August 31, 2011

25–27 Agosto – Ci si riposa a Favignana

Trascorriamo tutta la giornata del 25 e la notte fra il 25 ed il 26 Agosto a Cala Azzurra. La brezza, più leggera rispetto alla giornata di ieri, è sempre da NW e qui si sta bene.

Ci dedichiamo ad attività acquatiche praticamente tutto il giorno.

Cala Azzurra al mattino

Questa volta per cena ci prepariamo un bel piatto di spaghetti al tonno Sorriso

Il 26 mattina – come da previsioni – il vento è in rotazione da S-SE, ci svegliamo presto, issiamo l’ancora e ci spostiamo a Cala Rossa.

Qui troviamo una sorpresa: sono spuntati dal nulla dei gavitelli. Non capiamo bene la loro disposizione e non sappiamo come comportarci, chiamiamo Compamare Trapani sul VHF. La risposta ci lascia basiti: bisogna ormeggiare all’esterno delle boe… praticamente in 20 metri di acqua. Non siamo convinti, vogliamo capirne di più, troviamo il numero di telefono sulle Pagine Azzurre e chiamiamo il Comune di Favignana chiedendo di parlare con qualcuno responsabile del Parco Marino delle Egadi. Trasferiscono la chiamata ad un ufficio, cade la linea. Richiamiamo, stesso iter, questa volta non risponde nessuno. La telefonata ripassa alla segreteria, ci trasferiscono ad un secondo numero: non risponde nessuno. Ci chiedono di richiamare, i colleghi potrebbero essere in missione Sorpresa oppure a bere il caffè… OK a questo punto Ale deve trattenere Max dal materializzarsi al Comune di Favignana e dal commettere un gesto estremo Sorriso

Lo splendido mare di Cala Rossa Max a Cala Rossa

OK, richiamiamo dopo una trentina di minuti. Ci ripassano la segreteria del Comune. Questa volta ci viene dato il riferimento telefonico dell’Ente gestore del parco. Ringraziamo, riattacchiamo, telefoniamo all’Ente gestore. Con nostra sorpresa, ci risponde una signora gentilissima e preparatissima, ci spiega tutto: l’Ente Parco sta installando dei gavitelli in alcune zone delle Egadi (!!!?????) per offrire la possibilità ai diportisti di ormeggiarsi riducendo al minimo l’impatto ambientale (!!!!???). Per la corrente stagione, ormai alla fine, l’ormeggio al gavitello è gratuito (!!!????????), per la prossima valuteranno, ma non sono sicuri. Non esiste alcun divieto di dare fondo all’interno della cala (ecco, volevamo ben dire eh ???), ovviamente rispettando la solita ordinanza che per Cala Rossa è di mantenersi ad una distanza di 150 metri dalla costa, misurati da centro cala. Vista la novità, faremo un post specifico sull’Area Marina Protetta delle Egadi.

Attività acquatiche a Cala Rossa Estate2011-1601

Ringraziamo la preparatissima signora e diamo ancora a centro cala.

Chi non si immerge in compagnia o è un ladro o è una spia

Per mezzogiorno la cala viene presa d’assalto da un numero incredibile di barche, specialmente gommoni, siamo circondati. Trascorriamo l’intera giornata a mollo, il SE è leggero e fa molto caldo.

La sera, come di consueto, accendiamo il generatore per dare una ricaricatina alle batterie, intanto ci prepariamo la cena. Improvvisamente il generatore si spegne e sul pannello di controllo si accende la spia “temperatura acqua”. Mmh… siamo perplessi, qualcosa non va nell’impianto di raffreddamento. Ci mettiamo subito al lavoro per identificare la causa del problema, pensiamo subito si tratti di qualcosa al filtro a rete dell’acqua. Max apre il vano motore ed ispeziona il filtro: subito nota che questo è pieno di una qualche schifezza. La diagnosi è quindi presto fatta: la presa a mare del generatore ha risucchiato una schifezza.

