December 21, 2012

Buone feste !

 

Buone Feste 2012

A tutti i nostri amici e lettori del blog un sincero e caloroso augurio di Buone Feste ed un felice e migliore anno nuovo !

Ale e Max.

November 27, 2012

Girante del generatore a motore

Estate2012-02796

Il generatore di corrente installato a bordo di Y2K è un Paguro 4000 della Volpi di Muggia (TS).

La scelta del generatore è caduta su questo modello per i seguenti motivi:

  • Prodotto Italiano (in buona parte);
  • Motore Farymann monocilindrico affidabile e semplice da manutenere;
  • Molto compatto;
  • Buonissima insonorizzazione;
  • Avviamento anche manuale in caso di problemi alla batterie.

Purtroppo negli anni, qualche problemino lo ha avuto, nulla di grave, sono sempre riuscito a farlo ripartire in un modo o nell’altro.
Il motore ha circa 150 ore, che sono poche in 6 stagioni, credo che i malfunzionamenti riscontrati siano principalmente dovuti proprio al poco utilizzo e soprattutto, problema comune a molti generatori, alla miniaturizzazione del vano coibentato nel quale risiede.
Ne sono comunque soddisfatto.

L’inconveniente di quest’estate è stato davvero curioso, mi ha insegnato molto e vale la pena raccontarlo.

Primi di Agosto, eravamo in rada a Favignana da un paio di giorni.
Accendo il generatore e dopo pochi minuti si spegne segnalando l’errore del surriscaldamento. Questo spegnimento anomalo l’avevo già avuto l’anno scorso quando è stata risucchiata una medusa nel circuito di raffreddamento otturando tutto !
Aveva combinato un casino !

Convinto che il problema fosse lo stesso, apro il filtro a retina, sicuro di trovarlo intasato e sporco di pezzi di medusa… invece niente. Perfetto. Pulito.

Non convinto mi tuffo in acqua per verificare se la presa a mare fosse otturata.
Presa a mare dinamicaLa presa a mare del generatore è come quella dei motori, modello dinamico, ma è montata al contrario per lavorare in depressione affinché il generatore non ‘affoghi’ durante il movimento della barca.
La presa a mare ha delle alette di protezione. Durante l’ispezione con la maschera, noto che sotto le alette è sporca, all’interno ci sono un po’ di denti di cane, non molti da bloccare il flusso d’acqua, ma approfittando del momento la pulisco comunque.

Risalito a bordo riprovo senza molta convinzione… niente.
Il motore dopo pochi secondi si spegne ancora segnalando lo stesso errore.
OK sarà la girante che è andata.

A bordo questa è un ricambio che non manca, ma ricordo che la sostituzione della girante del generatore ha una complicazione in più data dalla guarnizione di carta del coperchio. Non ha un O-Ring in gomma ma una sottilissima guarnizione di carta che è facile rompere.
Meno male che nel kit è compresa altrimenti avrei dovuto utilizzare il sigillante specifico, quello rosso, che non uso mai volentieri, sporca e fa casino.

Apro quindi il coperchio della pompa, qualche parolaccia mi scappa perché mi scotto con l’acqua calda che è rimasta nel circuito.
Come mi aspetto, la guarnizione si è spaccata, è chiaramente da buttare. Estraggo la girante con attenzione, è perfetta e bella morbida, con tutte le alette al loro posto.
L’ho cambiata a inizio stagione, ha un paio di ore di vita, è ovvio che è nuova.
Non me ne capacito, me l’aspettavo distrutta ed invece eccola qui perfetta.
Dopo averla lubrificata con un po’ di grasso marino la rimonto, installo la guarnizione nuova, pulisco bene i due lati, il coperchio e la base della pompa. Chiudo bene con le quattro vitine, facendo attenzione a non perderle perché sarebbe disastroso recuperarle !

Riaccendo il generatore… NO niente… scalda ancora.
Mi tocca ‘immergermi’ di nuovo nel gavone di poppa. Per vedere se passa acqua nel circuito, chiedo ad Ale di accendere e spegnere subito.
Un colpetto, due, tre… non gira acqua… vuoi vedere che si è formata una bolla d’aria ?

Smonto il tubo della presa a mare, aspiro l’acqua a bocca fino a riempire il tubo e poi rimonto sul suo porta gomma.
Smonto il tubo a valle della pompa, chiedo ad Ale di dare ancora un colpetto di accensione…ma… cavolo… non esce acqua… ma che diavolo succede ?

Esco dal gavone, fa un caldo pazzesco, il motore poi emana un calore residuo fortissimo… ho bisogno di un bagno per schiarirmi le idee oltre che raffreddarmi il corpo.


Generatore Volpi Paguro 4000Il generatore, su Y2K è posizionato dietro il timone, a ridosso della spiaggetta di poppa. Ci si arriva da entrambi i lati entrando dai gavoni di poppa.
La posizione di lavoro è abbastanza agevole, ma comunque lo spazio è quello che è. Smile


Bene, dopo il bagno si sta meglio.
Mentre mi asciugo, decido di ricambiare la girante… anche se è perfetta… eliminiamo il problema, al massimo, quella ‘vecchia’ la tengo di scorta.
Rientro nella zona ‘calda’ e smonto di nuovo la girante, questa volta non posso permettermi di rompere la guarnizione.
Con molta calma, sfilo il coperchio, la guarnizione viene via senza rompersi.
E’ bagnata ma sembra in ordine.

Prendo la nuova girante dalla scatola.

Nel montarla, mi accorgo che è senza lo spinotto centrale che serve a farla girare. E’ da montare, è dentro la scatola. C’è un forellino sulla gomma tra una aletta e l’altra, si inserisce lo spinotto e si avvita semplicemente.
Inserisco la girante nella sua sede, stando attendo al senso di rotazione.
Monto il tappo della pompa, serro le 4 viti stando sempre molto attendo a non perderle.
Non devo perdere la concentrazione visto che una volta è già andata bene !

Chiedo ad Alessandra di avviare, mentre io rimango accanto al ‘malato’ osservando il tubo di carico dell’acqua.

BRUUUUMMMM, il motore parte e l’acqua gira alla grande.
Alle mie spalle c’è anche il separatore aria/acqua dal quale sento girare perfettamente l’acqua.

ECCHECAVOLO ! Ma cosa aveva l’altra girante ?!?!?!

Richiudo il guscio e lascio il motore acceso.

Estate2012-02796Devo capire che cosa è successo. Mi siedo all’ombra in pozzetto con una birretta in mano e mentre osservo la ‘vecchia’ girante mi accorgo del problema. L’anima, un cilindro, in ottone sul quale lo spinotto si avvita e sul quale la girante in gomma è attaccata, gira liberamente senza trascinare la gomma con le alette… immagino si sia scollata.

Ecco imparata un’altra lezione. Winking smile

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November 25, 2012

Idee regalo Natale 2012

Natale su Y2K

Regali di Natale, certo facile a dirsi, ma cosa regalare ?

Perché non regalare qualcosa per la barca ?
Certo ma cosa ?

Se volete regalare qualcosa a un velista ecco alcuni consigli per oggetti che sicuramente potranno essere utili a bordo di una barca.

