August 31, 2010

Il ritorno...

Ok, ci siamo lasciati che eravamo all'ancora presso l'Insenatura del Passo a Favignana.

Isola del Preveto

Venerdì pomeriggio purtroppo issiamo l'ancora e ci dirigiamo malinconicamente verso il nostro porto, Marina di Levante a Trapani.
La giornata è stata fantastica, brezzolina leggera, caldo. Ne approfittiamo per fare gli ultimi tuffi e per imprimerci bene nella mente questa bella vacanza.
Alle 19 siamo ormeggiati, decidiamo di non fare assolutamente nulla e rimandare tutte le attvità di pulizia e chiusura barca per l'indomani.
Sabato, infatti, è una giornatina di quelle... la passiamo quasi interamente con la manichetta dell'acqua in mano e facendo la spola dal marina alla lavanderia a gettoni vicina.
Nel pomeriggio siamo veramente stanchi ed accaldati, sentiamo il bisogno di rinfrescarci. In un raptus, afferriamo asciugamani e ciabatte, saltiamo a bordo del nostro motorino e ce ne andiamo a farci un bagno in una delle belle spiagge di Trapani. Ci sentiamo decisamente meglio :-)
Domenica abbiamo solo il tempo per le ultimissime cose e salutare i nostri amici di "Piccola Peste" che ci hanno raggiunto a Trapani da Aregai e che avremo ancora una volta l'immenso piacere di avere come "vicini di barca" per qualche tempo.
Poi via verso l'aeroporto e la fine delle vacanze. Atterriamo a Malpensa lasciando in Sicilia Y2K, i nostri cuori ed almeno un 5/6 gradi in più sulla temperatura media...

Fair winds and calm seas a tutti

August 26, 2010

Favignana - Insenatura del Passo

Come dicevamo nel precedente post, in mattinata abbiamo lasciato Cala Azzurra e ci siamo spostati più ad Ovest. Un pò perchè eravamo ormai vagamente nevrastenici a causa di tutte le varie barche a noleggio, barchini, gommoni, imbarcazioni-vomita-turisti (le più perniciose) che ci lanciavano le ancore direttamente a bordo ed i loro "capitani" a guardarci come per dire: "wuè, ma che vuoi, mica ci stiamo toccando", ma soprattutto per il maestrale che si è intensificato durante il pomeriggio, creando l'ondina malefica che ci ha fatto ballare tutta la notte.
Insenatura del Passo
Siamo nell'Insenatura del Passo, fra punta Longa e il Preveto, ben ridossati dal mare, non totalmente dalle raffiche, ma si sta decisamente meglio sotto tutti i punti di vista. Altre barche a vela si sono "rifugiate" qui durante la giornata.
Un bel cafferino :-)
Nonostante il forte maestrale, trascorriamo una bellissima giornata di mare, tuffandoci nel bellissimo e cristallino mare di questa zona. Con il gommone ce ne andiamo a terra, in una deliziosa spiaggetta di ciottoli levigati e rimaniamo a "bagnomaria" per un pò.
Spiaggetta
Autoscatto a "bagnomaria"

Il resto della giornata è dedicata al cazzeggio.
Domani è l'ultimo giorno di vacanza vero in barca, dobbiamo infatti rientrare in porto a Trapani nel tardo pomeriggio per poi dedicare la giornata di Sabato a sciacqui, lavaggi e altre amenità simili. Siamo un pò tristi e anche un pò invidiosi dell'equipaggio Downunder... bhe ecco, in realtà siamo "invidiosisssssimi" (nel senso buono eh ?). Noi dobbiamo attendere ancora un pochino prima di partire e realizzare lo stesso progetto :-)
Fair winds and calm seas a tutti

Insenatura del passo

Questa mattina ci siamo spostati piu a W.
Stanotte abbiamo ballato come matti, c'era una brezza da NW ma un'ondina malefica ci colpiva di lato facendoci dondolare tutta la notte.
Ora siamo in questa insenatura tra punta Longa e l'isolotto del Preveto.
Abbiamo dato ancora in 6 mt e finalmente non dondoliamo piu.