Cazzeggio a Cala Rossa

Ma le sorprese non sono finite: quando Max apre il filtro per pulirlo si rende conto che la schifezza ha una consistenza gelatinosa, puzza di pesce ed è piena di pallini bluastri. Cominciamo ad avere dei vaghi sospetti. Nonostante il filtro ripulito, il generatore si accende, ma si spegne subito… capiamo che c’è ancora un problema, questa volta però si tratta della presa a mare, pare sia intasata anche lei… Tentiamo di risolvere il problema a bordo, pompando aria ad alta pressione, utilizzando la pompa del nostro tender. Niente da fare.

E così Max si fa un bel bagno al tramonto. I vaghi sospetti diventano certezza quando scopriamo che la presa a mare è totalmente ostruita da una medusa… una di quelle tonde, piatte, marroni con i tentacoli a forma di … pallini bluastri A bocca aperta

Insomma, l’impianto di raffreddamento del nostro generatore si è risucchiato una medusa, o per meglio dire, una “sfigatissima” medusa si è trovata nel posto sbagliato, al momento sbagliato Sorriso

Max indossa guanti da chirurgo, recupera punteruoli e fil di ferro e rimuove la medusa dalla griglia della presa a mare… un lavoraccio.

Una volta a bordo, rimontiamo il filtro, riaccendiamo il generatore: tutto funziona. Unico piccolo regalino finale della sfigatissima medusa: il coperchio trasparente di ispezione che si svita per le operazioni di pulizia si rompe durante le operazioni di riassemblaggio del filtro. Dobbiamo comprarne uno nuovo, altrimenti il generatore è inutilizzabile… sfigatissima, piccola medusa bastarda Sorriso

Fair winds and calm seas.

24 Agosto – Da Mazara del Vallo a Favignana

Quando ci svegliamo al mattino, le altre barche che sostavano in rada con noi la notte precedente sono già partite tutte Sorriso

Noi facciamo colazione con calma e poi issiamo l’ancora. Siamo pronti per affrontare l’ultimo tratto di mare che ci separa dalla quasi-fine della nostra crociera: vogliamo “riposarci” dalle fatiche velistiche trascorrendo un paio di giorni in ozio totale alle Egadi.

Lasciamo la rada di Mazara in totale assenza di vento e la navigazione procede senza alcun evento fino a poche miglia da Favignana. Non appena infatti ci avviciniamo a Capo Lilibeo, il vento rinfresca sempre di più. Alla fine ci ritroviamo un bel NW – quindi bello preciso sulla faccia – sui 15/16 kt.

Fatta eccezione per la sventolata di Lampedusa, abbiamo passato 4 settimane in mezzo alle calme equatoriali per poi ritrovare una bella brezza qui alle Egadi, dove effettivamente il vento non manca mai se non in casi del tutto eccezionali (tipo allineamento cosmico di pianeti, eclissi contemporanee di luna e di sole o robe simili).

Non alziamo le vele, ormai siamo arrivati, e volgiamo la prua verso Cala Azzurra, ottimo ridosso per i venti da NW, che raggiungiamo verso le 2 del pomeriggio.

La cala è piuttosto affollata considerato che è fine Agosto, troviamo un posticino nelle retrovie sulla sinistra, dove il fondo non è particolarmente “attraente” in quanto coperto da posidonia. Eseguiamo la manovra di ancoraggio sfilando a poppa di “Y2K The Original” – ora ribattezzata “Ottobre Blu” – per noi è sempre una forte emozione rivedere la compagna di tante avventure.

Y2K The Original, ora Ottobre Blu

Ci concediamo un tuffo rinfrescante e poi ci prepariamo uno spuntino. Ci divertiamo assistendo alle “performance” del bagnino di Cala Azzurra. Sì perchè adesso Cala Azzurra, grazie ai suoi 2 metri quadrati di spiaggia, può vantare un suo “baywatch” (ovvero il guardia spiaggia per coloro che non masticano la lingua Sorriso). Costui – che da ora merita a pieno titolo il nome di “fischietto bollente” -  fa rispettare il limite dei 200 metri fischiando anche in maniera “preventiva”. Tipo un tender che si stacca dalla propria barca, avanza 1 metro: fischio e urlatone. Un gommone in arrivo punta un pò troppo decisamente verso lo specchio di acqua “proibita”: fischio e urlatone. In un caso partono anche parole forti… diciamo subito che rispettare la distanza dalla spiaggia è giustissimo, ma “fischietto bollente” qui ci pare un tantino nevrotico Sorriso

