May 31, 2012

AMP Isole Egadi – Divieto ancoraggio notturno

 

Sito Ufficiale AMP Isole Egadi

Sul sito dell’AMP delle Isole Egadi, sulla Home Page da oggi compare il seguente avviso:

“ATTENZIONE
CON DELIBERA DI GIUNTA N. 86 DEL 30 MAGGIO E' STATA APPROVATA LA NORMA TRANSITORIA CHE SOSPENDE IL DIVIETO DI ANCORAGGIO NOTTURNO NELLE AREE DI RILEVANTE INTERESSE AMBIENTALE FINO ALL'INSTALLAZIONE E DEFINITIVO COLLAUDO DEI CAMPI BOE.”

Non ho ancora avuto modo di poter leggere la delibera citata, ma direi che al momento l’AMP Isole Egadi ha compreso il senso di disagio che numerosi diportisti hanno espresso inviando le proprie proteste.

Ringrazio il Direttore ed il Sindaco di Favignana che sicuramente hanno dato un contributo in questo senso.

Speriamo davvero che comprendano fino in fondo i disagi per i diportisti ed il danno che potrebbero arrecare a tutto l’arcipelago.
Riteniamo inoltre che sarebbe anche saggio modificare il regolamento approvando in via definitiva l’ancoraggio notturno lasciando la scelta dell’ormeggio alla boa (a pagamento) se trovata libera.

Prego tutti i lettori del blog e di facebook di non mollare e continuare nella protesta.

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May 30, 2012

Tassa barche, ultimo giorno per il pagamento – Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

 

Domani sarà l’ultimo giorno per il pagamento annuale della tassa sulle barche.

Pagatela, perché le sanzioni sono elevate, dal  200 al 300 per cento dell’importo non versato, oltre all’importo della tassa dovuta.

Oggi, dico oggi, ad un giorno dalla scadenza del pagamento della tassa, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una circolare a chiarimento di alcuni paragrafi non chiarissimi presenti all’interno della norma.

Potevano farlo un pochino prima ? Steaming mad

Chiarimenti importanti:
C’è la conferma che le aziende titolari di barche a noleggio o in locazione (charter) sono esenti dal pagamento della tassa, in quanto beni strumentali.
Non lo sono invece i locatari ovvero coloro che pagano la barca per fare la vacanza.

Il testo cita esattamente:

“Il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate stabilisce, inoltre
che per i contratti di locazione e locazione finanziaria di cui al comma 7
dell’articolo 16 del decreto legge  n. 201 del 2011, per i quali la tassa è dovuta
per il periodo di durata del contratto, la stessa è determinata rapportando a giorni
la misura della tassa indicata al comma 2 dell’articolo 16.
La tassa è versata entro il giorno antecedente la data di inizio del periodo
di durata del contratto ove questo sia di durata inferiore all’anno.
Per tali contratti, non trova quindi applicazione il termine ordinario del 31
maggio di ciascun anno, previsto per il pagamento.
Esempio 2 Contratto di locazione stipulato il 30 aprile 2013 con
decorrenza 15 maggio 2013, della durata di 10 giorni, per una unità da diporto di
lunghezza pari a 35 metri.
Calcolo dell’imposta : (12.500*10/365) = 342,00 euro.
La tassa da corrispondere entro il 14 maggio 2013 è pari ad euro 342,00.“

Inoltre il testo cita:

“La tassa trova applicazione per le imbarcazioni possedute o detenute da
soggetti residenti nel territorio dello Stato a prescindere dal Paese di
immatricolazione dell’imbarcazione.”

Ciò significa che una persona residente in Italia che noleggerà una imbarcazione con bandiera straniera (in Italia o all’estero) dovrà comunque pagare la tassa per il periodo di locazione o noleggio.
Ad esempio se affitterete una barca a vela di 12 mt ai caraibi per 7 giorni, dovrete pagare una imposta pari a: (800*7/365) = 15,34 euro.

Non so davvero cosa commentare se non pensare che il Fisco ci ritiene tutti dei nababbi, basta vedere l’esempio da loro citato che fa riferimento ad una barca di 35mt!

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AMP Area Marina Protetta Isole Egadi – Risposta del Direttore e Mappe Campi Boa

Ieri sera nella mia casella di posta trovo la risposta del Direttore Dott. Donati dell’AMP Isole Egadi, che ringrazio e di seguito ripropongo.

E’ una risposta interlocutoria.
Come vedrete non risponde alle domande inviate, ma promette di farlo.

Attenderemo.


Gentile Sig. Terragni,
ho letto la sua lettera aperta sul blog, e mi era stata già inviata dal Dott. XXX.

Mi deve scusare, ma risponderle con dovizia mi richiede del tempo, che in questo istante non ho. Per ora le riporto qui sotto la nota “standard” che sto mandando a quanti mi hanno finora scritto con proteste o richieste di chiarimenti (in questo caso al sig. YYY). La prego quindi di pazientare un po’. E’ mio interesse darle risposte ad alcuni suoi quesiti, sicuramente approfonditi e degni di considerazione.

Le scriverò quanto prima.

Per ora le allego la planimetria delle aree “sensibili” ove in zona C sarà interdetto l’ancoraggio notturno, ma dove saranno al contempo posizionati i campi boe per il diporto, indicati con i segni rossi.
Mi scuso ma la legenda non è allegata ai file, le ho anticipato un prodotto grafico tuttora in fase di perfezionamento.