August 25, 2010

Favignana - Cala Azzurra

Siamo all'ancora a Cala Azzurra, Isola di Favignana.
La mattina c'è assenza di vento, ci diamo alle solite attività tipiche del cazzeggio: bagni, tuffi, tintarella, giri in tender fino alle spiaggette della cala.
Abbiamo circumnavigato tutta la Sicilia, sarà.... ma il mare delle Egadi e di questa cala secondo noi rimane fra i più belli del mondo :-)
Fair winds and calm seas a tutti

Marina di Ragusa - Licata - Favignana

Lasciamo Marina di Ragusa per Licata la mattina intorno alle 11:00, dopo un'oretta riusciamo ad aprire randa e genoa per un WSW sugli 11 nodi e navigare di bolina in tutta tranquillità nonostante ondone residue provenienti da Ovest. La traversata è priva di eventi, l'unica nota positiva che valga la pena segnalare è la brezza che resiste e ci permette di navigare a vela per l'intero tragitto.
Raggiungiamo la nostra destinazione verso le 17:30, filiamo l'ancora a ridosso del porto di Licata. L'equipaggio di Y2K comincia a manifestare chiari sintomi di stress "pre-traumatico" da ultima settimana di vacanza e conseguente rientro al lavoro... si comincia a parlare di "email"...
In serata diamo un'occhiata all'ultima previsione meteo e notiamo l'entrata di un WNW in intensificazione sullo Stretto di Sicilia con mare in aumento fino a forza 4. Ci aspetterebbe una simpatica bolinata, con svariati bordi e con un mare 4 che non è affatto simpatico quando si deve bolinare. Perchè ammazzarci proprio gli ultimi giorni ?  Decidiamo di tracciare una nuova rotta per il rientro: non ci fermiano più a Sciacca, ma proseguiamo dritti fino a Mazara del Vallo.
La mattina dopo la sveglia suona prima del solito e in una decina di minuti siamo pronti a partire. Quando la poca brezza da W si intensifica un pò, ci viene dritta in faccia. Si va a motore.
La giornata e caldissima e vogliamo fermarci per un bagno ristoratore e per pranzare. Troviamo una baietta molto bella, circondata da alte scogliere di tufo bianco e da spiagge dorate. Il mare è letteralmente color turchese, reso lattiginoso dalla molta sospensione. Siamo poco più a sud di Siculiana Marina, fra Punta Grande e Capo Rossello.
Rinfrescati e rifocillati, ci rimettiamo in navigazione poco prima delle 14:00. Il vento è sempre da Ovest, sempre in faccia e non ci permette di andare a vela. OK, procediamo a motore.
La navigazione prosegue tranquilla, l'ultima lettura delle carte meteo conferma l'arrivo del NW e del mare grosso. L'equipaggio si riunisce e dopo qualche minuto di verifiche, calcoli e valutazione delle alternative, decidiamo di modificare ulteriormente la nostra rotta: ce ne andiamo diretti alle Egadi, "piantiamo" l'ancora a Cala Azzurra per gli ultimi tre giorni di cazzeggio totale con tanto di neo-coltivazione di mitili in rapida espansione lungo la catena.
Tracciato il nuovo percorso, filiamo le due lenze in acqua e continuiamo la navigazione sempre a motore. Nel tardo pomeriggio siamo a qualche miglio da Mazara del Vallo, notiamo un folto assembramento di volatili. Volteggiano intorno a noi - forse ci hanno scambiato per una motopesca :-) - molti sono posati sulla superficie del mare. Mmmhhh qui "branco ci cova", neanche qualche secondo che uno dei due mulinelli strappa. Portiamo a bordo una mini-Palamita, probabilmente neanche 200gr. Deve ancora crescere, la lasciamo andare. Rifiliamo la lenza, passano una ventina di minuti, altro strappo, altra mini-Palamita: lasciamo andare anche questa. La scena di ripete per la terza volta, questa volta la Palamita è ancora più mini e come le precedenti, finisce di nuovo in mare.
Una delle tre mini-Palamite