All'ancora con 16 nodi da NW a Cala Azzurra

Nel tardo pomeriggio la brezza – come sempre in questa zona quando si è in regime anticiclonico – si attenua e cala del tutto. I vari motoscafi, barche e barchini dei diportisti giornalieri rientrano e noi possiamo spostarci per dare ancora in mezzo alla cala in 6 metri su fondo di sabbia.

Per cena ci prepariamo un bel piatto di spaghetti saltati in padella al sugo di sgombro Sorriso

August 30, 2011

Strani ululati notturni

Nel post del 21 Agosto raccontavamo di sentire degli strani ululati notturni. Ci trovavamo in rada a Gozo, più precisamente della baietta Dewira.

Grazie alla nostra nuova amica Amelia, abbiamo scoperto che quegli strani ululati sono emessi dalla Berta Maggiore o Calonectris Diomedea.

Ecco qui da YouTube il loro verso… provatelo ad immaginare in un momento di buio assoluto con l’eco che le pareti a strapiombo della cala in cui eravamo ancorati produceva.

Grazie Amelia !

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August 28, 2011

23 Agosto – Da Licata a Mazara del Vallo

Quando suona la sveglia alle 7 del mattino, apriamo mezza palpebra, zittiamo la sveglia e ci giriamo dall’altra parte. La magnata della sera precedente pesa parecchio. Alle fine ci alziamo più o meno alle 9.

Facciamo colazione con calma, poi ci prepariamo per lasciare l’ormeggio.

Y2K lascia il marina di Licata Lasciamo il nostro ormeggio - Licata

Non appena ci allontaniamo dal pontile, ci raggiunge a bordo del suo gommone di servizio lo stesso ormeggiatore che ci aveva “recuperato” fuori dalla diga foranea il giorno prima. Oltre a sincerarsi che tutto fosse andato bene e che fossimo soddisfatti del marina e dei servizi offerti, il nostro amico ci chiede del ristorante, se fosse stato di nostro gradimento. Gli rispondiamo che è TUTTO è stato di nostro gradimento Sorriso

Il nostro amico ormeggiatore - Licata Il faro di Licata

Una volta fuori dal porto ci troviamo con un leggerissimo SE con terribili raffiche a 5 Kt. Niente vele, si procede a motore, prua su Mazara del Vallo.

La navigazione prosegue senza alcun evento di rilievo. Per pranzo decidiamo di fermarci e di concederci un buon tuffo rinfrescante. Scegliamo come meta Capo Rossello, poco più a Ovest della Baia dei Turchi. Diamo fondo in 5 metri di acqua trasparente, davanti alla spiaggia e sotto al faro del Capo.

Dopo bagnetti e tuffi vari, ci prepariamo un pranzo leggero, ci asciughiamo al sole e issiamo l’ancora per continuare sulla nostra rotta.

Capo Rossello

Caliamo le lenze nella speranza di recuperare la cena.

Non accade nulla di nulla fino alle 18 circa, quando il vento gira a W e tocca gli 8 nodi e mezzo. Decidiamo di sfruttare questa brezza nonostante ci sia direttamente sul muso, alziamo le vele e cominciamo a fare dei bordi. La brezza è irregolare, ma Y2K naviga piuttosto bene, sui 6.8, 6.9 Kt. Mentre boliniamo, finalmente, una delle nostre lenze si mette a cantare. ERA ORA !!! Portiamo a bordo un bellissimo sgombro di un chiletto circa.

Max a Capo Rossello

Non passa neppure un’oretta che il mulinello si mette di nuovo a cantare: questa volta recuperiamo un tonnetto anche esso di un chiletto circa. Pranzo e cena sono assicurati Sorriso

Dopo il quinto bordo ci stufiamo, chiudiamo le vele e continuiamo a motore.

