October 27, 2012

Quinto giorno di navigazione


E' il 23 Ottobre, dall'alba di questa mattina siamo ormai in Croazia.
Abbiamo navigato a vela per tutta la notte, solo all'alba abbiamo acceso il motore.
La nostra posizione è circa 15 a sud dell'isola di Vis dove vorremmo atterrare per far gasolio (anche se l'indicatore segna quasi tre quarti), prendere del pane fresco e proseguire.
Per entrare ufficialmente in Croazia é necessario fare dogana e immigrazione, inoltre è previsto il pagamento di un permesso di navigazione del costo di circa 300 euro.
Vorremmo atterrare e cercare di non fare tutta la trafila perché non vogliamo scendere a terra ma solo fare gasolio.
Proviamo.

Sono le 12.00 circa quando chiamiamo al VHF Vis Port Control ma nessuno risponde.
Chiamiamo con il telefono, la persona che risponde ci nega qualunque possibilità, non è possibile, cerco di spiegare ma non c'è verso.
Ok. Va bene, troviamo una alternativa.

Facciamo due conti sul carburante.
Riempiamo con le taniche il serbatoio e vediamo cosa abbiamo consumato.
Travasiamo circa 95lt (meno di 5 taniche) che sono stati consumati in 14 ore di navigazione a motore dal pieno fatto ieri alle 15.30 a Bari, ovvero abbiamo consumato 6,78 lt/h.
Ok i consumi iniziano a tornare, non sono allineati, ma se teniamo conto della carena non perfetta e della navigazione spesso con vento e mare di prua ci siamo.
Il serbatoio pieno sono 250lt, abbiamo ancora da travasare dalle taniche rimaste 80lt, possiamo quindi contare su 330lt.

Se consideriamo un consumo medio di 7lt/h, per stare tranquilli, significa avere la possibilità di fare circa 47 ore con il gasolio rimasto, considerando una velocità di navigazione pessimistica di 6kt, significa che potremo percorrere circa 282 miglia. Per arrivare a Trieste ci sono da percorrere ancora 214mg.
Bene ci stiamo, possiamo farcela senza grandi problemi e se poi vediamo che consumeremo molto più di quanto previsto ci fermeremo in Istria a fare carburante.

Viriamo verso ovest, ciao ciao a Vis ed alla tua ottusità.
Ci portiamo al largo e poi andiamo verso Trieste.

Prima una tartaruga e poi un gruppo numeroso di delfini ci accompagnano verso ovest, i delfini mi piacciono tantissimo e sono sempre di buon auspicio.

Una volta fuori al largo, deviamo verso nord ovest.
Le previsioni ci dicono che dovremmo trovare un po' di bora, non molta circa 15kt, giusta giusta per spararci a Trieste come proiettili.
Sono le 17.00, al momento e per tutto il giorno il vento è rimasto da NNW/NW, esattamente o quasi sul muso. La navigazione procede a bordi con randa e motore per guadagnare velocità pur mantenendoci abbastanza al largo.
Nel frattempo peschiamo qualche altro tonnetto, che poi liberiamo, ma almeno abbiamo sfatato il mito di Mik che ci dice sempre: "in Adriatico e soprattutto in Croazia non si pesca". :-)

La sera, dopo un piccolo aperitivo, ceniamo con una buona pasta e fagioli accompagnata da un ottimo vino rosee della Provenza, quello che chiamiamo 'plasma' perché confezionato in una sacca di alluminio con un rubinetto, che i nostri amici Roberto e Tita ci portano dalla Costa Azzurra.

