September 22, 2010

Egadi da Google Earth

Sono andato a vedere come si vedono le Egadi da Google Earth.

Ho ripercorso un po'  il giro che abbiamo fatto lo scorso week-end, una cosa tira l'altra ed alla fine ho fatto un piccolo video che ripercorre le tappe effettuate.

Non è nulla di professionale, ma è accattivante e sicuramente lo integrerò nei futuri video che andrò a fare perché le immagini satellitari riescono a fornire un'idea precisa del luogo dove si sta navigando.

Ecco qui il risultato:




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Week-end 18 e 19 Settembre Parte 2

Trascorriamo la notte in completa tranquillità e serenità.
La barca è assolutamente ferma, sembra di essere in porto.

La mattina il vento gira verso W, lo sapevamo, le previsione si rivelano perfette.

Nessuno ha il coraggio di tuffarsi prima di colazione, l'acqua è freschina ed il sole tarda a farsi vedere, ci sono grandi nuvoloni di umidità.

Visto il vento debole e la sua rotazione, ne approfittiamo per una capatina all'Isola di Levanzo, che dista poco meno di 4 miglia.


Levanzo è la più piccola isola dell'arcipelago delle Egadi ed anche la più affascinante.
Il piccolo villaggio si trova a Cala Dogana, situato a SW dell'isola. E' un villaggio delizioso, con vicoli affascinanti che si affacciano sul porticciolo, con i colori del mare in mille sfumature di blu ed azzurro. Sono presenti pochissime autovetture, non è possibile per i turisti portarsi la propria auto, meno male !

Verso Levanzo
Villaggio di Levanzo
Levanzo è inoltre conosciuta perché nel 1949 è stata scoperta una grotta di straordinario interesse artistico e scientifico per la presenza di graffiti del paleolitico superiore e di figure parietali del periodo neo-eneolitico, si trova nell'insenatura denominata Cala del Genovese a Nord dell'isola, a pochi metri sul livello del mare.
Purtroppo anche Levanzo fa parte del parco marino delle Egadi e solo la costa Sud è visitabile con le barche. Diciamo "purtroppo" poiché non siamo convinti che per preservare le bellezze del nostro paese sia necessario vietarle, bisognerebbe gestirle... ma è un lungo discorso.

Cerchiamo di ancorarci a Cala Minnola, a SE dell'isola, una cala fantastica, molto riparata dai venti del quarto quadrante, poco sopra il livello del mare in netto contrasto con la roccia della costa si trova uno dei boschi di macchia mediterranea più belli della zona, siamo sotto vento ed il profumo di pino marittimo è davvero intenso.

Cala Minnola
Peccato la presenza davvero massiccia di meduse, lo scirocco dei giorni passati ne ha trasportato davvero un numero notevole, è impensabile pensare di fare il bagno.

Circumnavighiamo quindi l'isola da Est, lasciando molto bene la zona A, vietata alla navigazione, alla nostra sinistra e ci dirigiamo quindi a Ovest verso Favignana.
Il vento ora è decisamente da NW, apriamo quindi il nostro genoa e caliamo in acqua la lenza.
Siamo stati sfidati dall'amico Francesco di 'Senza Parole', grande pescatore,  proviamo quindi con una canna leggera ed un polipetto come esca a prendere qualcosa.
A metà del canale tra Favignana e Levanzo, la lenza parte, a bordo arriva uno sgombro.
Lenza nuovamente in acqua, abbocca di nuovo qualcosa, ma nemmeno il tempo di provare a recuperare il filo che il pesce si slama, peccato.

Ci ancoriamo a ridosso dell'isola del Preveto, in una zona dall'acqua turchese, dove consumiamo il nostro pranzo a base di sgombro marinato, come da consiglio di Francesco, e spaghetti con la bottarga di tonno della tonnara di Marzamemi, che abbiamo visitato ad Agosto.

Cala del Preveto

Grazie ragazzi del bellissimo week end trascorso in vostra compagnia, alla prossima !


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September 21, 2010

Week-end 18 e 19 Settembre Parte 1

Nonostante la partenza di Venerdì 17 che ha intimorito un pochino Ale, tutto è andato davvero per il meglio, anzi in modo perfetto, anche RyanAir era puntualissima.