Alle 23:30 arriviamo a destinazione, filiamo l’ancora in rada davanti al porto di Mazara del Vallo dove anche quel poco di brezza da W scompare del tutto. Ci ritroviamo in un lago, come fossimo ormeggiati all’interno di un porto. Siamo in quattro barche, un motoscafo e 3 vele, compresa una barca francese che rischiamo quasi di speronare in quanto totalmente al buio. Non è il primo francese che incontriamo durante le nostre crociere ad non accendere alcuna luce di fonda. Pensiamo che questo modo di fare sia troppo pericoloso, in alcune situazioni la barca risulta totalmente invisibile e se poi si è anche fra le imbarcazioni più esterne della cala è davvero quasi criminale. I discorsi sui consumi, poi, con il diffondersi delle luci a LED ormai non valgono più.

La rada di Mazara rappresenta un ottimo ridosso per tutti i venti del primo e quarto quadrante, fondale fangoso, ottimo tenitore. E’ importante non ostruire il canale di accesso al porto e non avvicinarsi troppo alla spiaggia in quanto è presente una secca, la Secca del Palamito. Una volta che si raggiunge la batimetrica dei 5 metri, si può dare ancora senza problemi.

Ce ne andiamo a nanna, domani completeremo l’ultima tratta della nostra traversata di rientro e raggiungeremo le Egadi.

Fair winds and calm seas

August 27, 2011

Barche strane

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Indubbiamente non la si può certo definire una barca strana, le line moderne, i tagli che seguono le indicazioni dei più famosi architetti… su questo non voglio discutere, è noto che non capisco nulla di design moderno, ma i colori… vogliamo parlare del colori, di questo accostamento !?! ...boh!

 Sorriso

August 26, 2011

22 Agosto – Lasciamo Malta

E’ davvero con molto dispiacere che lasciamo Gozo e Malta. un po’ perché rientrare significa avvicinarsi alla fine delle vacanze, un po’ perché abbiamo trovato dei posti davvero molto molto belli, quest’ultima baia poi, è incantevole.

Abbiamo anche un mezzo appuntamento con Piccola Peste che ci sta venendo incontro a Sud della Sicilia, dovremo trovarci verso Sciacca e poi tornare indietro.

Ci mettiamo la sveglia alle 7.00, memori di altre volte che senza sveglia non siamo partiti e alle 7.10 lasciamo questa meravigliosa baia Dewira. I nostri vicini di barca stanno ancora tutti dormendo, cerchiamo di fare il più silenziosamente possibile la manovra di recupero dell’ancora ed al minimo dei giri motore usciamo, come in punta di piedi.

La meteo Maltese ci dice che avremo un Direzione Variabile 2, la meteo Italiana si sbilancia in Direzione Variabile 3, insomma, ventone Sorriso Fuori dalla Baia, ancora a ridosso di Gozo, un venticello promettente da NE arriva quasi a 10 kt, la nostra rotta è per NNW direzione Licata, quindi ci potrebbe anche andare bene. Issiamo la randa e aspettiamo di essere fuori da Gozo per capire se effettivamente il vento c’è o fa finta… ok… fa finta, nel senso che è una brezza causata dalla terra… il vento ora è sempre da NE ma è 4/5 kt.

Ottimisticamente lasciamo issata la randa e procediamo a 1800 giri/min a circa 7,2 kt, è la nostra velocità di crociera economica con mare calmo e poco vento, a questi regimi consumiamo circa 4,8 lt/h.

Caliamo le lenze in acqua, la canna leggera ha un polipetto, la canna grossa ha un piuma da “elefante”, nel senso che se lì abbocca qualcosa è sicuramente grosso !

