December 13, 2015

11 Dicembre 2015 - Ore 02, minuti 55, secondi 31. I nostri numeri del lotto. By Alex


Ed eccoci qui, l’ultimo giorno di navigazione, ovvero il 10 Dicembre, lo trascorriamo rollando come sempre, ma con un occhio fisso sul plotter, sul quel dato malefico “Distance to Waypoint”. Un numerello che si assottiglia sempre di più col trascorrere del tempo, come è invece inversamente proporzionale l’ansia che ci cala addosso. Siamo quasi ossessionati dal quel cavolo di numerello.
Vado io al plotter, smanetto e leggo 26 miglia, poi Roby si affaccia da sottocoperta “Quante miglia mancano ?” 24 miglia risponde Max smanettando anche lui sui pulsanti del display. Poi Max chiede “No aspè, quante miglia mancano ?” 23 miglia risponde Tita cliccando anche lei sul plotter. Passa un po’ di tempo, io chiedo “OK adesso quante miglia mancano ?” 22  risponde Roby. “Ma sei sicuro ?” dico io, “ma è passato un sacco di tempo”. “Controllo” dice Roby attaccandosi al plotter. “Max quanto manca ?” Max risponde “20 miglia ora”. “Cavolo” dice Tita. “E adesso ?”  E avanti così per delle mezzore finché all’ennesima domanda risponde direttamente il plotter piazzando uno stizzito e chiaro messaggio a tutto schermo “FANKULO A VOI ! IO ADESSO STO IN SCIOPERO ! P.S. mancano sempre ste 20 MIGLIA !!!! ADIEU”. Preoccupati per le velleità del plotter, lo rassicuriamo con parole dolci che non chiederemo mai più quanto manca e ci zittiamo tornando ai nostri compiti con le orecchie basse.
Siamo velocissimi le previsioni meteo danno un calo dell’aliseo che invece si mantiene sui 20 nodi di media con punte di 22 (congrats al mega weather forecaster della ARC). Cala l’oscurità, la nostra ETA – verificata con connessione satellitare ai dati ARC per via dello sciopero del plotter - è per il mattino presto /notte bho ?! dell’11 Dicembre. Peccato arrivare di notte, peccato davvero, ma Y2K è stata una vera lippa, una Gagliarda (Copyright ZoomaX, all rights reserved).
Improvvisamente notiamo un chiarore verso prua, sono le luci della Martinica… cioè è davvero la Martinica, quell’isola Caraibica lontana millemila chilometri da casa ? L’ansia a bordo cresce. Io vengo pervasa dalla mia ossessione di sempre, da quando ho una barca. Una burrasca ? No. L’Oceano Atlantico ? No. I groppi ? No. Disalberare ? No…. Il temibilissimo ormeggio in banchina. Comincio a martellare Max con le mie domande più o meno retoriche alle quali mi rispondo da sola mentre il marito mi lancia sguardi da serial killer e tenta di intromettersi nella conversazione fra me e me stessa con scarso successo… tanto ho ragione io, atterrare in un porto sconosciuto, di notte poi, contuttostominkiadivento. Sarà il disastro.
Maciniamo miglia su miglia, verso l’una di notte cominciamo a intravedere le luci di Santa Lucia, mancano 10 miglia a Pigeon Island (Isola del Piccione in Italiano, nome splendido…) un isolotto che delimita la baia di Rodney Bay e a bordo siamo messi male dal nervosismo. Potremmo farci di valium – presente nella farmacia di bordo – ma forse non è il caso. Non dormiamo, o meglio, facciamo turni di 30 minuti così ciascuno può ronficchiare per circa un’oretta. Turni che ovviamente saltano dopo poco. C’è chi comincia a piangere, c’è chi beve litrate d’acqua, c’è chi espone la strategia per cambiare le mura al Genoa, metterci al lasco e mettere il tangone a riposo – inascoltato da tutto il resto dell’equipaggio di nervosi.
Alla fine dobbiamo davvero stringere il vento e cambiare le mura al Genova perché taglieremo il traguardo di bolina. Così eseguiamo la manovra, ma senza mettere a riposo il tangone perché c’è troppo mare. Proseguiamo al lasco. A due miglia da Pigeon Island chiamiamo sul VhF “ARC Finish Line” per confermare il nostro avvicinamento. Ci risponde una voce femminile “Y2K, Y2K this is ARC Finish Line, call me be back as soon as you pass Pigeon Island so we can turn on the flashing orange light for you” (Y2K qui è la ARC Finish Line, richiamateci appena passate l’isolotto Pigeon così possiamo attivare la luce arancione lampeggiante sul traguardo”. Ci sentiamo FIGHISSIMI (oltre che nervosissimi).
E proprio mentre manovriamo per metterci di bolina, che succede ? Un GROPPODELCAVOLO !!! E non poteva mancare il groppo all’arrivo con il suo bel rinforzino di vento e io che già stavo in sclero per l’ormeggio, attacco con “vedi Max ?? VEDI ? VEDI ??? Non ce la faremo mai ! E adesso ?!?” Max mi ignora (forse giustamente… no aspè, giustamente un cavolo). Poi si scatena un mezzo diluvio (e io che impreco) nell’esatto momento in cui ci si avvicina il gommone ufficiale ARC per farci le foto. Ci siamo sempre detti “Oh raga, all’arrivo tutti vestiti uguali con la divisa eh ?”, invece ci ritroviamo tutti vestiti alla sconvolta, semipigiamati, ma chissenefrega.
Ci chiamano dalla ARC Finish Line perché hanno visto le luci di via, confermiamo che abbiamo doppiato Pigeon Island e ci fiondiamo di bolina-col-groppo verso la linea di traguardo mentre dal gommone ci scattano le foto. Sappiamo di avere un’espressione sconvolta, chissà che roba terribile quelle foto ! Mha !
Alla fine dal VhF ci arriva la solita voce femminile: “Y2K, Y2K, you have crossed the finish line. You have completed the Atlantic Crossing. Welcome to St. Lucia !” (Y2K hai tagliato la linea di traguardo, hai completato la traversata dell’Oceano Atlantico. Benvenuti a Santa Lucia). SIAMO ASSOLUTAMENTE FIGHISSIMI ! A questo punto le emozioni sono fortissime. A bordo urliamo, piangiamo, saltiamo, ridiamo e poi ancora urliamo, ci spariamo il cinque, piangiamo ancora. Non ci possiamo credere, ce l’abbiamo fatta. Un sogno divenuto realtà. Ancora frastornati, chiudiamo il Genoa, ammainiamo la Randa, riponiamo il tangone, facciamo pulizia in coperta sistemando cime, ritenute e cimette (intanto piove e tira vento eh ?) eppoi tiriamo fuori i parabordi e le cime di ormeggio e seguendo le istruzioni sul VhF di ARC Berthing (la ARC si preoccupa anche dei posti barca qui in questo periodo) cominciamo il nostro avvicinamento al Marina di Rodeny Bay. E’ buio pesto e l’entrata nel porto non è proprio facile – io lo sapevo, l’ho sempre saputo – ci fidiamo delle boe rosse e verdi e della cartografia (assolutamente precisissima) del nostro plotter che anche lui per l’emozione ha deciso di sospendere lo sciopero e festeggiare con noi.
Ci viene assegnato il posto B16, ormeggiamo assolutamente senza problemi nonostante le mie previsioni apocalittiche. A terra ci aspetta il comitato di benvenuto, ARC e qualcuno dell’ufficio del turismo di Santa Lucia. Scendiamo sul moletto, ci tremano le gambe e siamo talmente instabili da doverci sostenere a vicenda. Ci offrono un Rum Punch ghiacciato che nonostante l’ora beviamo allegramente (la pagheremo tutti l’indomani con mal di testa epici) e un bellissimo cesto di frutta locale. Ci fanno le foto – con le nostre belle facce sconvolte e allucinate – ci danno il benvenuto.
Fa un caldo pazzesco,  forse è il Punch Rum, rientriamo in barca e… SIAMO FERMI. Cioè, Y2K non rolla, non si impenna. Il frigo si apre facile, la porta del bagno pure ! Non dobbiamo tenerci i bicchieri dell’acqua, il tavolo non ci vomita in grembo piatti, bevande e spaghetti. SIAMO FERMI. Attiviamo la wi-fi, i telefoni, facebook, twitter, leggiamo la posta. E’ tardissimo/prestissimo quando andiamo a dormire, nel letto siamo dritti, il letto non ci catapulta via, non devo incastrarmi fra cuscineria del pozzetto, mega borsone imbottito del drone di Max (si perché c’è anche lui eh ?) e paratia della cabina. Siamo fermissimi, immobili. Comincio a perdere conoscenza e mentre mi addormento mi pare di sentire Y2K dire “mbè ? e allora ? Che sono ste cime ? Perché sto ferma ? Che minkia è ? Un porto ? Nonono NO io voglio andare a 9 nodi eh ? Ci siete ? Alloraaaaa ? ALLORAAAAAA ?” Stai serena, le dico telepaticamente, sei nel Mar dei Caraibi, ancora che hai visto ?!
Eggià, siamo ai Caraibi, con la nostra Y2K. So che mi ripeto, ma una cosa del genere a pensarla qualche mese fa, mi scappava da ridere forte.
18 giorni in Oceano, 11 Dicembre 2015, ore 02:55:31 questi sono i nostri numeri (del lotto… se volete giocarli... ma anche no, che se poi vincete milioni di euro ci rimarrei malissimo e vi maledirei per sempre ! J scherzo… ma forse no… J ), numeri in qualche modo riflessi sul calendario di bordo dove ogni giorno circolettavo la data indicando le miglia mancanti.

Le mie conclusioni sulla traversata Atlantica ? Sicuramente un’esperienza unica per un velista. Certamente non “facile”. E’ una sfida che può rivelarsi importante dipendentemente dalle condizioni meteo-marine. Regala emozioni difficili da descrivere a parole, sensazioni che vanno da “Ma chi minkia me lo ha fatto fare, quanto rolla, stomalissimo, un mese così ????” a “che meraviglia, i pesci volanti, i tramonti, i cieli stellati, Y2K che vola su andatura portante, i Caraibi !!!” Comunque tutto bellissimo. E qui ci rendiamo conto di essere fortunati perché il nostro sogno lo abbiamo realizzato davvero.

E adesso, finita la ARC – che fra l’altro noi raccomandiamo assolutamente per l’organizzazione impeccabile che aiuta molto chi affronta l’Oceano per la prima volta, ma seguirà post – Y2K ci accompagnerà nella nostra avventura, appena cominciata, qui alle Antille che racconteremo sul nostro blog e su facebook.

Per finire: grazie ai nostri cari a casa e a voi carissimi amici per averci seguito e averci spronato con i vostri messaggi, una vera gioia riceverli al mattino dopo una notte di guardie. Grazie per l’affetto e l’incoraggiamento, grazie davvero per essere stati con noi, anche se virtualmente. Siamo oceanici, fighissimi e gagliardi (Copyright ZoomaX, all rights reserved).

December 12, 2015

ARC - Last Day - 10/12

La giornata scorre tranquilla.

C’è anche più vento di quanto previsto, ne siamo felici perché arriveremo prima, ma purtroppo atterreremo di notte. Pazienza.

 

Quando sul radar cominciamo a vedere i primi segni di terra, esplode un hurrà generale.