Questo fine settimana avevamo in barca gli amici Tita e Roberto.
Roberto è l'inventore di YouPosition che ormai in tantissimi usano, ha davvero rivoluzionato il modo di comunicare la propria posizione con casa ed inoltre ha un bellissimo e completo blog che consiglio di visitare.

Il meteo, che controllavamo tutti da giorni, anche se nessuno di noi quattro ne ha proferito parola durante la settimana, si annunciava molto buono. Le previsioni ci davano temperature estive, vento perfetto e mare prima molto mosso ma in calo, insomma si preanunciava un fine settimana da urlo !

Venerdì sera arrivati a Trapani, già scendendo dalla scaletta dell'aereo, la temperatura era decisamente diversa da quella di Milano, l'umidità era molto più alta, insomma sembrava di essere scesi ai tropici.
Max aveva prenotato per la cena nel centro di Trapani presso la tavernetta 'ai Lumi', dove Tita e Roberto hanno gustato due piatti tipici della locale tradizione siciliana, "busiate con pesto alla trapanese con melanzane fritte" e "tonno alla griglia con cipolle in agrodolce", inutile descrivervi le facce estasiate ed i commenti a bocca piena! :-)
Tita, Ale e Roberto da 'ai Lumi'
Il mattino del Sabato, dopo la classiche visite al supermercato, fruttivendolo, macellaio ed infine dal panettiere, per i viveri destinati a 4 poveri velisti, finalmente alle 10.30 lasciamo gli ormeggi e dopo aver avvisato con il VHF VTS Trapani, usciamo da porto, apriamo il Genoa (con una mano, parzialmente rollato), spegniamo il motore e con un bello Scirocco variabile tra i 19 ed 23 kt ci dirigiamo verso Cala Rossa a Favignana.
Y2K viaggia spedita, il mare è poco mosso, navighiamo costantemente oltre i 7,5kt.



Veniamo spesso contestati sul fatto che usiamo molto l'andatura con solo genoa a dispetto di una più 'tradizionale' randa + genoa. Cercheremo quindi di rispondere alla classica domanda, perchè Sabato abbiamo aperto solo il genoa ? I motivi sono molti:
- Il vento era sufficiente per avere già una buonissima velocità con il solo genoa;
- Il percorso era breve, circa 10mg;
- Non avevamo necessità di stringere molto il vento,
- Eravamo in passeggiata e non in regata ed andare a 7,5/8kt era sufficiente;
- La barca è più maneggevole e meno orziera;
- La barca si inclina di meno e si 'chiacchera' meglio.

In navigazione
Roberto si mette un poco al timone, ma dopo una decina di minuti lascia tutto al fido pilota automatico e si rilassa a prendere il sole.
Roberto al timone
Ale e la Tita
Appena entriamo nel canale di Favignana (tra la Sicilia e Favignana) il mare ci mostra le sue belle ondone che che arrivano al mascone di sinistra, una di queste, più birichina delle altre, frange esattamente sulla barca e ci inonda il pozzetto, facendo quasi cadere la Tita che stava anche cercando di trattenere i cuscini che galleggiavano.
L' Ale e la Tita che erano sopravvento erano fradice, sembrava facessero la gara della maglietta bagnata !
Dopo un minuto di sguardi stralunati, scoppiamo a ridere, l'umore a bordo è molto buono.
Peccato non aver filmato la scena, chissà quando ci ricapiterà un'onda così, avevamo spento la Go-Pro 10 minuti prima.

Arrivati a Favignana, diamo ancora a Cala Rossa, il colore del mare di questa baia non finirà mai di stupirci, una delle più belle piscine naturali del mondo.
Il vento si fa ancora sentire, ma la baia è molto riparata.
Trascorriamo la giornata tra bagni e giretti in tender verso riva. Ascoltiamo il meteo al VHF , con stampato in faccia un sorriso ebete, le previsioni al Nord annunciano freddo, temporali e venti di burrasca, bel tempo per noi al Sud, non potevamo scegliere un week-end migliore.
La temperatura dell'acqua non è propriamente estiva, solo 23,5 gradi, ma dopo pochi minuti è davvero un piacere nuotarci dentro.