Procediamo pigramente per decine di miglia, il vento continua a girare sempre più a sud, a bordo di Y2K, avendo vento da Sud e apparente da Nord, comincia a fare un gran caldo. Cerchiamo di trovare ombra sotto ogni appendice di Y2K, i pannelli solari, il tender issato a poppa, la randa…

Ad un certo punto, idea… bagno, ci vuole. Fermiamo la barca e via in acqua, stando comunque vicini, c’è un pò di corrente ed è meglio non allontanarsi troppo. A qualche miglio di distanza una nave sta arrivando, siamo in mezzo al canale che navi e portacontainer usano per andare dal Mediterraneo Occidentale alla Turchia o al canale di Suez. Il mare ha un colore blu intenso, limpido, c’è una profondità di oltre 500mt, fa impressione, ma 50 mt o 500 mt che differenza fa ? Il fondo comunque non lo vedi Sorriso

Riprendiamo la nostra rotta per Licata, il morale è di nuovo alto, ci voleva, avevamo un gran caldo.

Dopo meno di un’ora, oramai sono quasi le 14.00, ricominciamo a sentire il vento, sta continuando a girare in senso orario, oramai lo abbiamo al giardinetto di sinistra, se gira ancora un po’ riusciamo anche ad aprire il genoa.

Alle 15.00 circa, spegniamo santo yanmar ed apriamo il genoa. E’ un SSW di 8/9 kt, che ci va di lusso. Y2K se lo prende tutto al traverso e riusciamo ad essere in rotta per Licata a poco più di 5 kt. Le orecchie riposano, il gasolio ha finito di essere consumato e il nostro umore migliora di molto, la navigazione a vela è sempre molto più rilassante e meno noiosa.

A 10 mg da Licata, dopo aver orzato per mantenere la velocità, il vento ci ha completamente lasciato e così chiudiamo nuovamente il genoa e riaccendiamo motore. Non manca molto, poco più di un’ora.

Sono le 17.00 circa, arriviamo a poche centinaia di metri dal porto di Licata ed ammainiamo la randa. Ci portiamo sulla parte orientale del porto, subito a ridosso della diga e diamo fondo su 7 mt di sabbia a circa 50 metri dalla diga. Il mare è molto calmo, è previsto un giro di vento da SE ma debole, speriamo di riuscire a riposare stanotte.

Mentre chiudiamo per benino la randa, facciamo ordine in pozzetto dalle cime e da tutto quanto usato per la navigazione, si avvicina un gommone con una persona a bordo che ci saluta cordialmente. E’ un operatore del nuovo Marina di Cala del Sole di Licata, è il marina che ha aperto a Maggio di quest’anno all’interno del bacino di Licata. Ci chiede se abbiamo intenzione di entrare, ci invita a visitare il nuovo approdo ed ad usufruire dei servizi, a loro farebbe piacere. Ringraziamo della visita e rispondiamo che ci pensiamo, anche lui saluta e ci comunica di rimanere in ascolto sul canale VHF74 per comunicazioni.

Ci guardiamo in faccia e sia per curiosità, sia per l’estrema gentilezza della persona che ci è venuta ad invitare, decidiamo di entrare e provare il nuovo marina. Ci avviamo all’entrata del porto, chiamiamo sul VHF74 e ci risponde l’incaricato dicendo che ci manderà il tender di servizio a prenderci ed ad indicarci la via di accesso. In pochi minuti il tender arriva, è ancora la persona che ci era venuta a trovare fuori dal porto. Il bacino acqueo che occupa il marina è enorme, ma solo una piccola, piccolissima parte è fruibile. Ci spiegheranno che solo 300 posti circa sono disponibili e che il marina entro 2 anni ne avrà a disposizione oltre 1500. Avete letto bene 1500 !

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La manovra di ormeggio ci viene di molto facilitata con l’aiuto di una persona in banchina e del gommone che ci porge la cima di prua. Fin qui ottimo servizio. Facciamo un pochino fatica a raddrizzare la barca perché il leggero maestralino di 7/8 kt è al traverso a sx ed in due a fatica riusciamo a cazzare le trappe.

Una volta sistemati ci chiedono di passare in direzione per la registrazione e per la consegna della chiavetta magnetica che permette di utilizzare i servizi di acqua e luce. I pontili sono molto belli, rifiniti bene, fanno molta scena le colonnine dei servizi in acciaio inox, una sciccheria Sorriso

Max si reca in direzione. E’ lontana, il marina è davvero molto grande, ma per i diportisti ospiti c’è il servizio di Golf-car per gli spostamenti interni: basta chiamare sul VHF74 e la macchina arriva per qualunque spostamento all’interno del marina.

