September 19, 2015

Bandiera ARC 2015 - ARC flag 2015

Il viaggio verso ovest prosegue.
Dopo poco più di 800mg la bandiera della ARC ha bisogno di un piccolo rammendo.
Ecco Alessandra che rinforza le cuciture con ago e filo.
La bandiera arriverà in buone condizioni a St Lucia?
The journey continues westward.
After little more than 800 mg ARC flag needs a little mending.
Here Alessandra reinforcing the seams with needle and thread.
Will the flag arrive in good condition in St Lucia?

September 18, 2015

Ancora Delta Bruce Rocna

Una delle notti scorse ci troviamo a Porto Soller sulla costa nord ovest di Maiorca, un bellissimo borgo immerso in una cala quasi perfettamente tonda dove è possibile trovare riparo per quasi tutte le condizioni di vento.
È previsto un po' di vento da sud, sud est, massimo forza 5.
La cala è già abbastanza affollata di barche, forse per il vento in arrivo. Quando diamo ancora la prima volta il vento da sud non è ancora presente e quindi il nostro ancoraggio è per forza in rapporto al vento in quel momento da nord.
35mt di calumo su un fondo di 7 mt e dopo il consueto bagnetto per controllo visivo dell'ancora siamo tranquilli.
Al giardinetto di sinistra abbiamo un australiano con l'ancora anche a poppa e che quindi non brandeggia, a prua un francese con una barca in alluminio. Situazione tranquilla, anche se siamo un po' stretti, ma tranquilla.
Dopo un repentino cambio di vento da nord a sud ed una raffica successiva ancora da nord le barche iniziano a ruotare, nulla di particolare, normale amministrazione in mediterraneo, ma ci troviamo forse troppo vicini alla barca francese. Non ci tocchiamo , ma non ci piace la situazione.
Quindi salpiamo l' ancora e ci spostiamo. Proviamo un paio di ancoraggi, ma niente, l'ancora non prende, in alcune zone della baia è presente alga e forse scivola, purtroppo. Data anche l'ora, è quasi sera, il fondo non si vede.
Il vento finalmente gira a sud e rimescola le carte degli ancoraggi.
Il nostro 'vecchio'  posticino è già stato preso mentre noi cercavamo altro, da chi forse non ha pena di stare troppo vicino agli altri.
Sulla destra della baia, ora con le barche girate a favore di sud, troviamo un bel angolo, forse troppo vicino ad un campo boe ormai vuoto per la stagione autunnale alle porte.
In questa zona c'è anche meno fondo, circa 6mt.
Riusciamo a dare ancora con 25mt di calumo stando lontano dalle barche alla nostra sinistra, lontano dalle boe dei bagnanti alla nostra destra, ma con il campo boe a circa 10 mt a poppa e con una boetta semi sommersa a meno di 3 mt da noi al punto massimo di brandeggio.
L'ancora ha preso bene, siamo fermi. Il calumo non è molto, ma non possiamo darne altro ora.

Passiamo la serata piacevolmente, accompagnata dalla musica di un concerto jazz che arriva dalle rive alla nostra destra.
Andiamo tranquillamente a letto e verso l'una, come nelle migliori sceneggiature, il vento da sud fa il suo ingresso prepotente.
Ci svegliamo per il rumore della trazione della cima sul musone del salpa ancora.
Quando usciamo a controllare ormai il vento la fa da padrone con i suoi 25kt e le raffiche fanno paura.
La boetta semi sommersa è sempre lì, alla nostra poppa a meno di un metro.
Ok siamo fermi, ma non abbiamo abbastanza calumo per stare tranquilli, né possiamo allungare. Non possiamo permetterci di finire nel campo boe e prendere con l'elica o il timone qualche cima.
Aspettiamo e controlliamo.

Sto seduto in pozzetto a guardare quella diavolo di boetta per capire se ariamo, tutto perfetto anche sotto le più forti raffiche.
È qui, in questa situazione, che capisci quanto la tua migliore amica a bordo sia l'ancora.
Chiamala Delta, Bruce, CQR o Rocna.
È lei la tua migliore amica, è lei che è lì per te con i denti nella sabbia a non mollare.

È qui che allora cominci a parlarle, a ogni raffica sussurri di non mollare, dai che ce la fai! Dai che ce la fai!
Le prometti che se non molla non la cambierai...
Le dici che non è vero che stai prendendo le misure della Rocna, no, no, no, hai capito male, volevamo solo vedere quanto fosse brutta la Rocna rispetto alla bella e slanciata Delta.