Alcuni chiarimenti li può già desumere dalla nota allegata qui sotto.

Campi boa e Zone Sensibili Favignana

Campi boa e Zone Sensibili Levanzo

Campi boa e Zone Sensibili Marettimo


Gentile Sig. YYY,
temo che le sue preoccupazioni siano il frutto di un equivoco, forse dovuto ad una circolazione di informazioni non approfondite e circostanziate.

Il Disciplinare integrativo al Regolamento dell’Area Marina Protetta "Isole Egadi" , già pubblicato da oltre 3 mesi, ha solo individuato alcuni specchi acquei dove, in presenza di campi ormeggio, la sosta notturna sarà consentita solo al gavitello di ormeggio e non all’ancora, per evitare il danno accidentale su fondali “sensibili”.

Le allego la cartografia delle aree individuate come sensibili e dei campi ormeggio per il diporto.

Come potrà vedere, gli specchi acquei interdetti all’ancoraggio notturno (indicati con retinato o tratteggiato) sono di dimensioni molto piccole e interessano tutti specchi acquei dove saranno posizionati campi boe.

Come una persona della sua esperienza non può non sapere, per il codice della navigazione non si può ancorare nei campi boa. Quindi in realtà stiamo solo esplicitando un divieto esplicito.

Tutti i campi boa e le cale con ancoraggio notturno vietato sono in contiguità con aree di ridosso con ancoraggio consentito. Ovviamente l’intento è quello di incentivare la sosta ai gavitelli, che peraltro prevede solo il pagamento di un diritto di segreteria per il rilascio dell’autorizzazione, il cui costo è di molto inferiore ai gavitelli dei campi boa commerciali, per tacere delle tariffe per la sosta in porto. Si offre al diportista, a basso costo, una sosta sicura. Il divieto notturno all’ancoraggio in quei piccoli specchi acquei è anche per la difficoltà dei controlli notturni, e per la difficoltà di dare fondo all’ancora in sicurezza, con scarsa visibilità, sui fondali sabbiosi o inerti. Ancorare la sera si traduce spesso nell’ancorare sulla Posidonia oceanica. Di notte si può sostare ai gavitelli: ne saranno previsti quasi 200, di cui 130 solo a Favignana. Oppure in molti altri specchi acquei ridossati, anche a breve distanza dai campi boa.

Le rammento che la Posidonia oceanica delle Egadi è la prateria più estesa e meglio conservata del Mediterraneo ed è habitat protetto a livello comunitario. In tutta Italia è vietato ancorare sulla Posidonia, non solo nelle aree marine protette. Sappia che la p.o. assorbe per ettaro di superficie il triplo della CO2 che assorbe la foresta tropicale amazzonica. E’ il polmone del Mediterraneo. La nostra assicurazione contro l’effetto serra e i cambiamenti climatici. Tutelarla non è solo tutelare il mare, i pesci, le coste a rischio erosione: è tutelare noi stessi.

Sostare al gavitello, oltre a tutelare l’ambiente, generare economia ed occupazione, giova alla sicurezza. L’anno scorso a Cala Rossa un maestrale improvviso di 30 nodi ha disancorato una barca alla fonda, era di un charter nautico con tanto di skipper a bordo, che è naufragata sugli scogli. La stessa notte 2 barche a vela ormeggiate ai nostri campi boa hanno resistito incolumi e il giorno dopo hanno proseguito la loro vacanza.

Molte delle aree menzionate nel nostro Disciplinare per il divieto all’ancoraggio notturno, come Preveto e Cala Rotonda, sono da decenni interdette all’ancoraggio proprio per motivi di sicurezza della navigazione. Lo sanciscono le ordinanze della CP, che, le rammento, è l’Autorità preposta alla sicurezza della vita umana in mare. Sono aree troppo strette, dove non ci sono le distanze minime di sicurezza dalla costa, in più frequentate dai bagnanti. Quindi da domani grazie all’AMP, si potrà sostare la notte a Preveto, in sicurezza e senza rischio di prendersi un verbale o vedere succedere una disgrazia.

Ritengo quindi la sua preoccupazione non motivata e frutto di un equivoco gigantesco.

Queste regole le abbiamo pensate proprio per rendere le Egadi fruibili soprattutto al turismo nautico ecosostenibile, charter nautici in primis, alle barche a vela e ai diportisti responsabili.

Ma accettiamo le critiche e i suggerimenti costruttivi.

Favignana è stata fino a ieri area marina protetta solo sulla carta. Ora lo sta diventando per davvero. C’è qualche costrizione in più, è inevitabile. Ma la fruibilità è garantita, in più ci sono servizi, tutela. Se ci accorgeremo di avere sbagliato, porremo rimedio. Ma al momento le sue preoccupazioni mi sembrano sovradimensionate.

Mi auguro che vorrà venire a testare questi nuovi campi ormeggio e giudicarci sul campo, anziché per “sentito dire”.

Cordiali saluti,

Stefano Donati

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May 28, 2012

AMP Area Marina Protetta Isole Egadi – Lettera aperta al Direttore

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Cari Amici,
dall’ultimo post riguardo le novità sull’AMP delle Isole Egadi, poco o nulla è cambiato.