In lontananza solo un bagliore nel cielo sopra la Martinica, ancora nessuna luce da St Lucia.

 

I turni saltano, sono le 22.00, abbiamo da poco finito di cenare, ci regaliamo un piccolo sonnellino con turni di mezz’ora ciascuno, in modo da dormire un’ora e mezza ciascuno.

All’una siamo tutti in piedi.

Siamo a meno di 10 mg dal canale tra St Lucia e la Martinica. Ormai le luci da terra sono visibili. Ancora nessun profumo, ma siamo sopravvento è normale.

In mare intorno a noi, vediamo altre luci verdi o rosse, altre barche che stanno convergendo verso St Lucia.

 

All’una e mezza manovriamo per stringere al vento verso St.Lucia, spostiamo il genoa da sinistra dov’era tangonato, a destra.

La barca accelera e ci porta velocemente verso terra.

Anche un piccolo groppo con acqua ci viene a dare il benvenuto… non ci facciamo mancare nulla.

 

A due miglia da Pigeon Island (un’isoletta a nord est di St.Lucia) chiamiamo sul VHF “ARC FINISH LINE, ARC FINISH LINE THIS IS Y2K Y2K”.

Prontamente in pochi secondi risponde una voce femminile che ci dà il benvenuto e ci chiede di chiamarla di nuovo non appena gireremo intorno all’isola per assicurarsi della nostra possibilità di vedere un lampeggiante arancione, presente sulla barca comitato ancorata sulla linea di traguardo.

 

Appena giriamo l’isola è lei che ci chiama, perché forse ci aveva visto.

Gli confermiamo che vediamo la barca comitato.

Ci avviciniamo di bolina verso la linea del traguardo ed alle 2:55 e 31 secondi del 11 Dicembre una voce al VHF ci dice: “Y2K Y2K, you have crossed the finish line. You have done the Atlantic Crossing. Welcome to St Lucia” (Y2K Y2K, hai tagliato la linea del traguardo. Hai concluso la traversata dell’Oceano Atlantico. Benvenuti a St.Lucia)

 

A bordo siamo felici, contenti, emozionati. Ridiamo, piangiamo.

Non sappiamo davvero più cosa pensare.

Noi ce l’abbiamo fatta.

Chi l’avrebbe mai detto ? Dal sogno alla realtà.

 

Dopo pochi minuti si avvicina un tender. E’ il fotografo ufficiale della ARC che ci scatta qualche foto, che sicuramente venderanno a caro prezzo… e che sicuramente noi compreremo… ma quando ci ricapiterà ?

Ci eravamo promessi di arrivare con la nostra divisa ufficiale, ma siamo vestiti tutti in modo diverso… ma chi se ne frega, l’importante è essere arrivati, essere qui.

 

Chiudiamo il genoa, ammainiamo la randa che era a riva da oltre 15 giorni.

Sistemiamo tutte le cime e quindi accendiamo il motore, anche lui muto da tantissimo, ma che parte al primo colpo.

 

Entriamo nel porto, non senza qualche difficoltà, l’entrata è strettissima e poco visibile dall’esterno, ci fidiamo delle boe rosse e verdi e della cartografia (precisissima).

La ARC ci assegna un posto barca, B16, ci vengono ad accogliere in banchina aiutandoci all’ormeggio.

Arriva anche un addetto dell’ufficio del turismo di St Lucia con un cesto di frutta ed un Rum Punch ghiacciato, che gradiamo tantissimo nonostante l’ora.

Ci ballano un pochino le gambe, non sappiamo se è il mal di terra o il Rum Punch, ma ancora una volta chi se ne frega.

 

Un po’ storditi rientriamo in barca.

Siamo fermi. E’ incredibile, silenzio, nessun rumore. Siamo fermi.

Ci colleghiamo a internet e tutti scarichiamo le centinaia di mail e le centinaia di notifiche di facebook, twitter ecc.

Leggiamo qualcosa, scriviamo del nostro arrivo e poi a nanna.

Max si dovrà alzare tra 4/5 ore per fare il check in all’ufficio ARC, poi dovrà visitare l’ufficio sanitario, la dogana, l’immigrazione e la direzione porto.

 

Siamo fermi.

A letto siamo dritti.

Siamo fermi.

 

-

 

 

 

December 10, 2015

ARC - Day 18 - 9/12

Posizione 14°31N 58°51W

Questa sera, davanti ad un ottimo riso con la salsiccia abbiamo brindato alla nostra penultima cena a bordo in navigazione.
Ormai abbiamo preso il ritmo, se non fosse che abbiamo un obbiettivo davanti e che quindi abbiamo voglia di andare a terra, forse potremmo continuare ancora per moltissimo.
A cena abbiamo fatto alcune considerazioni riguardo i primi giorni, durissimi, i giorni di calma vicino alla porta di Colombo dove sembrava di essere in mezzo al golfo del Tigullio, a infine a questi ultimi giorni, dove abbiamo navigato veloci e sicuri come se fossimo dei navigatori oceanici da competizione.

La verità è che una traversata oceanica non è una passeggiata, la barca viene messa a dura prova così come l'equipaggio viene sballottato psicologicamene e fisicamente.

In questa edizione della ARC ci sono stati diversi problemi alle barche: chi ha perso l'albero, chi ha rotto il boma o il tangone, chi ha imbarcato litri di acqua per una ondata, chi ha addirittura abbandonato la barca per una via d'acqua. Così come gli infortuni non si sono fatti mancare, tutti gestiti molto bene dall'organizzazione insieme al MRCC (Maritime Rescue Center Coordinator).
E' la prova che nonostante si dica essere una Milky Route (una rotta agevole "al latte") essa può invece creare parecchi problemi.
Per chi in futuro dovesse affrontare questo tratto di mare consigliamo, dalla nostra esperienza, di non sottovalutare nulla.

Roberto nel post di quest'oggi su http://blog.veleggiando.it affronta appunto alcuni miti da sfatare riguardo la traversata atlantica.

Nelle prossime settimane, appena saremo rilassati, dopo qualche bagno e qualche pinacolada, cominceremo a raccontare i nostri punti di vista e le esperienze acquisitite in queste settimane, su come attrezzare la barca e quali accorgimenti portare ad una normale barca da crociera per affrontare al meglio questa traversata. Alcuni di essi li abbiamo messi in pratica prima di partire, utilizzando le esperienze altrui, altri li abbiamo imparati sulla nostra pelle.

Oggi giornata di grande pescate, abbiamo preso due grossi pesci, ma questa volta hanno vinto loro, portandoci via due terminali in Carbon Fluoro.

A domani.
Navigation Report
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At 10/12/2015 11:24 (utc) our position was 14°33.81'N 058°42.39'W
SOG:6.7Kt COG:260T
WIND:18Kt from ENE
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December 9, 2015

ARC - Day 17 - 8/12

Posizione 15°01N 56°06W

Purtroppo il nostro augurio di una notte tranquilla non ha portato bene.
Durante la notte l'onda è aumentata e complice il poco vento abbiamo ballato tutta la notte la samba.
Impossibile dormire a letto.
Solo la mattina la situazione è migliorata lasciandoci dormire qualche ora.

Il vento è in deciso calo, ma le miglia continuano a diminuire.

Ormai puntiamo sul cibo. A pranzo stiamo leggeri e la sera mangiamo piatti più ricercati.
Questa sera abbiamo mangiato le Fajitas di pollo, utilizzando un kit della OldElPaso con tanto di tortilla calde.
Molto buone, un ottimo diversivo.
Sono state accompagnate da un bottiglia di due litri di birra scura artigianale regalataci a Trapani prima della nostra partenza, dal mitico Geometra D'Amico che salutiamo con affetto, ottima birra, davvero buona.

Non diciamo che la notte dovrebbe passare tranquilla, perchè ormai porta sfiga.

Abbiamo saputo con piacere di avere una giovane lettrice, ciao Matilde, ci vediamo presto !

A domani

.

Navigation Report
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At 09/12/2015 11:29 (utc) our position was 15°01.34'N 055°58.61'W
SOG:5.8Kt COG:273T
WIND:14Kt from ENE
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December 8, 2015

8 Dicembre - elucubrazioni Atlantiche. By Alex

Oggi è l'8 Dicembre, giorno dell'Immacolata, questo vuol dire che ieri era il 7 di Dicembre, Sant Ambrogio, giorno in cui dalle nostre parti a Milano, si fanno gli alberi di

Natale, si addobbano le case, si accendono le luci e la Città inizia la sua frenetica e sbarlucicante preparazione al Natale.
Ieri a bordo di Y2K invece, Max ha addobbato il nostro plotter cartografico inserendo una nuova cartuccia che soltanto qualche mese fa, a pensarci, ci ridevo a crepapelle. La

cartuccia recita: "Mar dei Caraibi". Un pensiero folle, Y2K sta solcando il Mar dei Caraibi.

A casa si fa il ponte dell'Immacolata, noi prendiamo il sole, ronfiamo, mangiamo, seguiamo più o meno il ritmo dell'Oceano e delle rollate di Y2K. Ci sono giorni in cui sono

in formissima tipo "faccio tutto io". In questi giorni parto in quarta e comincio pulire la barca (che versa in stato vagamente indicibile), sistemo il frigo - e scopro anche

che in fondo ad un ripiano qualcuno ha conservato un pò della terrificante sbobba preparata da Max durante i giorni "Gagliardi" (Copyright ZoomaX, all rights reserved) dentro

ad un contenitore di plastica trasparente che si è pure gonfiato. Fa paura, un'arma chimica, un X-Files vero e proprio. Finisce in mare prima della mutazione finale. Preparo

pranzetti tipo uova e bacon (cibo sano insomma) penso a fare torte, poi desisto perchè spiaccicherei farina e marmellata tutto intorno a me. Faccio il giro in coperta a

raccogliere i cadaveri rinsecchiti dei pesci volanti che si suicidano sbattendo su Y2K e provocando macamenti nell'equipaggio per i violenti tonfi notturni. Altri giorni mi

piglia ancora una specie di vomitino, non riesco a dormire perchè il mare è incrociato e mi stravacco in cuccia in stato vegetativo-vigile.

I turni di notte sono diventati quasi una piacevole routine, ronficchio sottocoperta, mi dedico a qualche videogioco sul telefonino, dò una controllatina fuori ogni 20

minuti, sparaflashata con il radar per groppi - il mio incubo persecutore atlantico "Max prendi una mano alla randa per la notte ? Sai per i groppi..." mugugno del Capitano

che poi però obbedisce in silenzio - o per le navi e ammiro stellate pazzesche.

Mancano poco più di 380 miglia a Santa Lucia e adesso con l'avvicinarsi della nostra destinazione, sì che cominciamo ad avvertire il nodino allo stomaco, insomma, non vediamo

l'ora di arrivare. Ogni giorno circoletto la data sul calendario appeso in cucina e ci scrivo sotto le miglia mancanti. Stikazzi, erano più di 2700 quel giorno di Novembre,

quando lasciata Gran Canaria siamo stati shakerati "Gagliardamente" (Copyright ZoomaX, all rights reserved) e ridotti a condizioni misere.