Durante il primo turno fatto da Paolo, il vento é rimasto sempre molto debole, ha una certa tendenza a venire da NE ma è ancora debole e troppo stretto per poterlo utilizzare.
Quando arriva il mio turno all'una, il log segna 6298mg ovvero 741mg fatte da Trapani. La navigazione ed il vento sono sempre uguali, ma avrò un turno movimentato per via dei numerosi pescherecci della zona, molto vicini fra loro e con le luci delle loro fortissime lampare a schiarite il buio della notte. Il radar è pieno di puntini ! ;-)



Dopo un po' di slalom, sono di nuovo in acque tranquille, finalmente il vento gira stabilmente a Nord Est e aumenta fino a 12kt di reale.
Non potevo chiedere di meglio.
Apro il Genoa, spengo il motore e via a quasi 8 kt verso Trieste, veloci e finalmente silenziosi, non ne potevo più del rumore del motore .
Dal tambucio fa capolino Mik, ha sentito la manovra, tra pochi minuti inizia il suo turno e non vede l'ora visto che stiamo navigando a vela alla grande.
Effettuate le consegne, me ne vado in cuccetta, non ne ho voglia vista la bella navigazione che stiamo facendo, ma è necessario rispettare i turni e dormire per essere pronti se necessario.

Domani sera per cena saremo a Trieste.
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October 24, 2012

Quarto giorno di navigazione.

La notte passa in modo molto tranquillo.
I turni si succedono con tranquillità. Tutti dormiamo molto bene, il mare è calmo, poco vento. Solo davanti a Brindisi un po' di traffico ci distoglie la tranquillità della notte.
È lunedì 22 ottobre, quando mi alzo dal letto verso le 8.00, uscendo in pozzetto per salutare i ragazzi, é impossibile non osservare le facce soddisfatte e sorridenti di Mik e Paolo.
Stanno combinando qualcosa. Lo so! È certo!
Ecco! Hanno già pescato 2 tonni e sono in pieno furore agonistico.

Questa giornata la definirei la giornata del tonno! Le canne continuano a partire, il suono del mulinello la farà da padrone insieme ai gridolini eccitati e le urla di soddisfazione dell'equipaggio. Qualcuno intona anche a qualche canzone. Paolo ha dimostrato una abilità incredibile nella pulizia del pesce, sembra non aver mai fatto niente altro nella vita. :-)
Sono stati catturati, tonni palamite, tonni alletterati e sgombri.
Sono pronti jn freezer per una mega grigliata con gli amici di Porto San Rocco la sera del nostro arrivo.

Durante una ripartenza post-cattura notiamo che il motore fatica a salire di giri. Proviamo quindi la retromarcia, il motore funziona bene, sale di giri immediatamente, sicuramente abbiamo qualcosa nell'elica.
Bene chi fa il bagno?
C'è chi dice che dovrebbe essere il più vecchio, c'è chi dice che dovrebbe essere il più giovane, ma alla fine quando si dice che dovrebbe essere l'armatore nessuno si oppone nemmeno l'armatore stesso :-)

Indossata la muta, la temperatura dell'acqua è di 20 gradi circa, mi fiondo in acqua.
Noto subito una rete di plastica intorno all'elica, prendo il coltello e in pochi secondi libero l'elica. È stato facile perché la rete era solo bloccata nelle pale impedendo loro di girarsi in modo corretto.
L'elica ha anche dei denti di cane, mi faccio passare la spatolina e in due tre immersione di pochi secondi pulisco al meglio l'elica. Faccio molta fatica ad immergermi, la muta non aiuta, inoltre c'è anche una forte corrente che mi spinge indietro.
Doccia calda e via verso bari.
Il motore ora risponde alla perfezione, chissà da quanto avevamo quella rete che non permetteva all'elica di lavorare bene. Sicuramente il consumo elevato di carburante era una conseguenza di questo.
Vedremo a Bari se i consumi saranno scesi.
Per pranzo Paolo prepara uno dei tonni alla Pantesca, con cipolla, aglio, capperi, olive e pomodoro il tutto poi spruzzato con vino bianco e quindi prezzemolo a fine cottura.
FANTASTICO! Bravo Paolo