Arrivato in direzione, il direttore del porto e l’addetta alla segreteria danno il benvenuto a Max, offrendo caffè ed acqua. Però ! Mica tutti lo fanno, il punteggio fin qui è già molto buono. Maria, l’addetta al welcome desk, compila con simpatia e grande preparazione tutti i moduli necessari, fotocopiando i documenti della barca e del comandante. Prezzo dell’ormeggio €75,00, servizi di acqua e luce a consumo. Il marina è anche a ridosso di un nuovissimo centro commerciale con molti negozi e un fornito supermercato, aperto fino alle 21.00. Il marina potrà fare successo, soprattutto con gli stranieri e con gli armatori che sono stufi dei servizi dei marina del centro nord, riteniamo solo che si dovrebbe rivedere la posizione delle banchine in quanto il vento predominante è NW che è al traverso rispetto alla posizione delle barche, abbiamo fatto fatica a raddrizzare la prua di Y2K con 8 kt al traverso, quando ce ne saranno 20kt ?


La direzione porto ci autorizza a pubblicizzare una loro campagna promozionale per gli ormeggi annuali, per imbarcazioni oltre i 10mt è presente uno sconto del 30% sul canone annuale. Esempio sui 15 mt come Y2K il canone è di 4.200€/anno iva compresa.

Max chiede consiglio per un ristorante, Maria non si accontenta di fornire il nome ma addirittura chiama direttamente e prenota per noi il ristorante L’Oste ed il Sacrestano di Peppe e Chiara.

Prima di cena andiamo a fare un giro per il centro commerciale e facciamo un pochino di spesa. Supermercato molto fornito, centro commerciale molto grande con molti negozi.

Torniamo a bordo giusto il tempo per stivare le compere, poi si va in città alla ricerca del ristorante suggerito da Maria. Lo troviamo in una traversa di Corso Vittorio Emanuele, la via principale di Licata. Già dall’ingresso, il locale ci intriga parecchio, il nome per esteso è “Hosteria – Enoteca L’Oste e il Sacrestano”. Per entrare si suona un campanello. Ci viene ad aprire una signora, che poi scopriamo essere Chiara, e ci fa accomodare. I coperti non sono più di 20, il servizio è “personale”, sia Peppe che Chiara si presentano a ciascun ospite e spiegano la loro filosofia e il menù. Siamo sempre più intrigati Sorriso

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Ordiniamo la nostra cena. Come antipasto, prendiamo un involtino di spatola (il pesce eh ? A bocca aperta) su tortino di caponatina… una roba così non ricordiamo di averla mai mangiata ! Assolutamente SPETTACOLARE !

Come primo, spaghetti Gragnano saltati con: bottarga di Favignana, acciughe di Cetrara, Pistacchi di Bronte e colatura di olio di alici di Sciacca… questo piatto, non si può descrivere ! Ci ripetiamo: non ricordiamo di aver mai mangiato un piatto di spaghetti simili !

Max ha il coraggio di prendere anche il secondo – una spigola saltata in padella sulla sua pelle con insalata indivia caramellata – mentre Ale lascia spazio per il dolce.

Anche il dessert risulta una leccornia: Max prende il “Tiramisud” (sì, sì proprio Tirami SUD), un tortino di ricotta montata con zucchero, gocce di cioccolata e un leggerissimo pan di spagna, il tutto ricoperto da cioccolato fondente. Ale, invece, prende “Il Viaggio”, una combinazione di metà cannolo di produzione propria della hosteria e gelato al pistacchio, anche questo fatto in casa. Non vorremmo ripeterci ancora, ma non ricordiamo di aver mai mangiato dei dolci così A bocca aperta

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Come vino ci viene suggerito un Barbazzale della cantina Cottanera di Messina, vitigno Insolia. Spettacolare, ce lo siamo bevuto e ribevuto con grande piacere.