Sono giorni che non tocchiamo le vele - forse dopotutto quei pazzi visionari del pigiama avevano un pò di ragione ? - navighiamo a farfalla sui 7 nodi. Ci prepariamo

antipastini, pranzetti e cenette mica da ridere. Peschiamo anche mica da ridere. L'argomento clou di questi giorni è il matrimonio di Roby e Tita, essi perchè sti due qui si

sposano a Santa Lucia e mentre la Tita impara a memoria la formula da recitare (in inglese) davanti all'officiante e pensa a come si vergognerà a scendere sul pontile vestita

da sposa, io ho un brivido: per l'occasione ho portato un vestitino carino di seta a sfondo giallino chiaro con spennellate acquerellose che stilizzano dei bei margheritoni

(piantatela di ridere è bellissimo ! Vedrete le foto) ma non ho preso le scarpe. Cioè ho dei sandali rossi che non c'entrano una mazza e le uniche cose ai piedi che possano

fare pan dan sono le hawaianas gialle e verdi, roba degna da "Ma come ti vesti ?!". Bho, o ci vado scalza al matrimonio o trovo qualcosa in loco, non so una cosa rasta. Ohè

questi son pensieri eh ? Da passarci le notti durante le guardie...

Eppoi ci sono i capelli. Se Tita e Roby sono a posto perchè sono in giro da poco più di due settimane, io e Max siamo "rustici". Max in perfetto stile Napo Orsocapo (per chi

non sapesse, famoso cartone animato anni 70 in cui il protagonista, un orso, vantava una capigliatura molto afro, Michal Jackson dei bei tempi per intenderci), io in perfetto

stile "ma.. il colore dei tuoi capelli sarebbe ?". La Tita mi tranquillizza con frasi rassicuranti: "Dai, Max va dal barbiere a Santa Lucia, eppoi io ho il ferro. Te li

sistemo io i capelli". Sarà, a me vien da ridere a pensare alla scena finale.
Il vang si è messo a cigolare, un rumore che si aggiunge alla spaventosa cacofonia di cigolii prodotti dalla barca, tutti i giorni e tutte le notti. Lo spruzziamo di WD-40,

di lubrificante al teflon, di prodotti nanotecnologici futuristici, ma quello ci ignora e continua il suo assurdo cigolio. Che vang testardo... a pensarci bene, dovevo

cospargerlo con i resti della terrificante sbobba mutante di Max, o smetteva definitivamente di far rumore o si scioglieva (e comunque smetteva di far rumore).

Mancano dunque poco più di 380 miglia e i nostri desideri più proibiti diventano: un hamburger, una fiorentina, le patatine fritte, il gelato.

Pensiero conclusivo: ma nel momento in cui ormeggiamo al marina di Rodney Bay di Santa Lucia, ma riusciremo a camminare dritti o ondeggeremo paurosamente ? E riusciremo a

dormire su una superficie immobile, ferma, non rollante, senza rumori e cigolii ? O ci ritroveremo tutti a prua a preparare sbobbe X-Files terrificanti per vincere il mal di

terra ?
Navigation Report
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At 08/12/2015 20:10 (utc) our position was 14°57.28'N 054°27.18'W
SOG:5.5Kt COG:272T
WIND:19Kt from NET
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ARC - Day 16 - 7/12

Posizione 14°59N 53°29W

Oggi è Sant'Ambrogio, di solito è il giorno della preparazione dell'albero di Natale.
Da casa ci arrivano messaggi di chi effettivamente sta facendo l'albero.

Noi invece stiamo passando un 7 Dicembre diverso, molto diverso dal solito.

Oggi è una giornata caldissima, in cielo nemmeno una nuvoletta, anche le nuvolette dell'aliseo sono assenti, niente, cielo azzurro terso a perdita d'occhio.
Anche il vento è diminuito ce lo aspettavamo dalle previsioni GRIB che abbiamo scaricato.
Purtroppo ritarderemo le nostre previsioni di atterraggio, ci vorrà un poco di più.

La mattinata la passiamo a poltrire al sole, facendo il bagno con secchiate d'acqua di mare, che dopo la prima, diventano decisamente piacevoli visto che la temperatura dell'acqua è altissima: 28,5 gradi.

A pranzo gli Chef Roby&Max ci hanno deliziato con un carpaccio misto di ricciola e dorado accompagnato da una insalatina fresca e profumata, mentre a cena lo Chef Max ha preparato un ottimo pollo al curry accompagnato da riso basmati, purtroppo la presentazione lasciava molto a desiderare per l'assenza di coppapasta a bordo :-))) ahahah

Oggi è stato impossibile effettuare i consueti collegamenti radio delle 13 e delle 20, si sentiva a tratti Laguna e Giuliana, ma non siamo sicuri che loro ci sentissero.

E' prevista una nottata tranquilla con poco vento (12-15kt).

A domani

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Navigation Report
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At 08/12/2015 10:34 (utc) our position was 14°59.65'N 053°28.04'W
SOG:5.9Kt COG:265T
WIND:13Kt from ENE T
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December 7, 2015

ARC - Day 15 - 6/12

Posizione 14°52N 50°57W

Durante la notte ci perseguitano i groppi.
E' un continuo zizzagare per evitarli.
Al mattino, con le prime luci dell'alba il cielo è plumbeo, sembra la pianura padana in novembre.
Ogni tanto piove ma i groppi ci sono ancora e quelli vogliamo evitarli.
Purtroppo finiamo in uno di essi, piccolo per fortuna con poco vento e poca acqua, però questa contribuisce ad una piccola puliza di Y2K che ne aveva proprio bisogno.
Durante il groppo un pesce abbocca all'amo ! Roby in preda ad una gioia violenta, si toglie la cerata e comincia a tirare il pesce in acqua gridando "Titaaaaaa la telecameraaaaa!". La Tita che gli risponde "ma lascialo lì Roby, fai passare il groppo!"
E così, mentre il piccolo groppo continua a rovesciare un poco di acqua su di noi, arriva a bordo un altro bel Dorado di 11,7 kg. L'esemplare più grande mai preso da noi.
A bordo le fanciulle cominciano a non avere più voglia di pesce, decidiamo di metterlo sotto vuoto e di mangiarlo fra qualche giorno.

Oggi Max è intento a far funzionare "Idropino" (l'idrogeneratore), la watt&sea ha risposto alla mail di richiesta info con una sola frase: problema elettrico, controllare i cavi della trifase.
Inutile nascondervi le bestemmie ed i boffonchiamenti di Max, ma per non lasciare nulla di intentato, controlla tutti i cavi e le connessioni.
Rimettiamo in acqua Idropino e... niente ancora rumore.
Produce energia ma con un rumore molto fastidioso, simile ad una vibrazione molto forte.
Max si mette a ragionare, sfoglia il manuale ormai consunto e fra le righe legge: "il regolatore deve essere posizionato in verticale per consentire alle alette di rimuovere il calore".
Il nostro regolatore, al momento, è in posizione orizzontale.
Il produttore non fornisce alcuna staffa per il posizionamento ma solo due adesivi DualLock che durante i primi giorni della navigazione hanno ceduto, così Max l'aveva posizionato orizzontale per non farlo muovere.
Non capiamo il senso, ma puliamo per bene la zona con un sgrassante, aggiungiamo colla e riposizioniamo il regolatore in verticale.
MIRACOLO! Ha cessato di fare rumore.
In realtà dura poco, dopo 30 minuti ricomincia il rumore.
A questo punto proviamo a spegnere e riaccendere, come dice Zio Bill (Gates) spesso si risolve tutto.
Issiamo a bordo Idropino, disconnettiamo il positivo dal regolatore per farlo spegnere, attendiamo 10 secondi e riaccendiamo.
Caliamo di nuovo in acqua Idropino ed il reset sembra aver funzionato, di nuovo silenzioso.
Purtroppo verso le 22 ricomincia il rumore, decidiamo di fregarcene e di continuare, abbiamo bisogno di quell'energia.
Alle 6,30, forse stufo di vibrare, Idropino, torna, da solo, a miti consigli e tace nuovamente.

Sinceramente non sappiamo quale possa essere il problema, molto probabilmente il regolatore.
Abbiamo già scritto alla Watt&Sea il comportamente e speriamo di ricevere assistenza a St.Lucia o in Martinica.

Nota del giorno: Oggi durante la tarda mattinata, poco dopo il piovasco, il vento è scomparso come se avessero spento il ventilatore: 18Kt-->OFF. Ci siamo trovati a ciondolare per oltre mezz'ora in attesa del vento, che così com'è scomparso è riapparso come prima.
Nota 2 del giorno: abbiamo visto, da lontano ma distintamente, due capodogli, oppure due volte lo stesso, saltare fuori dall'acqua e ripiombarci con un bel tuffo ! Spettacolare.

E per domani buon Sant'Ambrogio a tutti !

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Navigation Report
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At 07/12/2015 10:21 (utc) our position was 14°51.76'N 050°52.84'W
SOG:7.4Kt COG:257T
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December 6, 2015

ARC - Day 14 - 5/12

Posizione 14°59N 48°05W

Oggi è la giornata dei festeggiamenti.
Siamo a meno di 1.000mg dal traguardo.
Se tutto va bene ed il vento continua a soffiare con questa intensità entro il 11/12 dovremmo arrivare.
E' incredibile come pian piano si vada avanti, come le miglia passano sotto la chiglia.
Adesso abbiamo un pochino voglia di arrivare, non per stanchezza, ma perchè vediamo l'obbiettivo vicino.
Ci chiediamo se riusciremo a stare in piedi una volta toccata terra, oppure se barcolleremo per qualche giorno in preda al mal di terra.
Sognamo di dormire una notte intera senza ballare, senza fare un turno, senza sentire la sveglia per alzarsi, senza dover andare davanti al radar per controllare i groppi.
Stiamo vivendo una grande e bella avventura, in ottima compagnia, l'affiatamento è ottimo, davvero non potevamo pensare meglio.

A pranzo oggi ce la siamo proprio goduta.
Dopo un bell'antipasto di formaggi e sottaceti, abbiamo cucinato il Dorado preso un paio di giorni fa, preparato ancora alla griglia con un poco di salmoriglio accompagnato da una ghiacciato bottiglia di Champagne messa da parte per l'occasione.
Ne abbiamo ancora un paio per l'arrivo.
Dopo pranzo Max e Roby sono svenuti in branda per un paio di ore, avevano bisogno di ricaricare le batterie e con la complicità dell'ottimo pranzo hanno fatto BINGO !

Oggi abbiamo anche passato la latitudine 45W e pertanto tirato indietro l'orologio ancora di un'ora.

Roby nel pomeriggio ha nuovamente calato la lenza in acqua, giusto per non farci mancare le proteine ed entro un paio di ore una bella ricciola è venuta a bordo. Non è grande da sfamarci, ma l'abbiamo già indirizzata verso l'aperitivo di domani. E' un mare pescosissimo, spesso è come ordinare da mangiare.
Non ditelo a nessuno, ma qui forse anche Mik potrebbe riuscire a pescare !!!

Nel collegamento serale, la propagazione ci ha dato una mano, Laguna si sentiva forte e chiaro. Abbiamo sentito anche i ragazzi di My Dream (Le avventure di Maeva), stanno benissimo, purtroppo hanno rotto al Gennaker ed erano un pochino tristi. Sono sulla nostra scia a circa 180mg. Abbiamo promesso loro che li aspetteremo in banchina con qualcosa di ghiacciato da bere.