Arriviamo a Bari, porto nuovo . Chiamiamo Compamare Bari per richiedere l'autorizzazione ad entrare per fare rifornimento. Appena salutato Compamare ci contatta sul 16 l'addetto del distributore che ascoltata la nostra conversazione precedente ci ha indicato come raggiungere la sua banchina. Facciamo il pieno di gasolio con 170 lt che con 22 ore di navigazione indica un consumo di circa 8 lt. Non molto meno, ma tenuto conto che la rete incastrata nell'elica l'abbiamo tolta solo la mattina, direi che abbiamo sicuramente trovato la causa. Vedremo la prossima volta per conferma.
In uscita richiamiamo Compamare Bari come da istruzioni per avvisarli della nostra uscita. Ci informano che se avessimo problemi ad uscire dal porto é disponibile il servizio piloti. :O

Ci mettiamo in rotta per la Croazia, isola di Vis, dove se necessario faremo gasolio.
Appena ci allontaniamo dalla costa, le canne ricominciano a partire, sarà così sino al tramonto. Siamo in attesa di un pesce di taglia superiore che poi purtroppo non è arrivato.

Dopo una succulenta pasta con i broccoli, sparecchiamo, laviamo i piatti e cambiamo strategia. Il vento da NW sta aumentando. Non è l'ideale per noi, ci porterebbe più a Est della nostra destinazione, ma siamo stufi del motore.
Prendiamo una mano alla randa, apriamo il Genoa e via.
Y2K viaggia bene, molto inclinata ma veloce. Stiamo più stretti possibile, gli strumenti indicano 31 gradi rispetto al vento apparente. Questo è anche il lato, mura a sinistra, dove la barca bolina meglio.

All'interno è difficile stare in piedi.
Michele si sdraia nella cuccetta di prua, per il largo, puntando i piedi per non scivolare, io che dovrei dormire con lui non ho abbastanza spazio e mi sdraio quindi in quadrato sul divanetto di destra.
Sul mare cominciano a formarsi delle onde, il vento è ormai costante oltre i 15kt, ogni tanto la barca picchia molto forte la prua in acqua, facendo molto rumore, è davvero molto difficile dormire.

I turni si succedono senza problemi e solo alle 6.30 ormai in terra Croata il vento scompare quasi per incanto obbligandoci a chiudere il Genoa e ad accendere il motore.
È stata una gran bella cavalcata.
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October 22, 2012

