August 26, 2011

22 Agosto – Lasciamo Malta

E’ davvero con molto dispiacere che lasciamo Gozo e Malta. un po’ perché rientrare significa avvicinarsi alla fine delle vacanze, un po’ perché abbiamo trovato dei posti davvero molto molto belli, quest’ultima baia poi, è incantevole.

Abbiamo anche un mezzo appuntamento con Piccola Peste che ci sta venendo incontro a Sud della Sicilia, dovremo trovarci verso Sciacca e poi tornare indietro.

Ci mettiamo la sveglia alle 7.00, memori di altre volte che senza sveglia non siamo partiti e alle 7.10 lasciamo questa meravigliosa baia Dewira. I nostri vicini di barca stanno ancora tutti dormendo, cerchiamo di fare il più silenziosamente possibile la manovra di recupero dell’ancora ed al minimo dei giri motore usciamo, come in punta di piedi.

La meteo Maltese ci dice che avremo un Direzione Variabile 2, la meteo Italiana si sbilancia in Direzione Variabile 3, insomma, ventone Sorriso Fuori dalla Baia, ancora a ridosso di Gozo, un venticello promettente da NE arriva quasi a 10 kt, la nostra rotta è per NNW direzione Licata, quindi ci potrebbe anche andare bene. Issiamo la randa e aspettiamo di essere fuori da Gozo per capire se effettivamente il vento c’è o fa finta… ok… fa finta, nel senso che è una brezza causata dalla terra… il vento ora è sempre da NE ma è 4/5 kt.

Ottimisticamente lasciamo issata la randa e procediamo a 1800 giri/min a circa 7,2 kt, è la nostra velocità di crociera economica con mare calmo e poco vento, a questi regimi consumiamo circa 4,8 lt/h.

Caliamo le lenze in acqua, la canna leggera ha un polipetto, la canna grossa ha un piuma da “elefante”, nel senso che se lì abbocca qualcosa è sicuramente grosso !

Procediamo pigramente per decine di miglia, il vento continua a girare sempre più a sud, a bordo di Y2K, avendo vento da Sud e apparente da Nord, comincia a fare un gran caldo. Cerchiamo di trovare ombra sotto ogni appendice di Y2K, i pannelli solari, il tender issato a poppa, la randa…

Ad un certo punto, idea… bagno, ci vuole. Fermiamo la barca e via in acqua, stando comunque vicini, c’è un pò di corrente ed è meglio non allontanarsi troppo. A qualche miglio di distanza una nave sta arrivando, siamo in mezzo al canale che navi e portacontainer usano per andare dal Mediterraneo Occidentale alla Turchia o al canale di Suez. Il mare ha un colore blu intenso, limpido, c’è una profondità di oltre 500mt, fa impressione, ma 50 mt o 500 mt che differenza fa ? Il fondo comunque non lo vedi Sorriso

Riprendiamo la nostra rotta per Licata, il morale è di nuovo alto, ci voleva, avevamo un gran caldo.

Dopo meno di un’ora, oramai sono quasi le 14.00, ricominciamo a sentire il vento, sta continuando a girare in senso orario, oramai lo abbiamo al giardinetto di sinistra, se gira ancora un po’ riusciamo anche ad aprire il genoa.

Alle 15.00 circa, spegniamo santo yanmar ed apriamo il genoa. E’ un SSW di 8/9 kt, che ci va di lusso. Y2K se lo prende tutto al traverso e riusciamo ad essere in rotta per Licata a poco più di 5 kt. Le orecchie riposano, il gasolio ha finito di essere consumato e il nostro umore migliora di molto, la navigazione a vela è sempre molto più rilassante e meno noiosa.

A 10 mg da Licata, dopo aver orzato per mantenere la velocità, il vento ci ha completamente lasciato e così chiudiamo nuovamente il genoa e riaccendiamo motore. Non manca molto, poco più di un’ora.

Sono le 17.00 circa, arriviamo a poche centinaia di metri dal porto di Licata ed ammainiamo la randa. Ci portiamo sulla parte orientale del porto, subito a ridosso della diga e diamo fondo su 7 mt di sabbia a circa 50 metri dalla diga. Il mare è molto calmo, è previsto un giro di vento da SE ma debole, speriamo di riuscire a riposare stanotte.