Vicino a riva
A Cala Rossa
Ale e Max a Cala Rossa
Ale, Tita e Roberto cercano...
Cala Rossa verso Sud
Cala rossa verso Nord
La sera la passiamo in rada a Cala Rossa, siamo in tre barche, è tutt'altro che affollata, ormai i ricordi delle rade affollate sono molto lontani.
Max si scatena in una bella grigliata con le specialità del posto, spiedini Trapanesi, spiedini Palermitani e salsiccia con finocchietto. Le foto parlano da sole.

Max che cuoce gli spiedini
La salsiccia da cucinare
NO COMMENT !!
Inutile dire che alla fine della cena, nulla è rimasto !!!

Il dopo cena è esilarante, con Max e Roberto che provano ostinatamente a pubblicare alcune foto in facebook per scatenare l'invidia degli amici rimasti al nord sotto l'acqua. Il segnale 3G a Cala Rossa è davvero poco, ma nonostante questo i nostri eroi ce l'hanno fatta e qualche foto è stata pubblicata.


Invitiamo i lettori a commentare quest'ultima foto:
La scena nel quadrato di Y2K è da film oppure bisognerebbe mandare a psicanalizzare i protagonisti ? :-)



CONTINUA...


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September 15, 2010

LVM Aquagen 4

Avevamo promesso un post più dettagliato sul nostro nuovo produttore di energia elettrica.
Su Y2K stiamo cercando di diventare autonomi dall’accensione del motore o del generatore per la ricarica delle batterie.
 
Con i pannelli solari montati lo scorso anno siamo già a buon punto, ancorati in rada non abbiamo bisogno di niente altro, ma in navigazione a vela, soprattutto di notte, la barca ha bisogno di ulteriori 7-8 A/h che sono richiesti principalmente dal pilota automatico, che su Y2K è idraulico.
 
Come già descritto, l’1 Agosto, abbiamo montato il generatore di corrente a trascinamento, ne esistono molti sul mercato, noi abbiamo scelto quello della LVM del gruppo ITT, il modello Aquagen 4.

In Italia non siamo riusciti ad acquistarlo, ci volevano tempi lunghi, così l’abbiamo ordinato via Internet presso un rivenditore Francese che è stato davvero preciso e puntuale sia nella gestione dell’ordine che della spedizione. Abbiamo preso anche il regolatore di tensione della LVM per non avere problemi di compatibilità con altri regolatori.

Il concetto di produrre energia con il trascinamento è davvero banale.
Avete presente la luce delle biciclette ? Ecco la ruota girando sulla dinamo produce corrente e fa accendere la lampadina, più forte pedaliamo, più forte la ruota gira e più intensa sarà la luce perché produciamo più corrente.
Abbiamo banalizzato intenzionalmente la descrizione del funzionamento dell'Aquagen, ma il principio è questo, l’elica in acqua collegata alla barca tramite una cima fa girare una ‘dinamo’ che produce energia, ovviamente più veloce la barca naviga, più veloce l’elica gira e quindi più energia viene prodotta.

L'Aquagen deriva dal prodotto AeroGen, che la LVM produce come generatore eolico. Il cuore del prodotto è sempre lo stesso, cambia soltando il 'fluido' nel quale esso lavora. Inoltre esiste la possibilità, di trasformarlo in generatore eolico o generatore a trascinamento attraverso un kit che il produttore vende.

Composizione del prodotto
Il prodotto viene fornito completo di tutto, non serve nulla di extra per metterlo in funzione. Tutti i pezzi sono molto ben fatti e pensati per un uso marino, per un uso in un ambiente altamente ostile per le attrezzature.
L'elica è composta da un albero in acciaio inox, molto pesante, di circa 80 cm di lunghezza, da un capo un 'occhio' per l'attacco della cima, dall'altro capo un mozzo dove è possibile montare l'elica. Le eliche fornite sono due, di diversa misura. La scelta dell'elica è in funzione della velocità della barca. L'elica è composta da due pezzi di plastica di diversa grandezza. L'elica più grande ha un rendimento ottimale sino a 8 kt, mentre la più piccola arriva a oltre 10 kt. Il cambio dell'elica avviene in modo rapido con 4 viti a brugola.