Ceniamo al tramonto, la serata è terribilmente umida. Una volta sceso il sole, la barca e tutto quello che c'è sopra è completamente bagnato. Il vento scompare completamente e ci ritroviamo a navigare in un mare immobile e sotto una luna piena incredibile ! Il chiarore è così forte che non avremmo bisogno neppure delle luci di via per essere avvistati dagli altri.
Giungiamo a Favignana alle 23:55, filiamo l'ancora in una Cala Azzurra completamente DESERTA ! Ecco, chi conosce questi luoghi sa perfettamente che ciò rappresenta un evento talmente raro da far nascere svariati miti e leggende fra coloro che lo raccontano: "Miii Cala Azzurra deserta ! Ehhh.. notte di luna piena..." :-)
Una volta sistemati a centro cala e spento il motore, lo spettacolo è surreale: il mare è immobile, la luce della luna rischiara il fondo sabbioso e proietta su di esso le ombre del tender e di Y2K. Ci sembra di essere sospesi nel vuoto... peccato che fotografare una scena del genere è praticamente impossibile con i mezzi a nostra disposizione.
Alcuni simpatici campeggiatori sono accampati sulla spiaggia con tanto di fuocherello e tenda, intonano svariati canti a squarciagola e si accompagnano con percussioni tipo tribale: non smetteranno prima delle 3 del mattino. In casi come questo gli alieni Gangabanga o un buco nero materializzato lì all'improvviso non guasterebbero affatto :-)
Fair winds and calm seas a tutti

'Vicini ... Vicini'

Ieri sera siamo arrivati a Favignana, a cala azzurra. Eravamo l'unica barca in rada e lo siamo stati sino a pochi minuti fa, quando e' arrivata un'altra barca.
Per chi conosce cala azzurra sa quanto questa sia grande e come nelle giornate di pienone questa possa ospitare quasi un centinaio di barche.
Ecco, il signore qui vicino ci si e' ormeggiato a 31mt da noi, CON TUTTA LA CALA A DISPOSIZIONE!
Faccio talvolta davvero fatica a comprendere lo spirito umano e quello marinaio di taluni soggetti.
:-) :-) :-)
Sent by HTC Windows Mobile 6.5

August 24, 2010

Tramonto

La giornata sta volgendo al termine e la foto al tramonto é un 'must'.
Siamo di fronte a Mazara del Vallo in direzione W, stiamo dirigendo su Favignana.
Abbiamo dato un'accelerata al nostro rientro perche qui nelo stretto di sicilia é previsto maestrale forza 4/5 per i prossimi 2 giorni e non avevamo voglia di bolinare come pazzi per guadagnarci la via del ritorno.

August 23, 2010

Da Portopalo a Marina di Ragusa.

La seconda notte in rada a Portopalo non è del tutto tranquilla: per prima cosa nel tardo pomeriggio arriva un SW sui 12-13 nodi così da non rendere più tanto ridossato il nostro ridosso. OK ci spostiamo al riparo della diga a destra, ma il fondo qui è roccia e il nostro ancoraggio ci "perplime" un pò. In secondo luogo, la brezza pensa bene di intensificarsi durante la notte e di assestarsi sui 17 nodi rafficati. Dunque: fondo roccioso, ancoraggio perplesso, brezza e raffiche... la notte non si dorme proprio super-tranquilli.
La mattina dopo la brezza è completamente girata a NE, stessa intensità del SW. Tempo di fare colazione e leviamo l'ancora (che era adagiata su un masso).
Lasciamo la rada di Portopalo e volgiamo la prua su Marina di Ragusa. Il NE ci permette di aprire genoa e trinchetta, così come già provato nello Stretto di Messina, e di muoverci a circa 5-6 nodi. Purtroppo il mare si è gonfiato parecchio e gli ondoni sono ripidi, frequenti e piuttosto fastidiosi.