Con la mente serena ho letto in modo approfondito il nuovo disciplinare e nel frattempo ho anche chiesto l’autorizzazione all’ancoraggio, utilizzando il modulo scaricato dal sito ufficiale. Colgo l’occasione per ringraziare della cortesia e disponibilità di una delle impiegate dell’AMP Egadi, che mi ha permesso di poter ancorare già questo week end.

Ieri eravamo con la barca alle Egadi, inutile dirvi quanto sono belle, ci mancavano, era davvero troppo che non ci andavamo.

Abbiamo girato sia a Levanzo che a Favignana, il tempo era meraviglioso, poche barche (molti stranieri), la stagione vera non è ancora iniziata.
Purtroppo campi boe non ne abbiamo visti e le boe dello scorso anno che erano presenti a Cala Rossa ed al Preveto non c’erano più, rimosse oppure perse a causa dell’inverno.

Ci vorrà davvero un miracolo per poter installare dei campi boe per la metà di giugno, quando normalmente l’arcipelago inizia ad affollarsi.

Dicevo che ho letto e riletto il disciplinare, ho preso qualche appunto, insieme ad amici anche loro frequentatori delle isole, abbiamo buttato giù alcuni punti che non ci appaiono chiari così come si leggono dal documento.

Da qui ne è uscita una lettera che ho deciso di dichiarare aperta, affinché tutti i miei lettori possano beneficiare, sia delle domande sia, mi auguro, delle risposte.


Egr. Dott. Donati,

sono un velista milanese, innamorato del Trapanese e delle Isole Egadi che frequento assiduamente ormai dal 1992.

Negli anni ho visto diversi cambiamenti nel territorio, alcuni in meglio altri in peggio.

Ho da pochissimo, solo per caso, trovato il nuovo Disciplinare Integrativo del Febbraio scorso, al quale non voglio e non posso ancora dare un giudizio.

L’AMP ha fatto le sue scelte, che al momento non voglio discutere e criticare.
Ci saranno sicuramente della basi logiche dalle quali siete partiti per sviluppare il suddetto Disciplinare.

Sicuramente sono da contestare le modalità di applicazione, avvenute in assoluta sordina.

Una simile novità, in modo particolare se a pagamento, visti i tempi in cui ci troviamo, sarebbe dovuta essere comunicata ai quattro venti, con tutti i mezzi necessari, affinché chi come il sottoscritto si informa quotidianamente sia con i media sia attraverso Internet, ne sarebbe stato sicuramente informato con il dovuto anticipo e mi consenta anche con il dovuto rispetto.

Ci tengo a sottolineare che non voglio in alcun modo entrare in polemica con lei e la sua struttura sulle tariffe che applicherete e sulla loro destinazione, trovo assolutamente corretto, così come avviene in ogni parte del mondo, che le Aree Marine Protette, siano sottoposte a tutela e mantenimento che può avvenire solo con il contributo, anche oneroso, di tutti.

Il motivo di questa mia lettera, che le anticipo sarà pubblicata anche sul mio blog personale, come lettera aperta, che si occupa di informazioni che ruotano attorno al mare, la navigazione e le barche a vela, è quello di poter meglio capire il funzionamento dell’AMP e spiegarlo ai miei lettori che come il sottoscritto, insieme a numerosi operatori turistici locali, cantieri nautici e marina Trapanesi sono cascati dalle nuvole dopo le mie domande relative al nuovo disciplinare.

Ho letto in modo approfondito, ma ci sono alcuni punti che non trovato risposte ai miei innumerevoli dubbi.

Per meglio poter capire ho preparato una serie di domande alle quali spero lei possa in qualche modo dare risposta in vista dell’imminente stagione turistica così da arrivare preparati e cercare di godere nel massimo rispetto della legge, della natura e delle Isole quello che io considero uno dei paradisi sulla Terra.

Certo e sicuro di un suo riscontro e garantendole il dovuto diritto di replica, la saluto cordialmente.
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Massimiliano Terragni
Blog: www.y2ksblog.com
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Domande sulle zone:

- Esiste una mappa dettagliata con le zone dove i fondali sono di rilevante interesse ambientale ?

- I confini delle  zone di  mare dove i fondali sono di rilevante interesse ambientale saranno racchiuse all’interno della congiungente di coordinate geografiche affinché sia chiaro oltre ogni dubbio ovvero ci saranno dei galleggianti ben visibili e segnalati dai quali se ne possano identificare i confini ?

- Esiste una mappa con i campi boa ed il numero di esse per ogni campo ?

Domande specifiche per l’ormeggio:

- Si richiede di compilare la richiesta  indicata come - Rich. OR-12 -, nella quale si specifica il periodo nel quale si vorrebbe ormeggiare alle boe; si richiede il pagamento in anticipo.
Ma:

  • Da come è indicato nel comma 2 dell’art 5 del disciplinare integrativo, le autorizzazione saranno contingentate, come si comporterà l’ente gestore in caso di una richiesta superiore alla disponibilità ?
  • In che modo ed in base a quale criterio verranno assegnate le boe nelle zone ?
  • Cosa succederà in caso di condizioni meteomarine che rendano l’ormeggio disagevole per gli occupanti (non intendo pericoloso) quando il numero delle boe disponibili sarà diventato decisamente inferiore a quelle assegnate ? Ci saranno rimborsi ? Verrà data assistenza in altri luoghi quali i vicini porti di Marsala e/o Trapani ?