Terzo giorno di trasferimento

Il nostro trasferimento verso l'Adriatico continua.
È notte, anzi è mattino presto, sono le 4.00 quando Mik compare dal tambucio, mi viene a dare il cambio. Il golfo di Squillace é sulla nostra sinistra e isola di Capo Rizzuto ci indica che entriamo nel grande, nel senso di enorme, golfo di Taranto.
Le previsioni ci dicono che dovrebbe arrivare un NNW forza 4 in attenuazione dal pomeriggio.
In previsione prendiamo una mano alla randa, meglio prevenire, su questo con Mik siamo in perfetta sintonia.
Nemmeno il tempo di completare la manovra che il vento si comincia a sentire, prima 9kt, poi 12kt, proviene da Nord preciso e la nostra rotta per 38 gradi é un po' stretta per usarlo bene, ma tant'è, apriamo il Genoa e spegniamo il motore. Filiamo che é un un piacere, spengo le luci di via basse, quelle posizionate sul pulpito, e accendo le luci di via per la navigazione a vela in testa all'albero. Con la luce di coronamento spenta si piomba nell'oscurità e il cielo che già prima era pieno di stelle si accende ulteriormente. Con. Mik giochiamo a trovare le costellazioni e non possiamo non notare la differenza della posizione delle stelle rispetto a quella abituale dei mesi di Luglio e Agosto quando per noi è più normale essere in mare di notte.
Ci godiamo per un po' la navigazione, ma siamo di molto fuori rotta, la nostra attuale prua ci porterebbe tra Corfù e Lefkada. Non è il caso, non siamo in vacanza, non abbiamo intenzione di bordeggiare all'infinito e quindi chiudiamo il Genoa, riaccendiamo il motore e ci rimettiamo in rotta per Santa Maria di Leuca.
Mik non è in forma, ha un leggero malessere che l'accompagna da ieri, non abbiamo digerito il pranzo, ieri sera non abbiamo cenato, solo Paolo si è fatto un sandwich. Mi fermo in pozzetto qualche minuto ancora, non ho molto sonno, inoltre cominciano a vedersi delle onde e la barca ogni tanto picchia nel cavo fra due onde.
In meno di mezz'ora lo stato del mare è notevolmente cambiato. Ora è molto mosso e il vento è salito a oltre 18kt. La barca si agita molto e picchiamo spesso fra le onde, la nostra velocità è fra 7 e 8 nodi. Proviamo a ridurla ma é peggio. Il pensiero va ai VOR 70 che picchiano fra le onde per migliaia di miglia...
Vado a letto, anzi provo perché a prua é impossibile dormire. Mi sdraio su un divano in quadrato e mi appisolo.
Al mattino la situazione del mare é immutata, ma ormai ci siamo abituati e ci prestiamo meno attenzione. La strada da fare è ancora molta, solo quando ti trovi a navigare ti accorgi di quanto sia grande questo golfo!
Alle 9.00 contattiamo con il satellitare il Marina di Leuca per verificare se il distributore di gasolio in banchina é aperto. Ci confermano la possibilità di fare rifornimento e di contattarli all'entrata sul canale vhf 12.
Abbiamo un serio problema di carburante, stiamo consumando troppo. È vero che abbiamo mare e vento contrari, l'opera viva e l'elica forse non sono perfette, ma stiamo consumando circa 10 lt/ora quando dovremmo consumare 6/7 lt/ora.
Dobbiamo fare un rabbocco in mezzo al mare, c'è molta onda.
Decidiamo di farlo troppo tardi, il motore si spegne, il pescante del serbatoio con la barca inclinata non riesce a prendere il resto del gasolio. Poggiamo e raddrizziamo la barca. Riempiamo il serbatoio con tutte le sei taniche da 20lt, spurghiamo il circuito gasolio e ripartiamo.
Arriviamo a Santa Maria di Leuca alle 16.30. A meno di un miglio dalla costa peschiamo un tonno alletterato che liberiamo. Questo pesce prende questo nome dai caratteristici disegni sul dorso.
Davanti all'entrata del porto ci sono due catamarani all'ancora. Chiamiamo come d'accordo il Marina sul canale 12 per informarli delle nostre intenzioni e per chiedere se ci sono particolari prescrizioni sull'entrata perché sia pagine azzurre che amici di Mik riportano insabbiamenti all'entrata.
Infatti la direzione del marina ci informa di stare molto vicini al fanale verde in entrata. Ormeggiamo in andana al pontile dei carburanti che si trova vicino al fanale rosso, molto vicino alla parte insabbiata. In pochi minuti arriva l'addetto che ci aiuta a fare rifornimento, prima le sei taniche poi il serbatoio grande. Totale 270 per 29 ore di navigazione ovvero quasi10 lt ora, troppo.
Usciamo da porto e ci dirigiamo verso il canale di Otranto.
A turno ci buttiamo in doccia e quindi ci mettiamo a studiare la meteo con calma. C'è alta pressione venti deboli da Nord. In adriatico inoltre bisogna tenere conto di una corrente che gira in senso antiorario e che quindi c'è la troviamo contro stando lungo il versante italiano.
Decidiamo nonostante la corrente di costeggiare sino a Trani dove se necessario ci fermeremo a fare gasolio e quindi procederemo in Croazia per poi andare verso Nord.
Cena, stasera ci vogliamo trattare bene. Mega pastasciutta con zucchine trifolate e pesto alla trapanese con grattata di ricotta salata, ovviamente tutto portato da Paolo. Michele ed io ci stiamo chiedendo perché abbiamo fatto cambusa prima di partire! :-)
La pasta era molto buona accompagnata da un Santa Cristina ci ha davvero soddisfatto.
Poteva finire qui? Concludiamo in bellezza con delle arance tagliate a fette innaffiate da rum bianco, accompagnato con un bicchierino di Marsala Vecchio Florio.
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October 21, 2012

Secondo giorno di trasferimento

Y2K sta navigando verso l'Adriatico.
Andrà a Monfalcone per sostituire il ponte in teak.