Attraversiamo il golfo di Pozzallo, ci sono 5 navi all'ancora in attesa di istruzioni da Pozzallo, si tratta più che altro di petroliere e portacontainer. Una di queste ci incuriosisce per il suo nome improbabile, ci avviciniamo e la immortaliamo in fotografia. Vedere foto sotto :-)
Com'è che si chiama questa nave qui ???

"Nando" è in acqua e frulla che è un piacere - vedere precedente post - Y2K procede in tutta tranquillità.
Mano a mano che ci avviciniamo a Capo d'Aliga (circa 8 miglia da Marina di Ragusa) ci accorgiamo che gli equipaggi di tutte le vele che incontriamo o scorgiamo in lontananza in direzione opposta alla nostra ci guardano come fossimo alieni Gangabanga. Ne capiamo il motivo soltanto osservandoli bene: anche loro stanno andando di poppa ! L'unica spiegazione logica la troviamo doppiando il capo. Il NE scompare TOTALMENTE e DI COLPO. Altrettanto repentinamente ci troviamo un SW 15 nodi bello preciso sulla faccia...
E vabbè, avvolgiamo la Trinca e confabuliamo fra noi se è il caso di aprire la randa e fare un pò di bolina: siamo troppo pigri, decidiamo di rimanere con il solo genoa e di fare un bolinone largo, tanto Y2K si crea l'apparente anche senza la vela maestra :-)
A circa 4 miglia da Marina di Ragusa il SW si attenua fino a lasciare spazio ad una brezzolina di 8 nodi. Sono le 15 quando siamo davanti al porto, ma non abbiamo voglia di entrare, siamo accaldati. Filiamo l'ancora in 4 metri d'acqua proprio di fronte alla diga foranea e ci tuffiamo in acqua. Poi entriamo nel marina e rimaniamo FOLGORATI dalla bellezza della struttura. Il marina è nuovissimo, inaugurato a luglio dello scorso anno, quasi vuoto. Servizio di assistenza all'ormeggio impeccabile, super accoglienza da parte della Direzione, pontili spaziali, accesso ai pontili controllato. Bello, davvero molto bello. Per la cronaca, Y2K paga 94 Euro a notte, servizi e IVA inclusa.
Ale e Y2K nel Marina di Ragusa
Marina di Ragusa
Pontile MAXI da cui si diramano tutti gli altri.
Il marina "by night"
Una volta sistemati, facciamo un giretto nel paese gremito di gente: le spiagge sono molto belle, ma l'affollamento è tale che solo a guardare ci manca il fiato. Troviamo un ristorante molto "ispiroso" - Ristorante Da Serafino, sul lungo mare, - prenotiamo per la sera.
Scorcio del "lunghissimo" lungo mare

La cena è ottima, i piatti di pesce sono ricchi, gustosi e freschi. Siamo soddisfatti.
Non abbiamo la forza di andare "in vita", siamo stanchi per la nottata precedente. Ce ne torniamo a bordo e crolliamo ronfanti.
ARGHHH, aiuto !!!
Stranezze: questa mattina i nostri orologi di bordo sono impazziti improvvisamente. Quello analogico da parete era indietro di tre ore (e vabbè - direte - saranno le batterie no ?), ma l'altro, quello "atomico" e radio controllato segnava le 3 del mattino... poi, improvvisamente, sono tornati a funzionare normalmente. Gli alieni Gangabanga si sono impossessati dei nostri orologi.

Fair winds and calm seas a tutti.