A domani.
Navigation Report
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At 06/12/2015 10:15 (utc) our position was 14°59.86'N 048°00.68'W
SOG:7.2Kt COG:258T
WIND:19Kt from NET
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December 5, 2015

ARC - Day 12 - 4/12

Position 15°05N 45°16W

Durante la notte, Max nota la spia del pompa automatica di sentina accendersi, pochi secondi che però hanno un grande significato: c'è acqua in sentina.
La mattina, nel tradizionale giro di controllo, Max trova un poco d'acqua nel gavoncino sotto il sedile del carteggio.
Una posizione alquanto strana, perchè è un gavoncino più alto della sentina, e sopratutto l'acqua non arriva dal basso, ma dall'alto.
Era presente nel controstampo un vecchio forellino di una vite, dal quel forellino zampilla, durante i rollii, un poco d'acqua.
L'acqua sembra salmastra, tuttavia è dolciastra e profumata e Max sostiene sapere di birra.

Controlliamo bene tutta la sentina.
Sappiamo di avere un dito di acqua dove custodiamo le lattine e i bottiglioni di acqua, prima di partire scoppiò un tubo dell'aqua dolce e non abbiamo fatto in tempo ad asciugare perfettamente, ma non può esere quella.
Troviamo inoltre un poco di acqua vicino alle pompe del dissalatore, asciughiamo, controlliamo, ma nulla, nessuna perdita.

Non diamo molto importanza all'acqua trovata perchè davvero poca.

Alla fine della mattinata accendiamo il dissalatore, il mare è un pochino diminuito e ne approfittiamo per fare acqua senza che aspiri aria per via del rollio.
Il dissalatore prima va in blocco e poi le pompe non ne vogliono più sapere di accendersi.
Verifichiamo la corrente, arriva sia al blocco dissalante che alle pompe, ma queste niente non ne vogliono sapere di partire, sono in blocco.

Con l'aiuto da casa di Mik, controlliamo il pressostato, un sensore a valle delle pompe, che verifica eventuali sovrapressioni e blocca le pompe. Questo è completamente ossidato e corroso, in più ci accorgiamo che è lui che fa perdere acqua nel gavone, il pressostato è rotto e crepato.
Non senza fatica troviamo dei raccordi, eliminiamo il pressostato ed il dissalatore entra in funzione senza perdite.

L'acqua nel gavoncino però continua ad esserci, nel pomeriggio quindi apriamo il grande gavone con tutti gli abbeveraggi e troviamo un disastro.
Molte lattine di birra e acqua tonica sono vuote, almeno 24/30 lattine sono finite in sentina. Non si capisce dove e come si siano rotte, sul fonto hanno una infiorescenza, segno di corrosione dell'alluminio, ma non erano a contatto con nulla se non con il pavimento della sentina.
Un mistero davvero.

Togliamo tutto, ripuliamo, controlliamo una ad una le lattine di birra e ne scopriamo altre con una piccola via di perdita.
Una esplode in faccia a Max con grande risate di tutti.

Arriveremo a St Lucia senza birra.

Praticamente il giorno 4/12 per noi è stato una giornata da idraulico !

Ci consoliamo la sera con una mega pastasciutta con la pancetta.

Domani, 5/12, sarà un gran giorno, ci mancheranno meno di 1000mg all'arrivo !

A domani.
Navigation Report
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At 05/12/2015 11:07 (utc) our position was 15°06.37'N 045°12.03'W
SOG:6.9Kt COG:266T
WIND:19Kt from NET
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December 4, 2015

ARC - DAY 12 - 03/12

Position 15°33N 42°29W

Le giornate proseguono con la solita routine.
A bordo l'allegria regna nonostante il rollio della barca.
Negli ultimi due giorni tutto è stato caratterizzato dal rollio e dall'impossibilità di lasciare oggetti liberi dal muoversi in giro.
I nostri pranzi e le nostre cene sono delle comiche.
Bisognerebbe avere 4 mani per tenere tutto.
E' normale che Roby abbia rovesciato addosso una birra a pasto, ormai è una tradizione che cerchiamo di rispettare giorno dopo giorno, anche se Roby ormai tiene sempre il bicchiere vuoto per evitare ribaltamenti.

E' un paio di giorni che abbiamo l'idrogeneratore Watt&Sea a bordo, andiamo forte e non riusciamo a rimetterlo in acqua, il meccanismo di posizionamento è davvero un piccolo neo di questo bell'oggetto. Domani sicuramente andremo un pochino al vento per rallentare e posizionarlo. La sua assenza ci obbliga ad accendere il generatore sia al mattino che alla sera per un paio di ore.

Ieri sera per cena abbiamo mangiato alla griglia metà del Dorado che abbiamo pescato ieri. Squisito !

A domani.

.
Navigation Report
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At 04/12/2015 19:00 (utc) our position was 15°24.24'N 043°13.90'W
SOG:5.4Kt COG:255T
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December 3, 2015

ARC - DAY 11 - 2/12

Posizione 15°47N 39°07W

La mattinata inizia con Max che urla: "Roby c'è la canna che è partita, ha abboccato qualcosa".

E così che passiamo la giornata a pescare.
Facciamo un passo indietro.
La scorsa notte la lenza della nostra canna da pesca è rimasta a fare il bagno, ce la siamo dimenticata, normalmente la notte la rimuoviamo.
La mattina notiamo che dal rocchetto, mancano diversi metri, qualcosa ha abboccato e poi se n'è anche andato, meglio così, almeno ci ha lasciato la canna ed un po' di filo.
Non sistemiamo subito il tutto e sotto coperta iniziamo la routine giornaliera, colazione, comunicazioni, posizioni, ecc.
E' questo punto che Max dal bagno sente la frizione della canna urlare "bizzzzzz".
Roby con un gesto agonistico di altri tempi, salta sulla panca ed afferra il mulinello urlando: "E' enorme!", in effetti la nostra Mitchell da 40lbs era piegata a 90 gradi nel suo porta canne legato per sicurezza con due cime al rollbar. Al momento impossibile togliere la canna dal porta canna per iniziare il combattimento con la bestia.
Il pesce inizia a stancarsi, non riusciamo a rallentare la barca perchè siamo con il fiocco tangonato e pertanto Roby inizia a recuperare lenza lasciando la canna ancora al suo posto, pian piano ogni volta che il pesce allenta il tiro.
A circa metà del recupero il pesce si slama... voilà ! Peccato o forse meno male perchè di sicuro era enorme, rimarrà solo la curiosità di capire di cosa si trattasse.

Dopo una breve controllata all'esca ricaliamo e nel giro di pochi minuti abbocca ancora qualcosa di grosso.
Da come tira sembra una preda un poco più piccola di quella di prima.
Roby comincia il recupero, lasciando sempre la canna nel portacanne, ed ad un certo punto STRAAAAACK !!! la canna prende il volo e rimane a mezz'aria tirata verso il mare dal pesce e verso la barca da due sagolette. Il manico della canna sì è rotto prorpio vicino all'attacco del mulinello. Pazzesco.
Prendiamo la canna, ormai inutilizzabile e la portiamo a bordo, Roby con dei guanti in neoprene e tanta pazienza riporta a bordo un bel Dorato di 8kg.
Abbiamo sofferto, ma che soddisfazione. Foto di gruppo e via a fare filetti e carpaccio.
Una curiosità, il Dorado aveva da pochissimo catturato un pesce volante di circa 20cm che era ancora nel suo stomaco praticamente intatto.

Una buona parte del Dorado viene consumato a pranzo, crudo condito con lime, olio e accompagnato da un avocado. Stessa ricetta di qualche giorno fa che ci aveva lasciato un po' di languorino perchè era poco, oggi ci siamo fatti una bella scorpacciata accompagnando con una delle ultime bottiglie di Prosecco.

Abbiamo una bella scorta di proteine fresche che dovremo solo decidere come consumare, canna a bordo e si pescherà di nuovo quando finiremo di mangiare questo pesce.

Prima di sera il vento ruota di oltre 20° a Nord, dobbiamo lasciare la nostra confortevole navigazione con tangone e passare al classico lasco, portando il genoa dietro alla randa.
La navigazione diventa subito un pochino più agitata, anche se più veloce.
Purtroppo durante la notte il vento è previsto in aumento, cosa che infatti regolarmente avviene, andiamo spesso con 25kt e raffiche superiori.
Veleggiamo con una mano alla randa e il fiocco parzialmente rollato, spesso oltre i 9kt. La barca è a suo agio, i suoi occupanti meno.
Le montagne d'acqua a poppa tornano come nei nostri peggiori incubi, ma sono decisamene inferiori a quelle dei primi giorni della traversata.
La vita a bordo è abbastanza un inferno, il rollio violento della barca ti obbliga ad agrapparti spesso con due mani.
Cenare è stata una impresa.
Purtroppo sarà difficile dormire stanotte, ma nelle prossime 36/48 ore è prevista una piccola rotazione a E ed una leggera riduzione dell'intensità del vento fino a 18/20kt.

St Lucia arriviamo !


Navigation Report
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At 03/12/2015 09:51 (utc) our position was 15°48.31'N 039°04.90'W
SOG:7.2Kt COG:261T
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December 2, 2015

ARC - 10 Day - 1/12

Posizione 16°26N 36°07W

Stiamo viaggiando alla grande !

La vita a bordo procede serena e con la classica routine dettata dai turni notturni e dai pranzi.
La giornata la teniamo libera.
L'importante è avere sempre qualcuno presente e vigile.
Il mare è di nuovo mosso, ovviamente ci sono 18/20 kt, quindi le onde di 2/2,5mt, che ci arrivano da poppa, qualche volta ci fanno rollare più del solito, nulla di paragonabile ai primi giorni ovviamente ! Ci stiamo abituando, perchè anche dormire non è facile.

Intorno a noi davvero nessuno. Ormai le guardie le facciamo da sotto coperta e ogni 20 minuti circa si esce per dare una occhiata all'orizzonte, al radar e alla attrezzatura. Tutto molto tranquillo anche questa notte.

Dopo molto tempo abbiamo scaricato la classifica della nostra categoria, 1B, non per fini agonistici ma per capire se stiamo andando davvero meglio.
Effettivamente stiamo recuperando su tutte le barche, meno che sulle prime due che vanno fotissimo, il numero 74 un XC56 ed il numero 41 un Baltica 64.
Sono due barche molto più grandi di noi, molto più veloci e tra l'altro viene anche da chiedersi cosa diavolo ci fanno nella nostra categoria !?!??!
Comunque, abbiamo visto che stiamo andando bene, la nostra VMG (è una formula che descrive la reale velocità verso il punto di arrivo) è molto vicina alla reale velocità della barca, segno che stiamo andando bene.
Abbiamo guadagnato anche una posizione, siamo 21^.
L'unica velleità agonistica che ci vogliamo permettere sono:
1) non arrivare ultimi
2) arrivare davanti a alla barca 102 Jandamarra, la gemella di Y2K che ora si trova 154mg davanti, ma siamo in recupero.

La prossima notte passeremo la metà delle miglia da fare per arrivare a St Lucia, miglia teoriche.
Le miglia della rotta più veloce sono 2800, la nostra rotta forse ne avrà alla fine ben oltre le 3000, ma da domani, visto che dobbiamo solo andare dritto ormai, avremo meno di 1400mg da percorrere. Domani Champagne !