Come sempre pubblicheremo gli oggetti che la nostra esperienza ci ha portato a conoscere e scegliere.
Noi non li vendiamo.
Sono oggetti che si trovano tranquillamente in qualunque negozio di nautica del nostro paese e oggi anche su molti siti di vendita di materiale nautico online.


AIS
AIS su Plotter

L’AIS è uno strumento elettronico che attraverso l’antenna del VHF capta i segnali dei transponder delle navi nel raggio di 20 miglia o più e li trasferisce sullo strumento cartografico di navigazione della nostra barca.
E’ sicuramente uno strumento che aiuto a gestire la sicurezza a bordo per evitare di incorrere in avvicinamenti non voluti con i “mostri” galleggianti che sono in giro per i nostri mari.
A bordo noi abbiamo il ricevitore AIS Raymarine 250, ma conosciamo e consigliamo anche il ricevitore AIS Engine 3 della Nasa Marine ottimo nonostante il prezzo economico.
Prezzi a partire da €180,00


BINOCOLO
Max con binocolo Steiner Navigator

Il binocolo in barca è uno strumento essenziale, consente di vedere dove ad occhio nudo è impossibile vedere, consente di rilevare oggetti che, soprattutto di notte, non si erano affatto notati.
A bordo di Y2K ne abbiamo 3, e li usiamo tutti.
Il binocolo classico da uso nautico deve avere una dimensione che viene indicata con il numero 7x50, dove il primo numero indica l’ingrandimento mentre il secondo numero indica il diametro della lente obbiettiva, deve essere impermeabile e resistente agli urti.
Esistono inoltre binocoli molto più potenti e grandi ma diventano troppo costosi e troppo grandi per un uso tradizionale.
A bordo di Y2K abbiamo un binocolo Osculati  7x50 autofocus con bussola di buon livello che ci accompagna da ormai molti anni e un recente Steiner Navigator 7x50 con bussola. 
Prezzi a partire da €140,00


LAMPADA FRONTALE
Lampada Frontale
E’ una lampadina da poter indossare sulla fronte per illuminare di fronte a noi e lasciare contemporaneamente la mani libere per lavorare. Sul mercato sono presenti innumerevoli modelli che arrivano anche dalla speleologia. Per un uso nautico è importante che siano abbastanza leggere (max 250gr), impermeabili, con luce a led ed una bella fascia morbida che non dia fastidio se la si indossa per ore.
A bordo ne abbiamo una acquistata 10 anni fa, che funziona ancora perfettamente, purtroppo non ricordiamo ne la marca ne dove è stata comprata. Ma la scelta è talmente ampia che farete fatica a sbagliare.
Prezzi a partire da €20,00


TELEFONO SATELLITARE
Thuraya SO 2510

E’ una sicurezza poter parlare in qualunque momento, nonostante la distanza dalla costa, con qualcuno che potrebbe aiutarci a risolvere un problema o solo per rassicurare mamma e papà che stiamo bene, essere liberi di inviare un SMS o perché no scaricare l’ultimo bollettino meteo con il PC.
I gestori che si dividono il mercato dei telefoni satellitari sono essenzialmente tre: Thuraya, Inmarsat e Iridium.
Senza entrare nei dettagli le grosse differenze sono un poco nel prezzo di acquisto e di utilizzo, ma soprattutto sulla copertura terrestre.
Thuraya ha un’area di copertura che comprende Europa, Asia, Oceania, Africa Settentrionale e Centrale, Inmarsat ha una copertura mondiale con l’esclusione dei poli ed infine Iridium copre tutto il mondo senza esclusioni.
La scelta quindi, oltre a simpatie personali, va fatta tenendo in considerazione la zona di navigazione presente e soprattutto futura Sorriso
Da Intermatica, distributore italiano dei tre provider, un interessante confronto sui terminali portatili.
A bordo di Y2K abbiamo da molti anni un terminale Thuraya SO 2510.
Prezzi a partire da €870,00, la telefonata a partire da circa €1,00/minuto.


SPOT
Spot Connect
Lo Spot è un localizzatore GPS satellitare. Consente di inviare la propria posizione con un SMS o  una email ad amici e parenti anche in zone e situazioni dove è impossibile usare un telefono per mancanza di copertura.
Ne esistono diversi modelli, dai più semplici con dei tasti da premere a più complessi da poter collegare al proprio smartphone.
E’ inoltre possibile generare un messaggio automatico, completo di posizione, che verrà inviato automaticamente ogni 10 minuti e così come una mollica di pane, indicherà il percorso intrapreso, così come abbiamo fatto nel recente trasferimento da Trapani a Monfalcone.
A bordo di Y2K abbiamo lo Spot Connect.
Prezzi a partire da €149,00


ZAINO STAGNO
Zaino Stagno
La comodità dello zaino non è in discussione.
In barca però è facile bagnare il contenuto, non è possibile usare uno zaino cittadino.
Esistono sul mercato degli zaini specifici che sono stagni.
Inizialmente erano nati come contenitori a forma di sacca per contenere materiali da conservare asciutti, ma da qualche anno ormai queste sacche sono state accessoriate con supporti per essere trasportate come semplici e comodi zaini da spalla.
La possibilità di scendere a terra con il tender ed inserire nello zaino asciugamani, telecamera, macchina fotografica e portafoglio senza che si bagnino è oggi una realtà.
A bordo di Y2K ne abbiamo un modello da 20 lt davvero molto comodo ed efficiente.
Prezzi a partire da €62,00


IMBRAGATURA FUORIBORDO
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Oggi i motori fuoribordo sono sempre più grandi e pesanti.
Le operazioni di imbarco e sbarco del motore, anche se piccolo, sono faticose e spesso pericolose. E’ davvero facile far finire in fondo al mare il nostro prezioso compagno di mille avventure.
E allora, che abbiate o meno una gruetta di sbarco, una maniglia per prendere comodamente e con sicurezza il nostro motore è assolutamente necessaria.
Ne esistono moltissime in commercio, l’importante è prendere l’imbracatura delle dimensioni corrette per sostenere il peso del nostro fuoribordo.
A bordo di Y2K abbiamo un modello di Osculati.
Prezzi a partire da €15,00


COLTELLO MULTIUSO
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Il coltello multiuso o coltellino svizzero, come si usa anche dire, è uno strumento molto utile in barca e talvolta sottovalutato, anche da noi.
A bordo ogni componente dell’equipaggio dovrebbe averne uno personale e sempre con se, soprattutto in manovra, può sempre essere utile anche in situazioni che possono sembrare banali.
I più famosi ed effettivamente più utilizzati sono i Leatherman, noi a bordo di abbiamo il modello Wave.
Qualunque modello scegliate, assicuratevi che abbia almeno due lame, di cui una seghettata, una bella pinza solida e l’importante fodero da cintura.
Prezzi a partire da €55,00.


CINTURA AUTOGONFIABILE
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La sicurezza a bordo è il primo e fondamentale concetto da insegnare ed imparare.
L’attrezzatura personale non può essere sprovvista dell’essenziale dotazione di una cintura o giubbotto autogonfiabile con imbrago di sicurezza incorporato.
Ne parliamo in modo molto ampio in un altro nostro post.
Sul mercato sono presenti tantissimi modelli di tutte le marche.
I prezzi sono davvero i più diversi.
Prima della scelta dobbiamo assicurarci che il modello preso in esame sia comodo perché lo si indossa per molte ore, deve essere automatico perché deve aprirsi da solo in caso di caduta in mare e deve avere l’imbrago di sicurezza integrato con le cinghie inguinali.
A bordo di Y2K ne abbiamo di modelli diversi, gli ultimi arrivati a bordo sono gli Spinlock Deckvest.
Prezzi a partire da €120,00.