August 22, 2010

Aquagen4 detto 'Nando'

video

Siamo in navigazione da Capo Passero verso Ragusa. Ci spinge un venticello da Nord di circa 14kt.
Siamo al gran lasco con solo il genoa e ovviamente Nando è in acqua!
Abbiamo fatto un video con il telefonino, che non e' di qualita' eccelsa, ma dovrebbe rendere l'idea del funzionamento dell'aquagen.
La velocità della barca è di circa 5kt, ci sono delle onde che anche Nando cavalca e quindi accelera e rallenta come la barca, a questa velocità produce dai 4 ai 6 Amp/h.

August 20, 2010

Giorno... BHO ? Abbiamo perso il conto... Capo Passero e Portopalo

Prima di lasciare Marzamemi, torniamo in paese e svaligiamo un negozio di prodotti tipici del luogo (ricordiamo a tutti che la bottarga di Marzamemi, fra l'altro, è conosciuta in tutto il mondo).
Lasciamo quindi il marina carichi di prelibatezze e proseguiamo la nostra circumnavigazione della Sicilia.
C'è calma di vento e proseguiamo a motore fino a Capo Passero. Questo è il punto più a Sud della Sicilia nonchè il limite ultimo dello Ionio Meridionale: da qui in poi siamo nello Stretto di Sicilia (o Mar di Sicilia come viene chiamato da alcuni siti meteo).
Capo Passero
Ci fermiamo a ridosso dell'isolotto di Capo Passero per uno splendido bagno in un mare caraibico: la lingua di sabbia appena sotto il pelo della superficie e che "congiunge" l'isolotto alla terra ferma da al mare un colore meraviglioso.
Capo Passero

Trascorriamo quasi tutta la giornata fra bagnetti, tuffi, tintarella - sì insomma, le solite noiosissime attività da perditempo :-) - poi verso le 5 ce ne andiamo nella rada di Portopalo per trascorrervi la notte... ma anche la giornata di domani (forse :-))

Fair winds and calm seas a tutti.

Marzamemi

Una insegna pubblicitaria della Regione Sicilia riguardante Marzamemi recita: "Borgo senza tempo". Mai descrizione fu più azzeccata, ecco, questa è esattamente la sensazione che il visitatore prova immediatamente una volta raggiunto il centro "storico" di Marzamemi. Per quanto ci riguarda, le prime parole sono state più che altro: "Ma dove siamo ?"
Descrivere Marzamemi è impossibile, lasciamo quindi spazio ad alcune delle tante foto scattate durante la nostra breve visita. Ai nostri amici navigatori e non, diciamo soltanto andate a Marzamemi.

 
In uno dei tanti bar.

 


Taverna La Cialoma

Il Viaggio di Ulisse

INCONTRI: il gruppo di frati minori Francescani di Sicilia e la loro missione. Abbiamo assistito ad uno dei loro spettacoli, ci hanno davvero divertito e stupito. Oltre ad essere dei cantanti davvero in gamba, i mitici frati circondati da decine di giovani e suore provenienti da tutte le parrocchie italiane, si sono lanciati - suore comprese eh ? - in danze quali l'Alligalli e, nientepopodimenoche, la Waka Waka !  Il tutto in saio, cintura di corda e sandali. Abbiamo ripreso alcuni stralci delle loro performance, non appena riusciamo ad avere una linea internet veloce a sufficienza, pubblichiamo sul blog. Da non perdere, davvero MITICI :-)
Ci siamo poi documentati. In pratica i frati Francescani hanno organizzato una settimana di intrattenimento musicale a partire dal 15 Agosto mediante la quale intendono diffondere il loro messaggio di fraternità e di pace per i giovani. Dobbiamo proprio dire che ci sono riusciti !