Assemblaggio
L'Aquagen è studiato per essere montato sul pulpito di poppa con una cima fornita, attraverso un preciso  criterio molto ben descritto sul manuale in dotazione. Max era molto scettico, credeva che l'Aquagen avrebbe provocato grosse vibrazioni al pulpito, ma si è dovuto assolutamente ricredere, durante il funzionamento il rumore è assente e le vibrazioni, molto tenui, si percepiscono solo se si tocca il pulpito.
La cima del diametro di 12mm è lunga 15mt, viene bloccata all'albero dell'elica a mezzo morsetti a cavallotto in acciaio inox, mentre sull'Aquagen con un grillo per poterlo agilmente togliere quando non in uso.

Regolatore di tensione e carica batteria
Il manuale consiglia l'utilizzo dei regolatori di tensione da loro prodotti, ovvio ! In ogni caso sconsigliano l'uso di regolatori di tensione che al raggiungimento della fase di carica completa della batteria, taglino il collegamento con l'Aquagen cortocicuitando ovvero non assorbendo comunque l'energia da esso prodotto. I regolatori di tensione della LVM hanno la caratteristica di dissipare l'energia prodotta in calore su di una serpentina specifica. Non volendo rischiare e comunque non avendo molto tempo a disposizione abbiamo optato per il regolatore originale.
La prima impressione è comunque valida, sembra ben fatto, non ha led di verifica o altre spie che a Max piacciono molto, ma sembra solido e senza troppi fronzoli, insomma sembra fatto per funzionare per sempre.

Impianto elettrico
L'impianto è molto semplice da effettuare, dall'Aquagen fuoriesce un filo bipolare che deve essere collegato al regolatore di tensione e quindi da esso alle batterie da ricaricare. Il regolatore che ci hanno spedito prevede la possibilità di caricare due banchi batterie separati (come nel disegno), a noi interessava caricare solo il banco batterie di servizio e quindi le due uscite del polo positivo sono state messe in parallelo direttamente sui morsetti della batteria. E' molto importante dimensionare i cavi in base alla distanza tra il regolatore e l'Aquagen altrimenti si rischia di produrre energia e poi di perderla nel percorso, noi abbiamo utilizzato un cavo della sezione di 10 mmq. Abbiamo inoltre installato un amperometro analogico in linea che ci permette di controllare la quantità di corrente prodotta alle varie velocità ed il funzionamento dell'impianto.





Performance
Innanzi tutto diciamo che siamo molto felici dell'acquisto, davvero non ci aspettavamo un simile risultato sia in termini di performance che di funzionamento generale.
Dai test da noi effettuati, solo con l'elica grande, la produzione di energia è di circa 1,2 A per ogni nodo di velocità a partire dai 4kt. Al di sotto dei 4 kt la produzione è inferiore.
Con mare formato, quando la barca accelera o rallenta anche l'Aquagen  risente di questo effetto 'elastico'.
Sull'amperometro abbiamo letto un massimo di 11A costanti a circa 8kt con andatura al traverso ma ogni tanto l'elica tendeva a uscire, in caso di aumento del vento e/o della velocità avremmo dovuto montare l'elica più piccola.
Quanto rallenta la barca ? E' quasi impercettibile, abbiamo notato una differenza di circa 0,2kt !



Concludendo, per chi ama produrre energia pulita e naviga molto a vela è un MUST !

CONSIGLIATO.


September 7, 2010

Tender

Il tender, il gommoncino, il ‘gommino’, il dinghy, il pram, l’annexe… insomma il battellino di servizio comunque lo vogliate chiamare è un elemento indispensabile per la buona riuscita della crociera.

Noi su Y2K lo chiamiamo tender.

Sono state scritte decine di pagine e di righe su quale scegliere, rigido, a motore, a vela, con la chiglia morbida o rigida, leggero o pesante… insomma basta fare davvero una rapida ricerca su internet e scoprirete che ognuno ha la sua filosofia.