Sono montato di guardia da poco, sono le 2.20 del 21 Ottobre, stiamo navigando nel golfo di Squillace a motore, vento niente, 2kt da ENE.
Sorseggiando un caffè lungo ne approfitto per raccontare la giornata di ieri densa di avvenimenti e lezioni da mettere nel bagaglio delle esperienze.

Ieri dopo aver finito il mio turno, sveglio Michele per farmi sostituire. Mi fiondo a letto e faccio un sonno unico fino alle 8.00
Mi affaccio ancora assonnato dal tambucio quando Paolo e Michele mi chiedono se voglio un caffè. "Certo, grazie, molto volentieri" rispondo subito. E ridendo mi rispondono: "ecco bravo fallo anche per noi, che il caffè é finito e non sappiamo dov'è la scorta!". :-)

Finalmente un po' divento. Mentre preparo il caffè Y2K si inclina mura a destra e accelera con andatura di bolina.
Siamo a poche miglia da Capo Peloro e l'ingresso dello stretto di Messina.
La navigazione a vela dura pochissimi minuti, il caffè non è ancora pronto.
I ragazzi riaccendono il fido Yanmar e chiudono il Genoa. Passo loro le tazze con il caffè ed esco in pozzetto a godermelo anche io in loro compagnia. La giornata è già tiepida, il sole è caldo, che stupenda stagione e che bella la Sicilia.

A meno di 2 miglia da Capo Peloro il vento torna rabbioso a farsi sentire con 30 nodi leggermente sulla nostra destra. Laschiamo il carrello della randa filando verso lo stretto a oltre 8kt.
Il motore tutto d'un tratto si spegne di colpo. Muto. Riproviamo l'accensione ma non parte.
Controlliamo... é finito il gasolio. Che fessi, non abbiamo controllato il livello. Sia io che Michele lo abbiamo controllato ieri sera ma nessuno questa mattina. Facciamo un rapido conto è capiamo che sicuramente non era pieno mancano all'appello almeno 50lt.
Prendiamo dalla prua 3 taniche e le travasiamo con un tubo nel serbatoio mentre Michele tiene con abilità la barca quasi ferma e dritta con 30 kt sul muso.
Proviamo ad accendere, insistiamo un po', sicuramente c'è aria nel circuito del gasolio, ma lo Yanmar si dovrebbe spurgare da solo. Uno, due, tre... cinque tentativi, non parte. Spurghiamo prima il filtro gasolio, ma continua a non partire e quindi spurghiamo la pompa allenando i tubi degli iniettori.
Dopo qualche tentativo il motore parte e ci rimettiamo in navigazione verso Messina.

Inutile darsi dello stupido, una esperienza che devo collezionare e che non devo ripetere.

Decidiamo di dirigersi verso Messina per fare rifornimento. La navigazione all'interno dello stretto é affascinante, stiamo navigando con corrente contraria e il mare ribolle sotto di noi, crea vortici, ogni tanto Y2K sbanda di qualche grado. Siamo affascinati da questo spettacolo della natura. Il porto di Messina é 7 mg più a sud. Prima di entrare chiamiamo Compamare Messina per chiedere il permesso di entrata per fare rifornimento, ma con grossa sorpresa ci dicono che al momento é impossibile fare bunkeraggio perché una nave da crociera occupa quella banchina. Assurdo, ma ci dobbiamo adeguare. Dietro front, uscendo decidiamo di attraversare lo stretto per andare verso Reggio Calabria dove già tre anni fa avevamo fatto gasolio. Non mi piace il posto perché ha una banchina del rifornimento infelice, posizionata in traversia al vento predominante e ricordo che fu una manovra impegnativa lasciare l'ormeggio, ma oggi non abbiamo scelta. Prima per sicurezza proviamo a chiamare Compamare Reggio Calabria. Altra sorpresa: rifornimento chiuso! Siamo davvero un paese scadente nei servizi al diporto fuori stagione. Sulle pagine azzurre Max aveva notato la pubblicità di una stazione di servizio privata fuori dal porto di Messina. La contattiamo al telefono e ci confermano la possibilità di fare gasolio.
Torniamo verso Nord di mezzo miglio e finalmente facciamo gasolio. Riempiamo sia il serbatoio che le 3 taniche usate per un totale di quasi 300litri.