Ci sentiamo di suggerire questo locale a tutti i nostri amici, navigatori e non, che siano di passaggio a Licata. Cibo spaziale, accoglienza incredibile, cordialità al massimo.

E’ inutile dire che usciamo dal ristorante belli satolli, digeriamo facendo una passeggiata per il centro di Licata ammirando le belle chiese e i palazzi tipici in stile barocco. Ci ripromettiamo di riservare un pò più di tempo alla visita di questa città per la prossima volta.

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Una volta tornati a bordo, cadiamo in coma profondo in cuccetta. Per l’indomani ci aspetta un altro bel tratto da Licata ad almeno Mazara del Vallo. Puntiamo la sveglia, dobbiamo alzarci presto… forse A bocca aperta

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Fair winds and calm seas

August 24, 2011

21 Agosto – Gozo e il villaggio dei pirati (?).

La baia di Mellieha concilia proprio il sonno, ci facciamo una ronfata galattica.

Al mattino, mentre facciamo colazione, si avvicina un tender. Proviene da un Dufour 425 maltese ormeggiato poco lontano da noi. Vediamo che la persona a bordo ha qualche difficoltà ad accendere il fuoribordo e che ad un certo punto ci rinuncia e attacca a remare. Ci rendiamo presto conto che sta venendo proprio da noi e la cosa ci incuriosisce. Afferriamo la sua cima e lo leghiamo a poppa. Il gentilissimo signore vorrebbe un nostro indirizzo di posta elettronica in quanto la sera precedente, più esattamente al tramonto, ha scattato qualche fotografia alla nostra barca e alla fine della vacanza avrebbe il piacere di inviarcela. Lo ringraziamo, gli diamo un nostro biglietto da visita e già che ci siamo gli diamo una mano con il suo fuoribordo ribelle.

Domato il ribelle e salutato il nostro nuovo amico, ci prepariamo per issare l’ancora, lasciare baia Mellieha e lanciarci all’esplorazione di Gozo. Mentre il Dufour maltese ci sfila sulla sinistra, ricambiamo il favore scattando a nostra volta qualche foto.

Quest’anno l’anticiclone è talmente ben posizionato che non vediamo un filo d’aria dalla burrasca di Lampedusa. Niente vento, mare olio e caldo allucinante fin dal primo mattino. Diciamo che per cazzeggiare di baia in baia la cosa non ci dispiace neanche un pò Sorriso

Raggiunta Gozo, costeggiamo tutta la parte a sud ovest. Gozo è assolutamente stupenda. Un’isola che sembra uscita da qualche libro di avventure piratesche o da qualche racconto favoloso, sullo stile de “Il Signore degli Anelli”. Le coste sono candide, a picco su un mare “bluissimo” e profondissimo anche ad un paio di metri dalla scogliera. Di tanto in tanto si apre una minuscola baietta il cui fondale è chiazzato da qualche macchia di sabbia turchese e dove è possibile dare fondo in 10/8 metri. Innumerevoli grotte fanno capolino dalla linea di costa, troppo invitanti per ignorarle. Decidiamo di esplorarle una per una non appena ormeggiati.

Il mare di Gozo Le grotte e il mare blu di Gozo

Passiamo il villaggio di Xlendli che si sviluppa all’interno di un fiordo pazzesco ! C’è la ressa e passiamo oltre.

Costeggiamo Gozo Le stupende scogliere di Gozo

Volgiamo la prua verso la baietta di Dewira, a mezzo miglio a nord di Ras il-Wardjia. La raggiungiamo e rimaniamo a bocca aperta: la baietta forma quasi un cerchio perfetto e l’entrata è protetta da un isolotto roccioso – le cui pareti spigolose a picco sembrano letteralmente tagliate a mano con un coltello ! – chiamato “Fungus” (o il-Gebla tal-General… sì, sì, i nomi qui a Malta sono assolutamente impronunciabili, fra l’altro anch’essi danno a queste isole un non so che di fantastico).

Una volta dentro, diamo fondo in 9 metri – fondo di alghe e roccia, solo alcune in alcune parti, a destra della cala, è sabbioso – spegniamo il motore e rimaniamo in contemplazione. Il posto è stupendo e non aspettiamo un minuto di più: tutti in acqua con pinne, maschera e boccaglio.