Oggi abbiamo pescato ancora una bella ricciola, roby quando l'ha vista non ci credeva e già la vedeva cotta!
E così anche ieri sera pesce al forno con patate ed erbe di provenza a cottura lenta. Squisitissimo.

Ieri abbiamo raggiunto e passato una barca spagnola di nome Bandolero che ci ha chiamato sul VHF. Si sono presentati ed hanno subito dichiarato di essere senza birra. Dalla voce dell'amico al microfono si intuiva. Troppo lontani per aiutarli con qualche lattina della nostra scorta, fosse stato acqua era diverso. Un saluto, ci vedremo in Martinica.

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Navigation Report
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At 02/12/2015 09:17 (utc) our position was 16°27.84'N 036°02.12'W
SOG:7.4Kt COG:269T
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December 1, 2015

La prima settimana in Atlantico - Considerazioni semiserie by Alex

Siamo in mare da 7 giorni e ho pensato fosse il momento giusto per tirare un po' le somme e buttare giù qualche pensiero, considerazione, commento su questa avventura che stiamo condividendo in quattro amici un po' pazzi, io, Max, Tita e Roby.

Premetto che anche se questo post è volutamente semiserio e un po' comico, tutto quanto descritto è REALE, realissimo, fino all'ultima virgola.
Y2K e il suo usuale equipaggio si trovano alle Canarie da quasi un mese ormai ed il tempo è sempre stato praticamente splendido: sole, caldo, brezze gentili, oceano azzurro e tranquillo. Insomma, un'eterna estate. Ma come da copione, ovviamente, tutto questo cambia un giorno prima della partenza della trentesima ARC prevista per Domenica 22 Novembre 2015. Arriva un ventaccio freddo da NE che porta con se nuvoloni, pioggia e tempo perturbato per i successivi giorni. Riceviamo un messaggio dai cari amici Anna e Paolo della ZoomaX: "partirete Gagliardi", ci scrivono. Poveri noi, non sappiamo ancora che l'aggettivo "Gagliardo" (Copyright ZoomaX all rights reserved) assumerà da lì a breve un significato del tutto nuovo.

Lasciamo il Marina di Las Palmas di Gran Canaria sotto la pioggia, l'aria è gelida ma noi supereroi la sfidiamo sfilando insieme a tutte le altre barche partecipanti in polo maniche corte blu ARC, logata Y2K e pantaloncini di cotone kaki, siamo fighissimi.

La meteo del weather super-forecaster della ARC (si, insomma, quello che ci manda i bollettini.) riporta vento da NE 18-25 nodi, onde altezza max 4 metri per almeno i prossimi 3-4 giorni. Ma occhio alla zona di accelerazione dell'Isola situata dove c'è l'aeroporto perché lì il vento si incanala fra Gran Canaria e Tenerife e si incacchia a manetta con rafficazze superiori ai 30 nodi. oookay tanto ci viene tutto da poppa.

La sirena della nave-comitato suona, la trentesima ARC parte. Noi ci lanciamo con il solo Genoa e facciamo inizialmente rotta Sud, scappando dalla fantomatica "zona di accelerazione" anche perché i 18 nodi non li vediamo manco di striscio e siamo subito sui 25 senza passare dal via. Appena fuori dal riparo di Gran Canaria ci troviamo un oceano ribollente, un vento furioso e ondoni gonfi e incrociati. Più andiamo avanti più il mare e il vento si fanno "Gagliardi" (Copyright ZoomaX all rights reserved) ma noi siamo adrenalinati al massimo, ci bardiamo per la notte con pantaloni tipo superpippo, primo strato termico, pantaloni in pile, felponi, cerata completa, calzettoni, stivali, giubbetto e cinture di sicurezza. Siamo fighissimi. Non mangiamo una mazza, dormiamo niente, siamo esaltati perché Y2K fila a 8,5/9 nodi come una "lippa" - dice Max, come un "missile" - dice Roby. La mattina del secondo giorno, passato l'effetto adrenalina, ci ritroviamo sotto un cielo plumbeo, un freddo cane, onde dai 4 ai 6 metri - che credetemi, sono masse d'acqua spaventose - che inseguono la nostra poppa, a volte si incrociano e ci sollevano spruzzandoci, il vento è fisso sui 28-30 nodi da NE con raffiche della durata a volte di molti minuti sui 35-38 nodi (alla faccia del super-mega weather forecaster della ARC), tutto molto "Gagliardo" (Copyright ZoomaX all rights reserved). Il nostro corpo è totalmente impreparato a questa esperienza da "pronti via" e specialmente sottocoperta è il delirio. Una centrifuga, una lavatrice. Noi supereroi fighissimi Y2K logati cominciamo uno dopo l'altro a crollare miseramente. Il pomeriggio, la sera e la notte di questo secondo giorno, il peggiore in assoluto dal punto di vista meteo - vento fisso sui 35 nodi, onde mostruose - sto malissimo, non sto in piedi, ho mal di testa, il pensiero del caffè mi fa diventare verde, mi attacco alla tazza del bagno di poppa e vomito in continuazione pensando (oh anima pura e ingenua.) "Ma pensa te ! Ma chi è quel bastardo che mi ha infettato con un qualche virus gastrointestinale, maledetto ! Chesfigadelmenga !" Eccomeno, il virus gastrointestinale chiamato Mal-di-Mare, io che in 50 anni non ho MAI avuto il mal di mare, io che non so manco cosa sia, cado in stato letargico, seguita a breve dal resto dell'equipaggio dei Y2K logati. Svengo in cuccetta senza mangiare e senza bere e rimango cadavere fino all'indomani. Costretti a calarci pillole di Xamamina e di Biodramina (pasticche per il mar di mare con caffeina per evitare l'effetto "mi cala la palpebra" acquistate per scherzo - tantononciservono - a La Linea Gibiliterra, probabilmente illegali nel resto del mondo). Compiere qualsiasi azione a bordo, anche la più semplice, richiede una concentrazione e uno sforzo epici, tipo ho sete ma il pensiero di aprire il frigo per prendere la bottiglia dell'acqua fresca mi terrorizza quindi vado di acqua calda puntellandomi fra il mobiletto del lavello e la cucina, focalizzandomi per evitare di essere catapultata da qualche altra parte alla successiva imbardata di Y2K e rovesciarmi tutta l'acqua dentro il colletto della cerata (che non tolgo quando vado di sotto per pochi minuti perché proprio non si può.). Andare in bagno poi, non ne parliamo neanche !!! Ercole e le sue 7 fatiche, un pivello da quattro soldi. L'incubo di noi fighissimi Y2K logati e da adesso anche impasticcati diventa "oh no, miscappalapipì". La teniamo il più possibile recitando mantra catartici in silenzio fino a quando siamo in procinto di esplodere. Poi siamo costretti ad affrontare il problema:
Vado-a-fare-la-pipì - Percorso infernale. T = il minuto esatto in cui capisci che i mantra non bastano più
T+1 - cerchi di sganciare la cintura di sicurezza e non ci riesci per 4 volte, poi finalmente libera
provi ad alzarti dalla panca, ma ricadi pesantemente indietro con grande botta di sedere.
T+2 - ti avvicini alla scaletta e cominci a scendere sottocoperta aggrappandoti ai tienitibene e svolazzando leggiadramente a destra e sinistra.
T+3 - raggiungi il quadrato, cerchi di evitare la frattura di tutte le dita di un piede mentre ti spiaccichi contro la porta del bagno.
T+4 - provi a toglierti il giubbotto autogonfiabile mentre i moschettoni della cintura volano tutto intorno
a te e mentre lo fai ti ritrovi sparato in cabina di prua.
T+5 - togli la giacca della cerata e la butti dove capita tanto non c'è modo di appenderla al suo posto.
T+6 - sfili gli stivali, rollata, inciampi, rollata, fiuuu sono in equilibrio, rollata, pattini con disinvoltura
sui tuoi bei calzettoni fino alla cabina di prua.
T+7 - togli i pantaloni della cerata cacciandoli giù a forza, rollata, ti schianti contro il tavolino del quadrato
provocandoti un ematoma esteso al gluteo destro, rollata, eviti i tuoi stivali per un pelo, rollata, finisci in cabina di prua.
T+8 - afferri la maniglia della porta del bagno e tenti di aprirla, rollata, si apre la porta violentemente,
perdi la presa e atterri sul mobiletto della cucina, rollata, ti giri e sbatti la testa contro le arance
che dondolano placidamente nella loro bella retina. Trauma cranico.
T+9 - entri in bagno mentre tutto intorno a te vibra. Adesso la parte più ardua: aprire quelle stramaledette valvole
delle prese a mare, loro e chi cacchio le ha inventate. Hai un caldo e una nausea infernali.
T+10 - ti siedi sull'asse della tazza, apri lo sportellino sotto il lavello, ci infili la testa per aprire le valvole
e pensi "che strano, qualcuno le ha spostate più in basso, mica erano lì prima", rollata, ti ritrovi ghigliottinata dallo sportellino.
T+ 11 - ti alzi barcollando, alzi l'asse, rollata, si richiude, la riapri, rollata, si richiude.
T+12 - cerchi di spogliarti in qualche modo puntellandoti con gambe, braccia e naso un po' come capita. Ti siedi,
rollata, l'asse ti sbatte sulla schiena.
T+13 - la fai tenendoti abbarbicata alla tazza con tutte le tue forze. Adesso devi pompare, provi a farlo da seduta,
rollata, rischi l'osso del collo picchiando la testa sulla porta del bagno, rollata, osso sacro distrutto sul bordo dell'asse.
T+14 - ti rivesti, chiudi le prese a mare bestemmiando in turco perché lo sportellino si richiude tentando di tranciarti le dita.
T+15 - apri la porta del bagno e vieni catapultata sulle arance che dondolano. Prendi una facciata da record e
ti ritrovi con la cosiddetta guancia a buccia d'arancia.
T+16, 17, 18, 19 e 20 - ti rimetti cerata, stivali e giubbotto mentre vieni frullata e spinta in tutte le direzioni.
Ti attacchi disperatamente alla scaletta per risalire, risali, rollata, ginocchiata paurosa sull'ultimo gradino,
altro ematoma, guardi la panca come un'oasi di salvezza, finalmente ti siedi, ti agganci ed esali l'ultimo respiro.
20 minuti per due gocce di pipì. Datemi i pannolini del mio nipotino please.

In tutto questo, Y2K è l'unica che sta bene. Lei viaggia con il suo pilota automatico "Ughetto" (che bolina stretto) e non ha affatto bisogno di noi. La sento urlare di gioia ad ogni surfata sulla cresta delle onde, raggiungendo quasi i 14 nodi, la sento gridare "fankulotuttikefigataandarecosì" mentre naviga dritta come un treno sui suoi binari a 9 nodi costanti. Lei non ha problemi, lei è "Gagliarda" (Copyright ZoomaX all rights reserved) e nonostante il suo equipaggio di fighissimi impasticcati, lei le condizioni "Gagliarde" (Copyright ZoomaX all rights reserved) le ama alla follia.

Il terzo giorno le condizioni meteo si placano, ci svegliamo con un sole pallidino e vento e mare in calo. Usciamo in pozzetto e ci diciamo "cavoli, non soffia più". Un'occhiata allo strumento del vento ci dice che in effetti ci sono ancora 25 nodi. A noi sembra di essere finiti in mezzo alla zona delle calme equatoriali. Non possiamo ancora smettere di prendere le pastiglie per il mal di mare perché siamo ancora tutti cadaveri. Cominciamo a mangiare, Max è l'unico in grado di mettersi ai fornelli e ci prepara una sbobba terrificante da una busta di minestrone liofilizzato. Ci sembra buonissima.