Speriamo di essere stati d’aiuto e di aver fatto contento qualche amico velista che ha ricevuto in dono uno di questi accessori anche un po’ grazie a noi.

E se questi non bastassero, scriveteci che abbiamo anche tante altre idee.

November 23, 2012

Accordo Capitaneria di Porto e Amp Egadi

Isola di Levanzo

Chi ci segue ormai sa benissimo quanto siamo sensibili a tutto ciò che riguarda le Isole Egadi.

Siamo stati particolarmente critici quanto ce n’è stato bisogno e pertanto siamo altrettanto solerti a far rimbalzare in rete tutte le attività che la direzione dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi porta avanti per proteggere al meglio quella vasta zona a occidente della Sicilia.

Il comunicato stampa che ci viene inviato, comunica di un accordo tra l’AMP Isole Egadi e la Capitaneria di Porto di Trapani “per lo svolgimento dell’attività di sorveglianza e controllo nelle acque circostanti le isole dell’arcipelago e in particolare in quelle dell'Area Marina Protetta.”

Continua dicendo che: “l’attività di sorveglianza riguarderà la prevenzione degli inquinamenti in mare e la vigilanza sulle attività svolte in mare: pesca professionale e sportiva, attività subacquee, navigazione da diporto e da traffico: inoltre, la vigilanza costiera contro  gli  abusivismi demaniali, il controllo sulle attività commerciali e ludico-ricreative svolte in ambito
demaniale, l’individuazione di scarichi illeciti  e le discariche abusive.”

Personalmente noi siamo molto contenti della attività che gli uomini della CP di Trapani svolgono con dedizione ed in modo professionale e siamo sicuri che la natura e l’ambiente, ma anche tutti noi, beneficeremo di questi accordi.

BRAVI.

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November 3, 2012

Sesto giorno di navigazione

Mappa viaggio

E’ il 24 Ottobre, oggi è l’ultimo giorno di trasferimento di Y2K da Trapani a Trieste.

Siamo contenti di arrivare però come per tutti i viaggi siamo anche un po’ tristi. Il ritmo ormai l’avevamo preso, ci stiamo divertendo tantissimo e davvero saremmo in grado di andare ovunque.

Questa notte, ho dormito in quadrato, la barca era molto sbandata ed il letto di prua in queste condizioni è quasi inutilizzabile. Ho utilizzato il divano di sinistra ed ho dormito come un bambino fino alle 8.30.

Al mio risveglio Paolo era in pozzetto da solo, Michele al termine del suo turno, alle 7.00, è andato a farsi un pisolino e non è ancora uscito dalla cuccetta.

Siamo nuovamente in navigazione a motore, verso le 6.00 il vento è calato e Michele ha chiuso il genoa e riacceso il motore.

Al mio risveglio, quando faccio capolino in pozzetto per salutare, non posso fare a meno di vedere la calma piatta, quasi irreale, del mare. Non c’è un alito di vento, il mare è liscio e le sole increspature le creiamo noi al nostro passaggio.

Come tutte le mattine preparo un bel caffè, Michele, forse per l’aroma che gli arriva anche in cabina, si sveglia, giusto in tempo per fare colazione tutti insieme.

La giornata passa tranquilla e serena, senza particolari degni di nota.
E’ assodato che in questa zona non si pesca.

Quando al primo pomeriggio facciamo il punto sulla navigazione, ci accorgiamo che il nostro ETA (Expected Time of Arrival) è per le 18.30, molto prima di quanto avevamo previsto ieri.

Prima del golfo di Capodistria, ammainiamo la randa, che tanto ormai è issata solo per bellezza, la pieghiamo per bene e la leghiamo. Rallentiamo un pochino perché il comitato di accoglienza è in ritardo Smile
La figlia di Michele, che vuole vedere il papà entrare vittorioso in porto, è attualmente in piscina e dovrà avere il tempo di arrivare a Porto San Rocco.

Alle 19.30 ormeggiamo al pontile ‘O’ di Porto San Rocco a Muggia, siamo accanto a ‘Hydra’ gemella di Y2K (di Michele) e ‘Paddy Boy’ un Oceanis 42CC di Giuliana e Roberto, una coppia simpaticissima che a breve partirà per il giro del mondo.

Y2K a Porto San Rocco  Y2K e Hydra a Porto San Rocco

Per gli amanti dei numeri ecco un resoconto dettagliato.

Partenza: 19/10/2012 ore 11:30
Arrivo: 24/10/2012 ore 19:30
Totale 5 giorni e 8 ore
Totale in ore: 128 ore

Distanza percorsa:
- 870mg da log
- 942mg dallo Spot Connect

Velocità media da log: 6,80kt
Velocità media da Spot: 7,34kt

Gasolio consumato: 760 Lt
Rifornimento effettuati a:
- Trapani
- Messina
- Santa Maria di Leuca
- Bari

Ore di motore: 114 ore
Consumo medio: 6,70lt/h

Vino ‘consumato’:
- 2 bottiglie di Nero d'Avola
- 1 di Santa Cristina
- 1 Barbazzale Bianco
- 3 lt di Rosee della Provenza
- 3 lt di Inzolia
- 2 Bottiglie di Marsala
- 2 Bottiglie di Prosecco

Pesce pescato:
- 14 Tonno Palamita (Tynnus Pelamys)
- 6 Tonni (Euthynnus Alletteratus)
- 3 Sgombri
Rilasciati per dimensione non conformi:
- 4 Tonni (Euthynnus Alletteratus)
- 3 Tonno Palamita (Tynnus Pelamys)

Michele, Max, Paolo e i Tonni

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October 27, 2012

Quinto giorno di navigazione


E' il 23 Ottobre, dall'alba di questa mattina siamo ormai in Croazia.
Abbiamo navigato a vela per tutta la notte, solo all'alba abbiamo acceso il motore.
La nostra posizione è circa 15 a sud dell'isola di Vis dove vorremmo atterrare per far gasolio (anche se l'indicatore segna quasi tre quarti), prendere del pane fresco e proseguire.
Per entrare ufficialmente in Croazia é necessario fare dogana e immigrazione, inoltre è previsto il pagamento di un permesso di navigazione del costo di circa 300 euro.
Vorremmo atterrare e cercare di non fare tutta la trafila perché non vogliamo scendere a terra ma solo fare gasolio.
Proviamo.

Sono le 12.00 circa quando chiamiamo al VHF Vis Port Control ma nessuno risponde.
Chiamiamo con il telefono, la persona che risponde ci nega qualunque possibilità, non è possibile, cerco di spiegare ma non c'è verso.
Ok. Va bene, troviamo una alternativa.

