May 21, 2012

Comandate distratto – Parte 1


Il titolo è estremamente chiaro, no ?

Merita però un bel post affinché gli amici lettori non facciano anche loro la stessa ‘fesseria’ (per non dire altro).

Per chi ci ha seguito sulla nostra pagina facebook, sarà una ripetizione, ma merita un approfondimento, non si dice: repetita iuvant ?

Veniamo alla cronaca.

Sabato scorso usciamo dal porto di Trapani nel primissimo pomeriggio, erano quasi le 14.00. Abbiamo tardato ad uscire perché ci siamo incastrati a rimontare la chiglia pneumatica ad alta pressione del tender… Smile

Appena fuori dal porto, apriamo le vele, c’era una leggera brezza da NE, poca, ma avevamo voglia di andare a vela. Spegniamo il motore e la barca si appoggia dolcemente a sinistra e punta dritta e silenziosamente verso Levanzo a circa 4,5kt.
Finalmente, era passato moto tempo dall’ultima uscita.

Abbiamo una fame da lupi, abbiamo comprato un pollo allo spiedo che era davvero invitante. Pensavamo di godercelo in rada, ma quel cavolo di tender… va beh… Accendiamo il generatore così da scaldare velocemente il pollo con il microonde.
4 minuti, il classico “bling” del forno ed il delicato aroma ci fa capire che è già scaldato a puntino. Spegniamo il generatore e via in pozzetto a mangiarcelo.
Dopo essercelo divorato con gusto, era davvero molto buono, puliamo, riassettiamo e ci prepariamo a chiudere le vele per fare rotta su Favignana, il vento è in calo e di questo passo facciamo notte, ormai facciamo solo 2,5kt.

Accendiamo il motore, puntiamo su Punta Marsala, a SE di Favignana. Navighiamo a circa 5,5 kt a 1.200 giri circa, non abbiamo fretta, vogliamo goderci il tepore del sole e la breve navigazione.
Dopo pochi minuti, sentiamo odore di gas di scarico, capita quando passa vicino alla barca un motoscafo o un aliscafo.

Intorno a noi nessuno.

Scendiamo sotto coperta e la puzza è più intensa e si fa fatica a respirare… che cavolo è successo !?!?!?
Apriamo i boccaporti, corriamo fuori (l’aria è irrespirabile) e spegniamo immediatamente il motore. Davvero non capiamo cosa possa essere successo.

Passano pochi minuti e all’interno si comincia a respirare, apriamo il vano motore è troviamo ancora fumo e puzza, niente fiamme. Il locale macchina è molto caldo (più del solito) e molto umido, con un pochino di acqua sul fondo.
Vediamo subito che la saracinesca della presa a mare dell’acqua di raffreddamento del motore è chiusa. Cavolo ! Chissà che danni avremo fatto. Disappointed smile

Max l’ha sicuramente chiusa per errore quando ha spento il generatore. Per abitudine ha chiuso entrambe le saracinesche, come quando lasciamo la barca per un lungo periodo.

Apriamo la saracinesca e mentre Max rimane con la testa dentro il locale macchina, Ale accende il motore per meno di 10 secondi, per vedere se esce acqua dallo scarico. Prima accensione… niente acqua e nel locale macchina altro odore di gas di scarico…

OK, sicuramente la girante è andata, ma non capiamo l’odore di gas di scarico.
Cambiamo la girante, speriamo di riuscirci senza grandi problemi.
Apriamo un poco di Genoa, giusto per non ciondolare in mezzo al mare, anche perchè siamo sulle rotte degli aliscafi.
Max comincia a smontare la pompa. La posizione non è delle più felici, un punto a favore del motore Volvo che è decisamente in posizione migliore.
Dopo aver allentato le viti del tappo, l’acqua che esce è molto calda, non bollente. E’ necessario aspettare qualche minuto che si svuoti il circuito. Con cacciavite e pinza Max riesce ad estrarre la girante, ma… è perfetta, nuova, anche la guarnizione del tappo della pompa è perfetta.
Un buon segno, almeno non si è ‘cotto’ nulla.
Rimontiamo una girante nuova, quella appena tolta è stata un pochino strapazzata per estrarla, quindi inutile rischiare.
Chiudiamo il tappo, serriamo le viti e riaccendiamo il motore ancora per circa 10 secondi.
Mentre il motore è acceso Max ci gira intorno controllando. Nel filtro dell’acqua di mare, che fa anche da sifone, l’acqua passa abbondate… ma fuori niente…
Notiamo però degli spruzzi all’interno della zona motore… ok trovato… la marmitta sì è aperta, c’è un buco !

Marmitta bucata

Il calore dei fumi di scarico, senza il raffreddamento dell’acqua di mare ha letteralmente fuso l’attacco della marmitta. Ecco da dove fuoriusciva il fumo e l’acqua.
Alla meglio stringiamo un panno con del nastro telato, ma la pressione è talmente forte che non tiene, stabiliamo che ci servirà giusto per accendere il motore qualche secondo, per infilarci nel nostro posto barca.

Marmitta rappezzata alla meglio

La nostra posizione è ormai a metà strada fra Trapani e Favignana, siamo subito a Sud dell’Isolotto di Formica. Dobbiamo rientrare a vela, strambiamo e ci dirigiamo verso Trapani. Riusciremo sicuramente a tornare verso Trapani, anche andare all’ormeggio non sarà un problema, il vento è giusto, circa 8/10 kt da NE, ma… ci permetteranno di navigare a vela dentro il porto di Trapani?