Scarichiamo meteo e grib, nella zona di mare in cui navighiamo il vento e il mare continuano "Gagliardi" (Copyright ZoomaX all rights reserved) ancora per giorni mentre nei settori più a sud le cose sono decisamente più miti, vento leggero (forse troppo) e onda di 1 metro max. Ci guardiamo nelle palle degli occhi e decidiamo di puntare decisamente verso Sud-Sud Ovest, perché a continuare così siamo sì veloci, ma arriveremmo a Santa Lucia con la cambusa intatta e decisamente morti, fighissimi, ma morti.

Navighiamo verso sud, piano piano il tempo migliora, il nostro corpo si abitua alla nostra casa rollante, ma ancora non possiamo fare a meno delle pastiglie. Finalmente cominciamo a dismettere gli indumenti pesanti e a indossare magliette e pantaloncini. Ci avviciniamo ai tropici. Ricominciamo a mangiare pasti decenti, a bere, iniziano gli aperitivi.

Tutte le barche che continuano a navigare nei settori nord sono molto veloci, ma navigano sempre con le solite condizioni "Gagliarde" (Copyright ZoomaX all rights reserved), noi ce ne infischiamo bellamente della classifica e cominciamo a prendere il sole in bikini e costumino.
Considerazioni finali - stikazzi che settimana. Le cose sono due: o davvero la ARC parte troppo presto per condizioni meteo marine stabili in Atlantico o tutti quelli che riportano traversate da sogno, tipo imposto le vele, mi metto in pigiama e navigo sparato fino alle Antille senza fare più nulla sono dei pazzi visionari, forse impasticcati di Biodramina.

Scherzi a parte, i primi tre giorni sono stati davvero duri, una partenza davvero "Gagliarda" (Copyright ZoomaX all rights reserved), forse troppo per noi alla prima esperienza di traversata Atlantica. C'è stato un secondo in cui ho guardato negli occhi Max e in silenzio ci siamo trasmessi il messaggio "forse non siamo buoni per sta cosa qui". Poi però, la consapevolezza di vivere il sogno di una vita a bordo di Y2K che corre felice nonostante il delirio circostante ci ha dato la forza di ammettere che anche questo avvio turbolento fa parte del sogno. Alla via così Y2K e equipaggio Y2K logato e impasticcato. Siamo felici.

Alex

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Navigation Report
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At 01/12/2015 11:43 (utc) our position was 16°47.59'N 033°18.98'W
SOG:7.2Kt COG:265T
WIND:3Kt from ENET
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ARC 2015 - Day 9 - 30/11

Posizione 16°47N 33°18W

Finalmente arrivato l'Aliseo.
Oppure forse sarebbe meglio dire che l'aliseo l'abbiamo trovato visto quanto siamo dovuti scendere a Sud per trovarlo.

E' da ieri sera che navighiamo bene a vela, ma ancora verso sud in quanto debole per farci navigare verso Ovest.
Questa mattina, eccolo, arriva.
Il mare si ravviva di schiumette bianche sulle creste, tutto intorno un ribollire, il mare si sveglia e con lui noi.
Prontamente ci mettiamo in rotta verso ovest, verso St Lucia. Armiamo il tangone per aprire il genoa e via.
Finalmente, dopo tanto tempo siamo di nuovo in rotta verso la nostra destinazione.

Da casa continuavano a chiederci, ma quanto andrete a sud ?
Noi sapevamo che forse oggi l'avremmo trovato, lui l'aliseo, ma non osavamo pronunciarci in modo sicuro, un po' per scaramanzia che per altro.

La giornata prosegue godendoci la navigazione, manovrando in coperta, spostando il tangone, strambando quando il vento cambia direzione.
Ora siamo al lasco con mure a dritta, per i profani della vela significa che il vento di colpisce sulla parte destra della barca.
Il tangone l'abbiamo lasciato montato, pronti ad un salto di vento, che ci permetterebbe eventualmente di poggiare e cambiare andatura.

Non che sia mai stato basso, ma l'umore a bordo è alle stelle, grazie anche alla ritrovata navigazione verso la destinazione.
Siamo in rotta e vediamo la meta.

A bordo abbiamo cambiato fuso orario, da oggi siamo a GMT -1, ovvero 2 ore indietro rispetto all'Italia.

Un nota degna di essere riportata. L'oceano Alantico è grande, ma i rischi di incrocio con altre navi sono sempre presenti. Ieri pomeriggio ci è passata davanti, incorciando la nostra rotta, a circa 2 mg, un mega petroliera di 230mt !! Ovviamente nessun pericolo, sia noi che loro erano bel visibili sia sull'AIS che sul radar... però occhio ! :-)

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Navigation Report
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At 01/12/2015 11:36 (utc) our position was 16°47.67'N 033°18.10'W
SOG:7.0Kt COG:268T
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November 30, 2015

ARC - DAY 8 - 29/11

Posizione 17°19N 30°35W

E' incredibile.
Sì davvero incredibile, vedere l'oceano quasi completamente fermo.
Questa notte abbiamo dovuto accendere il motore per la propulsione. L'alternativa era rimanere fermi.
Queste ore di motore saranno conteggiate dalla giuria e ci verranno penalizate nel nostro totale.
Vogliamo però raggiungere il prima possibile la fascia dei venti in modo da liberarci ds queste calme.

Il frigorifero oggi non rafredda più. Smontiamo il mobile dove è incassato il compressore e troviamo la ventola che raffredda il radiatore ferma.
Basta sfiorarla per ripartire. Forse polvere. Già che ci siamo puliamo il gruppo.
Riaccendiamo... ma ci accorgiamo entro sera che non va come prima. La mimina temperatura che riesce a spuntare è 11/12 gradi.
Abbiamo ricevuto dei consigli di ripristino da Mik via mail (grazie come sempre) e domani vediamo di applicarli.
Non siamo preoccupati perchè su Y2K è presente un altro freezer/frigo a pozzetto, ma siamo partiti da ancora poco tempo per poter dire di farne a meno di uno.
Siamo ottimisti e domani vediamo di risolvere.

Per pranzo Max e Roby preparano un ricco aperitivo che gustiamo in pozzetto, mentre per la sera roby ci delizia di un'ottima pasta con pancetta, capperi e olive, davvero deliziosa.

Nel collegamento serale siamo solo in pochi, brutta propagazione, ma qualcosa di inaspettato accade !
La canna ha un pesce all'amo!
Roby indossa la cintura, la concitazione a bordo è alta.
Sembra che il pesce sia all'amo da un po' in quando eravamo a cenare all'interno :-(
Ormai è buio, illuminiamo con le torce l'acqua e quando ormai è vicino, vediamo la livrea di un splendido Dorado, è la Lampuga Mediterrane di dimensioni più grandi, ma ormai siamo in Atlantico e si chiamano Dorado, fa più figo no ? :-)
Il Dorado è grandino, prendiamo il raffio, Max si sporge e ZAC, al secondo colpo lo prende e lo issiamo a bordo.
Un discreto esemplare di 4kg ottimo per noi quattro.
Roby si dedica immediatamente alla pulizia del pesce che domani già tutti a bordo se lo immmaginano: "al forno con le patate", equipaggio affiatato !

La salute di Max oggi ha fatto passi da gigante, è sempre stato sfebbrato per tutta la giornata. Si sente benone anche se un po' debole.

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Guarda un altro punto di vista del viaggio su blog.veleggiando.it
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November 29, 2015

ARC - Day 7 - 28/11

Posizione 19°21N 29°42W

Ormai sono le tipiche giornate tropicali, caldo, cielo terso, qualche groppo e tanto tanto sole.

La navigazione oggi si è contraddistinta per il vento ballerino stile Mediterraneo, girava di 20/30 gradi, aumentava e poi scendeva.
Abbiamo provato varie configurazioni con le vele, fino a quando abbiamo scelto di andare al lasco a 120° rispetto al vento, così facendo riusciamo a creare un pochino di apparente e a raggiungere la folle velocità di 6kt.
Domani proveremo il Gennaker, e sicuramente andrà meglio, se il vento rimane ancora devole come da previsione.

Stiamo scendendo a SUD, dalle carte meteo scaricate all'altezza delle isole di Capo Verde c'è un po' più di vento, forse non è l'aliseo che ci aspettiamo, ma sono circa 15kt che ci andrebbero più che bene.

A bordo c'è comunque grande allegria, stiamo realizzando un sogno, un'avventura che ci rimarrà dentro per tutta la vita.

Nell'ispezione dell'attrezzatura del ponte di oggi abbiamo notato un candeliere mollo storto verso l'interno. Strano non averlo notato prima.
Ovviamente non può essersi stortato in navigazione. E' stato sicuramente un vicino di barca di Las Palmas, forse l'ultimo, molto maleducato che non ci ha detto nulla ed ha fatto finta di nulla. E' ovvio che non possiamo essere certi che sia stato lui, ma visto che lo conosciamo non gli manderemo a recapitare i nostri saluti, li porteremo direttamente appena lo incontreremo al Caribe.
La cosa che ci da più fastidio è che si tratta di una barca Italiana con equipaggio Italiano.
Ripetiamo, non siamo sicuri possa essere stato lui, ma è l'unica barca arrivata mentre non eravamo a bordo e che era davvero molto stretta fra noi e le altre barche.
Purtroppo oltre al candeliere storto, facilemente raddrizzabile in una officina, forse il bicchiere (dove il candeliere si collega alla coperta) è anche storto e forse anche il teak sotto è stato schiacciato, deve essere stata impressa una forza enorme contro un povero candeliere che non è lì per quello scopo.
Arrivati a Santa Lucia vedremo il da farsi smontando tutto.
Mik tieni pronto un bicchiere da portare a Natale (non di vino eh?)

La cucina a bordo comincia a creare sfiziosi piatti ed anche la prima bottiglia di vino bianco, con grande piacere della Tita, è stata stappata.

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November 28, 2015

ARC - Day 6 - 27/11

Posizione 20°59N 28°51W

Un giornata relativamente tranquilla segnata da poco vento e da molto sole, almeno fino al tardo pomeriggio.

Le ragazze, per la prima volta, sono state in pozzetto in costume da bagno.
Max ha ancora la sua febbre che va e viene, sicuramente un virus influenzale, anche a detta di Massimo, il mitico medico italiano che ci sta seguendo dall'Italia.
In 4/5 giorni passerà tutto.
Peccato che l'equipaggio, con l'assenza dai turni di Max si stia stancando, soprattutto Roby, ma hanno già detto tutti che appena il malato si rimetterà in sesto gli verranno dati, da quel momento alla fine del viaggio, anche tutti i turni di cucina e lavaggio piatti, oltre a doppio turno in pozzetto ! :-))

In questa zona di mare c'è al momento davvero poco vento, stiamo scendendo verso la porta di Colombo a 20°N 30°W, dove, chi più chi meno giura di aver sempre trovato l'aliseo, ad ogni modo l'importante e procedere verso St Lucia senza che i tre membri dell'equipaggio non si affatichino ulteriormente, il vento arriverà.