Facciamo due conti sul carburante.
Riempiamo con le taniche il serbatoio e vediamo cosa abbiamo consumato.
Travasiamo circa 95lt (meno di 5 taniche) che sono stati consumati in 14 ore di navigazione a motore dal pieno fatto ieri alle 15.30 a Bari, ovvero abbiamo consumato 6,78 lt/h.
Ok i consumi iniziano a tornare, non sono allineati, ma se teniamo conto della carena non perfetta e della navigazione spesso con vento e mare di prua ci siamo.
Il serbatoio pieno sono 250lt, abbiamo ancora da travasare dalle taniche rimaste 80lt, possiamo quindi contare su 330lt.

Se consideriamo un consumo medio di 7lt/h, per stare tranquilli, significa avere la possibilità di fare circa 47 ore con il gasolio rimasto, considerando una velocità di navigazione pessimistica di 6kt, significa che potremo percorrere circa 282 miglia. Per arrivare a Trieste ci sono da percorrere ancora 214mg.
Bene ci stiamo, possiamo farcela senza grandi problemi e se poi vediamo che consumeremo molto più di quanto previsto ci fermeremo in Istria a fare carburante.

Viriamo verso ovest, ciao ciao a Vis ed alla tua ottusità.
Ci portiamo al largo e poi andiamo verso Trieste.

Prima una tartaruga e poi un gruppo numeroso di delfini ci accompagnano verso ovest, i delfini mi piacciono tantissimo e sono sempre di buon auspicio.

Una volta fuori al largo, deviamo verso nord ovest.
Le previsioni ci dicono che dovremmo trovare un po' di bora, non molta circa 15kt, giusta giusta per spararci a Trieste come proiettili.
Sono le 17.00, al momento e per tutto il giorno il vento è rimasto da NNW/NW, esattamente o quasi sul muso. La navigazione procede a bordi con randa e motore per guadagnare velocità pur mantenendoci abbastanza al largo.
Nel frattempo peschiamo qualche altro tonnetto, che poi liberiamo, ma almeno abbiamo sfatato il mito di Mik che ci dice sempre: "in Adriatico e soprattutto in Croazia non si pesca". :-)

La sera, dopo un piccolo aperitivo, ceniamo con una buona pasta e fagioli accompagnata da un ottimo vino rosee della Provenza, quello che chiamiamo 'plasma' perché confezionato in una sacca di alluminio con un rubinetto, che i nostri amici Roberto e Tita ci portano dalla Costa Azzurra.

Durante il primo turno fatto da Paolo, il vento é rimasto sempre molto debole, ha una certa tendenza a venire da NE ma è ancora debole e troppo stretto per poterlo utilizzare.
Quando arriva il mio turno all'una, il log segna 6298mg ovvero 741mg fatte da Trapani. La navigazione ed il vento sono sempre uguali, ma avrò un turno movimentato per via dei numerosi pescherecci della zona, molto vicini fra loro e con le luci delle loro fortissime lampare a schiarite il buio della notte. Il radar è pieno di puntini ! ;-)



Dopo un po' di slalom, sono di nuovo in acque tranquille, finalmente il vento gira stabilmente a Nord Est e aumenta fino a 12kt di reale.
Non potevo chiedere di meglio.
Apro il Genoa, spengo il motore e via a quasi 8 kt verso Trieste, veloci e finalmente silenziosi, non ne potevo più del rumore del motore .
Dal tambucio fa capolino Mik, ha sentito la manovra, tra pochi minuti inizia il suo turno e non vede l'ora visto che stiamo navigando a vela alla grande.
Effettuate le consegne, me ne vado in cuccetta, non ne ho voglia vista la bella navigazione che stiamo facendo, ma è necessario rispettare i turni e dormire per essere pronti se necessario.

Domani sera per cena saremo a Trieste.
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October 24, 2012

Quarto giorno di navigazione.

La notte passa in modo molto tranquillo.
I turni si succedono con tranquillità. Tutti dormiamo molto bene, il mare è calmo, poco vento. Solo davanti a Brindisi un po' di traffico ci distoglie la tranquillità della notte.
È lunedì 22 ottobre, quando mi alzo dal letto verso le 8.00, uscendo in pozzetto per salutare i ragazzi, é impossibile non osservare le facce soddisfatte e sorridenti di Mik e Paolo.
Stanno combinando qualcosa. Lo so! È certo!
Ecco! Hanno già pescato 2 tonni e sono in pieno furore agonistico.

Questa giornata la definirei la giornata del tonno! Le canne continuano a partire, il suono del mulinello la farà da padrone insieme ai gridolini eccitati e le urla di soddisfazione dell'equipaggio. Qualcuno intona anche a qualche canzone. Paolo ha dimostrato una abilità incredibile nella pulizia del pesce, sembra non aver mai fatto niente altro nella vita. :-)
Sono stati catturati, tonni palamite, tonni alletterati e sgombri.
Sono pronti jn freezer per una mega grigliata con gli amici di Porto San Rocco la sera del nostro arrivo.

Durante una ripartenza post-cattura notiamo che il motore fatica a salire di giri. Proviamo quindi la retromarcia, il motore funziona bene, sale di giri immediatamente, sicuramente abbiamo qualcosa nell'elica.
Bene chi fa il bagno?
C'è chi dice che dovrebbe essere il più vecchio, c'è chi dice che dovrebbe essere il più giovane, ma alla fine quando si dice che dovrebbe essere l'armatore nessuno si oppone nemmeno l'armatore stesso :-)

Indossata la muta, la temperatura dell'acqua è di 20 gradi circa, mi fiondo in acqua.
Noto subito una rete di plastica intorno all'elica, prendo il coltello e in pochi secondi libero l'elica. È stato facile perché la rete era solo bloccata nelle pale impedendo loro di girarsi in modo corretto.
L'elica ha anche dei denti di cane, mi faccio passare la spatolina e in due tre immersione di pochi secondi pulisco al meglio l'elica. Faccio molta fatica ad immergermi, la muta non aiuta, inoltre c'è anche una forte corrente che mi spinge indietro.
Doccia calda e via verso bari.
Il motore ora risponde alla perfezione, chissà da quanto avevamo quella rete che non permetteva all'elica di lavorare bene. Sicuramente il consumo elevato di carburante era una conseguenza di questo.
Vedremo a Bari se i consumi saranno scesi.
Per pranzo Paolo prepara uno dei tonni alla Pantesca, con cipolla, aglio, capperi, olive e pomodoro il tutto poi spruzzato con vino bianco e quindi prezzemolo a fine cottura.
FANTASTICO! Bravo Paolo

Arriviamo a Bari, porto nuovo . Chiamiamo Compamare Bari per richiedere l'autorizzazione ad entrare per fare rifornimento. Appena salutato Compamare ci contatta sul 16 l'addetto del distributore che ascoltata la nostra conversazione precedente ci ha indicato come raggiungere la sua banchina. Facciamo il pieno di gasolio con 170 lt che con 22 ore di navigazione indica un consumo di circa 8 lt. Non molto meno, ma tenuto conto che la rete incastrata nell'elica l'abbiamo tolta solo la mattina, direi che abbiamo sicuramente trovato la causa. Vedremo la prossima volta per conferma.
In uscita richiamiamo Compamare Bari come da istruzioni per avvisarli della nostra uscita. Ci informano che se avessimo problemi ad uscire dal porto é disponibile il servizio piloti. :O

Ci mettiamo in rotta per la Croazia, isola di Vis, dove se necessario faremo gasolio.
Appena ci allontaniamo dalla costa, le canne ricominciano a partire, sarà così sino al tramonto. Siamo in attesa di un pesce di taglia superiore che poi purtroppo non è arrivato.

