November 25, 2010

Trasferimento Oceanis 58

Ieri sera Max sarebbe dovuto partire per Barcellona, dove insieme al sailing team di Blue Freedom, avrebbe partecipato al trasferimento di un nuovissimo e attrezzatissimo Beneteau Oceanis 58 di nome Kipawa sino a Trieste, per essere consegnato al suo nuovo armatore.
Ma ve lo immaginate che bella navigazione, fuori stagione, con finalmente un po’ di vento e non le solite brezze estive. Il Sailing Team di Blue Freedom aveva preparato tutto alla perfezione da ormai 3/4 settimane, tutta l’attrezzatura di sicurezza della barca e quella personale già a bordo, non rimaneva che portarsi il sacco a pelo e una bella cerata invernale (appena comprata per l’occasione!!!Sad smile) e salpare.

Rotta_Barcellona_Trieste

Ma Max ha male ad un ginocchio, non sembra nulla di serio, ma è meglio che stia a riposo, ecco il verdetto medico !
Allora si consolerà (Crying face) aggiornando la navigazione da questo blog e seguendo il trasferimento da YouPosition che per l’occasione ha sponsorizzato il tracing fornendo la versione Pro e il ‘YouPosition' Tracer’.

Segui la navigazione
Inoltre Michele di Blue Freedom ha promesso di mandare un mini diario di bordo e qualche foto appena possibile, noi cercheremo di seguirli insomma al meglio.
Veniamo alla rotta ed al meteo.
La rotta da seguire sarà per alcuni parti obbligata.
La rotta ideale, in linea di massima, è la seguente: da Barcellona si punterà decisi verso il Sud della Sardegna e sfiorando le due bellissime isole di Carloforte e Sant’Antioco si farà rotta sulla Sicilia. Qui la prima scelta da fare in base alla meteo, passare a Nord o a Sud della Sicilia, la rotta a Nord è più breve, quella più a Sud può essere più confortevole se a Nord picchia duro. Superato la punta dello stivale Italiano, si dovrà andare il più rapidamente possibile verso il tacco e poi finalmente entrare nel mar Adriatico e costeggiando la Croazia andare decisi a Nord e sperare di non trovare Bora troppo forte che inoltre abbassa la temperatura.
Totale miglia, circa 1400, vedremo poi il log cosa riporterà alla fine della crociera.
La partenza prevista è per domani 26 Novembre in serata.
La meteo davanti a Barcellona è tranquilla, ma è in arrivo una perturbazione che porterà dei venti di Scirocco, quindi a bordo si dovrà decidere forse delle rotte alternative alla rotta diretta. Una cosa positiva con lo scirocco è la temperatura che sarà superiore alle medie stagionali ma potrebbe portare pioggia.
Non so cosa si preferirà bordo. Winking smile
Seguiteci e seguite la rotta su qui su Rotta su YouPosition.
Buon vento ragazzi !

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November 12, 2010

Manutenzione Ponte in teak

Sul nostro vecchio sito web, alla voce manutenzione, c’è una pagina che è fra le più cliccate e le più ricercate sui motori di ricerca e parla appunto della manutenzione del ponte in legno.
Come avrete visto dal precedente post, il ponte in legno è bello, ma sono gioie e dolori.
A noi piace molto, completa la barca, è elegante e caldo (in estate anche troppo!) e camminarci o sdraiarcisi sopra dopo il bagno è sempre molto bello.
Se curato e trattato bene, anche un ponte di qualità mediocre regala molte soddisfazioni.
Riportiamo di seguito quella pagina, che ha ancora le foto della nostra ‘vecchia’ barca, che descrive come noi gestiamo il nostro ponte.