- Al comma 4 dell’art 5 del disciplinare integrativo si fa riferimento a degli ‘operatori’ che saranno autorizzati alla riscossione di un contributo pari ad €1,00 per ogni giorno di permanenza.

  • E’ un contributo che si aggiunge ai diritti di segreteria dell’ormeggio già pagato ?
  • E’ possibile conoscere la motivazione  la richiesta di questo ulteriore contributo ?
  • L’operatore fornirà un servizio in cambio di questo contributo ?
  • Stante la presenza di operatori abusivi all’interno del porto di Favignana, questi operatori dei campi boa saranno riconoscibili in qualche modo ?

Domande specifiche sull’ancoraggio:

- Esista una motivazione ambientale o di tutela, che non si evince dal testo del disciplinare, per il quale è consentito l’ancoraggio solo dall’alba al tramonto ?

- Il punto (a) del comma 5 dell’Art. 6 del disciplinare integrativo autorizza l’ancoraggio solo su fondali inerti sabbiosi o fangosi. Chi ben conosce questi ancoraggi, solo le zone dell’aera C indicate al comma 4 dello stesso articolo, Cala Rossa ed una parte di Cala Azzurra sono sabbiose; il Preveto, così come Maresolo ha alcune chiazze molto piccole di sabbia ma in posizione non di sicurezza. Dove sarà possibile pertanto ancorare tendo conto di tutti i parametri di tutela ?

- Sono sempre valide le deroghe di cui al comma 1 art 3 dell’ordinanza 26/2011 della CP di TP relativa alla possibilità di scendere a terra con il battello di servizio a remi ?

- Riguardo all’ancoraggio e le distanze da mantenere, sono sempre valide le disposizione particolari di cui ai comma: 6, 7, 8, all’art. 4 dell’ordinanza 26/2011 della CP di TP ?

- Riguardo all’impossibilità di mantenere l’ancoraggio dopo il tramonto nelle zone dove i fondali sono di rilevante interesse ambientale, in caso di condizioni meteomarine avverse o in situazioni di reale stato di necessità che possano non permettere la navigazione e la sicurezza dell’equipaggio oltre che dell’imbarcazione, sono sempre valide le deroghe di cui ai comma 3 e 4 dell’art 3 dell’ordinanza 26/2011 della CP di TP ?

Domande di carattere generale

- La modalità attuale di ritiro dell’autorizzazione da effettuarsi presso la sede dell’ente gestore di Favignana è di difficile fruizione da parte del turista di passaggio con la propria barca, inoltre l’ufficio è aperto al pubblico tutte le mattine, dal lunedì al venerdì, dalle 10:00 alle 12:00.

- Sarà in un breve futuro possibile farlo online sul sito del AMP Egadi ?

- Sarà possibile farlo direttamente in mare attraverso il personale dell’ente parco così da permettere alle barche di passaggio di essere ligi ai doveri di richiesta autorizzazione e nel contempo essere aiutati nell’ottenere l’autorizzazione senza prima ricevere una sanzione ?

- Quali sono le modalità di comunicazione dell’AMP Egadi con i diportisti per la comunicazione de dell’assegnazione dell’ormeggio ?

- Come si comporterà l’AMP Egadi in caso di occupazione abusiva di una boa preassegnata ?

- L’AMP Egadi avrà del personale ed un servizio disponibile alla risoluzione di problematiche dovute alle boe o a situazioni di emergenza anche dopo il tramonto, il sabato, la domenica ed i giorni festivi dell’alta stagione ?

- L’AMP Egadi sarà raggiungibile attraverso il VHF che ricordo essere uno strumento GMDSS cosa che il telefono cellulare non è ?

- La manutenzione della linea di ancoraggio e della sicurezza di ogni barca è compito di ogni comandante e ne risponde davanti alla legge, come sarà effettuata la manutenzione dei campi boa, ci sarà una assicurazione in caso di rottura della boa ?

- La bellezza della Sicilia e delle Egadi, del clima temperato anche durante l’anno, fa si che esse siano appetibili e fruibili tutto l’anno. Cosa succederà nei messi di bassa stagione ai campi boa ed ai servizi ai turisti forniti dall’AMP Egadi ?

May 24, 2012

AMP Area Marina Protetta - Parco Marino Isole Egadi

Cari Amici,
sono venuto appena a conoscenza di un fatto sconvolgente, che al momento mi sta facendo ribollire il sangue.
Utilizzo questo post anche per fare un pochino di pulizia e sintesi su tutte le informazioni che ho appena raccolto.

Il 29/2/2012 è stato approvato il nuovo disciplinare integrativo al regolamento di esecuzione ed organizzazione dell’Area Marina Protetta (AMP) delle Isole Egadi.

L’AMP delle Isole Egadi è una zona molto vasta.
Come riporta il sito ufficiale:” è formato dalle Isole di Favignana, Levanzo e Marettimo e dagli isolotti di Formica e Maraone.
Gli splendidi fondali che circondano le isole, ricchi di flora e fauna ma anche di reperti archeologici e le coste selvagge ne fanno un piccolo paradiso terrestre, tutelato dall'Area Marina, istituita con Decreto Interministeriale del 21/12/1991 e affidata in gestione al Comune di Favignana, dal 2001, dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
Con i suoi 53.992 ettari è la più estesa riserva marina di Europa.”
E’ vero, è una zona stupenda.

