tutti questi passaggi ci aiutiamo con l'uso di una pompa, è l'autoclave di rispetto, così almeno vediamo se funziona!

Per mezzo di tubi che ci portiamo dietro da anni e che finalmente tornano utili, colleghiamo l'autoclave allo scarico già predisposto sul nostro boiler svuotando il contenuto nel lavello della cucina.

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A questo punto colleghiamo l'autoclave al carico dell'acqua fredda per riempire il boiler da un secchio che riempiremo di volta in volta attraverso la manichetta dell'acqua di banchina e dove mixeremo l'acqua con le due confezioni di viakal.

Colleghiamo anche un terzo tubo dallo scarico dell'acqua calda al secchio, affinché si possa capire quando il boiler è pieno e che useremo per il ricircolo.

In meno di 5 minuti il boiler è di nuovo pieno dei suoi 42 lt con la soluzione di viakal, adesso aspettiamo e speriamo !

Ogni 10 minuti circa facciamo girare l'acqua in una sorta di ricircolo attraverso l'uso del secchio, con la sola accortezza di aver inserito una garza (quelle mediche) davanti al tubo di carico affinché il calcare polverizzato dal viakal non rientri nel boiler. (Grazie MIk ottimo suggerimento!)

Dopo un'oretta circa svuotiamo, come abbiamo già fatto la prima volta, il boiler, per poi risciacquarlo attraverso il secchio, ma solo con acqua pulita, senza ricircolo, in modo da pulire lo scaldabagno dal viakal.
Questa è stata l'operazione più lunga, ma non possiamo rischiare di lasciare viakal nel boiler.

Rimontiamo tutti i tubi, apriamo le valvole e vediamo che succede, incrociamo le dita.

Perfetto, funziona benissimo, il flusso dell’acqua è tornato normale e così anche le docce a bordo di Y2K saranno di nuovo calde e confortevoli.

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