Mentre chiudiamo per benino la randa, facciamo ordine in pozzetto dalle cime e da tutto quanto usato per la navigazione, si avvicina un gommone con una persona a bordo che ci saluta cordialmente. E’ un operatore del nuovo Marina di Cala del Sole di Licata, è il marina che ha aperto a Maggio di quest’anno all’interno del bacino di Licata. Ci chiede se abbiamo intenzione di entrare, ci invita a visitare il nuovo approdo ed ad usufruire dei servizi, a loro farebbe piacere. Ringraziamo della visita e rispondiamo che ci pensiamo, anche lui saluta e ci comunica di rimanere in ascolto sul canale VHF74 per comunicazioni.

Ci guardiamo in faccia e sia per curiosità, sia per l’estrema gentilezza della persona che ci è venuta ad invitare, decidiamo di entrare e provare il nuovo marina. Ci avviamo all’entrata del porto, chiamiamo sul VHF74 e ci risponde l’incaricato dicendo che ci manderà il tender di servizio a prenderci ed ad indicarci la via di accesso. In pochi minuti il tender arriva, è ancora la persona che ci era venuta a trovare fuori dal porto. Il bacino acqueo che occupa il marina è enorme, ma solo una piccola, piccolissima parte è fruibile. Ci spiegheranno che solo 300 posti circa sono disponibili e che il marina entro 2 anni ne avrà a disposizione oltre 1500. Avete letto bene 1500 !

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La manovra di ormeggio ci viene di molto facilitata con l’aiuto di una persona in banchina e del gommone che ci porge la cima di prua. Fin qui ottimo servizio. Facciamo un pochino fatica a raddrizzare la barca perché il leggero maestralino di 7/8 kt è al traverso a sx ed in due a fatica riusciamo a cazzare le trappe.

Una volta sistemati ci chiedono di passare in direzione per la registrazione e per la consegna della chiavetta magnetica che permette di utilizzare i servizi di acqua e luce. I pontili sono molto belli, rifiniti bene, fanno molta scena le colonnine dei servizi in acciaio inox, una sciccheria Sorriso

Max si reca in direzione. E’ lontana, il marina è davvero molto grande, ma per i diportisti ospiti c’è il servizio di Golf-car per gli spostamenti interni: basta chiamare sul VHF74 e la macchina arriva per qualunque spostamento all’interno del marina.

Arrivato in direzione, il direttore del porto e l’addetta alla segreteria danno il benvenuto a Max, offrendo caffè ed acqua. Però ! Mica tutti lo fanno, il punteggio fin qui è già molto buono. Maria, l’addetta al welcome desk, compila con simpatia e grande preparazione tutti i moduli necessari, fotocopiando i documenti della barca e del comandante. Prezzo dell’ormeggio €75,00, servizi di acqua e luce a consumo. Il marina è anche a ridosso di un nuovissimo centro commerciale con molti negozi e un fornito supermercato, aperto fino alle 21.00. Il marina potrà fare successo, soprattutto con gli stranieri e con gli armatori che sono stufi dei servizi dei marina del centro nord, riteniamo solo che si dovrebbe rivedere la posizione delle banchine in quanto il vento predominante è NW che è al traverso rispetto alla posizione delle barche, abbiamo fatto fatica a raddrizzare la prua di Y2K con 8 kt al traverso, quando ce ne saranno 20kt ?


La direzione porto ci autorizza a pubblicizzare una loro campagna promozionale per gli ormeggi annuali, per imbarcazioni oltre i 10mt è presente uno sconto del 30% sul canone annuale. Esempio sui 15 mt come Y2K il canone è di 4.200€/anno iva compresa.

Max chiede consiglio per un ristorante, Maria non si accontenta di fornire il nome ma addirittura chiama direttamente e prenota per noi il ristorante L’Oste ed il Sacrestano di Peppe e Chiara.

Prima di cena andiamo a fare un giro per il centro commerciale e facciamo un pochino di spesa. Supermercato molto fornito, centro commerciale molto grande con molti negozi.