Zone Egadi

Come si noterà dalla cartina riportata dal sito ufficiale, il parco è suddiviso in 4 zone, dal punto di vista di noi diportisti, sono le sole zone C e D ad essere veramente fruibili, con qualche eccezione per la zona B.
Nelle zone C e D era possibile la balneazione e l’ancoraggio, con alcune limitazione (facilmente rispettabili e corrette) indicate in modo preciso in apposite ed annuali ordinanze della locale Autorità Marittima di Trapani.

Dal 29 Febbraio per noi diportisti cambia tutto, in peggio ovviamente.
Se questa nuova regolamentazione fosse stata fatta per proteggere davvero queste zone, forse, dico forse, potrebbe avere un senso; ma come più avanti vedremo, sono regolamenti emanati da chi ha necessità di fare cassa sulle spalle dei turisti, da chi vuole allontanare le barche da diporto dei turisti dalle isole, da chi non comprende nulla di navigazione e marineria e non conosce la sicurezza di un ancoraggio.


Ma vediamo di analizzare gli aspetti che più ci riguardano da vicino.

Iniziamo con l’elencare le Aree caratterizzate da fondali di rilevante interesse ambientale che l’ente gestore ha individuato dopo i monitoraggi:
a) Faraglione, zona B di Favignana;
b) Capo Grosso, zona B di Levanzo;
c) Cala Tramontana, zona B di Levanzo;
d) Scalo Maestro, zona B di Marettimo;
e) Conca, zona B di Marettimo;
f) Punta Mugnone, zona B di Marettimo.
g) Cala Rossa, zona C di Favignana;
h) Bue Marino, zona C di Favignana;
i) Cala Azzurra, zona C di Favignana;
j) Marasolo, zona C di Favignana;
k) Preveto e Scindo Passo, zona C di Favignana;
l) Cala Rotonda, zona C di Favignana;
m) Pozzo Ponente, zona C di Favignana;
n) Cala Fredda, zona C di Levanzo;
o) Cala Minnola, zona C di Levanzo;
p) Cala Manione, zona C di Marettimo;
q) Finocchio marino, zona C di Marettimo.

Queste sono le zone nelle quali anche noi normalmente diamo fondo, sia per la bellezza dei posti sia perché sono le uniche davvero sicure per l’ancoraggio e che possono garantire l’incolumità dell’equipaggio.

NAVIGAZIONE
Sarà sempre possibile navigare e fare il bagno nelle zone C e D, con delle limitazioni alla velocità (giustissime) per moto d’acqua e acquascooter in base alla zona di navigazione:

  • 5 nodi in Zona B
  • 5 nodi in Zona C entro i 300 dalla costa
  • 10 nodi in Zona C oltre i 300 metri dalla costa

ANCORAGGIO
Nella Zona A nessun ancoraggio.
Nella Zona B entro i 500mt dalla costa solo per i natanti (lunghezza inferiore a 10mt) dei residenti o proprietari di abitazioni dell’arcipelago ma solo in zone non considerate di rilevante interesse ambientale dall’Ente Gestore.
Nella Zona B oltre i 500 mt e delle Zone C e D è consentito l’ancoraggio ma con delle restrizioni nelle zone considerate di rilevante interesse ambientale dall’Ente Gestore.
Però, all’interno delle aree di rilevante interesse ambientale della Zona C (lista riportata in alto dalla lettera ‘g’ alla lettera ‘q’) sono fruibili solo dall’alba al tramonto.
Sì avete letto bene !
Ma non è finita. Coloro, non residenti nell’arcipelago, che comunque intendono ancorare in queste zone (solo zona C) devono preventivamente richiedere l’autorizzazione, che verrà rilasciata a seguito della compilazione del modulo specifico e dopo il pagamento di un corrispettivo versato a titolo di segreteria e rimborso spese. L’autorizzazione potrà essere richiesta per un giorno, una settimana, un mese o un anno che per una imbarcazione sino a 24mt corrisponde rispettivamente a: €15, €25, €50 e €100.
E dopo il tramonto ? Via da queste zone, si potrà ancorare in tutti gli altri posti senza problemi, anche in mezzo al mare,  si potrà andare in porto, in mezzo al mare,oppure esiste la possibilità di ormeggiare ad una boa o altro attrezzo predisposto dall’ente gestore. Ma vediamo come.

ORMEGGIO
Ormeggiare per la notte sulla propria ancora, sarà possibile farlo solo nelle zone non considerate di rilevante interesse ambientale. Sarà invece possibile ormeggiare ad una boa preassegnata richiedendo in anticipo l’autorizzazione all’ente gestore compilando il modulo specifico e pagando la relativa tariffa. Ma attenzione, per assicurare il necessario turnover fra i richiedenti, i permessi saranno contingentati ed esclusivamente giornalieri o settimanali e rilasciati in ordine cronologico di presentazione. Il costo per una imbarcazione sino a 24mt corrisponde rispettivamente a: €30 e €150. Infine, gli operatori preposti all’ormeggio potranno chiedere €1,00 al giorno per il servizio.