Manutenzione 2004  - Il Teak

Il ponte in Teak marino è certamente uno degli optional più affascinante di una barca: esteticamente completa la coperta, dà una sensazione di "calore", è piacevole calpestarlo e sdraiarcisi sopra dopo un bel tuffo, MA...
Ci sono dei "ma" che tutti coloro che si apprestano a scegliere il ponte in teak devono sapere e valutare la loro scelta di conseguenza.
Il teak è bello quando è "tenuto bene". Un teak in abbandono rende la barca triste e miseranda.
Quando il teak non viene trattato periodicamente ed è lasciato a se stesso, si secca, i listelli si staccano, la gomma viene via. Tutto ciò comporta costi e spese molto forti in futuro, quando si decide di "sistemarlo".
Per essere "tenuto bene", il teak necessita di una attenta manutenzione almeno annuale (per i più pigri), mentre la sua pulizia deve essere periodica e costante. Spieghiamo più avanti la manutenzione "ottimale".
Il teak deve essere trattato con appositi prodotti per il legno marino: saponi, detersivi, olii. Sconsigliamo prodotti aggressivi, acidi, corrosivi, abrasivi, getti di acqua violenti. Ricordiamoci che stiamo sempre parlando di legno.
Scopo del trattamento è preservare il legno dall'usura dovuta all'acqua di mare e alla salsedine, cioè impermeabilizzarlo. Questo impedisce agli agenti atmosferici di intaccare il teak e di rovinarlo.
Tutto questo comporta tempo e qualche sacrificio da dedicare esclusivamente al vostro ponte. Se siete amanti del teak, ma titubanti sulla scelta - teak sì, teak no, ci permettiamo di darvi un consiglio. Non lasciatevi trascinare da coloro che vanno in giro a dire "Ponte in teak !? Siete matti !?! Fate come me, scegliete la vetroresina, non fatico mai e basta una sciacquatina. Altrimenti diventate schiavi della vostra barca !". Fatica ? Sì, vero, tre volte all'anno. Schiavi della barca ? No, falso. Seguite il vostro cuore, poi godetevi i risultati.
Cosa usare
Noi utilizziamo i prodotti della linea Teak Wonder, abbiamo scelto di mantenere il colore "naturale" del nostro legno, senza schiarirlo, nè colorarlo. Per questo i prodotti che scegliamo abitualmente sono:
  • Teak Wonder - Teak Cleaner (il detergente specifico per teak NON schiarente)
  • Teak Wonder - Teak Brightner (schiarente)
  • Teak Wonder - Teak Sealer (l'olio trattante NON colorante, a base di olio di teak e silicone)
Ci troviamo molto bene con Teak Wonder e siamo estremamente soddisfatti dei risultati, ma a seconda del tipo di teak ci sono innumerevoli prodotti sul mercato.
Quando trattare il legno e con quale frequenza Possiamo parlare di due tipi di trattamento del teak. Quello "ordinario" e quello "straordinario". Il primo vi permette di mantenere a lungo gli effetti del secondo.
Per trattamento "ordinario", noi intendiamo una costante pulizia del legno. Sciacquarlo, bene con acqua dolce e normale detersivo marino neutro ogni volta che si rientra in porto dopo una veleggiata, una sosta in rada, uno spostamento estivo, anche se non è stato bagnato dal mare.
Per trattamento "straordinario", noi intendiamo la vera e propria manutenzione. E' consigliabile iniziarla in Ottobre, al termine della vera e propria stagione estiva, affinché durante l'inverno il legno non soffra.
  • Il ponte va lavato molto bene, le parti in legno devono essere sciacquate e pulite con il detergente apposito, nel nostro caso il Teak Cleaner, e con uno spazzolone morbido, molto morbido. Si strofina preferibilmente seguendo il senso del legno. Non consigliamo l'utilizzo del detergente sulla vetroresina.
  • Se una parte del legno risulta particolarmente sporca o unta, si utilizza il prodotto puro direttamente sulla zona in questione e si strofina con una spugnetta morbida specifica, sempre seguendo il senso del listello di legno.
  • Si deve sciacquare molto bene, con molta acqua. Ancora con il ponte bagnato si stende con la spugna o con lo spazzolene morbido lo sbiancante (Brightner), si lascia lavorare e appena il colore piace (senza mai fare asciugare) si procede ad un altro risciacquo abbondante.
  • Si lascia asciugare molto bene e si attende il tardo pomeriggio, quando il sole non è più alto nel cielo. Il calore dei raggi solari, infatti, provoca l'evaporazione di parte dell'olio che andremo a mettere e non permette, quindi, al legno di assorbirlo interamente.
  • Si stende una prima volta l'olio Teak Sealer con pennelli a setole morbide su tutte le parti in legno della barca: ponte, tientibene, asta della bandiera, porta fuoribordo etc. Si segue sempre il senso dei listelli.
  • Si attende che la prima mano sia perfettamente asciutta e si dà una seconda mano. Se l'olio non è ancora assorbito, rimandare questo passaggio al giorno dopo.
  • Se la stagione estiva è stata particolarmente "dura" per il nostro teak (ve ne accorgete da come il legno assorbe il prodotto, più assorbe e più è secco), consigliamo una terza mano.
Lasciamo trascorrere i mesi invernali più freddi, quelli in cui solitamente la barca si utilizza di meno, quindi a Marzo ricominciamo il trattamento del ponte: lavaggio accurato con il detergente specifico, prima e seconda mano di olio.
Da Marzo a Maggio/Giugno applichiamo il trattamento "ordinario": costante lavaggio con il normale detergente marino, spazzolone morbido, abbondante acqua dolce. Se la barca è rimasta "vittima" di acquazzoni africani, come quest'anno è accaduto a Y2K, e ve la ritrovate completamente ricoperta di sabbia, consigliamo un trattamento "straordinario". Assicuratevi che la gomma nera presente fra un listello e l'altro sia perfettamente pulita dalla sabbia... sappiate comunque che è quasi impossibile... lo diciamo per esperienza. Fate del vostro meglio !
Verso la fine di Maggio o nelle prime settimane di Giugno, eseguiamo la manutenzione finale, quella che porterà Y2K e il suo teak ad affrontare le "fatiche" estive della nostra solita crociera. Puliamo le parti del ponte in vetroresina con detergente marino, spazzolone e abbondante acqua dolce. Puliamo benissimo il teak con il Cleaner specifico, spazzolone morbido (passiamo più e più volte) e acqua dolce. Quindi due o tre mani di olio a seconda dello stato del teak.
Il teak di Y2K è ora in perfetta forma ! E come noi, acciaccati, pieni di dolori e doloretti, ematomi vari, mal di schiena, vescichette sulle dita, pestoni ai piedi ("mannaggia a quel carrello del genoa e a chi l'ha messo lì !") e quant'altro, rimarrete dai 20 ai 30 minuti abbondanti a rimirare la vostra amata da tutte le angolazioni possibili, con un sorriso un pò scemo stampato sulla faccia che tutti quanti i vostri amici di banchina sapranno riconoscere subito: è il sorriso da teak :-)
Buon lavoro !