Torniamo a bordo giusto il tempo per stivare le compere, poi si va in città alla ricerca del ristorante suggerito da Maria. Lo troviamo in una traversa di Corso Vittorio Emanuele, la via principale di Licata. Già dall’ingresso, il locale ci intriga parecchio, il nome per esteso è “Hosteria – Enoteca L’Oste e il Sacrestano”. Per entrare si suona un campanello. Ci viene ad aprire una signora, che poi scopriamo essere Chiara, e ci fa accomodare. I coperti non sono più di 20, il servizio è “personale”, sia Peppe che Chiara si presentano a ciascun ospite e spiegano la loro filosofia e il menù. Siamo sempre più intrigati Sorriso

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Ordiniamo la nostra cena. Come antipasto, prendiamo un involtino di spatola (il pesce eh ? A bocca aperta) su tortino di caponatina… una roba così non ricordiamo di averla mai mangiata ! Assolutamente SPETTACOLARE !

Come primo, spaghetti Gragnano saltati con: bottarga di Favignana, acciughe di Cetrara, Pistacchi di Bronte e colatura di olio di alici di Sciacca… questo piatto, non si può descrivere ! Ci ripetiamo: non ricordiamo di aver mai mangiato un piatto di spaghetti simili !

Max ha il coraggio di prendere anche il secondo – una spigola saltata in padella sulla sua pelle con insalata indivia caramellata – mentre Ale lascia spazio per il dolce.

Anche il dessert risulta una leccornia: Max prende il “Tiramisud” (sì, sì proprio Tirami SUD), un tortino di ricotta montata con zucchero, gocce di cioccolata e un leggerissimo pan di spagna, il tutto ricoperto da cioccolato fondente. Ale, invece, prende “Il Viaggio”, una combinazione di metà cannolo di produzione propria della hosteria e gelato al pistacchio, anche questo fatto in casa. Non vorremmo ripeterci ancora, ma non ricordiamo di aver mai mangiato dei dolci così A bocca aperta

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Come vino ci viene suggerito un Barbazzale della cantina Cottanera di Messina, vitigno Insolia. Spettacolare, ce lo siamo bevuto e ribevuto con grande piacere.

Ci sentiamo di suggerire questo locale a tutti i nostri amici, navigatori e non, che siano di passaggio a Licata. Cibo spaziale, accoglienza incredibile, cordialità al massimo.

E’ inutile dire che usciamo dal ristorante belli satolli, digeriamo facendo una passeggiata per il centro di Licata ammirando le belle chiese e i palazzi tipici in stile barocco. Ci ripromettiamo di riservare un pò più di tempo alla visita di questa città per la prossima volta.

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Una volta tornati a bordo, cadiamo in coma profondo in cuccetta. Per l’indomani ci aspetta un altro bel tratto da Licata ad almeno Mazara del Vallo. Puntiamo la sveglia, dobbiamo alzarci presto… forse A bocca aperta

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Fair winds and calm seas

2 comments:

Anonymous said...

Ho avuto una piccola discussione polemica con il direttore del Marina Cala del Sole sul Forum "Amici della Vela".
Ti chiedo: A parte la curiosità della "prima volta", pensi che il velista medio (stanti i prezzi) possa considerare Licata come uno scalo appetibile?
Ciao.
Roberto Tornatore

MaxT said...

Ciao Roberto,
secondo me il marina può fare successo su alcuni tipi di armatori che non siamo ne tu ne io, ovvero:
- Stranieri dei paesi a nord dell'italia che vogliono questo tipo di servizio e lusso;
- Armatori stanziali che usano poco la barca e che amano la vita del marina;
- Armatori che si compreranno la casa in porto e vogliono la "barchetta" ormeggiata nel marina

Il prezzo, il marina ed i servizi sono ottimi, mi ripeto ma sono davvero molto buoni, ma dal punto di vista marino, per un armatore che vuole uscire e star fuori a dormire e/o a fare il bagno, non c'è nulla ! Nessun ridosso, niente, rispetto a Trapani, dove siamo ora, ci troviamo davvero su un altro pianeta.
L'altro aspetto è l'aeroporto, per chi come me ama farsi i week end, avere l'aeroporto più vicino a 150km non è poi così comodo, forse se hai più giorni di vacanza può andare bene.
In ultimo non ti nascondo che avere il vento predominante al traverso mi sembra una gran cazzata per un porto nuovo ! Noi davvero abbiamo fatto molta fatica a cazzare la trappa con 8 nodi al traverso. FOLLIA !

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