Finalmente con la pancia piena ci dirigiamo verso la Calabria, il nostro viaggio continua.
È ormai mezzogiorno e Paolo sollecita l'armatore a preparare un aperitivo. :-D
Dopo 5minuti un piatto con salame, 3 tipi di formaggi, pane e una bottiglia di fresco Inzolia rallegrano subito la mattinata, ci voleva.

Per pranzo Paolo ci vuole preparare i filetti di tonno in due modi, a carpaccio con solo olio e sale e in tartare con cipolla, capperi, pepe, limone, olio e sale.
Beh credetemi erano entrambi squisiti, ed insieme ad una bottiglia di Barbazzale il pranzo é stato consumato in allegria e spensieratezza.
Da segnalare Michele leggermente ubriaco. :-)

Poco prima di Capo Spartivento peschiamo un altro bel tonno, un po' più grande degli altri. Paolo ci ha detto che questo lo cucinerà al forno lardellato. SPETTACOLO!

Ci mettiamo quindi in rotta per Santa Maria di Luca che dista da Capo Spartivento circa 150mg, ci arriveremo domani pomeriggio, le previsioni parlano di poco vento nel golfo di Squillace e di un Nord di 15kt nel golfo di Taranto, speriamo!

PS: la motonave Nasip é ancora 5 miglia davanti a noi

October 20, 2012

Primo giorno di trasferimento.

È l'1.37 del 20 ottobre.
È iniziato da meno di mezz'ora il mio turno.
Stiamo navigando con randa e motore a 2100 giri che ci consente di navigare ad una velocità di 7,5kt sull'acqua, abbiamo un a leggera corrente contraria che ci permette di mantenere i 7,2kt, ma dobbiamo arrivare a passare sullo stretto domani in mattinata per avere corrente a favore.

3mg davanti a noi c'è da ieri pomeriggio la motonave Nasip che procede con stessa rotta e stessa velocità. La serata è tranquilla, cielo senza luna, ma con miliardi di stelle. È sereno, c'è una leggera brezza da NE che consente alla randa di portare senza sbattere.

Paolo è appena andato a letto, si è fatto il primo turno dalle 22 di ieri sera dopo averci anche preparato la cena. Si è portato da casa una zuppa pronta congelata fatta di lenticchie, cozze e gamberi. Pensavo fosse una zuppa di quelle francesi, dove si mischia un po' di tutto, insomma una schifezza, ma invece è risultata ottima e saporita.
L'abbiamo mangiata tutti con molto appetito accompagnandola con fette di pane fresco trapanese e un ottimo nero d'Avola.

La compagnia è ottima, ci troviamo tutti molto bene insieme. Parliamo di mare, di navigazioni, di barche, di amici con la barca, insomma l'argomento mare, a bordo, lo fa sicuramente da padrone.
Paolo è davvero paziente e generoso nel raccontarci le sue esperienze del recente giro del mondo a bordo di Malaika5, in confronto a lui siamo dei marinai alle prime armi e ogni consiglio è messo preziosamente da parte.