Ieri sera la Tita ha preparato un risotto con la zucca davvero degno di nota, da ristorante stellato, molto saporito e profumato.
La cosa strana è che a bordo non si stanno ancora bevendo alcolici, normalmente compagni ideali del marinaio, segno che la stancezza, lo stomaco o la voglia non è delle più alte.

Ieri sera nel collegamento radio delle 20 dopo tanto tempo abbiamo sentito Laguna, la propagazione ci ha aiutato per 20 minuti circa prima di sparire nell'etere nuovamente.
Abbiamo sentito Ghego che sta letteralmente volando verso St Lucia, sono molto a Nord ed hanno sempre avuto vento, non ci sentivamo con Claudio di My Dream, ma stanno procedendo molto bene, sono un poco più a Sud di noi ed hanno anche più vento, beati loro. Fabio con Kleronia è 50 miglia sulla nostra destra, stessa direzione e velocità.
Ed infine ci ha fatto un saluto anche il PaddyBoy, che erano in navigazione per andare alla Canarie.
Navigation Report
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At 28/11/2015 09:18 (utc) our position was 21°01.38'N 028°50.23'W
SOG:4.9Kt COG:216T
WIND:10Kt from NE
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November 27, 2015

ARC - Giorno 5 - 26/11

Posizione: 22°11N 27°14W Rotta 230° Velocità 5,5 kt

La giornata passa tranquilla, stiamo navigando verso sud ovest al lasco.
Vogliamo scendere ancora perchè siamo davvero stufi del mare mosso.
Sicuramente non troverema mai una giornata di calma, e sicuramente ci pentiremo di non avere vento, ma ne abbiamo bisogno, siamo un poco provati e sballottati.

Anche adesso, il mare è davvero mosso e ci sballotta, siamo in navigazione a oltre 7 nodi e sembra di essere in una lavatrice.
Ci siamo confrontati fra noi e tutti abbiamo bisogno di un po' calma, tanto non regatiamo, se ci mettiamo uno o ue giorni in più cosa cambia ?

Oggi abbiamo avuto un incontro molto ravvicinato con una barca Norvegese di nome Nelly 2. La navigazione avviene sulle stesse mura, noi siamo sottovento quindi avremmo il diritto di rotta, ma visto che siamo più veloci e raggiungenti dobbiamo manovrare. Max orza quel tanto da passare loro di poppa. Loro continuano la lora navigazione, ma quando ci sono davanti orzano per mettersi sulla nostra rotta. Max orza ancora e forse capiscono e continuano. Dopo meno di un minuto i norvegesi orzano repentinamente verso sinistra e si mettono a tagliare la nostra rotta, appena ci hanno passati poggiano e si rimettono a navigare. Max li chiama sul VHF, alla chiamata si vede movimento nel pozzetto, sembra che uno di questi si stia avvicinando alla radio, ma niente. Max richiama... niente.
A questo punto con l'altoparlante posizionato sull'albero Max si mette a urlare "Cosa state facendo? Dichiarate le vostre intenzioni!!" Questi forse un pochino spaventati poggiano di nuovo e ci passano nuovamente davanti continuando per la loro strada.
Ma tutti a noi !?!?!?!!?
Se vedete questa barca stateci attenti !

La sera a Max gli scoppia nuovamente la febbre, purtroppo alta e quindi anche stanotte è esentato dai turni. La mattina si sveglierà fresco come una rosa ma con un po' di mal di gola, finalmente un sintomo !

Durante la notte troviamo il nostro primo groppo (squall) tropicale. Un piccolo temporale, una sorta di nuvoletta di fantozzi, ma che può far molto male. In prossimità del groppo il vento può aumentare fino a 30kt e cambiare di direzione. Sono facilmente visibili anche di notte, per la loro forma.
Stanotte, stavamo navigando pianino, circa 5 kt, quando Ale si accorge del groppo (la nostra vedetta). Controllano sul radar ed effettivamente arriva nella nostra direzione.
Chiudiamo il Genoa, teniamo la randa aperta che era già con una mano la lasciamo con la ritenuta molto cazzata (vang, scotta e ritenute a ferro Mario Docet), la nostra strategia e quella di seguire il vento.
Il tempo di pensare, di agire ed inizia a piovere (sono molto veloci) Ale riesce a mettersi la cerata intera, ma non fa in tempo con gli stivali, Roberto solo la parte di cerata di sopra.
E' stato forte, ma non tremendo anche grazie al fatto che eravamo in regime di vento già debole.
Qual'è la vostra strategia per i groppi ?

A domani.
Navigation Report
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At 27/11/2015 09:38 (utc) our position was 22°12.58'N 027°13.68'W
SOG:5.4Kt COG:226T
WIND:12Kt from NE
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November 26, 2015

ARC - Giorno 4 - 25 Nov

Posizione 23° 46N 25° 35W direzione 250 velocità 7,2kt

DLa temperatura sta cambiando, fa molto più caldo sia di giorno che la sera.
Abbiamo navigato molto bene nelle ultime 24 ore, sempre tangonati mure a destra. Poi nel pomeriggio il vento é ruotato più a est ed abbiamo dovuto stambare.
Una manovra difficile, soprattutto con mare. Ci sono in gioco molte cime, un carica alto, due carica basso, la nuova scotta del Genoa. Il tangone non è pesantissimo, ma è davvero lungo e dobbiamo gestirlo con attenzione per non fare danni.

Purtroppo Max si è ammalato, un po' di febbre dovuta sicuramente ad un colpo di freddo. Un po' di riposo e un paio di pastiglioni giusti lo rimetteranno a posto.
La sera infatti sta già meglio ma con un ammutinamento dell'equipaggio viene esentato dai turni per la notte.
Per la cena Roberto prepara un ottimo spezzatino di manzo con molta verdura, davvero piacevole Bravo Roby.

La notte il vento gira. Abbiamo il fiocco tangonato sopravvento, si naviga bene, ma ci porta per rotta 290, troppo a nord.
Decidiamo di orzare e portare il fiocco sottovento senza togliere il tangone. La scotta scorre dentro la testa del tangone e pertanto non dovrebbero esserci problemi, proviamo e tutto fila liscio come da manuale.

Nei prossimi giorni ci sarà un calo del vento e delle onde.

Navigation Report
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At 26/11/2015 10:42 (utc) our position was 23°46.86'N 025°35.13'W
SOG:7.0Kt COG:235T
WIND:20Kt from ENET
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November 25, 2015

ARC - Giorno 3 - 24 Nov

Posizione 24° 43N 22° 54W direzione 280 velocità 7,5kt

Dicono tutti che dopo il terzo giorno va meglio ed effettivamente è successo così.

Questa mattina alle 8 quando Roberto è venuto su per cambio turno abbiamo ammainato Genoa, acceso motore, issata randa, montato i due carica basso per il tangone, le scotte del Genoa e abbiamo issato di nuovo il Genoa tangonandolo.

È sempre una manovra faticosa, per impegno di cime e di oggetti, farlo con la barca che si muove come una pazza non è stato piacevole, ma il mitico prodiere (Max) si è cimentato leggiadro in questa operazione.
Da questa mattina viaggiamo quindi ben poggiati con il vento quasi di poppa a velocità sempre sopra i 7kt, dovremmo ricuperare un po' di terreno perso.

Prima di sera, durante un momento in cui le raffiche erano molto oltre i 25kt, le ragazze ci hanno convinto a prendere un seconda mano alla randa.

La Barca non ha perso di velocità, ma è stabile e viaggia veloce. Giù dalle onde si naviga spesso oltre gli 11kt, poi nel cavo dell'onda tutto sembra finire e fermarsi per poi ripartite con la prossima onda.
Oggi finalmente un po' di sole, poco, ma quel poco ce lo siamo presi tutto, mangiando fuori allora di pranzo.

La meteo conferma vento 20/25kt per i prossimi 2/3 giorni, ma ci muoviamo velocemente e dei settori meteo più avanti sappiamo poco, ma la previsione, dai grib scaricati, dovrebbe essere la stessa.

Stasera mentre scrivo queste note, la luna illumina quasi a giorno il cielo, qualche nuvoletta, molte stelle.
La scia di Y2K ed pazzesca, bianca, spumeggiante, grande , ricorda le barche della VOR quando inquadrate dall'elicottero lasciavano una scia bianca lunga qualche centinaio di metri.

L'oceano ci ha fatto capire che cosa significa quando si adira leggermente. Devo dire che è stato un bel battesimo, ma ora ci capiamo, ci rispettiamo e forse ci farà passare indenni dall'altra parte.
Navigation Report
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At 25/11/2015 12:19 (utc) our position was 24°43.41'N 022°54.54'W
SOG:7.6Kt COG:272T
WIND:20Kt from ET
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November 24, 2015

ARC - Giorno 2

Posizione 25° 55N 19° 19W direzione 269 velocità 6,3kt

L'onda si fa sentire, tutto l'equipaggio, chi più chi meno ne sta risentendo.
Le previsioni dicono vento e mare in diminuzione.
Stare a bordo è difficile, la barca rolla moltissimo ed anche operazioni semplici come andare in bagno sono complesse.

Di giorno quando c'è il sole la temperatura è gradevole, si sta volentieri fuori, poi la sera rinfresca ancora molto.

A pranzo ho preparato un piatto di pasta con la salsa di pomodoro, con il metodo Soldini, ovvero con la pentola a pressione, impossibile pensare di avere sui fuochi una pentola di acqua bollente, il cardano della cucina durante i rollii arriva a fondo corsa!
La pasta non è venuta benissimo, leggermente scotta, ma non molto, forse perché la amo veramente al dente. Mio papà me l'avrebbe tirata in testa... O forse no?
Servita nella tazzotte del latte con un po' di parmigiano ha fatto la sua bella figura, Tita e Roberto hanno fatto anche il bis.

I turni di guardia proseguono benone. Dopo la prima notte che facevano turni ogni 2 ore siamo passati a 3, meglio gestibili per dormire.
Domani armeremo il tangone per il fiocco, così cominciamo a scendere un pochino verso sud e non si sa mai che anche la navigazione diventi più confortevole.

Abbiamo sentito alle 20 su SSB Ghego di Aldebaran, Fabio su Kleronia e molto lontano Claudio di My Dream. Stanno tutti benissimo.

Infine una breve nota sui consumi elettrici di bordo, dopo 2 giorni di navigazione, siamo in penuria di soli 50 amp, l'idrogeneratore lavora benissimo e se ci fosse più sole forse anche i pannelli direbbero la loro!
Navigation Report
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At 24/11/2015 11:41 (utc) our position was 25°44.10'N 019°48.59'W
SOG:6.7Kt COG:231T
WIND:16Kt from NE
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November 23, 2015

ARC - Giorno 1

Oceano Atlantico - 26°32'N 17°15W - Rotta 240 velocità attuale : 7,7

Ieri dopo tanta attesa finalmente la nostra ARC è partita.

La mattinata emozionante.
La banda di Las Palmas gira fra i pontili suonando ritmi locali e stranieri.
Le barche una ad una lasciano i pontili, gli amici salutano, le altre barcheancora all'ormeggio, accompagnano l'uscita con un suono di tromba.

L'uscita prevede di sfilare davanti alla Direzione del porto e poi davanti alla lanterna rossa del molo di sotto flutto, dove centinaia di persone si sono radunate per salutare il passaggio e la partenza di ogni singola barca.
Bellissima atmosfera, davvero toccante.