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November 8, 2010

Corso Sicurezza ed Emergenza in mare

E’ dalla scorsa estate che rincorro Umberto Verna per partecipare ad uno dei suoi corsi, ma purtroppo venivano sempre organizzati in posti non molto comodi per noi.

Finalmente, proprio oggi, mi ha confermato che il week end del 22-23 Gennaio 2011, il suo corso si terrà presso la scuola vela Orza Minore di Monza.

Cos'è questo corso ?
E’ un week-end per confrontarsi sulle varie situazioni di emergenza che possono verificarsi a bordo delle nostre imbarcazioni da diporto. Un’esercitazione preventiva che ci permetterà di valutare la nostra conoscenza dell’argomento, di acquisire un metodo per migliorare il nostro navigare e per sensibilizzare e gestire i nostri equipaggi sui temi della Prevenzione e della Gestione di un’emergenza.

Il corso è improntato sulle regole le ISAF OSR 6.01 (Offshore Special Regulations), infatti la partecipazione al corso permette di partecipare alle regate che richiedono obbligatoriamente la partecipazione a questo training nel bando di regata come la Roma x 2 o la ARC.

Argomenti:
- Venerdì sera
  - equipaggiamenti ISAF-Offshore Special Regulations: cura e manutenzione;
- Sabato
  - Previsioni Meteo;
  - Navigazione con cattivo tempo:
    - comportamenti e regole, vele da tempesta, drogues;
  - Avaria a bordo;
  - Acqua a bordo;
  - Fuoco a bordo;
  - Uomo a mare;
  - Emergenza medica;
- Domenica
  - Richiesta soccorso:
    - organizzazione SAR ed equipaggiamenti GMDSS;
  - Esercitazione pratica razzi e fuochi;
  - Abbandono imbarcazione: 
  - Zattera e salvagente (teoria e pratica in piscina).

Chi è Umberto Verna ?
Umberto Verna è istruttore di vela professionista specializzatosi in sicurezza a bordo delle unità da diporto presso il Survival Technologies Group di Apollo Beach in Florida.
E’ forse il massimo esperto in Italia in temi di sicurezza nella navigazione a vela ed è inoltre direttore del Centro Studi per la sicurezza in mare "I Ragazzi del Parsifal" di Rimini.

Perché partecipare ?
Perché è estremamente importante conoscere le procedure di sicurezza e di intervento in caso di problemi a bordo. La sicurezza per chi va per mare è forse il primo aspetto da conoscere ed affrontare, dopo viene tutto il resto. Avere a bordo la zattera, i razzi, i giubbetti, il vhf, le vele da tempesta, ecc, è tutta attrezzatura che non serve a nulla se non la conosciamo, se non siamo in grado di poterla usare nel modo corretto, nel momento corretto e sopratutto se non la manuteniamo.
Se siete nelle vicinanze di Milano è un corso che non dovete farvi scappare, se invece siete lontani da Milano, scrivete a Umberto che vi inserirà nella sua newsletter per tenervi informati di quando verrà organizzato un corso nella vostra zona

Di seguito due video della pratica in piscina.





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