A proposito di giro del mondo. Ieri mattina abbiamo avuto il piacere di uscire dal porto di trapani insieme all'Hallberg Rassy 53 Eleonora, a bordo una coppia che iniziava il loro giro del mondo. Sono amici di Paolo, fuori dal porto ci siamo affiancati, salutati ed augurati Buon vento. Loro sono per il giro del mondo, noi per il giro d'Italia. ;-)

Nota per gli appassionati di pesca.
Abbiamo catturato al largo di monte cofano due bei tonnetti di oltre mezzo chilo l'uno. Uno é pronto e sfilettato per diventare una tartare, ma l'altro finirà al forno.
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October 18, 2012

Y2K verso l’Adriatico

Immagine
Ci siamo.
Domani Y2K si sposterà in Adriatico.
Lo scopo dello spostamento è la sostituzione del ponte in teak che verrà eseguito presso un cantiere a Monfalcone..
E’ un cantiere bellissimo, moderno, organizzato e funzionale, dove costruisco barche a motore dai 20 mt in su, particolarmente curate e rifinite.
Siamo molto contenti che siano loro ad occuparsi della nostra Y2K, non potevamo lasciarla in mani migliori.
Partiremo domani da Trapani, Monfalcone è distante circa 950mg.
A bordo oltre a Max, ci sarà Paolo di Malaika5 e Michele di Blue Freedom.
La barca sarà in acqua di nuovo nei primi mesi del 2013.
A Pasqua 2013 Y2K scenderà nuovamente a Sud, per arrivare a Bari o Brindisi, dobbiamo ancora scegliere.
Ne approfitteremo per fare le vacanze estive in Grecia per poi ritornare alla nostra amata Trapani alla fine di Agosto se il Marina di Levante ci vorrà ancora Smile
Se vorrete seguirci durante il trasferimento, potrete farlo seguendo i seguenti link:

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October 8, 2012

17 Agosto – In navigazione verso Lampedusa

In vavigazione verso Lampesusa

DRRRIIIIIINNNN !

La sveglia alle 5.00 puntuali suona.
Fuori è ancora buio.
A differenza della notte precedente, abbiamo riposato benissimo, nessun rollio, nessun beccheggio. Come da previsione abbiamo la prua a Nord Ovest. Come da previsioni c’è una leggerissima brezza di 8 kt.

Veloce colazione e in 20 minuti siamo pronti per partire.
Fuori è ancora freschino, ci vuole un maglioncino.
Ale a prua recupera l’ancora ed in pochi minuti siamo in rotta per Lampedusa: 158°M.

Appena ci allontaniamo dalla rada e da Pantelleria, la brezza sale a 12kt, troppo di poppa per la nostra rotta, ma non possiamo farci sfuggire questa occasione.

36°41’905N 11°59’892E – ora 06.05 – Log: 5142
Issiamo Randa e Genoa, orziamo un pochino per sfruttare meglio il NW.
Siamo al lasco, rotto 172° velocità 5,8kt. Siamo mura a dritta, Y2K si appoggia sulla fiancata sinistra e procede silenziosa in un mare blu cobalto come solo in questa zona del Mediterraneo si vede.

36°32’532N 11°58’130E – ora 07.50 – Log: 5152
Il vento è diminuito a 10kt, la rotta è 182° e la velocità è diminuita a 4,5kt, il vento sta girando un pochino a Nord portandoci ulteriormente fuori rotta verso Sud. Sull’AIS, a 30 mg sulla nostra prua ci sono 3 barche ferme, sono ferme in mezzo al nulla.
E’ il momento di strambare e ritornare verso Est.
Nuova rotta 121° velocità 4,4kt. Questa brezza non durerà molto, la sfruttiamo finché sarà possibile.

PARTE LA CANNA DA PESCA !
La canna piccola, quella da 15 libbre fischia. Ha abboccato qualcosa.
Max si fionda sul mulinello, serra la frizione e prende in mano la canna da pesca.
Sembra davvero esserci qualcosa. In pochi minuti e con poso sforzo, una bella lampuga è a bordo. Fantastico, erano anni che non ne prendevamo una.

LampugaLampuga con patate al forno  
In barca la cuciniamo in modo molto semplice. Al forno con un po’ di olio, patate a tocchetti e origano.