Quando usciamo dal porto sono già presenti almeno 150 barche intente a girare all'interno del bacino portuale, chiuso per l'occasione, in attesa della partenza.
Il vento previsto c'è, oltre 20kt da NE.
Le partenze saranno tre, prima i catamarani e gli open, quindi le barche da regata ed infine noi crocieristi.

La nostra partenza avviene con molta calma, ci siamo scelti una zona tranquilla e tagliamo la partenza vicino alla barca comitato un paio di minuti dopo il colpo di cannone.
Siamo stati conservativi e siamo partiti con la sola vela di prua issata.
La nostra velocità e più che buona, oltre 7 kt, fuori dal riparo delle dighe del porto il vento si fa sentire e anche le onde cominciano ad arrivare, tutto molto gestibile, alcune barche partite troppo invelate sono in difficoltà sbandando ad ogni onda.

La navigazione è davvero mossa, il vento spesso oltre i 30kt ed il mare con onde oltre 3 mt, più mediterranee che oceaniche, spesso ci fanno deviare la rotta di molti gradi fino a quando non troviamo rotta e velatura corretta.
Dobbiamo abituarci, certo sarebbe stato più bello avere un battesimo del mare atlantico un poco più tranquillo.

A bordo l'umore è altissimo, inizia la notte e con lei anche i turni.
Scegliamo di non mangiare, impossibile cucinare, ci accontentiamo di una zuppa liofilizzata che in questo contesto sembra di uno chef stellato.

Sarà difficile dormire, ma almeno ci riposeremo quando non saremo di guardia.

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Navigation Report
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At 23/11/2015 11:36 (utc) our position was 26°32.68'N 017°14.51'W
SOG:6.5Kt COG:241T
WIND:9Kt from NT
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November 21, 2015

ARC 2015 – Traversata Atlantica

numero ARC Y2K

Las Palmas de Gran Canaria, 28°07N 15°25W

Eccoci, ormai ci siamo, siamo alla vigilia della partenza. Sembra davvero ieri quando abbiamo iniziato solo a pensare a questa nuova avventura. L’emozione che nei giorni scorsi era nascosta o forse solo in parte allontanata e coperta dai mille impegni e dalle feste organizzate dalla ARC, è venuta fuori.
Guardiamo la grande carta Imray, la nr 100, North Atlantic Ocean Passage Chart, una carta nautica enorme che mai avremmo pensato di usare, era in un cassetto da anni ed oggi è sul tavolo da carteggio.

Eppure siamo qui, emozionati, contenti, felici, veramente al settimo cielo. Finalmente si parte per questa grande traversata, 2800 mg circa per arrivare alle Isole Antille, ai Caraibi. Noi atterreremo a Santa Lucia, dove la regata avrà termine.

bandiere ARC

In questi giorni è stato un susseguirsi caotico di manutenzioni, riparazioni, miglioramenti, modifiche e ritocchi, pulizia e poi ancora i seminari della ARC, dal rigging alla sicurezza in mare, alla meteo del Nord Atlantico, consigli per una corretta cambusa e come gestire al meglio il cibo, consigli per la navigazione con andature portanti. E alla sera ? Aperitivo in riva al mare e poi feste, feste, feste !
Sono state davvero due settimane intense.

Seminar 

Foto_festa-ARC

Il 16 di Novembre è arrivato finalmente il nostro equipaggio, condivideremo con Tita e Roberto questa fantastica esperienza, anche per loro la prima traversata atlantica e proprio per questo sarà bellissimo farla insieme a loro.

Domani 22 Novembre partiremo alle ore 13.00.
Il nostro numero sullo scafo è il 109, potrete seguirci ‘quasi’ in diretta, sia dal sito della ARC (fleet viewer) utilizziamo uno strumento. chiamato YellowBrick,  che ci è stato installato a bordo che invia automaticamente la posizione ogni 4 ore circa, sia attraverso il noto Youposition che verrà aggiornato da noi almeno un paio di volte al giorno.
In questa traversata potrete leggere due punti di vista diversi, perché anche Roberto attraverso il Blog della Vela ed anche il suo viaggio su YouPosition, pubblicherà il suo personale diario di bordo e sarà davvero simpatico leggere le differenze alla fina della regata.

Noi siamo pronti e voi ? Ci seguirete ?

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October 27, 2015

Gibilterra–Isole Canarie. Arrivo a Lanzarote

Lanzarote all'alba

Come previsto ci tocca andare di bolina per buona parte della notte, però almeno riusciamo ad andare a vela. La ventilazione, quando c’è, prevista in rotazione da N si mantiene purtroppo a W-SW. Le ultime ore di buio sono un apri genoa, chiudi genoa finché ci stufiamo e decidiamo di procedere a motore fino all’arrivo. Tanto la previsione è W forza ZERO.

Tiriamo indietro di un’ora il fuso orario della barca per rimanere in sincronia con l’ora Italiana.

All’alba siamo in vista della nostra meta, Lanzarote. L’impatto è forte, l’isola vulcanica è di un selvaggio quasi inquietante e, colpita dai primi raggi di sole, mostra sfumature nero-rossastre che ci ricordano vagamente Linosa.

Ci rimettiamo un pò in sesto, dopo 5 giorni e mezzo di navigazione siamo un pochino “rustici” Sorriso  sistemiamo Y2K riordinandola per benino in coperta e in pozzetto, riponiamo le cime in eccesso e ci prepariamo all’atterraggio.

Ci facciamo "belli"

Decidiamo di fermarci al Marina Rubicon che fra l’altro accoglie i partecipanti alla ARC in quanto convenzionato con il World Cruising Club e offre uno sconto del 15% sul prezzo del posto barca. Li chiamiamo e con estrema cortesia ci spiegano come effettuare l’ingresso in porto.

Entriamo nel marina alle 12:30 ora locale (qui siamo esattamente GMT), facciamo rifornimento di gasolio subito e poi ce ne andiamo al posto a noi assegnato. Siamo alle Canarie, il primo passo della nostra Avventura è completo.

Y2K ormeggiata a Marina Rubicon - Lanzarote

RIASSUNTO DELLA NAVIGAZIONE – ALCUNI DATI:

- Miglia totali navigate da Gibilterra: 603mg
- Tempo totale navigazione: 122 ore
- Navigazione a motore: 71 ore
- Navigazione a vela: 51 ore
- Velocità media: 4,94kt
- Gasolio consumato: 152 lt
- Prezzo gasolio a Gibilterra: 0,48€ / lt
- Prezzo gasolio a Lanzarote: 0,899€ /lt
- Prezzo gasolio in Italia: oltre 1,400€ /lt

L'Oceano Atlantico liscio come l'olio.

L’Oceano Atlantico ci ha accolto con gentilezza e benevolenza. Ci ha cullato dolcemente con i suoi ondoni gonfi e lunghi, ci ha mostrato una superficie talmente calma da riflettere le nuvolette, ci ha fatto provare 24 ore di ebbrezza con andatura portante sotto un cielo stellato da brividi. Ci ha anche ammonito a non dimenticare le sfide quotidiane del nostro recente passato con il vento sempre sul naso, le boline, gli smadonnamenti. Ecco l’Oceano ci ha preso “per mano” e ha sussurrato sommessamente alle vele: “Benvenuta Y2K, guarda cosa ti aspetta durante il viaggio che farai insieme a me. Ti spingerò veloce e ti dondolerò. Navigherai  così tante miglia senza fatica. Certo non posso prometterti che sarà sempre così, ma se tu mi ascolterai farò del mio meglio.”

P.S. NOTA:  Quelli come sopra sono i pensieri un pò psichedelici che nascono durante le bolinate notturne o le smotorate galattiche in oceano e non sono frutto di uso di sostanze illegali… al massimo un pò di rum Sorriso

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October 26, 2015

Gibilterra - Isole Canarie. Giorno 5

26 Ottobre 2015
Posizione: 29°54.12N, 12°42.10W
Rotta: 217, Velocità 5.2kt

Bolinona cosmica notturna con brezza da W, qualche calo di vento, ma tutto sommato andiamo abbastanza. Un pò prima dell'alba però la brezza muore e ci tocca riaccendere il motore. Il sole sorge finalmente in un cielo azzurro, costellato di nuvolette simili a batuffoli di cotone. Sembrerebbero proprio le classiche nuvolette dell'aliseo, ma senza aliseo :)
Per sicurezza, rabbocchiamo il serbatoio del gasolio con il contenuto di due delle sei taniche di riserva che ci portiamo dietro.
Riceviamo anche una visita inaspettata mentre Max fila la lenza in acqua dando le spalle alla prua: una turbolenza sulla superficie del mare a pochi metri da Y2K risulta poi essere una balena che placidamente si allontana da noi. Probabilmente l'abbiamo svegliata con il rumore del nostro motore. Le sensazioni sono due: paura pura e semplice per gli eventuali danni creati da una collisione, ammirazione per questa enorme creatura che in silenzio e senza dare fastidio a nessuno, scivola sotto Y2K per, ci piace pensare, non crearci problemi.
Peschiamo un tonnetto davvero piccolino, lo liberiamo e lo restituiamo al mare.
Pochi minuti dopo incontriamo un numerosissimo gruppo di delfini. Sono tantissimi quelli che vengono a giocare con Y2K, si avvicinano compiendo balzi di oltre un metro sopra gli ondoni gonfi e lunghi dell'oceano, sbucano dalle pareti dell'ondona e velocissimi ci affiancano. Restano con noi per una buona mezz'ora, noi li osserviamo da prua senza mai stancarci.
Mancano 80 miglia alla Isla Graciosa, cominciamo a consultare il portolano Imray per identificare un luogo di atterraggio. Dopo aver sentito anche gli amici del NET dei naviganti che hanno già visitato l'isola, decidiamo di andare oltre e fare rotta su Lanzarote. Isla Graciosa pur essendo a quanto pare bellissima, è un parco naturale, si può dare ancora in una sola baia previo permesso (che però non controllano sempre) e il porto è piccolo con scarsità di ormeggio. Dopo 5 giorni e mezzo e questa navigazione complicata siamo stanchi e desideriamo riposare senza ulteriori casini. Quindi si va a Lanzarote, Marina Rubicon.
Sentiamo in nostri amici spagnoli di Suret nel pomeriggio.
Le ultime previsioni danno W-NW debole, si prospetta un'altra bolina notturna.

Eventi del giorno:

1) La balena
2) Il micro-tonnetto
3) I tantissimi delfini e i loro splendidi balzi
4) Alle 13 UTC sentiamo Claudio della barca My Dream, del blog Le avventure di Maeva. E' arrivato ieri a La Graciosa, ha risolto i problemi alla radio SSB e ci sente benissimo. Siamo contenti di sentirlo, rivedremo lui, Augusta e la piccola Maeva a Lanzarote.
5) Bolina, bolina, bolina, bolina. Ah scusate, abbiamo già detto "Bolina" ?
6) Finalmente una giornata di sole ! Ci sono 27° :-)
7) On barca, sotto coperta, fa di nuovo caldo e apriamo cosi dopo molti giorni gli oblo pe ventilare l'ambiente

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Navigation Report
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At 26/10/2015 20:37 (utc) our position was 29°53.50'N 012°42.44'W
SOG:4.3Kt COG:204T
WIND:5Kt from WT
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