Io credo che peggio non si potesse fare.
E’ assolutamente inapplicabile, come si può anche solo minimamente pensare di poter riservare un gavitello ad un numero chiuso di barche… dove siamo in albergo ? E se il vento non è d’accordo con la preassegnazione ? Assolutamente ridicolo.

E come la mettiamo con gli ancoraggi solo dall’alba al tramonto ? Cosa fanno le barche di notte, puzzano ? Inquinano di più ? Ma le persone che hanno pensato una simile regolamentazione sono mai state in rada a Favignana ? Hanno mai visto un rada strapiena di giorno e praticamente deserta di notte ? Oppure è solo un motivo per obbligare a pagare le boe ?

Signori gestori e Signor Sindaco di Favignana, così non si va da nessuna parte. Avete una economia turistica solida anche grazie al turismo nautico. Forse avete fatto la scelta di chiudere l’isola alle barche… bastava dirlo.

Mi sento tradito, attraverso questo blog, scrivendo agli amici velisti stavo facendo di tutto per far conoscere un posto che io ho avuto la fortuna di conoscere nel lontano 1992, quando l’ospitalità era diversa.

Spero, così come successo con la tassa sul lusso, che facciate un passo indietro in maniera intelligente.

Quanto a noi sicuramente denunceremo a gran voce e con tutta la forza necessaria questo delitto, ma nel frattempo non staremo certamente qui a farci depredare e sicuramente cambieremo posto, forse all’estero dove le barche ed i loro occupanti sono decisamente invogliati ad andare. E siamo sicuri che non saremo gli unici.

Con profonda delusione.

Max

May 22, 2012

Tassa barche: Come compilare F24

 

Ieri abbiamo pagato la tassa di possesso per la nostra barca, ben €870,00, che davvero avremmo speso volentieri in altro, magari consumando beni e servizi e quindi creando ricchezza. Chiudiamo la piccola polemica qui che non siamo un blog di politica, ce ne sono altri e molto più autorevoli del nostro, qui preferiamo parlare di vela e di mare.

Le istruzioni per come pagare la tassa le abbiamo già riportate sull’ultimo post del 26 aprile.

Innanzi tutto è necessario reperire il giusto modello F24, perché quelli tradizionali che tutte le banche permettono di compilare sui propri siti di online banking sono altri.

Il modello si chiama: “Modello F24 Elementi identificativi”. E’ possibile chiederlo in banca oppure è meglio compilarlo online su questo sito e portarlo in banca per il pagamento.

Alla fine deve uscire un modello simile a quello nell’immagine qui sotto.

f24

Durante la compilazione e nonostante aver fatto già un post con le istruzioni, abbiamo dovuto prestare particolare attenzione al campo ‘Elementi identificativi’ in quanto abbiamo un leasing in corso.

Le istruzioni per la compilazione di questo campo fanno riferimento al comma 7 dell’art. 16 del decreto legge 201 del 2011 che testualmente dice: “Sono tenuti al pagamento della tassa di cui al comma 2 i proprietari, gli usufruttuari, gli acquirenti con patto di riservato dominio o gli utilizzatori a titolo di locazione anche finanziaria per la durata della stessa, residenti nel territorio dello Stato, nonché le stabili organizzazioni in Italia dei soggetti non residenti, che posseggano, o ai quali sia attribuibile il possesso di unità da diporto.”.
Il leasing nautico è di fatto una locazione finanziaria, pertanto anche noi ne rientriamo.

Le istruzioni di compilazione sono chiare e dicono: “nel caso di contratti di cui all’articolo 16, comma 7, del decreto legge 201 del 2011 il  campo  “elementi  identificativi”  è  valorizzato  anche  con  l’indicazione  nei  primi  6 caratteri, del giorno di inizio del contratto, del giorno e del mese di fine periodo del contratto,  nel formato  “GGGGMM”  e  nei  successivi  spazi  il  codice  identificativo dell’unità da diporto.”
Ovvero significa che se per esempio un leasing è iniziato il 10 Settembre 2008 e terminerà il 15 Gennaio 2018 dovremo indicare 101501 seguito dal numero di targa.

Davvero ne ignoriamo le motivazioni, perché non credo che questi dati permettano all’agenzia delle entrate di poter verificare la correttezza della tassa pagata. Siamo più propensi ad immaginare che la compilazione di questo dato, sia stato previsto solo per i pagamenti di brevi locazioni, ovvero dove il pagamento della tassa è in misura del numero di giorni di reale utilizzo dell’imbarcazione a seguito di un breve locazione.
Forse… ma… come la mettiamo se il numero di giorni supera i 30 ?
E’ impossibile capirlo da quei pochi dati inseriti… oppure siamo noi che non siamo in grado di comprendere. Winking smile

Questa è la nostra interpretazione, vedremo ai primi controlli che succederà.

Pagatela come volete, ma pagatela, le sanzioni sono pesanti ed i controlli siamo sicuri ci saranno.

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May 21, 2012

Comandate distratto – Parte 1


Il titolo è estremamente chiaro, no ?

Merita però un bel post affinché gli amici lettori non facciano anche loro la stessa ‘fesseria’ (per non dire altro).

Per chi ci ha seguito sulla nostra pagina facebook, sarà una ripetizione, ma merita un approfondimento, non si dice: repetita iuvant ?

Veniamo alla cronaca.