Dopo una succulenta pasta con i broccoli, sparecchiamo, laviamo i piatti e cambiamo strategia. Il vento da NW sta aumentando. Non è l'ideale per noi, ci porterebbe più a Est della nostra destinazione, ma siamo stufi del motore.
Prendiamo una mano alla randa, apriamo il Genoa e via.
Y2K viaggia bene, molto inclinata ma veloce. Stiamo più stretti possibile, gli strumenti indicano 31 gradi rispetto al vento apparente. Questo è anche il lato, mura a sinistra, dove la barca bolina meglio.

All'interno è difficile stare in piedi.
Michele si sdraia nella cuccetta di prua, per il largo, puntando i piedi per non scivolare, io che dovrei dormire con lui non ho abbastanza spazio e mi sdraio quindi in quadrato sul divanetto di destra.
Sul mare cominciano a formarsi delle onde, il vento è ormai costante oltre i 15kt, ogni tanto la barca picchia molto forte la prua in acqua, facendo molto rumore, è davvero molto difficile dormire.

I turni si succedono senza problemi e solo alle 6.30 ormai in terra Croata il vento scompare quasi per incanto obbligandoci a chiudere il Genoa e ad accendere il motore.
È stata una gran bella cavalcata.
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October 22, 2012

Terzo giorno di trasferimento

Il nostro trasferimento verso l'Adriatico continua.
È notte, anzi è mattino presto, sono le 4.00 quando Mik compare dal tambucio, mi viene a dare il cambio. Il golfo di Squillace é sulla nostra sinistra e isola di Capo Rizzuto ci indica che entriamo nel grande, nel senso di enorme, golfo di Taranto.
Le previsioni ci dicono che dovrebbe arrivare un NNW forza 4 in attenuazione dal pomeriggio.
In previsione prendiamo una mano alla randa, meglio prevenire, su questo con Mik siamo in perfetta sintonia.
Nemmeno il tempo di completare la manovra che il vento si comincia a sentire, prima 9kt, poi 12kt, proviene da Nord preciso e la nostra rotta per 38 gradi é un po' stretta per usarlo bene, ma tant'è, apriamo il Genoa e spegniamo il motore. Filiamo che é un un piacere, spengo le luci di via basse, quelle posizionate sul pulpito, e accendo le luci di via per la navigazione a vela in testa all'albero. Con la luce di coronamento spenta si piomba nell'oscurità e il cielo che già prima era pieno di stelle si accende ulteriormente. Con. Mik giochiamo a trovare le costellazioni e non possiamo non notare la differenza della posizione delle stelle rispetto a quella abituale dei mesi di Luglio e Agosto quando per noi è più normale essere in mare di notte.
Ci godiamo per un po' la navigazione, ma siamo di molto fuori rotta, la nostra attuale prua ci porterebbe tra Corfù e Lefkada. Non è il caso, non siamo in vacanza, non abbiamo intenzione di bordeggiare all'infinito e quindi chiudiamo il Genoa, riaccendiamo il motore e ci rimettiamo in rotta per Santa Maria di Leuca.
Mik non è in forma, ha un leggero malessere che l'accompagna da ieri, non abbiamo digerito il pranzo, ieri sera non abbiamo cenato, solo Paolo si è fatto un sandwich. Mi fermo in pozzetto qualche minuto ancora, non ho molto sonno, inoltre cominciano a vedersi delle onde e la barca ogni tanto picchia nel cavo fra due onde.
In meno di mezz'ora lo stato del mare è notevolmente cambiato. Ora è molto mosso e il vento è salito a oltre 18kt. La barca si agita molto e picchiamo spesso fra le onde, la nostra velocità è fra 7 e 8 nodi. Proviamo a ridurla ma é peggio. Il pensiero va ai VOR 70 che picchiano fra le onde per migliaia di miglia...
Vado a letto, anzi provo perché a prua é impossibile dormire. Mi sdraio su un divano in quadrato e mi appisolo.
Al mattino la situazione del mare é immutata, ma ormai ci siamo abituati e ci prestiamo meno attenzione. La strada da fare è ancora molta, solo quando ti trovi a navigare ti accorgi di quanto sia grande questo golfo!
Alle 9.00 contattiamo con il satellitare il Marina di Leuca per verificare se il distributore di gasolio in banchina é aperto. Ci confermano la possibilità di fare rifornimento e di contattarli all'entrata sul canale vhf 12.
Abbiamo un serio problema di carburante, stiamo consumando troppo. È vero che abbiamo mare e vento contrari, l'opera viva e l'elica forse non sono perfette, ma stiamo consumando circa 10 lt/ora quando dovremmo consumare 6/7 lt/ora.
Dobbiamo fare un rabbocco in mezzo al mare, c'è molta onda.
Decidiamo di farlo troppo tardi, il motore si spegne, il pescante del serbatoio con la barca inclinata non riesce a prendere il resto del gasolio. Poggiamo e raddrizziamo la barca. Riempiamo il serbatoio con tutte le sei taniche da 20lt, spurghiamo il circuito gasolio e ripartiamo.
Arriviamo a Santa Maria di Leuca alle 16.30. A meno di un miglio dalla costa peschiamo un tonno alletterato che liberiamo. Questo pesce prende questo nome dai caratteristici disegni sul dorso.
Davanti all'entrata del porto ci sono due catamarani all'ancora. Chiamiamo come d'accordo il Marina sul canale 12 per informarli delle nostre intenzioni e per chiedere se ci sono particolari prescrizioni sull'entrata perché sia pagine azzurre che amici di Mik riportano insabbiamenti all'entrata.
Infatti la direzione del marina ci informa di stare molto vicini al fanale verde in entrata. Ormeggiamo in andana al pontile dei carburanti che si trova vicino al fanale rosso, molto vicino alla parte insabbiata. In pochi minuti arriva l'addetto che ci aiuta a fare rifornimento, prima le sei taniche poi il serbatoio grande. Totale 270 per 29 ore di navigazione ovvero quasi10 lt ora, troppo.
Usciamo da porto e ci dirigiamo verso il canale di Otranto.
A turno ci buttiamo in doccia e quindi ci mettiamo a studiare la meteo con calma. C'è alta pressione venti deboli da Nord. In adriatico inoltre bisogna tenere conto di una corrente che gira in senso antiorario e che quindi c'è la troviamo contro stando lungo il versante italiano.
Decidiamo nonostante la corrente di costeggiare sino a Trani dove se necessario ci fermeremo a fare gasolio e quindi procederemo in Croazia per poi andare verso Nord.
Cena, stasera ci vogliamo trattare bene. Mega pastasciutta con zucchine trifolate e pesto alla trapanese con grattata di ricotta salata, ovviamente tutto portato da Paolo. Michele ed io ci stiamo chiedendo perché abbiamo fatto cambusa prima di partire! :-)
La pasta era molto buona accompagnata da un Santa Cristina ci ha davvero soddisfatto.
Poteva finire qui? Concludiamo in bellezza con delle arance tagliate a fette innaffiate da rum bianco, accompagnato con un bicchierino di Marsala Vecchio Florio.
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October 21, 2012

Secondo giorno di trasferimento

Y2K sta navigando verso l'Adriatico.
Andrà a Monfalcone per sostituire il ponte in teak.