La balata
La nuova chiesa di S. Francesco da Paola, patrono della città e protettore della gente di mare
La vecchia chiesa di S. Francesco

LIBAGIONI e VITA NOTTURNA: intanto la ricerca di un ristorante che avesse un tavolo libero è stata estenuante ! Alla fine abbiamo cenato alle 22:30 presso la Taverna La Cialoma. Un pò caruccia, ma ottimi piatti a base di pesce. Per chi si è potuto permettere il dessert - cioè io, me medesima che scrivo :-) - segnaliamo il "Viaggio di Ulisse" consistente in: conchiglia di Cappasanta come "contenitore", un paio di cucchiaiate abbondanti di ricotta dolce fresca (quella dei cannoli per intenderci), cioccolato fondente sminuzzato, sbriciolata di cialda di cannolo, caramello, crema di cacao e come ornamento una foglia gigante di cioccolato fondente. 7500 calorie, ma una bontà unica :-)
Fra una cosa e l'altra abbiamo rimesso piede a bordo intorno alle 2 del mattino :-)

Fair winds and calm seas a tutti.

Da Siracusa a Marzamemi

Innanzi tutti ci scusiamo con i nostri amici lettori per le recenti carenze in fatto di aggiornamenti, esse sono dovute a libagioni varie e notti brave da parte dell'equipaggio di Y2K.

Dunque, riassunto delle puntate precedenti :-)
La fantastica visita all'Isola di Ortigia si conclude la sera con una cena spaziale presso il ristorante Giove dove, fra gli altri piatti, segnaliamo una pasta con le sarde strepitosa e un dentice alla Matarotta che ancora ricordiamo.
La mattina successiva siamo belli impacchettati nel marina, in pratica abbiamo sorvolato nel raccontarvi come ci hanno fatto prigionieri di un posto barca strettissimo e impossibile da lasciare senza incastrarsi poppa-prua con le barche ormeggiate di fronte e dietro. Siamo fra due grossi motoscafi, ma abbiamo voglia di lasciare il porto. Quando ormai siamo quasi decisi a passare un'altra giornata nel marina - per carità Ortigia merita anche una settimana di visite - ecco che il motoscafo alla nostra sinistra lascia l'ormeggio per fare gasolio. Veloci come dei fulmini ci prepariamo ad uscire non senza l'aiuto del gommone degli ormeggiatori del porto in quanto, senza abbrivio e un pò di velocità, Y2K non è in grado di compiere brusche virate a 90°, ben poco può fare l'elica di prua.
Una volta "liberi", filiamo l'ancora nella rada di Siracusa e trascorriamo qui il resto della giornata.
La mattina dopo lasciamo Siracusa e volgiamo la prua verso Marzamemi. Appena fuori dal ridosso troviamo un NW bello feschino sui 17-18 nodi, ma con mare parecchio formato e fastidioso. Ci mettiamo in rotta e apriamo solamente il genoa in quanto lo spostamento è piuttosto breve. Vogliamo infatti fare un bagno a ridosso della Penisola della Maddalena, nella zona di mare protetta del Plemmirio. Appena scapolata la punta della penisola, tutto il mare e il NW scompaiono d'incanto. Una volta giunti a destinazione, notiamo che è stato allestito un campo boe di notevole estensione. Ne agguantiamo una e ci facciamo un bagnetto fantastico, in un'acqua cristallina, godendo di un panorama stupendo.
Nessuno viene a riscuotere eventuali tariffe per i gavitelli, ne desumiamo che sono gratuiti.
Dopo un buon pranzetto e un paio di tuffi, lasciamo la nostra boa e volgiamo la prua verso la nostra destinazione finale, Marzamemi.
Y2K presso lo Yacht Club Marzamemi
Il mare è piatto, il NW si è attenuato, ma ci permette comunque di fare un traversino stupendo con randa e genoa. Ci godiamo la traversata mentre "Nando" pensa a caricare le nostre batterie :-)
Alle 18 circa, entriamo nel marina di Marzamemi, precisamente lo Yacht Club Marzamemi, ormeggiamo Y2K e dopo aver sistemato la barca dentro e fuori, ci prepariamo per la sera e ci lanciamo alla scoperta del paesino.
Ma questa è un'altra storia. E merita un aggiornamento a parte.