Sabato scorso usciamo dal porto di Trapani nel primissimo pomeriggio, erano quasi le 14.00. Abbiamo tardato ad uscire perché ci siamo incastrati a rimontare la chiglia pneumatica ad alta pressione del tender… Smile

Appena fuori dal porto, apriamo le vele, c’era una leggera brezza da NE, poca, ma avevamo voglia di andare a vela. Spegniamo il motore e la barca si appoggia dolcemente a sinistra e punta dritta e silenziosamente verso Levanzo a circa 4,5kt.
Finalmente, era passato moto tempo dall’ultima uscita.

Abbiamo una fame da lupi, abbiamo comprato un pollo allo spiedo che era davvero invitante. Pensavamo di godercelo in rada, ma quel cavolo di tender… va beh… Accendiamo il generatore così da scaldare velocemente il pollo con il microonde.
4 minuti, il classico “bling” del forno ed il delicato aroma ci fa capire che è già scaldato a puntino. Spegniamo il generatore e via in pozzetto a mangiarcelo.
Dopo essercelo divorato con gusto, era davvero molto buono, puliamo, riassettiamo e ci prepariamo a chiudere le vele per fare rotta su Favignana, il vento è in calo e di questo passo facciamo notte, ormai facciamo solo 2,5kt.

Accendiamo il motore, puntiamo su Punta Marsala, a SE di Favignana. Navighiamo a circa 5,5 kt a 1.200 giri circa, non abbiamo fretta, vogliamo goderci il tepore del sole e la breve navigazione.
Dopo pochi minuti, sentiamo odore di gas di scarico, capita quando passa vicino alla barca un motoscafo o un aliscafo.

Intorno a noi nessuno.

Scendiamo sotto coperta e la puzza è più intensa e si fa fatica a respirare… che cavolo è successo !?!?!?
Apriamo i boccaporti, corriamo fuori (l’aria è irrespirabile) e spegniamo immediatamente il motore. Davvero non capiamo cosa possa essere successo.

Passano pochi minuti e all’interno si comincia a respirare, apriamo il vano motore è troviamo ancora fumo e puzza, niente fiamme. Il locale macchina è molto caldo (più del solito) e molto umido, con un pochino di acqua sul fondo.
Vediamo subito che la saracinesca della presa a mare dell’acqua di raffreddamento del motore è chiusa. Cavolo ! Chissà che danni avremo fatto. Disappointed smile

Max l’ha sicuramente chiusa per errore quando ha spento il generatore. Per abitudine ha chiuso entrambe le saracinesche, come quando lasciamo la barca per un lungo periodo.

Apriamo la saracinesca e mentre Max rimane con la testa dentro il locale macchina, Ale accende il motore per meno di 10 secondi, per vedere se esce acqua dallo scarico. Prima accensione… niente acqua e nel locale macchina altro odore di gas di scarico…

OK, sicuramente la girante è andata, ma non capiamo l’odore di gas di scarico.
Cambiamo la girante, speriamo di riuscirci senza grandi problemi.
Apriamo un poco di Genoa, giusto per non ciondolare in mezzo al mare, anche perchè siamo sulle rotte degli aliscafi.
Max comincia a smontare la pompa. La posizione non è delle più felici, un punto a favore del motore Volvo che è decisamente in posizione migliore.
Dopo aver allentato le viti del tappo, l’acqua che esce è molto calda, non bollente. E’ necessario aspettare qualche minuto che si svuoti il circuito. Con cacciavite e pinza Max riesce ad estrarre la girante, ma… è perfetta, nuova, anche la guarnizione del tappo della pompa è perfetta.
Un buon segno, almeno non si è ‘cotto’ nulla.
Rimontiamo una girante nuova, quella appena tolta è stata un pochino strapazzata per estrarla, quindi inutile rischiare.
Chiudiamo il tappo, serriamo le viti e riaccendiamo il motore ancora per circa 10 secondi.
Mentre il motore è acceso Max ci gira intorno controllando. Nel filtro dell’acqua di mare, che fa anche da sifone, l’acqua passa abbondate… ma fuori niente…
Notiamo però degli spruzzi all’interno della zona motore… ok trovato… la marmitta sì è aperta, c’è un buco !

Marmitta bucata

Il calore dei fumi di scarico, senza il raffreddamento dell’acqua di mare ha letteralmente fuso l’attacco della marmitta. Ecco da dove fuoriusciva il fumo e l’acqua.
Alla meglio stringiamo un panno con del nastro telato, ma la pressione è talmente forte che non tiene, stabiliamo che ci servirà giusto per accendere il motore qualche secondo, per infilarci nel nostro posto barca.

Marmitta rappezzata alla meglio

La nostra posizione è ormai a metà strada fra Trapani e Favignana, siamo subito a Sud dell’Isolotto di Formica. Dobbiamo rientrare a vela, strambiamo e ci dirigiamo verso Trapani. Riusciremo sicuramente a tornare verso Trapani, anche andare all’ormeggio non sarà un problema, il vento è giusto, circa 8/10 kt da NE, ma… ci permetteranno di navigare a vela dentro il porto di Trapani?