Sono montato di guardia da poco, sono le 2.20 del 21 Ottobre, stiamo navigando nel golfo di Squillace a motore, vento niente, 2kt da ENE.
Sorseggiando un caffè lungo ne approfitto per raccontare la giornata di ieri densa di avvenimenti e lezioni da mettere nel bagaglio delle esperienze.

Ieri dopo aver finito il mio turno, sveglio Michele per farmi sostituire. Mi fiondo a letto e faccio un sonno unico fino alle 8.00
Mi affaccio ancora assonnato dal tambucio quando Paolo e Michele mi chiedono se voglio un caffè. "Certo, grazie, molto volentieri" rispondo subito. E ridendo mi rispondono: "ecco bravo fallo anche per noi, che il caffè é finito e non sappiamo dov'è la scorta!". :-)

Finalmente un po' divento. Mentre preparo il caffè Y2K si inclina mura a destra e accelera con andatura di bolina.
Siamo a poche miglia da Capo Peloro e l'ingresso dello stretto di Messina.
La navigazione a vela dura pochissimi minuti, il caffè non è ancora pronto.
I ragazzi riaccendono il fido Yanmar e chiudono il Genoa. Passo loro le tazze con il caffè ed esco in pozzetto a godermelo anche io in loro compagnia. La giornata è già tiepida, il sole è caldo, che stupenda stagione e che bella la Sicilia.

A meno di 2 miglia da Capo Peloro il vento torna rabbioso a farsi sentire con 30 nodi leggermente sulla nostra destra. Laschiamo il carrello della randa filando verso lo stretto a oltre 8kt.
Il motore tutto d'un tratto si spegne di colpo. Muto. Riproviamo l'accensione ma non parte.
Controlliamo... é finito il gasolio. Che fessi, non abbiamo controllato il livello. Sia io che Michele lo abbiamo controllato ieri sera ma nessuno questa mattina. Facciamo un rapido conto è capiamo che sicuramente non era pieno mancano all'appello almeno 50lt.
Prendiamo dalla prua 3 taniche e le travasiamo con un tubo nel serbatoio mentre Michele tiene con abilità la barca quasi ferma e dritta con 30 kt sul muso.
Proviamo ad accendere, insistiamo un po', sicuramente c'è aria nel circuito del gasolio, ma lo Yanmar si dovrebbe spurgare da solo. Uno, due, tre... cinque tentativi, non parte. Spurghiamo prima il filtro gasolio, ma continua a non partire e quindi spurghiamo la pompa allenando i tubi degli iniettori.
Dopo qualche tentativo il motore parte e ci rimettiamo in navigazione verso Messina.

Inutile darsi dello stupido, una esperienza che devo collezionare e che non devo ripetere.

Decidiamo di dirigersi verso Messina per fare rifornimento. La navigazione all'interno dello stretto é affascinante, stiamo navigando con corrente contraria e il mare ribolle sotto di noi, crea vortici, ogni tanto Y2K sbanda di qualche grado. Siamo affascinati da questo spettacolo della natura. Il porto di Messina é 7 mg più a sud. Prima di entrare chiamiamo Compamare Messina per chiedere il permesso di entrata per fare rifornimento, ma con grossa sorpresa ci dicono che al momento é impossibile fare bunkeraggio perché una nave da crociera occupa quella banchina. Assurdo, ma ci dobbiamo adeguare. Dietro front, uscendo decidiamo di attraversare lo stretto per andare verso Reggio Calabria dove già tre anni fa avevamo fatto gasolio. Non mi piace il posto perché ha una banchina del rifornimento infelice, posizionata in traversia al vento predominante e ricordo che fu una manovra impegnativa lasciare l'ormeggio, ma oggi non abbiamo scelta. Prima per sicurezza proviamo a chiamare Compamare Reggio Calabria. Altra sorpresa: rifornimento chiuso! Siamo davvero un paese scadente nei servizi al diporto fuori stagione. Sulle pagine azzurre Max aveva notato la pubblicità di una stazione di servizio privata fuori dal porto di Messina. La contattiamo al telefono e ci confermano la possibilità di fare gasolio.
Torniamo verso Nord di mezzo miglio e finalmente facciamo gasolio. Riempiamo sia il serbatoio che le 3 taniche usate per un totale di quasi 300litri.

Finalmente con la pancia piena ci dirigiamo verso la Calabria, il nostro viaggio continua.
È ormai mezzogiorno e Paolo sollecita l'armatore a preparare un aperitivo. :-D
Dopo 5minuti un piatto con salame, 3 tipi di formaggi, pane e una bottiglia di fresco Inzolia rallegrano subito la mattinata, ci voleva.

Per pranzo Paolo ci vuole preparare i filetti di tonno in due modi, a carpaccio con solo olio e sale e in tartare con cipolla, capperi, pepe, limone, olio e sale.
Beh credetemi erano entrambi squisiti, ed insieme ad una bottiglia di Barbazzale il pranzo é stato consumato in allegria e spensieratezza.
Da segnalare Michele leggermente ubriaco. :-)

Poco prima di Capo Spartivento peschiamo un altro bel tonno, un po' più grande degli altri. Paolo ci ha detto che questo lo cucinerà al forno lardellato. SPETTACOLO!

Ci mettiamo quindi in rotta per Santa Maria di Luca che dista da Capo Spartivento circa 150mg, ci arriveremo domani pomeriggio, le previsioni parlano di poco vento nel golfo di Squillace e di un Nord di 15kt nel golfo di Taranto, speriamo!

PS: la motonave Nasip é ancora 5 miglia davanti a noi

October 20, 2012

Primo giorno di trasferimento.

È l'1.37 del 20 ottobre.
È iniziato da meno di mezz'ora il mio turno.
Stiamo navigando con randa e motore a 2100 giri che ci consente di navigare ad una velocità di 7,5kt sull'acqua, abbiamo un a leggera corrente contraria che ci permette di mantenere i 7,2kt, ma dobbiamo arrivare a passare sullo stretto domani in mattinata per avere corrente a favore.

3mg davanti a noi c'è da ieri pomeriggio la motonave Nasip che procede con stessa rotta e stessa velocità. La serata è tranquilla, cielo senza luna, ma con miliardi di stelle. È sereno, c'è una leggera brezza da NE che consente alla randa di portare senza sbattere.

Paolo è appena andato a letto, si è fatto il primo turno dalle 22 di ieri sera dopo averci anche preparato la cena. Si è portato da casa una zuppa pronta congelata fatta di lenticchie, cozze e gamberi. Pensavo fosse una zuppa di quelle francesi, dove si mischia un po' di tutto, insomma una schifezza, ma invece è risultata ottima e saporita.
L'abbiamo mangiata tutti con molto appetito accompagnandola con fette di pane fresco trapanese e un ottimo nero d'Avola.