Quando nel 2000 acquistammo la nostra prima Y2K, la nostra prima barca a vela, eravamo già molto sulle spese e così ereditammo un vecchio tender del papà di Max che usava sulla sua barca, un Chris Craft Commander 38 di nome Sveg.
Era un tender di colore arancione di 2,5 mt con la chiglia in legno, pesante e … marcio e parecchio bucato… ha resistito poco purtroppo con noi!

Nel 2003 acquistammo un altro tender, volevamo qualcosa di leggero, ma di stabile, scegliemmo un Quicksilver 240 con la chiglia pneumatica, associato un motore Suzuky 2,2cv a 2 tempi.
Avevamo fatto la nostra scelta, la nostra filosofia era la leggerezza, la sicurezza e stabilità a bordo.
Siamo stati molto felici con il nostro gommoncino per molte stagioni, ce lo siamo portato anche sulla nuova barca, non aveva senso cambiarlo, l’accoppiata gommoncino-motore ci pareva vincente, così la pensavamo sino allo scorso anno, quando le nostre esigenze sono cambiate e con il tender in nostro possesso non riuscivamo a soddisfarle.
In Grecia, a zonzo per le Isole Ionie, ci si ormeggia nelle rade dove si trova posto e soprattutto capita spesso di essere lontano dai paesi, anche per dei giorni.
Vedevamo altri equipaggi con dei tender sfrecciare verso il paese, per andare a fare la spesa, andare in taverna la sera, andare a fare un giro per le calette vicine all’ancoraggio, insomma sentivamo la mancanza di un compagno che ci permettesse di allontanarci un pochino di più dalla nostra barca in totale sicurezza e soprattutto con un poco di velocità.
Il nostro tender non ce lo permetteva, con il suo motorino da 2,2 cv era ottimo per andare a terra, in spiaggia, dai vicini di barca, ma non per avventurarsi oltre e soprattutto mai fuori dalle rade riparate, non perché non ci desse affidamento il motore, non per la sua vetustà, non per la paura che ci mollasse in mezzo al mare, ma per la sua potenza che di fronte a 15/20 kt di vento ed una ondina di 50cm andava subito in crisi.
Da questa esperienza ne è nata una nuova esigenza che quest’anno abbiamo voluto soddisfare per toglierci un altro limite che avevamo raggiunto.

Volevamo un nuovo tender, un poco più grande e soprattutto veloce e planante.

L’inverno 2009, durante i saloni autunnali, facciamo incetta di tutti i cataloghi di battelli pneumatici e di motori fuoribordo, ci siamo resi conto di quanto la scelta sia davvero ampia e per tutti i gusti.
Le scelta è difficile, vogliamo si un tender veloce e stabile, ma quale tipologia ? Chiglia rigida o morbida ?

Max si inventa un questionario con risposte multiple per verificare quali tipologie di tender e di motori gli altri velisti usano, come lo usano, come lo trasportano. Il questionario è stato compilato dagli amici di VeLista, ma anche il VelaBlog e il blog di Davide hanno rilanciato.

Il questionario ha avuto un buon numero di risposte ed i risultati riassunti sono stati:
  • Oltre il 70% ha un tender lungo al massimo 2,40mt sono quasi tutti a chiglia ‘morbida’.
  • Il fuoribordo 2 tempi è ancora molto usato. Alcuni con il fuoribordo elettrico hanno risposto 4T.
  • Oltre l’80% dei motori è inferiore a 5cv e di questi il 50% è inferiore a 2,5cv.
  • Il tender viene utilizzato prevalentemente per un breve spostamento.
  • Durante un breve trasferimento poco più del 50% degli intervistati traina il tender, gli altri comunque in un modo o nell’altro lo tengono a bordo.
  • Nei trasferimenti più lunghi sono davvero pochi quello che comunque lo trainano,
  • Si dividono a metà le abitudini di alare o lasciare in acqua il tender entrando in un marina.
  • Se si dovesse cambiare tender, la fiducia si sposta molto sui tender a chiglia gonfiabile, ed anche la misura scelta in media è superiore a quella posseduta.
  • Quasi il 50% delle persone, non cambierebbe motore e se dovessero cambiarlo molti prenderebbero un motore più potente.
  • Una cosa mi ha davvero colpito nelle risposte, è la marca del tender che ha più riscontrato la fiducia delle persone: Zodiac.
  • La fiducia invece nelle marche dei motori è equamente divisa tra Yamaha e Honda, l’unica motorizzazione italiana presente, Selva, non ha preso nemmeno una preferenza.