Fair winds and calm seas a tutti.

August 18, 2010

Siracusa - Spettacolare Isola di Ortigia

Solo un paio di parole su Ortigia che abbiamo visitato nella serata di ieri: bellissima, unica, incredibile, indescrivibile.
Andate assolutamente a visitare Ortigia dove si respira la Storia (con la "S" maiuscola).


Il Duomo

Il municipio

Il Duomo e le colonne Doriche rimaste (il tempio era anticamente Greco e dedicato alla dea Atena)

Particolare della facciata del Duomo

Piazza del Duomo

La fonte Aretusa

La fonte Aretusa
Fair winds and calm seas a tutti.

Siracusa - Parco Archeologico Neapolis

Sotto un sole cocente, un cielo azzurro e terso e con un caldo come solo in Sicilia si può trovare, abbiamo dedicato la mattinata di ieri alla visita di tutta l'area archeologica di Siracusa (area di Neapolis). Assolutamente affascinanti le antiche vestigia greche e romane, con il teatro greco a fare la parte del leone, seguito a ruota dall'Orecchio di Dionisio.
Lasciamo spazio ad alcune delle tante immagini che abbiamo colto e ad alcuni cenni storici, ogni commento è superfluo.

Ara di Ierone III sec. a. c. - resta solamente la base in quanto intagliata nella roccia. La parte superiore fu depredata dagli Spagnoli per costruire la fortificazione di Ortigia. Altare probabilmente dedicato a Zeus Eleutherios (Giove Liberatore), fatto erigere da Ierone II,  dove si celebrava la festa della Eleutheria con il sacrificio di 450 tori per volta secondo quanto ci riporta Diodoro Siculo.


Teatro Greco - Costruito nella sua prima fase nel V sec. a. c. rifatto nel III sec. a. c. Lo cita Sofrone facendo il nome dell'architetto, Damocopos detto Myrilla. Anche di questo grandioso teatro rimangono solamente le parti intagliate nella roccia, tutte le rimanenti sono mancanti in quanto demolite ancora una volta dagli Spagnoli.



Orecchio di Dionisio: si tratta di una grotta artificiale lunga 65 metri, alta 23 metri e larga dai 5 agli 11 metri. Pare che il Caravaggio, durante una sua visita alla città di Siracusa, l'abbia chiamata in questo modo in quanto ricorda la forma di un orecchio umano. Lo storico Tucidide, ma anche Cicerone sostengono che la caverna sia stata scavata dal tiranno Dionisio (Dionigi) per farne una prigione. La tradizione vuole anche che Dionisio volle architettarla in questo modo al fine di poter udire da una cameretta posta sopra la cava anche il minimo bisbiglio pronunciato dai prigionieri. L'acustica in effetti è incredibile :-)

Interno dell'Orecchio di Dionisio

Anfiteatro Romano III sec. a.c. (probabilmente): anche l'anfiteatro è stato depredato dagli Spagnoli per cui ci è rimasta soltanto la parte intagliata direttamente nella roccia. Si tratta di una struttura piuttosto grande (140x119 m). Come da tradizioni, si tenevano giochi con i gladiatori e spettacoli con belve. I primi gradini dell'arena erano riservati agli spettatori di riguardo. Ancora oggi sono visibili i blocchi di marmo su cui sono scolpiti i nomi delle famiglie cui quel posto era destinato. I multisala non hanno inventato nulla  :-)
Lungo il viale che porta all'anfiteatro sono disposti una serie di sarcofagi in pietra rinvenuti nelle necropoli di Siracusa e Megara Iblea.

I sarcofagi in pietra

Fair winds and calm seas a tutti

August 17, 2010

Siracusa

Teatro Greco
A pranzo
Giornata all'insegna della cultura.
Saluti da questo splendido e panoramico Teatro Greco.
"Lu cauru che si more!"