La lampuga è un pesce gustosissimo dalla carne bianca e saporita.
E’ presente in quasi ogni mare temperato o caldo e prende un nome diverso in base al posto in cui si pesca.
In Mediterraneo è chiamata appunto Lampuga, in Atlantico viene chiamata Dorado ed in Pacifico viene chiamata Mahi Mahi.
In Mediterraneo può arrivare a pesare qualche chilo, ma negli Oceani arriva a pesare anche qualche decina di chili.
Mahi mahi costa rica

36°31’209N 11°59’683E – Ora: 08.30 – Log: 5154
Il vento è calato, calato, calato… Ora abbiamo 4Kt da NW, impossibile andare a vela.
Abbiamo ancora molta strada da fare, pertanto chiudiamo il genoa e accendiamo il fido Yanmar a 1.500 giri/min, che ci consente di navigare a 6kt. La temperatura esterna è decisamente in salita, fa già caldo.
Abbiamo provato a chiamare sul canale VHF 71 e sul VHF 16 sia Piccola Peste che Stellina, ma niente non ci rispondono. Ci hanno poi riferito di averci sentito forte e chiaro e provato a rispondere, ma noi non sentivamo loro.

36°12’259N 12°09’688E – Ora: 11.15 – Log: 5173
Da quando abbiamo sistemato l’antenna in testa d’albero, riceviamo tantissimo… pure troppo !
Oggi ricezione davvero triste e tragica.
In Corsica c’è burrasca e Porto Cervo Radio ha appena emanato un PAN PAN PAN per uomo disperso in mare in zona Porto Torres.
Speriamo finisca bene.
Abbiamo aumentato il numero dei giri motore a 1.800 giri/min, velocità COG 8,1kt, grazie anche ad una bella corrente a favore.
Da quando abbiamo sistemato l’antenna VHF l’AIS finalmente riceve alla grandissima. Oggi riceve il segnale di navi in un raggio superiore a 150mg dalla nostra posizione, da Bizerte alla LIbia.

Raymarine E80 e AIS su Y2K

35°52’275N 12°20’753E – Ora: 13.50 – Log: 5190
Riproviamo il contatto radio con i nostri amici, ma niente.
Dopo qualche secondo riceviamo una chiamata sul canale VHF 16 da “Clandestino a Bordo”, un bellissimo Oceanis 510, degli amici Michela e Riccardo anch’essi ormeggiati da qualche anno a Trapani. Loro sono in navigazione verso Linosa. Riccardo, un grande ed appassionato pescatore, mi sollecita a buttare in acqua tutta la lenza ed esca possibile; è circondato da tonni che saltano in ogni direzione… anche se non ha pescato ancora nulla.
Ci salutiamo con un arrivederci a Trapani, loro purtroppo hanno pochi giorni di vacanza e dovranno rientrare.

35°30’637N 12°33’780E – Ora: 17.15 – Log: 5215
Siamo ormeggiati a Lampedusa, Cala della Tabaccara 500mt a Est dell’Isola dei Conigli. Siamo vicini a Piccola Peste e Stellina che sono arrivati questa mattina. Ci sono ancora una trentina di barche, questa è una cala molto affollata di giorno, soprattutto nella settimana di ferragosto.
L’acqua ha un colore spettacolare, non possiamo esimerci da un tuffo ristoratore, fa ancora molto caldo.

Sofia a Lampedusa Y2K all'ancora a Lampedusa
Stella e Y2K al tramonto alla Tabaccara - Lampedusa Tramonto sull'isola dei conigli

E quando tutti i turisti vanno verso le loro case, finalmente rimaniamo soli.
Siamo in rada in 5 barche a vela, un bel incremento di turismo nautico rispetto allo scorso anno quando eravamo sempre da soli.
Quest’anno il terrorismo mediatico sugli immigrati clandestini non è arrivato sulle nostre televisioni e così, inconsciamente, abbiamo la sensazione di essere tutti più tranquilli.
Ecco il vero potere dei media. Sad smile

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