La compagnia è ottima, ci troviamo tutti molto bene insieme. Parliamo di mare, di navigazioni, di barche, di amici con la barca, insomma l'argomento mare, a bordo, lo fa sicuramente da padrone.
Paolo è davvero paziente e generoso nel raccontarci le sue esperienze del recente giro del mondo a bordo di Malaika5, in confronto a lui siamo dei marinai alle prime armi e ogni consiglio è messo preziosamente da parte.

A proposito di giro del mondo. Ieri mattina abbiamo avuto il piacere di uscire dal porto di trapani insieme all'Hallberg Rassy 53 Eleonora, a bordo una coppia che iniziava il loro giro del mondo. Sono amici di Paolo, fuori dal porto ci siamo affiancati, salutati ed augurati Buon vento. Loro sono per il giro del mondo, noi per il giro d'Italia. ;-)

Nota per gli appassionati di pesca.
Abbiamo catturato al largo di monte cofano due bei tonnetti di oltre mezzo chilo l'uno. Uno é pronto e sfilettato per diventare una tartare, ma l'altro finirà al forno.
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October 18, 2012

Y2K verso l’Adriatico

Immagine
Ci siamo.
Domani Y2K si sposterà in Adriatico.
Lo scopo dello spostamento è la sostituzione del ponte in teak che verrà eseguito presso un cantiere a Monfalcone..
E’ un cantiere bellissimo, moderno, organizzato e funzionale, dove costruisco barche a motore dai 20 mt in su, particolarmente curate e rifinite.
Siamo molto contenti che siano loro ad occuparsi della nostra Y2K, non potevamo lasciarla in mani migliori.
Partiremo domani da Trapani, Monfalcone è distante circa 950mg.
A bordo oltre a Max, ci sarà Paolo di Malaika5 e Michele di Blue Freedom.
La barca sarà in acqua di nuovo nei primi mesi del 2013.
A Pasqua 2013 Y2K scenderà nuovamente a Sud, per arrivare a Bari o Brindisi, dobbiamo ancora scegliere.
Ne approfitteremo per fare le vacanze estive in Grecia per poi ritornare alla nostra amata Trapani alla fine di Agosto se il Marina di Levante ci vorrà ancora Smile
Se vorrete seguirci durante il trasferimento, potrete farlo seguendo i seguenti link:

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October 8, 2012

17 Agosto – In navigazione verso Lampedusa

In vavigazione verso Lampesusa

DRRRIIIIIINNNN !

La sveglia alle 5.00 puntuali suona.
Fuori è ancora buio.
A differenza della notte precedente, abbiamo riposato benissimo, nessun rollio, nessun beccheggio. Come da previsione abbiamo la prua a Nord Ovest. Come da previsioni c’è una leggerissima brezza di 8 kt.

Veloce colazione e in 20 minuti siamo pronti per partire.
Fuori è ancora freschino, ci vuole un maglioncino.
Ale a prua recupera l’ancora ed in pochi minuti siamo in rotta per Lampedusa: 158°M.

Appena ci allontaniamo dalla rada e da Pantelleria, la brezza sale a 12kt, troppo di poppa per la nostra rotta, ma non possiamo farci sfuggire questa occasione.

36°41’905N 11°59’892E – ora 06.05 – Log: 5142
Issiamo Randa e Genoa, orziamo un pochino per sfruttare meglio il NW.
Siamo al lasco, rotto 172° velocità 5,8kt. Siamo mura a dritta, Y2K si appoggia sulla fiancata sinistra e procede silenziosa in un mare blu cobalto come solo in questa zona del Mediterraneo si vede.

36°32’532N 11°58’130E – ora 07.50 – Log: 5152
Il vento è diminuito a 10kt, la rotta è 182° e la velocità è diminuita a 4,5kt, il vento sta girando un pochino a Nord portandoci ulteriormente fuori rotta verso Sud. Sull’AIS, a 30 mg sulla nostra prua ci sono 3 barche ferme, sono ferme in mezzo al nulla.
E’ il momento di strambare e ritornare verso Est.
Nuova rotta 121° velocità 4,4kt. Questa brezza non durerà molto, la sfruttiamo finché sarà possibile.

PARTE LA CANNA DA PESCA !
La canna piccola, quella da 15 libbre fischia. Ha abboccato qualcosa.
Max si fionda sul mulinello, serra la frizione e prende in mano la canna da pesca.
Sembra davvero esserci qualcosa. In pochi minuti e con poso sforzo, una bella lampuga è a bordo. Fantastico, erano anni che non ne prendevamo una.

LampugaLampuga con patate al forno  
In barca la cuciniamo in modo molto semplice. Al forno con un po’ di olio, patate a tocchetti e origano.


La lampuga è un pesce gustosissimo dalla carne bianca e saporita.
E’ presente in quasi ogni mare temperato o caldo e prende un nome diverso in base al posto in cui si pesca.
In Mediterraneo è chiamata appunto Lampuga, in Atlantico viene chiamata Dorado ed in Pacifico viene chiamata Mahi Mahi.
In Mediterraneo può arrivare a pesare qualche chilo, ma negli Oceani arriva a pesare anche qualche decina di chili.
Mahi mahi costa rica

36°31’209N 11°59’683E – Ora: 08.30 – Log: 5154
Il vento è calato, calato, calato… Ora abbiamo 4Kt da NW, impossibile andare a vela.
Abbiamo ancora molta strada da fare, pertanto chiudiamo il genoa e accendiamo il fido Yanmar a 1.500 giri/min, che ci consente di navigare a 6kt. La temperatura esterna è decisamente in salita, fa già caldo.
Abbiamo provato a chiamare sul canale VHF 71 e sul VHF 16 sia Piccola Peste che Stellina, ma niente non ci rispondono. Ci hanno poi riferito di averci sentito forte e chiaro e provato a rispondere, ma noi non sentivamo loro.

36°12’259N 12°09’688E – Ora: 11.15 – Log: 5173
Da quando abbiamo sistemato l’antenna in testa d’albero, riceviamo tantissimo… pure troppo !
Oggi ricezione davvero triste e tragica.
In Corsica c’è burrasca e Porto Cervo Radio ha appena emanato un PAN PAN PAN per uomo disperso in mare in zona Porto Torres.
Speriamo finisca bene.
Abbiamo aumentato il numero dei giri motore a 1.800 giri/min, velocità COG 8,1kt, grazie anche ad una bella corrente a favore.
Da quando abbiamo sistemato l’antenna VHF l’AIS finalmente riceve alla grandissima. Oggi riceve il segnale di navi in un raggio superiore a 150mg dalla nostra posizione, da Bizerte alla LIbia.

Raymarine E80 e AIS su Y2K

35°52’275N 12°20’753E – Ora: 13.50 – Log: 5190
Riproviamo il contatto radio con i nostri amici, ma niente.
Dopo qualche secondo riceviamo una chiamata sul canale VHF 16 da “Clandestino a Bordo”, un bellissimo Oceanis 510, degli amici Michela e Riccardo anch’essi ormeggiati da qualche anno a Trapani. Loro sono in navigazione verso Linosa. Riccardo, un grande ed appassionato pescatore, mi sollecita a buttare in acqua tutta la lenza ed esca possibile; è circondato da tonni che saltano in ogni direzione… anche se non ha pescato ancora nulla.
Ci salutiamo con un arrivederci a Trapani, loro purtroppo hanno pochi giorni di vacanza e dovranno rientrare.