Il mare è a 30°, trasparente. I fondali sono da film.

La baia di Dewira - Gozo La baia di Dewira al mattino presto - Gozo

Dopo pranzo, partiamo alla scoperta delle grotte di Gozo a bordo del nostro tender. Ci facciamo ogni anfratto, entriamo in tutte le grotte, scattiamo innumerevoli foto. Ammiriamo la bellissima Azure Window, un arco di pietra immenso. Poi notiamo una grotta in particolare perchè in fondo, ma proprio in fondo, si intravede una luce. Siamo attratti e ci fiondiamo lì. Entriamo, la volta è altissima, l’ingresso è piuttosto stretto, ma poi si allarga sempre di più. Il cunicolo non è completamente dritto, fa una piccola curva. Continuiamo ad inoltrarci con il gommoncino. Poi ecco che rivediamo la luce che ci aveva colpito: la grotta ha un’uscita e qui, come per incanto, scopriamo un mondo fantastico. Il tunnel di roccia si apre su un incredibile laguna interna sulla quale si affaccia un piccolo villaggio di pescatori – ma potrebbe essere anche un covo segreto di pirati per la gioia della nostra super amica Maty Sorriso - rimaniamo a bocca aperta. Questa baietta ha il mare di color smeraldo, tante piccole barchette di legno, tipiche maltesi, galleggiano placide. Le casette del villaggio sono bianche con le porte blu… è davvero un altro mondo.

Azure Window - Gozo

Usciamo e rientriamo in questa laguna più volte, non riusciamo a stancarci di ammirare il paesaggio. Una volta rientrati a bordo, ci documentiamo: praticamente senza saperlo, ci siamo imbattuti nella formazione geologica del mare interno di Gozo. Chiunque visiti queste isole, non può non visitare questa posto ! Merita assolutamente !

La giornata è stata davvero intensa, nonostante sia quasi il tramonto fa ancora molto caldo e noi continuiamo a tuffarci fino a che non siamo davvero stanchi Sorriso

Ci prepariamo la cena godendo di un tramonto spettacolare.

L'ingresso al mare interno di Gozo Il mare interno e il villaggio dei pescatori (pirati ?) - Gozo

Non appena l’ultimo raggio di luce scompare ed è buio, dalla costa cominciano a levarsi i versi di qualche animale notturno. Inizialmente pensiamo si tratti di pipistrelli, ma generalmente questi emettono una specie di squittio. In questo caso, invece, assomigliano a fortissimi vagiti di neonato (più o meno eh, perché non siamo mica in grado di descriverli…) che riecheggiano per tutta la baia.  Un Cyclades che è ormeggiato con le cime a terra e la poppa rivolta verso l’ingresso di una grotta, a notte tarda praticamente molla il suo ormeggio e scappa a centro cala. Probabilmente, essendo troppo vicini all’origine di questi “ululati” notturni, non riescono a prendere sonno oppure i bambini a bordo hanno paura. Bho ?! Noi, come quasi tutte le altre barche presenti, siamo ormeggiati più o meno a centro baia, sentiamo gli “ululati” ma non ci turbano più di tanto. Si tratta soltanto della proverbiale ciliegina sulla torta: un luogo fantastico DEVE essere abitato da esseri misteriosi Sorriso

Tramonto spettacolare - Fungus rock - Gozo

Ci addormentiamo ripromettendoci di documentarci riguardo agli animali che producono tali incredibili versi.

Fair winds and calm seas


UPDATE 30 Agosto 2011

Grazie all’amica Amelia abbiamo individuato gli '”ululati” notturni.

Si tratta della Berta Maggiore o Calonectris Diomedea. Sinceramente, per nostra ignoranza, non credevamo fossero anche uccelli notturni, li abbiamo sempre visti di giorno.

Ecco qui da YouTube il loro verso… provatelo ad immaginare in un momento di buoi assoluto con l’eco che le pareti a strapiombo della cala in cui eravamo ancorati produceva.