Tuttavia ci rendiamo conto che non possiamo stare così.
Aspettiamo un breve calo di vento, che arriva ciclicamente e ci spostiamo.
Tiriamo fuori dall'acqua la nostra amica Delta.
Andiamo un po' più avanti e un pochino a sinistra.
Siamo oltre le boe gialle che delimitano la spazio per i coraggiosi nuotatori che vogliono allontanarsi così tanto alla riva, non ci importa, diamo fondo e questa volta abbiamo 40 mt di catena in acqua e siamo decisamente più lontani dal campo boe.

Cara Delta grazie, sei stata grande anche in questa occasione, hai confermato più volte il tuo valore e ricambiato le cure che ti forniamo, non ti lasceremo mai, soprattutto non per una neozelandese qualunque. :-)

Max
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September 1, 2015

Heading to Gibraltar–San Pietro Island (Sardinia) to Menorca (Balearics)

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We stay 2 days moored at marina Sifredi of Carloforte. We visit the lovely village of Carloforte while waiting for a good wheather forecast and fair winds. We finally leave the marina on August 25th after doing a good provisioning, filling our diesel tanks and water tanks. We sail south and drop our anchor in the nice bay of Punta Nera.

We spend the day swimming and relaxing. A strong northwesterly wind blows all day but according to all forecasts and gribs we check this is going to change for tomorrow where apparently they expect North-North Easterly winds becoming East – NorthEasterly, just perfect for our crossing to Balearics.

We set sails to Menorca the next morning on August 26th at 8am, we expect to arrive at Port Mahon after aprox 36 hours and 200 miles, keeping an average speed of 6 knots.

As soon as we are out of the bay, the wind starts blowing northerly 15 to 18 kt, we sail upwinds with main and foresail against a nasty sea. We are not too much worried as the winds should shift to E-NE soon…

The northerly wind instead increases so we take a reef to the mainsail. Y2K sails very fast with an average of 8 knots, however we keep going upwind and not very comfortable. Again we are not too much worried as the winds should shift to E-NE soon…

As the wind is still blowing northerly, we check again all the forecasts and the gribs just in case: they still report the shift to E-NE. We start cursing loudly our bad luck, neptune or whatever… A bocca aperta

At sunset the wind – still blowing northerly – is getting weak so we get up all the mainsail again and keep sailing upwind. We make dinner and prepare the boat and ourselves for the night taking one reef again to the mainsail and turn on “Obi-Wan” our radar Sorriso

At 9pm we receive a call on channel 16 on the VHF: “Y2K, Y2K this is Videlle” We can’t believe it ! It’s Filippo, our dear friend skipper on a 20 meters sailing vessel called “Videlle”. We met him back in Trapani. Filippo saw a target on his radar and knowing about our plans and route he thought it was indeed us. We’re happy to hear from him, we chat, share some jokes. Filippo is heading back to Sicily after few weeks in the Balearics so we take advantage of having him over the radio and ask him some good advice about marinas, anchorages and bays. We say goodbye and promise to keep in touch.

It’s dark now and we start our night shifts. The wind dies totally – by the way, the E-NE never appeared… – so we start the engine. We keep going motoring all night long while the moon fill the sea with hundreds of sparks and there’s light enough to read a book.

It’s the morning of August 27 when finally the wind shifts to E-NE but it’s so variable and weak we can’t sail and just keep motoring. A pod of dolphins join us for few minutes, playing with our bow and probably wishing us a safe trip.

We get the first sigth of Minorca coast at 10am, still 20 miles to go before reaching the entrance of the huge fjord of Port Mahon.

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As we approach the fjord, a fleet of beautiful tall ships engaged in a regatta. One of these beauty pass us on the right, she’s Italian. The crew notes our flag and starts waving hello to us.

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At 2pm, after 200 miles and 28 hours, we drop our anchor in 5 meter of water in Cala Taulera located south to Port Mahon.

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We look back at our route on the GPS, we look back ot our beloved Country. Goodbye Italy, Y2K and her crew won’t be back soon but you’ll be in our hearts.

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Verso Gibilterra: dall’Isola di San Pietro a Minorca

In navigazione verso le Baleari

Dopo due giorni trascorsi ormeggiati a Marine Sifredi, a fare i turisti a zonzo per la bellissima Carloforte e ad aspettare condizioni meteo favorevoli, il 25 Agosto dopo spesa, pieno di carburante e di acqua lasciamo il marina e filiamo l’ancora nella deliziosa baietta di Punta Nera.