Da grandi ottimisti quali siamo, ci diciamo: “siamo in avaria, figurati se non ci fanno entrare a vela! ”.Fingers crossed

Chiamiamo prima il Marina di Levante, li informiamo del nostro problema e delle nostre intenzioni, ci tranquillizzano che nel caso in cui la Capitaneria di Porto non ci permettesse di entrare a vela, con un gommone ci rimorchierebbero loro al pontile del Marina.
Bene, chiamiamo quindi sul canale VHF 10 il VTS di Trapani.

Esiste una normativa che obbliga tutte le imbarcazioni in movimento all’interno del porto di Trapani, di avvisare il VTS indicando tutti i dati dell’imbarcazione e la manovra in corso. Ecco un nostro post che descrive il porto di Trapani e la sua navigazione.
Dichiariamo a VTS la nostra avaria motore, spieghiamo loro che non abbiamo alcun danno ma solo un problema al motore che non ci permette di accenderlo, richiediamo la possibilità di entrare a vela fino al nostro pontile, lì ci sarà il gommone che ci aiuterà ad ormeggiare.
- AUTORIZZAZIONE NEGATA -

Bene, con molta calma, richiediamo allora la possibilità di entrare a vela sino all’avamporto, in modo da poter essere trainati dal gommone per un tratto inferiore.
Dopo averci messo in stand-by per qualche secondo, l’operatore ci dice:
- AUTORIZZAZIONE NEGATA -, forse è troppo pericoloso per il traffico, ci diciamo.

Alla fine, VTS ci autorizza a chiudere le vele, molto vicino alla diga esterna del porto, per poi essere rimorchiati dal gommone di servizio del Marina di Levante.
Prima della chiusura delle comunicazioni, VTS ci chiede inoltre di avvisarli prima dell’inizio della manovra di rimorchio e quindi ci comunica che il comandante (cioè Max), una volta ormeggiati ed in sicurezza, deve passare in Capitaneria ‘al più presto’ per la denuncia di evento straordinario !
OH bella… questa non ce l’aspettavamo per una banale avaria motore.

Copriamo le 4 miglia abbondanti in poco più di un’ora.

Davanti al porto ci aspettano già pronti, Michele e Dario del Marina di Levante.
Attacchiamo il gommone sulla fiancata sopravvento, legandolo con una cima a prua ed una cima a poppa di Y2K. Il gommone funge da propulsore, la nostra barca, con il suo peso, fa da timone.

In 15 minuti scarsi siamo davanti al Marina di Levante. Ci sganciamo dal gommone mentre abbiamo un leggero abbrivio che ci consenta di virare e posizionarci perpendicolarmente al pontile.
Accendiamo il motore, marcia indietro per 20 secondi circa e di nuovo spegniamo. Y2K indietreggia piano piano verso il suo ormeggio che era anche stato ‘allargato’ a dovere per darci agio in "entrata". Accendiamo di nuovo motore per fermare la barca e voilà, siamo ormeggiati.
Andata meglio del previsto.

Sottocoperta c’è ancora un po’ di puzza e fumo per questa manovra, ma è tutto sotto controllo.
Ringraziamo Dario, Michele e Christian per il supporto professionale e la disponibilità offerta, grazie ancora amici.

Max si reca quindi in capitaneria, dove presenta regolare dichiarazione di evento straordinario. L’ufficiale di guardia spiega che per ogni comunicazione registrata da VTS ci sono determinate procedure da seguire e purtroppo dopo una dichiarazione di avaria, indipendentemente dalla gravità, è necessaria la dichiarazione di evento straordinario da parte del capitano dell’imbarcazione.
Grazie anche alla capitaneria per la disponibilità e gentilezza dimostrata.

Come abbiamo scritto su Facebook, la cazzata di quest’anno l’abbiamo fatta e la vogliamo prendere con filosofia, tutto serve per fare esperienza.
Riportiamo come augurio di buon auspicio il commento di Dino: “Dai ti sei tolto il pensiero: Fatta la prima cazzata, tutto il resto della stagione sarà "simply perfect". Buon Vento”

Amici, fatene tesoro tutti.

Segue parte due, la sostituzione della marmitta !

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May 9, 2012

Giro del mondo a vela

 

Hiva-Oa---Isole-Marchesi

No, non partiamo. Non per il momento almeno. Smile

Gli amici, Ale e Marco, insieme alla loro compagna di avventura, Downunder, un Wauquiez Centurion 45S, sono appena arrivati a Hiva-Oa, un’isola dell’arcipelago delle Marchesi nella Polinesia Francese.

Mappa di Hiva-Oa

Ecco, sì proprio laggiù. Siete un pochino invidiosi anche voi ? Smile
Provate a cercarla sull’atlante oppure su Google Earth, il link lo mettiamo in fondo al post per i più pigri, vogliamo invogliarvi a vederlo da soli, per farvi capire, attraverso il movimento della terra di Google Earth, la posizione di queste isole.

Sono arrivati navigando dall’arcipelago delle Galapagos, in un po’ più di 18 giorni, navigando per il Sud del Pacifico percorrendo quasi 3.000mg.

Bravi. Ben fatto.

Per seguire il loro Diario di Viaggio, ammirare le foto e le descrizioni dei meravigliosi posti che stanno visitando e che hanno visitato, cliccate sul loro blog.

Link di Google Earth di Hiva-Oa: CLICCA QUI

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Disclaimer

disclaimer

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Grazie

Alessandra e Massimiliano


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