35°30’637N 12°33’780E – Ora: 17.15 – Log: 5215
Siamo ormeggiati a Lampedusa, Cala della Tabaccara 500mt a Est dell’Isola dei Conigli. Siamo vicini a Piccola Peste e Stellina che sono arrivati questa mattina. Ci sono ancora una trentina di barche, questa è una cala molto affollata di giorno, soprattutto nella settimana di ferragosto.
L’acqua ha un colore spettacolare, non possiamo esimerci da un tuffo ristoratore, fa ancora molto caldo.

Sofia a Lampedusa Y2K all'ancora a Lampedusa
Stella e Y2K al tramonto alla Tabaccara - Lampedusa Tramonto sull'isola dei conigli

E quando tutti i turisti vanno verso le loro case, finalmente rimaniamo soli.
Siamo in rada in 5 barche a vela, un bel incremento di turismo nautico rispetto allo scorso anno quando eravamo sempre da soli.
Quest’anno il terrorismo mediatico sugli immigrati clandestini non è arrivato sulle nostre televisioni e così, inconsciamente, abbiamo la sensazione di essere tutti più tranquilli.
Ecco il vero potere dei media. Sad smile

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September 28, 2012

15 e 16 Agosto 2012 – Pantelleria

Pantelleria porto 2012.08.15

Dopo una caldissima e soleggiata giornata, finalmente anche il tramonto, con un po’ di fresco (forse non è la parola corretta), arriva.
Qui il sole picchia forte e quel poco di vento presente non calmierava il caldo percepito.
Inoltre il pontile ospiti, dove siamo ormeggiati, ha un muro alto 4 metri che blocca quel poco di aria che arriva da Nord, lo si nota, perché le bandiere di cortesia sotto le crocette sventolano, mentre noi a bordo boccheggiamo !

Stasera, per festeggiare ferragosto (anche se in ritardo), Massimo di Piccola Peste si metterà ai fornelli e ci preparerà il suo piatto forte “estivo e rigenerante”: spaghetti alla carbonara ! Smile
Gli spaghetti (molto buoni: bravo Massimo), vengono divorati dai nove commensali con abbondante evaporazione di Prosecco, che non manca mai, e che così bene si addice ad una cena in pozzetto con gli amici e compagni di avventura estiva.

Durante la notte, colpa una fastidiosa onda da Nord-NordOvest, la passiamo ballando in cuccetta. La risacca in questa zona del porto è incredibile, le barche rollano in modo esagerato, senza controllo, gli alberi delle barche si avvicinano fra loro in modo davvero spaventoso, ci aspettiamo di sentire prima o poi un CRACK !
Solo all’alba il rollio comincia a diminuire, non ci spieghiamo quanto è avvenuto, perché il mare non era così mosso da giustificare una risacca del genere.

La mattina del 16 Agosto ci aspetta una gita al Lago Specchio di Venere. Come tutte le altre volte che siamo venuti a Pantelleria, non possiamo esimerci da fare un giretto in questo luogo speciale.

Prendiamo il pulmino vicino alla Posta che si ferma proprio accanto al lago. In poco meno di 15 minuti, eccoci passeggiare attorno a questa depressione calderica ovvero il collasso di parte dell'edificio vulcanico all'interno della camera magmatica una volta che questa si è svuotata del magma contenuto all’interno… insomma facciamo il bagno dove una volta c’era un vulcano. Hot smile


Notizie utili:
Il livello delle sue acque è mediamente di 2 metri sul livello del mare ed è alimentato sia dalle sorgenti termali che dalle piogge, infatti nei periodi di scarsa piovosità la sua superficie si riduce lasciando a secco la fascia marginale poco profonda e ricca di fango nero-verdastro, dovuto a depositi di alghe termofile, dal caratteristico odore di zolfo che viene utilizzato, per uso terapeutico, sulla pelle.
Il Lago ha una profondità massima di 12 metri. Le sorgenti che alimentano il Lago sono quasi tutte concentrate sulla sponda Sud ed hanno una temperatura variabile tra i 40 e i 50°C.
Fonte Pantelleria.com

L'acqua è stupenda, calda al punto giusto per lunghe nuotate rigeneranti. In alcuni punti, delimitati appositamente da grosse rocce, i gas provenienti dalle zone più calde del pianeta si fanno strada dal fondo del lago e affiorano in superficie creando un effetto jacuzzi da non perdere.
Inutile nascondere che ci siamo divertiti tantissimo e grazie a questi bagni termali siamo tutti più belli e certamente più giovani. Smile

La strada per arrivare alla fermata del pulmino che ci riporterà in paese ci costringe ad arrampicarci su per la montagna intorno al lago. A quest’ora il nostro mezzo non ferma vicino al lago, dovremmo, altrimenti, aspettare fino alle 17:00... roba da insolazione !!
La stradina è ripida, ma percorribile, da sotto sembrava peggio ! Winking smile

Dopo il ritorno in barca e le docce di rito, ci fiondiamo a prendere una MEGA granita. Ci sediamo in un bar davanti al porto, siamo all’ombra con una leggera brezza sul viso con una granita al pistacchio in mano. Fantastico.

Rientrati in barca, molliamo gli ormeggi. Qui fa troppo caldo, inoltre Piccola Peste e Stellina desiderano partire questa notte per Lampedusa. Dato che è vietato entrare ed uscire dal porto di Pantelleria durante le ore notturne, bisogna allontanarsi dal bacino prima del tramonto.
Apprendiamo da Michele che le sue carte meteo gli avrebbero ‘confidato’ l'arrivo di una brezza dii circa 10 kt da Nord sul tragitto verso Lampedusa. Questa consentirebbe ai nostri amici di fare buona parte delle 80 miglia di navigazione a vela.
Noi di Y2K partiremo invece all’alba, non abbiamo voglia di saltare una notte di sonno.Smile

Usciamo dal porto verso le 17.00 e lentamente circumnavighiamo in senso antiorario la costa di Pantelleria.
Vogliamo arrivare davanti a Scauri.
Da qui, dopo cena, i ragazzi partiranno mentre noi ci godremo la notte in rada.

Scauri è un piccolissimo porticciolo a SW dell’isola dove il traghetto ormeggia in caso di vento molto forte da Nord. Non proviamo neanche a mettere la prua all'interno, sembra talmente piccolo da poter ospitare solo gommoni e piccole barche.
Abbiamo letto sui portolani che è possibile ormeggiare, ma facciamo davvero molta fatica a capire dove. Comunque non siamo intenzionati ad entrare in un altro porto e così diamo fondo poco più a Sud Est del porticciolo in posizione 36 45.909N 11 50.029E in circa 12 mt di acqua.
Il fondo di roccia e alghe non lo si può definire buon tenitore, ma non ci aspettiamo alcun rinforzo del vento.
Qui come in tutta l’isola è fortemente consigliato il grippiale.

L’acqua ha un colore blu intenso, è caldissima ed è un vero piacere stare in acqua a lungo (hai già scritto qui nella frase prima).

Piccola Peste e Stellina partono, come deciso, al tramonto, noi di Y2K mettiamo la sveglia alle 5.00.
Lampedusa… ARRIVIAMO !

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