Passiamo la giornata facendo bagnetti e tuffi, ci rilassiamo mentre soffia un bel NW. La finestra meteo che ci permetterebbe una traversata propizia verso le Isole Baleari è per il giorno successivo, tutte le previsioni meteo  e i grib che consultiamo sono concordi nel dare un N-NE in rotazione da E–NE. Praticamente è perfetto per un bel lasco.

Issiamo l’ancora la mattina del 26 Agosto verso le 8, prua su Minorca che raggiungeremo dopo circa 36 ore di navigazione calcolando una velocità media di 6 nodi.

Appena fuori dal ridosso di San Pietro ci troviamo con un bel Nord fresco sui 15 – 18kt. Apriamo randa e genoa e si va così di bolina larga con un mare piuttosto formato. OK tanto poi gira a E-NE…

Invece il N rinfresca ancora e prendiamo una mano alla randa. Andiamo come dei razzi, è vero, teniamo una media di 8 nodi, siamo di bolina. Bhe tanto è temporaneo perchè entra l’E-NE…

Il Nord continua imperterrito (limorta##i sua…) continuiamo a bolinare belli sbandati ma molto veloci. Dell’E-NE non c’è traccia alcuna nonostante continui ad essere previsto da tutti gli algoritmi di previsione del globo terracqueo.

Il leitmotiv della traversata diventa: “ Allora, ha girato a E-NE ?” – “No” – “Mavadavia#####” il tutto ripetuto ogni 30 minuti circa…

Verso il tramonto il Nord – che tanto gira a E-NE – si attenua e apriamo tutta randa. Il resto della serata passa totalmente privo di eventi, si bolina con mare formato. Ceniamo e ci prepariamo per la notte riprendendo una mano alla randa e attivando il nostro Obi-Wan (il radar Sorriso).

Verso le 21 ci sentiamo chiamare sul canale 16 del VHF: “Y2K, Y2K da Videlle”. Incredibile ! E’ Filippo ! Caro amico skipper di una barca a vela di 20 metri – Videlle appunto – conosciuto a Trapani. Ci ha visti sul radar e conoscendo la nostra destinazione ha pensato fossimo infatti noi. Siamo contenti, ci facciamo una bella chiacchierata, scambiamo qualche battuta, qualche consiglio – lui è di rientro in Sicilia dopo un bel periodo trascorso alle Baleari.  Ci salutiamo con la promessa di mantenerci in contatto.

E’ buio, iniziamo i turni. Il Nord muore totalmente e accendiamo il motore. Del E-NE manco l’ombra. Smotoriamo tutta la notte illuminati dalla luna. Non è ancora piena del tutto ma è così luminosa che si potrebbe tranquillamente leggere un libro.

Il mattino del 27 Agosto ci ritroviamo con – nientepopodimeno che – l’E-NE !!!! Ma è talmente debole che non ci permette di aprire le vele, così continuiamo a motore.

Incontriamo un gruppo di delfini mattinieri che rimangono a giocare con noi per una decina di minuti.

Avvistiamo Minorca circa alle 10, mancano 20 miglia all’ingresso del fiordo di Port Mahon.

Regata Copa del Rey Panerai

Al nostro arrivo, proprio sullo specchio acqueo di fronte a Mahon, una flotta di splendide vele d’epoca si dà battaglia in una regata. Una di queste bellezze ci sfila a dritta, è Italiana. A bordo notano la nostra bandiera e cominciano i grandi saluti.

Regata Copa del Rey Panerai

Alle 14:00, dopo circa 200 miglia, filiamo l’ancora in 5 metri di acqua a Cala Taulera, subito a Sud di Port Mahon.

Cala Taulera - Minorca

Guardiamo sul plotter la nostra rotta, guardiamo indietro ad una Terra che lasciamo per un pò. Arrivederci Italia, nostro bellissimo e amatissimo Paese. Se solo tu potessi capire il grande regalo che la natura ti ha offerto, il tuo mare splendido, le tue coste, se potessi amare noi “barcaioli” nella stessa misura in cui noi “barcaioli” amiamo te… Siamo in Spagna dove il Tricolore a poppa è davvero – e finalmente – motivo di orgoglio.

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