Da grandi ottimisti quali siamo, ci diciamo: “siamo in avaria, figurati se non ci fanno entrare a vela! ”.Fingers crossed

Chiamiamo prima il Marina di Levante, li informiamo del nostro problema e delle nostre intenzioni, ci tranquillizzano che nel caso in cui la Capitaneria di Porto non ci permettesse di entrare a vela, con un gommone ci rimorchierebbero loro al pontile del Marina.
Bene, chiamiamo quindi sul canale VHF 10 il VTS di Trapani.

Esiste una normativa che obbliga tutte le imbarcazioni in movimento all’interno del porto di Trapani, di avvisare il VTS indicando tutti i dati dell’imbarcazione e la manovra in corso. Ecco un nostro post che descrive il porto di Trapani e la sua navigazione.
Dichiariamo a VTS la nostra avaria motore, spieghiamo loro che non abbiamo alcun danno ma solo un problema al motore che non ci permette di accenderlo, richiediamo la possibilità di entrare a vela fino al nostro pontile, lì ci sarà il gommone che ci aiuterà ad ormeggiare.
- AUTORIZZAZIONE NEGATA -

Bene, con molta calma, richiediamo allora la possibilità di entrare a vela sino all’avamporto, in modo da poter essere trainati dal gommone per un tratto inferiore.
Dopo averci messo in stand-by per qualche secondo, l’operatore ci dice:
- AUTORIZZAZIONE NEGATA -, forse è troppo pericoloso per il traffico, ci diciamo.

Alla fine, VTS ci autorizza a chiudere le vele, molto vicino alla diga esterna del porto, per poi essere rimorchiati dal gommone di servizio del Marina di Levante.
Prima della chiusura delle comunicazioni, VTS ci chiede inoltre di avvisarli prima dell’inizio della manovra di rimorchio e quindi ci comunica che il comandante (cioè Max), una volta ormeggiati ed in sicurezza, deve passare in Capitaneria ‘al più presto’ per la denuncia di evento straordinario !
OH bella… questa non ce l’aspettavamo per una banale avaria motore.

Copriamo le 4 miglia abbondanti in poco più di un’ora.

Davanti al porto ci aspettano già pronti, Michele e Dario del Marina di Levante.
Attacchiamo il gommone sulla fiancata sopravvento, legandolo con una cima a prua ed una cima a poppa di Y2K. Il gommone funge da propulsore, la nostra barca, con il suo peso, fa da timone.

In 15 minuti scarsi siamo davanti al Marina di Levante. Ci sganciamo dal gommone mentre abbiamo un leggero abbrivio che ci consenta di virare e posizionarci perpendicolarmente al pontile.
Accendiamo il motore, marcia indietro per 20 secondi circa e di nuovo spegniamo. Y2K indietreggia piano piano verso il suo ormeggio che era anche stato ‘allargato’ a dovere per darci agio in "entrata". Accendiamo di nuovo motore per fermare la barca e voilà, siamo ormeggiati.
Andata meglio del previsto.

Sottocoperta c’è ancora un po’ di puzza e fumo per questa manovra, ma è tutto sotto controllo.
Ringraziamo Dario, Michele e Christian per il supporto professionale e la disponibilità offerta, grazie ancora amici.

Max si reca quindi in capitaneria, dove presenta regolare dichiarazione di evento straordinario. L’ufficiale di guardia spiega che per ogni comunicazione registrata da VTS ci sono determinate procedure da seguire e purtroppo dopo una dichiarazione di avaria, indipendentemente dalla gravità, è necessaria la dichiarazione di evento straordinario da parte del capitano dell’imbarcazione.
Grazie anche alla capitaneria per la disponibilità e gentilezza dimostrata.

Come abbiamo scritto su Facebook, la cazzata di quest’anno l’abbiamo fatta e la vogliamo prendere con filosofia, tutto serve per fare esperienza.
Riportiamo come augurio di buon auspicio il commento di Dino: “Dai ti sei tolto il pensiero: Fatta la prima cazzata, tutto il resto della stagione sarà "simply perfect". Buon Vento”

Amici, fatene tesoro tutti.

Segue parte due, la sostituzione della marmitta !

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4 comments:

Eudaimonia said...

ma niente allarme di surriscaldamento?!! noi per la rottura della cinghia abbiamo bruciato la testata un paio di anni fa... avete avuto fortuna ad esservi accorti in tempo!

Max Terragni said...

Sì abbiamo avuto molta fortuna ! chiamiamola così dai ! E' la fortuna dei principianti... la stessa che aiuta quelle barche che danno fondo con 10 mt di catena su 8 di fondo, quelli che ormeggiano male la barca in banchina, quelli che non gli succede mai nulla.

Riguardo all'allarme surriscalmento credo non sia partito perchè in realtà non c'è stato surriscaldamento, penso che la marmitta si sia fusa prima, il motore non era ancora caldo, eravamo usciti dal porto spegnendo subito il motore per alzare le vele, quindi riacceso dopo un'oretta.
Mi ripeto... è andata di lusso !
:-)

roberto said...

Autorizzazione negata? Denuncia di evento straordinario???
Posso dire una cosa? Bah! :-(

Max Terragni said...

@Roberto, viviamo in un mondo difficile dove esistono norme per qualunque cosa...
Personalmente riesco a comprendere la denuncia di evento straordinario, ma faccio fatica a comprendere la mancata autorizzazione a navigare all'interno del porto a vela, almeno per un tratto.
Purtroppo comandano loro e se voglio è così, altrimenti... è così lo stesso. :-(

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