Alla vista delle risposte, le nostre certezze che avevano preso ormai il sopravvento si sono ulteriormente consolidate. Sceglieremo un tender a chiglia morbida ad alta pressione con un motore di 8/9 cv.

Ok ma quale ?!?!?! :-)

I package proposti dalle società produttrici di motori fuoribordo sono molto appetibili.
Il package è uno strumento per poter vendere motori, il tender associato ti viene venduto ad un prezzo davvero molto conveniente. Molto !
Il problema di questi tender è che sono tutti o quasi costruiti in Cina e la qualità non è pessima, ma sicuramente non è la migliore.
Anche nostro vecchio tender era costruito in Cina, ci siamo trovati bene, ma le rifiniture e gli accessori sono davvero “poveri”, giustamente devono costare poco.
Noi vogliamo un tender che abbia delle maniglie resistenti, dei remi e degli scalmi che possano sopportare una remata anche violenta, e lunga nel tempo, senza paura che possa rompersi qualcosa.

Fatte le dovute scremature, la nostra scelta cade su Zodiac, che costruisce inoltre i battelli in Europa, in Francia per l’esattezza.
Al salone erano i battelli che più ci erano piaciuti, sia per la robustezza che per la qualità generale.
Zodiac offre inoltre un package con Suzuky, noi abbiamo molta fiducia in questa marca Giapponese e così scegliamo il package Zodiac Cadet FR 285 Acti-V (chiglia pneumatica ad alta pressione) con il motore Suzuki 8cv.

Le caratteristiche che più ci sono piaciute sono:
  • 35Kg, per questa dimensione non sono molti;
  • La portata massima è di ben 450kg, moltissimi, indica inoltre una grande stabilità;
  • Chiglia pneumatica e pavimento ad altissima pressione, quasi 1bar, una volta gonfio è dura quanto il legno;
  • Panchetta montabile ed amovibile con 2 dita;
  • Montaggio remi veloce senza viti e scalmi molto ben dimensionati;
  • Maniglioni nei punti corretti ed inclinati a seguire il movimento del trasporto;
  • “Pozzetto” auto svuotante con il comando a portata di mano;
  • Una volta sgonfiato sta comunque in una sacca di dimensioni ‘umane’.



Una volta fatta la scelta abbiamo chiesto vari preventivi, oramai con l’email è davvero facile.
La cosa che ci lascia sempre ancora molto perplessi è il fatto che molti non rispondono, comunque fra tutti i concessionari Zodiac interpellati, la nostra scelta è caduta su i Quaranta Ruggenti di Milano.
Perché loro?
Ecco diciamo che la scelta non è per un puro discorso legato al prezzo, la loro offerta non era la più bassa, ma nemmeno la più alta. Abbiamo acquistato da loro molto spesso, ci troviamo bene e ci fidiamo, pertanto la scelta è caduta anche sull'aspetto della qualità del concessionario che ha il suo costo per il mantenimento della qualità.

A Giugno ci viene consegnato il tender ed il fuoribordo direttamente a Trapani.
Ci accorgiamo subito, durante i montaggio che si tratta davvero di un battello diverso, molto ben fatto, ne siamo davvero soddisfatti.

Durante l’estate l’abbiamo usato molto, confermiamo la nostra scelta.
Un tender veloce, con un range di autonomia ampio, più stabile in rotta, ci ha cambiato davvero la vita in rada; ci ha consentito di visitare, senza spostare la barca, le rade e le calette vicine, anche a 2/3 miglia di distanza dalla barca.
Il motore è silenzioso e non consuma molto, abbiamo stimato circa 1,5 lt/h, ma a più range di funzionamento.
La velocità di crociera in due persone a bordo è di 12kt, capite bene che in 15 minuti di navigazione ci si sposta di tanto.
La velocità massima con una persona a bordo, Max, con mare calmo è stata di 16,8kt.

A bordo lo teniamo appeso a poppa, al rollbar.
Lo issiamo senza motore, il motore riposa sul suo cavalletto sul pulpito di poppa.